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Front Page Titles (by Subject) INFERNO XXII - The Divine Comedy, Vol. 1 (Inferno) (Bilingual edition)
INFERNO XXII - Dante Alighieri, The Divine Comedy, Vol. 1 (Inferno) (Bilingual edition) [1321]Edition used:The Divine Comedy of Dante Alighieri. The Italian Text with a Translation in English Blank Verse and a Commentary by Courtney Langdon, vol. 1 (Inferno) (Cambridge: Harvard University Press, 1918).
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INFERNO XXII
Cerchio Ottavo. Frode Bolgia Quinta. Barattieri
- canto-ci022_line-1Io vidi già cavalier muover campo,
- canto-ci022_line-2e cominciare stormo, e far lor mostra,
- canto-ci022_line-3e talvolta partir per loro scampo;
- canto-ci022_line-4corridor vidi per la terra vostra,22_ln4
- canto-ci022_line-5o Aretini, e vidi gir gualdane,
- canto-ci022_line-6ferir torneamenti, e correr giostra;
- canto-ci022_line-7quando con trombe, e quando con campane,22_ln7
- canto-ci022_line-8con tamburi e con cenni di castella,
- canto-ci022_line-9e con cose nostrali e con istrane;
- canto-ci022_line-10nè già con sì diversa cennamella22_ln10
- canto-ci022_line-11cavalier vidi muover, nè pedoni,
- canto-ci022_line-12nè nave a segno di terra o di stella.
- canto-ci022_line-13Noi andavam con li dieci demoni;22_ln13
- canto-ci022_line-14ahi, fiera compagnia! Ma nella chiesa
- canto-ci022_line-15coi santi, ed in taverna coi ghiottoni!
- canto-ci022_line-16Pure alla pegola era la mia intesa,22_ln16
- canto-ci022_line-17per veder della bolgia ogni contegno
- canto-ci022_line-18e della gente ch’ entro v’ era incesa.
- canto-ci022_line-19Come i delfini, quando fanno segno22_ln19
- canto-ci022_line-20ai marinar con l’arco della schiena,
- canto-ci022_line-21che s’argomentin di campar lor legno;
- canto-ci022_line-22talor così, ad alleggiar la pena22_ln22
- canto-ci022_line-23mostrava alcun dei peccatori il dosso,
- canto-ci022_line-24e nascondeva in men che non balena.
- canto-ci022_line-25E come all’orlo dell’acqua d’ un fosso22_ln25
- canto-ci022_line-26stanno i ranocchi pur col muso fuori,
- canto-ci022_line-27sì che celano i piedi e l’altro grosso;
- canto-ci022_line-28sì stavan da ogni parte i peccatori;22_ln28
- canto-ci022_line-29ma come s’appressava Barbariccia,
- canto-ci022_line-30così si ritraean sotto i bollori.
- canto-ci022_line-31Io vidi, ed anco il cor me n’ accapriccia,22_ln31
- canto-ci022_line-32uno aspettar così, com’egli incontra
- canto-ci022_line-33che una rana rimane ed altra spiccia.
- canto-ci022_line-34E Graffiacan, che gli era più di contra,22_ln34
- canto-ci022_line-35gli arroncigliò le impegolate chiome,
- canto-ci022_line-36e trassel su, che mi parve una lontra.
- canto-ci022_line-37Io sapea già di tutti quanti il nome,22_ln37
- canto-ci022_line-38sì li notai quando furono eletti,
- canto-ci022_line-39e poi che si chiamaro, attesi come.
- canto-ci022_line-40“O Rubicante, fa’ che tu gli metti22_ln40
- canto-ci022_line-41gli unghioni addosso, sì che tu lo scuoi!”
- canto-ci022_line-42gridavan tutti insieme i maledetti.
- canto-ci022_line-43Ed io: “Maestro mio, fa’, se tu puoi,22_ln43
- canto-ci022_line-44che tu sappi chi è lo sciagurato
- canto-ci022_line-45venuto a man degli avversari suoi.”
- canto-ci022_line-46Lo Duca mio gli s’accostò allato;22_ln46
- canto-ci022_line-47domandollo ond’ ei fosse, e quei rispose:
- canto-ci022_line-48“Io fui del regno di Navarra nato.
- canto-ci022_line-49Mia madre a servo d’ un signor mi pose,22_ln49
- canto-ci022_line-50chè m’ avea generato d’ un ribaldo,
- canto-ci022_line-51distruggitor di sè e di sue cose.
- canto-ci022_line-52Poi fui famiglio del buon re Tebaldo;22_ln52
- canto-ci022_line-53quivi mi misi a far baratterìa,
- canto-ci022_line-54di che rendo ragione in questo caldo.”
- canto-ci022_line-55E Ciriatto, a cui di bocca uscìa22_ln55
- canto-ci022_line-56d’ ogni parte una sanna come a porco,
- canto-ci022_line-57gli fe’ sentir come l’ una sdrucìa.
- canto-ci022_line-58Tra male gatte era venuto il sorco;22_ln58
- canto-ci022_line-59ma Barbariccia il chiuse con le braccia,
- canto-ci022_line-60e disse: “State in là, mentr’ io lo inforco!”
- canto-ci022_line-61Ed al Maestro mio volse la faccia:22_ln61
- canto-ci022_line-62“Domanda” disse, “ancor, se più desìi
- canto-ci022_line-63saper da lui, prima ch’ altri il disfaccia.”
- canto-ci022_line-64Lo Duca dunque: “Or di’: degli altri rii22_ln64
- canto-ci022_line-65conosci tu alcun che sia Latino
- canto-ci022_line-66sotto la pece?” E quegli: “Io mi partii,
- canto-ci022_line-67poco è, da un che fu di là vicino;22_ln67
- canto-ci022_line-68così foss’ io ancor con lui coverto,
- canto-ci022_line-69ch’ io non temerei unghia nè uncino!”
- canto-ci022_line-70E Libicocco “Troppo avem sofferto!”22_ln70
- canto-ci022_line-71disse; e presegli il braccio col ronciglio,
- canto-ci022_line-72sì che, stracciando, ne portò un lacerto.
- canto-ci022_line-73Draghignazzo anco i volle dar di piglio22_ln73
- canto-ci022_line-74giuso alle gambe; onde il decurio loro
- canto-ci022_line-75si volse intorno intorno con mal piglio.
- canto-ci022_line-76Quand’ elli un poco rappaciati foro,22_ln76
- canto-ci022_line-77a lui, che ancor mirava sua ferita,
- canto-ci022_line-78domandò il Duca mio senza dimoro:
- canto-ci022_line-79“Chi fu colui, da cui mala partita22_ln79
- canto-ci022_line-80di’ che facesti per venire a proda?”
- canto-ci022_line-81Ed ei rispose: “Fu frate Gomita,
- canto-ci022_line-82quel di Gallura, vasel d’ogni froda,22_ln82
- canto-ci022_line-83ch’ ebbe i nemici di suo donno in mano,
- canto-ci022_line-84e fe’ sì lor, che ciascun se ne loda.
- canto-ci022_line-85Denar si tolse, e lasciolli di piano,22_ln85
- canto-ci022_line-86sì com’ ei dice; e negli altri uffici anche
- canto-ci022_line-87barattier fu non picciol, ma sovrano.
- canto-ci022_line-88Usa con esso donno Michel Zanche22_ln88
- canto-ci022_line-89di Logodoro; e a dir di Sardigna
- canto-ci022_line-90le lingue lor non si sentono stanche.
- canto-ci022_line-91Omè! vedete l’ altro che digrigna!22_ln91
- canto-ci022_line-92Io direi anco; ma io temo ch’ ello
- canto-ci022_line-93non s’apparecchi a grattarmi la tigna.”
- canto-ci022_line-94E il gran proposto, vòlto a Farfarello22_ln94
- canto-ci022_line-95che stralunava gli occhi per ferire,
- canto-ci022_line-96disse: “Fàtti in costà, malvagio uccello!”
- canto-ci022_line-97“Se voi volete vedere o udire”22_ln97
- canto-ci022_line-98ricominciò lo spaurato appresso,
- canto-ci022_line-99“Tóschi o Lombardi, io ne farò venire.
- canto-ci022_line-100Ma stien le Male Branche un poco in cesso,22_ln100
- canto-ci022_line-101sì ch’ ei non teman delle lor vendette;
- canto-ci022_line-102ed io, sedendo in questo loco stesso,
- canto-ci022_line-103per un ch’ io son, ne farò venir sette,22_ln103
- canto-ci022_line-104quando sufolerò, com’ è nostr’ uso
- canto-ci022_line-105di fare allor che fuori alcun si mette.”
- canto-ci022_line-106Cagnazzo a cotal motto levò il muso,22_ln106
- canto-ci022_line-107crollando il capo, e disse: “Odi malizia,
- canto-ci022_line-108ch’ egli ha pensata per gittarsi giuso!”
- canto-ci022_line-109Ond’ ei, ch’ avea lacciuoli a gran divizia,22_ln109
- canto-ci022_line-110rispose: “Malizioso son io troppo,
- canto-ci022_line-111quand’ io procuro a’ miei maggior tristizia!”
- canto-ci022_line-112Alichin non si tenne, e, di rintoppo22_ln112
- canto-ci022_line-113agli altri, disse a lui: “Se tu ti cali,
- canto-ci022_line-114io non ti verrò dietro di galoppo,
- canto-ci022_line-115ma batterò sopra la pece l’ali;22_ln115
- canto-ci022_line-116lascisi il colle, e sia la ripa scudo,
- canto-ci022_line-117a veder se tu sol più di noi vali!”
- canto-ci022_line-118O tu che leggi, udirai nuovo ludo!22_ln118
- canto-ci022_line-119Ciascun dall’ altra costa gli occhi volse;
- canto-ci022_line-120quel prima, ch’ a ciò fare era più crudo.
- canto-ci022_line-121Lo Navarrese ben suo tempo colse;22_ln121
- canto-ci022_line-122fermò le piante a terra, e in un punto
- canto-ci022_line-123saltò, e dal proposto lor si sciolse.
- canto-ci022_line-124Di che ciascun di colpa fu compunto,22_ln124
- canto-ci022_line-125ma quei più, che cagion fu del difetto;
- canto-ci022_line-126però si mosse, e gridò: “Tu se’ giunto!”
- canto-ci022_line-127Ma poco i valse; chè l’ ali al sospetto22_ln127
- canto-ci022_line-128non potero avanzar; quegli andò sotto.
- canto-ci022_line-129e quei drizzò, volando suso, il petto;
- canto-ci022_line-130non altrimenti l’anitra di botto,22_ln130
- canto-ci022_line-131quando il falcon s’appressa, giù s’attuffa,
- canto-ci022_line-132ed ei ritorna su crucciato e rotto.
- canto-ci022_line-133Irato Calcabrina della buffa,22_ln133
- canto-ci022_line-134volando dietro gli tenne, invaghito
- canto-ci022_line-135che quei campasse per aver la zuffa;
- canto-ci022_line-136e come il barattier fu disparito,22_ln136
- canto-ci022_line-137così volse gli artigli al suo compagno,
- canto-ci022_line-138e fu con lui sopra il fosso ghermito;
- canto-ci022_line-139ma l’ altro fu bene sparvier grifagno22_ln139
- canto-ci022_line-140ad artigliar ben lui, ed ambedue
- canto-ci022_line-141cadder nel mezzo del bollente stagno.
- canto-ci022_line-142Lo caldo sghermitor sùbito fue;22_ln142
- canto-ci022_line-143ma però di levarsi era niente,
- canto-ci022_line-144sì aveano inviscate l’ ali sue.
- canto-ci022_line-145Barbariccia, con gli altri suoi dolente,22_ln145
- canto-ci022_line-146quattro ne fe’ volar dall’altra costa
- canto-ci022_line-147con tutti i raffi, ed assai prestamente
- canto-ci022_line-148di qua, di là discesero alla posta;22_ln148
- canto-ci022_line-149porser gli uncini verso gl’ impaniati,
- canto-ci022_line-150ch’ eran già cotti dentro dalla crosta;
- canto-ci022_line-151e noi lasciammo lor così impacciati.22_ln151
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