|
|
Front Page Titles (by Subject) INFERNO XXX - The Divine Comedy, Vol. 1 (Inferno) (Bilingual edition)
INFERNO XXX - Dante Alighieri, The Divine Comedy, Vol. 1 (Inferno) (Bilingual edition) [1321]Edition used:The Divine Comedy of Dante Alighieri. The Italian Text with a Translation in English Blank Verse and a Commentary by Courtney Langdon, vol. 1 (Inferno) (Cambridge: Harvard University Press, 1918).
About Liberty Fund:Liberty Fund, Inc. is a private, educational foundation established to encourage the study of the ideal of a society of free and responsible individuals. Copyright information:The text is in the public domain.
Fair use statement:
This material is put online to further the educational goals of Liberty Fund, Inc. Unless otherwise stated in the Copyright Information section above, this material may be used freely for educational and academic purposes. It may not be used in any way for profit.
INFERNO XXX
Cerchio Ottavo. Frode. Bolgia Decima Falsatori di Persone, di Monete e di Parole
- canto-ci030_line-1Nel tempo che Giunone era crucciata
- canto-ci030_line-2per Semelè contra il sangue Tebano,
- canto-ci030_line-3come mostrò una ed altra fiata,
- canto-ci030_line-4Atamante divenne tanto insano30_ln4
- canto-ci030_line-5che, veggendo la moglie con due figli
- canto-ci030_line-6venir carcata da ciascuna mano,
- canto-ci030_line-7gridò: “Tendiam le reti, sì ch’ io pigli30_ln7
- canto-ci030_line-8la leonessa e i leoncini al varco!”;
- canto-ci030_line-9e poi distese i dispietati artigli,
- canto-ci030_line-10prendendo l’ un ch’ avea nome Learco,30_ln10
- canto-ci030_line-11e rotollo, e percosselo ad un sasso;
- canto-ci030_line-12e quella s’ annegò con l’ altro carco.
- canto-ci030_line-13E quando la Fortuna volse in basso30_ln13
- canto-ci030_line-14l’ altezza de’ Troian che tutto ardiva,
- canto-ci030_line-15sì che insieme col regno il re fu casso,
- canto-ci030_line-16Ecuba trista, misera e cattiva,30_ln16
- canto-ci030_line-17poscia che vide Polissena morta,
- canto-ci030_line-18e del suo Polidoro in su la riva
- canto-ci030_line-19del mar si fu la dolorosa accorta,30_ln19
- canto-ci030_line-20forsennata latrò sì come cane;
- canto-ci030_line-21tanto il dolor le fe’ la mente torta.
- canto-ci030_line-22Ma nè di Tebe furie nè Troiane30_ln22
- canto-ci030_line-23si vider mai in alcun tanto crude,
- canto-ci030_line-24non punger bestie, non che membra umane,
- canto-ci030_line-25quant’ io vidi due ombre smorte e nude,30_ln25
- canto-ci030_line-26che mordendo correvan di quel modo,
- canto-ci030_line-27che il porco quando del porcil si schiude.
- canto-ci030_line-28L’ una giunse a Capocchio, ed in sul nodo30_ln28
- canto-ci030_line-29del collo l’ assannò sì, che, tirando,
- canto-ci030_line-30grattar gli fece il ventre al fondo sodo.
- canto-ci030_line-31E l’ Aretin, che rimase tremando,30_ln31
- canto-ci030_line-32mi disse: “Quel folletto è Gianni Schicchi,
- canto-ci030_line-33e va rabbioso altrui così conciando.”
- canto-ci030_line-34“Oh,” diss’ io lui, “se l’ altro non ti ficchi30_ln34
- canto-ci030_line-35li denti addosso, non ti sia fatica
- canto-ci030_line-36a dir chi è, pria che di qui si spicchi!”
- canto-ci030_line-37Ed egli a me: “Quell’ è l’ anima antica30_ln37
- canto-ci030_line-38di Mirra scellerata, che divenne
- canto-ci030_line-39al padre, fuor del dritto amore, amica.
- canto-ci030_line-40Questa a peccar con esso così venne,30_ln40
- canto-ci030_line-41falsificando sè in altrui forma,
- canto-ci030_line-42come l’ altro, che là sen va, sostenne,
- canto-ci030_line-43per guadagnar la donna della torma,30_ln43
- canto-ci030_line-44falsificar in sè Buoso Donati,
- canto-ci030_line-45testando e dando al testamento norma.”
- canto-ci030_line-46E poi che i due rabbiosi fur passati,30_ln46
- canto-ci030_line-47sopra cui io avea l’ occhio tenuto,
- canto-ci030_line-48rivolsilo a guardar gli altri mal nati.
- canto-ci030_line-49Io vidi un, fatto a guisa di liuto,30_ln49
- canto-ci030_line-50pur ch’ egli avesse avuta l’ anguinaia
- canto-ci030_line-51tronca dal lato che l’ uomo ha forcuto.
- canto-ci030_line-52La grave idropisìa, che sì dispaia30_ln52
- canto-ci030_line-53le membra con l’ umor che mal converte,
- canto-ci030_line-54che il viso non risponde alla ventraia,
- canto-ci030_line-55faceva a lui tener le labbra aperte,30_ln55
- canto-ci030_line-56come l’ etico fa, che per la sete
- canto-ci030_line-57l’ un verso il mento, e l’ altro in su rinverte.
- canto-ci030_line-58“O voi che senza alcuna pena siete,30_ln58
- canto-ci030_line-59e non so io perchè, nel mondo gramo,”
- canto-ci030_line-60diss’ egli a noi, “guardate ed attendete
- canto-ci030_line-61alla miseria del maestro Adamo!30_ln61
- canto-ci030_line-62Io ebbi, vivo, assai di quel ch’ io volli,
- canto-ci030_line-63ed ora, lasso!, un gocciol d’ acqua bramo.
- canto-ci030_line-64Li ruscelletti, che de’ verdi colli30_ln64
- canto-ci030_line-65del Casentin discendon giuso in Arno,
- canto-ci030_line-66facendo i lor canali freddi e molli,
- canto-ci030_line-67sempre mi stanno innanzi, e non indarno;30_ln67
- canto-ci030_line-68chè l’ imagine lor vie più m’ asciuga
- canto-ci030_line-69che il male ond’ io nel volto mi discarno.
- canto-ci030_line-70La rigida Giustizia, che mi fruga,30_ln70
- canto-ci030_line-71tragge cagion del loco ov’ io peccai,
- canto-ci030_line-72a metter più li miei sospiri in fuga.
- canto-ci030_line-73Ivi è Romena, là dov’ io falsai30_ln73
- canto-ci030_line-74la lega suggellata del Battista;
- canto-ci030_line-75per ch’ io il corpo su arso lasciai.
- canto-ci030_line-76Ma s’ io vedessi qui l’ anima trista30_ln76
- canto-ci030_line-77di Guido, o d’ Alessandro, o di lor frate,
- canto-ci030_line-78per Fonte Branda non darei la vista.
- canto-ci030_line-79Dentro c’ è l’ una già, se l’ arrabbiate30_ln79
- canto-ci030_line-80ombre che vanno intorno dicon vero;
- canto-ci030_line-81ma che mi val, c’ ho le membra legate?
- canto-ci030_line-82S’ io fossi pur di tanto ancor leggiero,30_ln82
- canto-ci030_line-83ch’ io potessi in cent’ anni andare un’ oncia,
- canto-ci030_line-84io sarei messo già per lo sentiero,
- canto-ci030_line-85cercando lui tra questa gente sconcia,30_ln85
- canto-ci030_line-86con tutto ch’ ella volge undici miglia,
- canto-ci030_line-87e men d’ un mezzo di traverso nòn ci ha.
- canto-ci030_line-88Io son per lor tra sì fatta famiglia;30_ln88
- canto-ci030_line-89ei m’ indussero a battere i fiorini,
- canto-ci030_line-90ch’ avean ben tre carati di mondiglia.”
- canto-ci030_line-91Ed io a lui: “Chi son li due tapini,30_ln91
- canto-ci030_line-92che fuman come man bagnate il verno,
- canto-ci030_line-93giacendo stretti a’ tuoi destri confini?”
- canto-ci030_line-94“Qui li trovai, e poi volta non dierno,”30_ln94
- canto-ci030_line-95rispose, “quand’ io piovvi in questo greppo,
- canto-ci030_line-96e non credo che dieno in sempiterno.
- canto-ci030_line-97L’ una è la falsa che accusò Giuseppo;30_ln97
- canto-ci030_line-98l’ altro è il falso Sinon greco da Troia;
- canto-ci030_line-99per febbre acuta gittan tanto leppo.”
- canto-ci030_line-100E l’ un di lor, che si recò a noia30_ln100
- canto-ci030_line-101forse d’ esser nomato sì oscuro,
- canto-ci030_line-102col pugno gli percosse l’ epa croia.
- canto-ci030_line-103Quella sonò, come fosse un tamburo;30_ln103
- canto-ci030_line-104e mastro Adamo gli percosse il volto
- canto-ci030_line-105col braccio suo, che non parve men duro,
- canto-ci030_line-106dicendo a lui: “Ancor che mi sia tolto30_ln106
- canto-ci030_line-107lo muover, per le membra che son gravi,
- canto-ci030_line-108ho io il braccio a tal mestiere sciolto.”
- canto-ci030_line-109Ond’ ei rispose: “Quando tu andavi30_ln109
- canto-ci030_line-110al foco, non l’ avèi tu così presto;
- canto-ci030_line-111ma sì e più l’ avèi, quando coniavi.”
- canto-ci030_line-112E l’idropico: “Tu di’ ver di questo;30_ln112
- canto-ci030_line-113ma tu non fosti sì ver testimonio,
- canto-ci030_line-114là ’ve del ver fosti a Troia richiesto.”
- canto-ci030_line-115“S’ io dissi falso, e tu falsasti il conio!”,30_ln115
- canto-ci030_line-116disse Sinone, “e son qui per un fallo,
- canto-ci030_line-117e tu per più ch’ alcun altro demonio.”
- canto-ci030_line-118“Ricorditi, spergiuro, del cavallo,”30_ln118
- canto-ci030_line-119rispose quel ch’ avea enfiata l’ epa,
- canto-ci030_line-120“e sìeti reo che tutto il mondo sallo!”
- canto-ci030_line-121“A te sia rea la sete onde ti crepa,”30_ln121
- canto-ci030_line-122disse il Greco, “la lingua, e l’ acqua marcia
- canto-ci030_line-123che il ventre innanzi gli occhi sì t’ assiepa!”
- canto-ci030_line-124Allora il monetier: “Così si squarcia30_ln124
- canto-ci030_line-125la bocca tua per dir mal come suole;
- canto-ci030_line-126chè, s’ io ho sete ed umor mi rinfarcia,
- canto-ci030_line-127tu hai l’ arsura, e il capo che ti duole;30_ln127
- canto-ci030_line-128e per leccar lo specchio di Narcisso,
- canto-ci030_line-129non vorresti a invitar molte parole.”
- canto-ci030_line-130Ad ascoltarli er’ io del tutto fisso,30_ln130
- canto-ci030_line-131quando il Maestro mi disse: “Or pur mira!
- canto-ci030_line-132chè per poco è, che teco non mi risso.”
- canto-ci030_line-133Quand’ io ’l sentì’ a me parlar con ira,30_ln133
- canto-ci030_line-134volsimi verso lui con tal vergogna,
- canto-ci030_line-135ch’ ancor per la memoria mi si gira;
- canto-ci030_line-136e quale è quei che suo dannaggio sogna,30_ln136
- canto-ci030_line-137che, sognando, desidera sognare,
- canto-ci030_line-138sì che quel ch’ è, come non fosse, agogna;
- canto-ci030_line-139tal mi fec’ io, non potendo parlare,30_ln139
- canto-ci030_line-140che desiava scusarmi, e scusava
- canto-ci030_line-141me tuttavia, e nol mi credea fare.
- canto-ci030_line-142“Maggior difetto men vergogna lava,”30_ln142
- canto-ci030_line-143disse il Maestro, “che il tuo non è stato;
- canto-ci030_line-144però d’ ogni tristizia ti disgrava.
- canto-ci030_line-145e fa’ ragion ch’ io ti sia sempre allato,30_ln145
- canto-ci030_line-146se più avvien che Fortuna t’ accoglia
- canto-ci030_line-147ove sien genti in simigliante piato;
- canto-ci030_line-148chè voler ciò udire è bassa voglia.”30_ln148
|