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Front Page Titles (by Subject) INFERNO XVIII - The Divine Comedy, Vol. 1 (Inferno) (Bilingual edition)
INFERNO XVIII - Dante Alighieri, The Divine Comedy, Vol. 1 (Inferno) (Bilingual edition) [1321]Edition used:The Divine Comedy of Dante Alighieri. The Italian Text with a Translation in English Blank Verse and a Commentary by Courtney Langdon, vol. 1 (Inferno) (Cambridge: Harvard University Press, 1918).
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INFERNO XVIII
Cerchio Ottavo. Frode. Bolgia Prima. Ruffiani e Seduttori. Bolgia Seconda. Adulatori e Meretrici
- canto-ci018_line-1Luogo è in Inferno, detto Malebolge,
- canto-ci018_line-2tutto di pietra e di color ferrigno,
- canto-ci018_line-3come la cerchia che d’ intorno il volge.
- canto-ci018_line-4Nel dritto mezzo del campo maligno18_ln4
- canto-ci018_line-5vaneggia un pozzo assai largo e profondo,
- canto-ci018_line-6di cui suo loco dicerò l’ordigno.
- canto-ci018_line-7Quel cinghio che rimane, adunque, è tondo18_ln7
- canto-ci018_line-8tra il pozzo e il piè dell’alta ripa dura,
- canto-ci018_line-9ed ha distinto in dieci valli il fondo.
- canto-ci018_line-10Quale, dove per guardia delle mura18_ln10
- canto-ci018_line-11più e più fossi cingon li castelli,
- canto-ci018_line-12la parte dov’ ei son, rende figura;
- canto-ci018_line-13tale imagine quivi facean quelli;18_ln13
- canto-ci018_line-14e come a tai fortezze dai lor sogli
- canto-ci018_line-15alla ripa di fuor son ponticelli;
- canto-ci018_line-16così da imo della roccia scogli18_ln16
- canto-ci018_line-17movìen, che ricidean gli argini e i fossi
- canto-ci018_line-18infino al pozzo che i tronca e raccògli.
- canto-ci018_line-19In questo loco, della schiena scossi18_ln19
- canto-ci018_line-20di Gerion, trovammoci; e il Poeta
- canto-ci018_line-21tenne a sinistra, ed io retro mi mossi.
- canto-ci018_line-22Alla man destra vidi nuova pièta,18_ln22
- canto-ci018_line-23nuovi tormenti e nuovi frustatori,
- canto-ci018_line-24di che la prima bolgia era repleta.
- canto-ci018_line-25Nel fondo erano ignudi i peccatori;18_ln25
- canto-ci018_line-26dal mezzo in qua ci venìan verso il volto,
- canto-ci018_line-27di là con noi, ma con passi maggiori;
- canto-ci018_line-28come i Roman, per l’esercito molto,18_ln28
- canto-ci018_line-29l’anno del Giubileo, su per lo ponte
- canto-ci018_line-30hanno a passar la gente modo còlto,
- canto-ci018_line-31che dall’un lato tutti hanno la fronte18_ln31
- canto-ci018_line-32verso il Castello, e vanno a Santo Pietro;
- canto-ci018_line-33dall’altra sponda vanno verso il monte.
- canto-ci018_line-34Di qua, di là, su per lo sasso tetro18_ln34
- canto-ci018_line-35vidi demon cornuti con gran ferze,
- canto-ci018_line-36che li battean crudelmente di retro.
- canto-ci018_line-37Ahi, come facean lor levar le berze18_ln37
- canto-ci018_line-38alle prime percosse! Già nessuno
- canto-ci018_line-39le seconde aspettava, nè le terze.
- canto-ci018_line-40Mentr’ io andava, gli occhi miei in uno18_ln40
- canto-ci018_line-41furo scontrati; ed io sì tosto dissi:
- canto-ci018_line-42“Di già veder costui non son digiuno.”
- canto-ci018_line-43Perciò a figurarlo i piedi affissi;18_ln43
- canto-ci018_line-44e il dolce Duca meco si ristette,
- canto-ci018_line-45ed assentì ch’ alquanto indietro gissi.
- canto-ci018_line-46E quel frustato celarsi credette,18_ln46
- canto-ci018_line-47bassando il viso, ma poco gli valse;
- canto-ci018_line-48ch’ io dissi: “Tu che l’occhio a terra gette,
- canto-ci018_line-49se le fazion che porti non son false,18_ln49
- canto-ci018_line-50Venedico se’ tu Caccianimico;
- canto-ci018_line-51ma che ti mena a sì pungenti salse?”
- canto-ci018_line-52Ed egli a me: “Mal volentier lo dico;18_ln52
- canto-ci018_line-53ma sforzami la tua chiara favella,
- canto-ci018_line-54che mi fa sovvenir del mondo antico.
- canto-ci018_line-55Io fui colui che la Ghisolabella18_ln55
- canto-ci018_line-56condussi a far la voglia del Marchese,
- canto-ci018_line-57come che suoni la sconcia novella.
- canto-ci018_line-58E non pur io qui piango Bolognese;18_ln58
- canto-ci018_line-59anzi n’ è questo loco tanto pieno,
- canto-ci018_line-60che tante lingue non son ora apprese
- canto-ci018_line-61a dicer sipa tra Savena e Reno;18_ln61
- canto-ci018_line-62e se di ciò vuoi fede o testimonio,
- canto-ci018_line-63rècati a mente il nostro avaro seno.”
- canto-ci018_line-64Così parlando il percosse un demonio18_ln64
- canto-ci018_line-65della sua scuriada, e disse: “Via,
- canto-ci018_line-66ruffian! Qui non son femmine da conio.”
- canto-ci018_line-67Io mi raggiunsi con la Scorta mia;18_ln67
- canto-ci018_line-68poscia con pochi passi divenimmo
- canto-ci018_line-69là ’ve uno scoglio della ripa uscìa.
- canto-ci018_line-70Assai leggeramente quel salimmo;18_ln70
- canto-ci018_line-71e, vòlti a destra su per la sua scheggia,
- canto-ci018_line-72da quelle cerchie eterne ci partimmo.
- canto-ci018_line-73Quando noi fummo là, dov’ ei vaneggia18_ln73
- canto-ci018_line-74di sotto, per dar passo agli sferzati,
- canto-ci018_line-75lo Duca disse: “Attienti, e fa’ che feggia
- canto-ci018_line-76lo viso in te di quest’ altri mal nati,18_ln76
- canto-ci018_line-77a’ quali ancor non vedesti la faccia,
- canto-ci018_line-78però che son con noi insieme andati.”
- canto-ci018_line-79Del vecchio ponte guardavam la traccia,18_ln79
- canto-ci018_line-80che venìa verso noi dall’altra banda,
- canto-ci018_line-81e che la ferza similmente scaccia;
- canto-ci018_line-82e il buon Maestro, senza mia dimanda,18_ln82
- canto-ci018_line-83mi disse: “Guarda quel grande che viene,
- canto-ci018_line-84e, per dolor, non par lagrima spanda.
- canto-ci018_line-85Quanto aspetto reale ancor ritiene!18_ln85
- canto-ci018_line-86Quelli è Giasòn, che per core e per senno
- canto-ci018_line-87li Colchi del monton privati fene.
- canto-ci018_line-88Egli passò per l’ isola di Lenno,18_ln88
- canto-ci018_line-89poi che le ardite femmine spietate
- canto-ci018_line-90tutti li maschi loro a morte dienno.
- canto-ci018_line-91Ivi con segni e con parole ornate18_ln91
- canto-ci018_line-92Isifile ingannò, la giovinetta
- canto-ci018_line-93che prima avea tutte l’altre ingannate.
- canto-ci018_line-94Lasciolla quivi gravida e soletta;18_ln94
- canto-ci018_line-95tal colpa a tal martìro lui condanna;
- canto-ci018_line-96ed anche di Medea si fa vendetta.
- canto-ci018_line-97Con lui sen va chi da tal parte inganna;18_ln97
- canto-ci018_line-98e questo basti della prima valle
- canto-ci018_line-99sapere, e di color che in sè assanna.”
- canto-ci018_line-100Già eravam dove lo stretto calle18_ln100
- canto-ci018_line-101con l’argine secondo s’ incrocicchia,
- canto-ci018_line-102e fa di quello ad un altr’ arco spalle.
- canto-ci018_line-103Quindi sentimmo gente, che si nicchia18_ln103
- canto-ci018_line-104nell’altra bolgia, e che col muso sbuffa,
- canto-ci018_line-105e sè medesma con le palme picchia.
- canto-ci018_line-106Le ripe eran grommate d’una muffa,18_ln106
- canto-ci018_line-107per l’alito di giù che vi si appasta,
- canto-ci018_line-108che con gli occhi e col naso facea zuffa.
- canto-ci018_line-109Lo fondo è cupo sì, che non ci basta18_ln109
- canto-ci018_line-110loco a veder senza montare al dosso
- canto-ci018_line-111dell’arco, ove lo scoglio più sovrasta.
- canto-ci018_line-112Quivi venimmo; e quindi giù nel fosso18_ln112
- canto-ci018_line-113vidi gente attuffata in uno sterco,
- canto-ci018_line-114che dagli uman privati parea mosso.
- canto-ci018_line-115E mentre ch’ io laggiù con l’occhio cerco,18_ln115
- canto-ci018_line-116vidi un col capo sì di merda lordo,
- canto-ci018_line-117che non parea s’era laico o cherco.
- canto-ci018_line-118Quei mi sgridò: “Perchè se’ tu sì ingordo18_ln118
- canto-ci018_line-119di riguardar più me che gli altri brutti?”
- canto-ci018_line-120Ed io a lui: “Perchè, se ben ricordo,
- canto-ci018_line-121già t’ ho veduto coi capelli asciutti,18_ln121
- canto-ci018_line-122e sei Alessio Interminei da Lucca;
- canto-ci018_line-123però t’adocchio più che gli altri tutti.”
- canto-ci018_line-124Ed egli allor, battendosi la zucca:18_ln124
- canto-ci018_line-125“Quaggiù m’ hanno sommerso le lusinghe,
- canto-ci018_line-126ond’ io non ebbi mai la lingua stucca.”
- canto-ci018_line-127Appresso ciò lo Duca: “Fa che pinghe”18_ln127
- canto-ci018_line-128mi disse, “il viso un poco più avante,
- canto-ci018_line-129sì che la faccia ben con gli occhi attinghe
- canto-ci018_line-130di quella sozza e scapigliata fante18_ln130
- canto-ci018_line-131che là si graffia con l’unghie merdose,
- canto-ci018_line-132ed or s’accoscia, ed ora è in piede stante.
- canto-ci018_line-133Taide è, la puttana, che rispose18_ln133
- canto-ci018_line-134al drudo suo, quando disse ‘Ho io grazie
- canto-ci018_line-135grandi appo te?’: ‘Anzi, meravigliose!’
- canto-ci018_line-136E quinci sien le nostre viste sazie.”18_ln136
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