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Front Page Titles (by Subject) INFERNO XVII - The Divine Comedy, Vol. 1 (Inferno) (Bilingual edition)
INFERNO XVII - Dante Alighieri, The Divine Comedy, Vol. 1 (Inferno) (Bilingual edition) [1321]Edition used:The Divine Comedy of Dante Alighieri. The Italian Text with a Translation in English Blank Verse and a Commentary by Courtney Langdon, vol. 1 (Inferno) (Cambridge: Harvard University Press, 1918).
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INFERNO XVII
Cerchio Settimo. Girone Terzo Violenza contro l’Arte. Usurai
- canto-ci017_line-1“Ecco la fiera con la coda aguzza,
- canto-ci017_line-2che passa i monti, e rompe i muri e l’ armi;
- canto-ci017_line-3ecco colei che tutto il mondo appuzza!”
- canto-ci017_line-4Sì cominciò lo mio Duca a parlarmi;17_ln4
- canto-ci017_line-5ed accennolle che venisse a proda,
- canto-ci017_line-6vicino al fin de’ passeggiati marmi.
- canto-ci017_line-7E quella sozza imagine di froda17_ln7
- canto-ci017_line-8sen venne, ed arrivò la testa e il busto;
- canto-ci017_line-9ma in su la riva non trasse la coda.
- canto-ci017_line-10La faccia sua era faccia d’uom giusto,17_ln10
- canto-ci017_line-11tanto benigna avea di fuor la pelle;
- canto-ci017_line-12e d’un serpente tutto l’altro fusto.
- canto-ci017_line-13Due branche avea pilose infin l’ascelle;17_ln13
- canto-ci017_line-14lo dosso e il petto ed ambedue le coste
- canto-ci017_line-15dipinte avea di nodi e di rotelle.
- canto-ci017_line-16Con più color, sommesse e soprapposte,17_ln16
- canto-ci017_line-17non fèr mai drappo Tartari nè Turchi,
- canto-ci017_line-18nè fur tai tele per Aragne imposte.
- canto-ci017_line-19Come talvolta stanno a riva i burchi,17_ln19
- canto-ci017_line-20che parte sono in acqua e parte in terra;
- canto-ci017_line-21e come là tra li Tedeschi lurchi
- canto-ci017_line-22lo bivero s’ assetta a far sua guerra;17_ln22
- canto-ci017_line-23così la fiera pessima si stava
- canto-ci017_line-24su l’ orlo che, di pietra, il sabbion serra.
- canto-ci017_line-25Nel vano tutta sua coda guizzava,17_ln25
- canto-ci017_line-26torcendo in su la venenosa forca,
- canto-ci017_line-27che, a guisa di scorpion, la punta armava.
- canto-ci017_line-28Lo Duca disse: “Or convien che si torca17_ln28
- canto-ci017_line-29la nostra via un poco infino a quella
- canto-ci017_line-30bestia malvagia che colà si corca.”
- canto-ci017_line-31Però scendemmo alla destra mammella,17_ln31
- canto-ci017_line-32e dieci passi femmo in su lo stremo,
- canto-ci017_line-33per ben cessar la rena e la fiammella;
- canto-ci017_line-34e quando noi a lei venuti semo,17_ln34
- canto-ci017_line-35poco più oltre veggio in su la rena
- canto-ci017_line-36gente seder propinqua al loco scemo.
- canto-ci017_line-37Quivi il Maestro: “Acciò che tutta piena17_ln37
- canto-ci017_line-38esperienza d’esto giron porti,”
- canto-ci017_line-39mi disse, “va’, e vedi la lor mena.
- canto-ci017_line-40Li tuoi ragionamenti sian là corti;17_ln40
- canto-ci017_line-41mentre che torni, parlerò con questa,
- canto-ci017_line-42che ne conceda i suoi omeri forti.”
- canto-ci017_line-43Così ancor su per la strema testa17_ln43
- canto-ci017_line-44di quel settimo cerchio tutto solo
- canto-ci017_line-45andai, ove sedea la gente mesta.
- canto-ci017_line-46Per gli occhi fuori scoppiava lor duolo;17_ln46
- canto-ci017_line-47di qua, di là soccorrìen con le mani,
- canto-ci017_line-48quando a’ vapori, quando al caldo suolo.
- canto-ci017_line-49Non altrimenti fan di state i cani,17_ln49
- canto-ci017_line-50or col ceffo, or col piè, quando son morsi
- canto-ci017_line-51o da pulci o da mosche o da tafani.
- canto-ci017_line-52Poi che nel viso a certi gli occhi porsi,17_ln52
- canto-ci017_line-53ne’ quali il doloroso foco casca,
- canto-ci017_line-54non ne conobbi alcun; ma io m’ accorsi
- canto-ci017_line-55che dal collo a ciascun pendea una tasca,17_ln55
- canto-ci017_line-56che avea certo colore e certo segno,
- canto-ci017_line-57e quindi par che il loro occhio si pasca.
- canto-ci017_line-58E com’ io riguardando tra lor vegno,17_ln58
- canto-ci017_line-59in una borsa gialla vidi azzurro,
- canto-ci017_line-60che d’ un leone avea faccia e contegno.
- canto-ci017_line-61Poi, procedendo di mio sguardo il curro,17_ln61
- canto-ci017_line-62vidine un’ altra, come sangue rossa,
- canto-ci017_line-63mostrando un’ oca bianca più che burro.
- canto-ci017_line-64Ed un, che d’una scrofa azzurra e grossa17_ln64
- canto-ci017_line-65segnato avea lo suo sacchetto bianco,
- canto-ci017_line-66mi disse: “Che fai tu in questa fossa?
- canto-ci017_line-67Or te ne va’; e perchè se’ vivo anco,17_ln67
- canto-ci017_line-68sappi che il mio vicin Vitaliano
- canto-ci017_line-69sederà qui dal mio sinistro fianco.
- canto-ci017_line-70Con questi Fiorentin son Padovano;17_ln70
- canto-ci017_line-71spesse fiate m’ intronan gli orecchi,
- canto-ci017_line-72gridando: ‘Vegna il cavalier sovrano,
- canto-ci017_line-73che recherà la tasca co’ tre becchi!’”17_ln73
- canto-ci017_line-74Qui distorse la bocca, e di fuor trasse
- canto-ci017_line-75la lingua, come bue che il naso lecchi.
- canto-ci017_line-76Ed io, temendo no ’l più star crucciasse17_ln76
- canto-ci017_line-77lui che di poco star m’ avea ammonito,
- canto-ci017_line-78tornai mi indietro dall’anime lasse.
- canto-ci017_line-79Trovai lo Duca mio ch’ era salito17_ln79
- canto-ci017_line-80già sulla groppa del fiero animale,
- canto-ci017_line-81e disse a me: “Or sie forte ed ardito!
- canto-ci017_line-82Omai si scende per sì fatte scale;17_ln82
- canto-ci017_line-83monta dinanzi, ch’ io voglio esser mezzo,
- canto-ci017_line-84sì che la coda non possa far male.”
- canto-ci017_line-85Qual è colui c’ ha sì presso il riprezzo17_ln85
- canto-ci017_line-86della quartana, c’ ha già l’unghie smorte,
- canto-ci017_line-87e trema tutto, pur guardando il rezzo;
- canto-ci017_line-88tal divenn’ io alle parole pòrte;17_ln88
- canto-ci017_line-89ma vergogna mi fe’ le sue minacce,
- canto-ci017_line-90che innanzi a buon signor fa servo forte.
- canto-ci017_line-91Io m’ assettai in su quelle spallacce;17_ln91
- canto-ci017_line-92sì volli dir, ma la voce non venne
- canto-ci017_line-93com’ io credetti: “Fa’ che tu m’ abbracce!”
- canto-ci017_line-94Ma esso, che altra volta mi sovvenne17_ln94
- canto-ci017_line-95ad altro forte, tosto ch’ io montai,
- canto-ci017_line-96con le braccia m’ avvinse e mi sostenne;
- canto-ci017_line-97e disse: “Gerion, muoviti omai!17_ln97
- canto-ci017_line-98Le rote larghe e lo scender sia poco;
- canto-ci017_line-99pensa la nuova soma che tu hai.”
- canto-ci017_line-100Come la navicella esce del loco17_ln100
- canto-ci017_line-101indietro indietro, sì quindi si tolse;
- canto-ci017_line-102e poi ch’ al tutto si sentì a giuoco,
- canto-ci017_line-103là ov’ era il petto, la coda rivolse;17_ln103
- canto-ci017_line-104e quella tesa, come anguilla, mosse,
- canto-ci017_line-105e con le branche l’aere a sè raccolse.
- canto-ci017_line-106Maggior paura non credo che fosse17_ln106
- canto-ci017_line-107quando Fetòn abbandonò li freni,
- canto-ci017_line-108per che il ciel, come pare ancor, si cosse;
- canto-ci017_line-109nè quando Icaro misero le reni17_ln109
- canto-ci017_line-110sentì spennar per la scaldata cera,
- canto-ci017_line-111gridando il padre a lui: “Mala via tieni!”,
- canto-ci017_line-112che fu la mia, quando vidi ch’io era17_ln112
- canto-ci017_line-113nell’ aer d’ ogni parte, e vidi spenta
- canto-ci017_line-114ogni veduta, fuor che della fiera.
- canto-ci017_line-115Ella sen va nuotando lenta lenta;17_ln115
- canto-ci017_line-116rota e discende, ma non me n’ accorgo,
- canto-ci017_line-117se non ch’ al viso e di sotto mi venta.
- canto-ci017_line-118Io sentìa già dalla man destra il gorgo17_ln118
- canto-ci017_line-119far sotto noi un orribile stroscio;
- canto-ci017_line-120per che con gli occhi in giù la testa sporgo.
- canto-ci017_line-121Allor fu’ io più timido allo scoscio,17_ln121
- canto-ci017_line-122però ch’ io vidi fuochi e sentii pianti;
- canto-ci017_line-123ond’ io tremando tutto mi raccoscio.
- canto-ci017_line-124E vidi poi, chè nol vedea davanti,17_ln124
- canto-ci017_line-125lo scendere e il girar per li gran mali
- canto-ci017_line-126che s’ appressavan da diversi canti.
- canto-ci017_line-127Come il falcon ch’ è stato assai sull’ ali,17_ln127
- canto-ci017_line-128che, senza veder logoro o uccello,
- canto-ci017_line-129fa dire al falconiere: “Oimè, tu cali!”,
- canto-ci017_line-130discende lasso onde si mosse snello,17_ln130
- canto-ci017_line-131per cento rote, e da lungi si pone
- canto-ci017_line-132dal suo maestro, disdegnoso e fello;
- canto-ci017_line-133così ne pose al fondo Gerione17_ln133
- canto-ci017_line-134a piè a piè della stagliata ròcca;
- canto-ci017_line-135e, discarcate le nostre persone,
- canto-ci017_line-136si dileguò come da corda cocca.17_ln136
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