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Front Page Titles (by Subject) INFERNO XIV - The Divine Comedy, Vol. 1 (Inferno) (Bilingual edition)
INFERNO XIV - Dante Alighieri, The Divine Comedy, Vol. 1 (Inferno) (Bilingual edition) [1321]Edition used:The Divine Comedy of Dante Alighieri. The Italian Text with a Translation in English Blank Verse and a Commentary by Courtney Langdon, vol. 1 (Inferno) (Cambridge: Harvard University Press, 1918).
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INFERNO XIV
Cerchio Settimo. Girone Terzo Violenza contro Dio. Bestemmiatori
- canto-ci014_line-1Poi che la carità del natìo loco
- canto-ci014_line-2mi strinse, raunai le fronde sparte,
- canto-ci014_line-3e rendeile a colui ch’ era già fioco.
- canto-ci014_line-4Indi venimmo al fine, ove si parte14_ln4
- canto-ci014_line-5lo secondo giron dal terzo, e dove
- canto-ci014_line-6si vede di Giustizia orribil arte.
- canto-ci014_line-7A ben manifestar le cose nuove,14_ln7
- canto-ci014_line-8dico che arrivammo ad una landa
- canto-ci014_line-9che dal suo letto ogni pianta rimove.
- canto-ci014_line-10La dolorosa selva l’ è ghirlanda14_ln10
- canto-ci014_line-11intorno, come il fosso tristo ad essa;
- canto-ci014_line-12quivi fermammo i passi a randa a randa.
- canto-ci014_line-13Lo spazzo era un’ arena arida e spessa,14_ln13
- canto-ci014_line-14non d’ altra foggia fatta che colei,
- canto-ci014_line-15che fu da’ piè di Caton già soppressa.
- canto-ci014_line-16O vendetta di Dio, quanto tu dèi14_ln16
- canto-ci014_line-17esser temuta da ciascun che legge
- canto-ci014_line-18ciò che fu manifesto agli occhi miei!
- canto-ci014_line-19D’ anime nude vidi molte gregge,14_ln19
- canto-ci014_line-20che piangean tutte assai miseramente,
- canto-ci014_line-21e parea posta lor diversa legge.
- canto-ci014_line-22Supin giaceva in terra alcuna gente;14_ln22
- canto-ci014_line-23alcuna si sedea tutta raccolta,
- canto-ci014_line-24ed altra andava continuamente.
- canto-ci014_line-25Quella che giva intorno era più molta;14_ln25
- canto-ci014_line-26e quella men che giaceva al tormento,
- canto-ci014_line-27ma più al duolo avea la lingua sciolta.
- canto-ci014_line-28Sopra tutto il sabbion d’ un cader lento14_ln28
- canto-ci014_line-29piovean di foco dilatate falde,
- canto-ci014_line-30come di neve in alpe senza vento.
- canto-ci014_line-31Quali Alessandro in quelle parti calde14_ln31
- canto-ci014_line-32d’ India vide sopra lo suo stuolo
- canto-ci014_line-33fiamme cadere infino a terra salde;
- canto-ci014_line-34per ch’ ei provvide a scalpitar lo suolo14_ln34
- canto-ci014_line-35con le sue schiere, acciò che lo vapore
- canto-ci014_line-36me’ si stingueva mentre ch’ era solo;
- canto-ci014_line-37tale scendeva l’ eternale ardore;14_ln37
- canto-ci014_line-38onde l’ arena s’ accendea, com’ esca
- canto-ci014_line-39sotto focile, a doppiar lo dolore.
- canto-ci014_line-40Senza riposo mai era la tresca14_ln40
- canto-ci014_line-41delle misere mani, or quindi or quinci
- canto-ci014_line-42iscotendo da sè l’ arsura fresca.
- canto-ci014_line-43Io cominciai: “Maestro, tu che vinci14_ln43
- canto-ci014_line-44tutte le cose, fuor che i demon duri,
- canto-ci014_line-45che all’ entrar della porta incontro uscìnci,
- canto-ci014_line-46chi è quel grande, che non par che curi14_ln46
- canto-ci014_line-47l’ incendio, e giace dispettoso e torto
- canto-ci014_line-48sì, che la pioggia non par che il maturi?”
- canto-ci014_line-49E quel medesmo, che si fu accorto14_ln49
- canto-ci014_line-50ch’ io dimandava il mio Duca di lui,
- canto-ci014_line-51gridò: “Qual io fui vivo, tal son morto!
- canto-ci014_line-52Se Giove stanchi il suo fabbro, da cui,14_ln52
- canto-ci014_line-53crucciato, prese la folgore acuta
- canto-ci014_line-54onde l’ ultimo dì percosso fui;
- canto-ci014_line-55o s’ egli stanchi gli altri a muta a muta14_ln55
- canto-ci014_line-56in Mongibello alla fucina negra,
- canto-ci014_line-57chiamando: ‘Buon Vulcano, aiuta, aiuta!’,
- canto-ci014_line-58sì com’ ei fece alla pugna di Flegra,14_ln58
- canto-ci014_line-59e me saetti con tutta sua forza,
- canto-ci014_line-60non ne potrebbe aver vendetta allegra!”
- canto-ci014_line-61Allora il Duca mio parlò di forza14_ln61
- canto-ci014_line-62tanto, ch’ io non l’ avea sì forte udito:
- canto-ci014_line-63“O Capanèo, in ciò che non s’ammorza
- canto-ci014_line-64la tua superbia, se’ tu più punito;14_ln64
- canto-ci014_line-65nullo martìro, fuor che la tua rabbia,
- canto-ci014_line-66sarebbe al tuo furor dolor compìto.”
- canto-ci014_line-67Poi si rivolse a me con miglior labbia,14_ln67
- canto-ci014_line-68dicendo: “Quel fu l’ un de’ sette regi
- canto-ci014_line-69ch’ assiser Tebe; ed ebbe e par ch’ egli abbia
- canto-ci014_line-70Dio in disdegno, e poco par che il pregi;14_ln70
- canto-ci014_line-71ma, come io dissi lui, li suoi dispetti
- canto-ci014_line-72sono al suo petto assai debiti fregi.
- canto-ci014_line-73Or mi vien dietro, e guarda che non metti14_ln73
- canto-ci014_line-74ancor li piedi nell’ arena arsiccia,
- canto-ci014_line-75ma sempre al bosco li ritieni stretti.”
- canto-ci014_line-76Tacendo, divenimmo là ove spiccia14_ln76
- canto-ci014_line-77fuor della selva un picciol fiumicello,
- canto-ci014_line-78lo cui rossore ancor mi raccapriccia.
- canto-ci014_line-79Quale del Bulicame esce ruscello,14_ln79
- canto-ci014_line-80che parton poi tra lor le peccatrici,
- canto-ci014_line-81tal per l’ arena giù sen giva quello.
- canto-ci014_line-82Lo fondo suo ed ambo le pendici14_ln82
- canto-ci014_line-83fatt’ eran pietra, e i margini da lato;
- canto-ci014_line-84per ch’ io m’ accorsi che il passo era lici.
- canto-ci014_line-85“Tra tutto l’altro ch’ io t’ ho dimostrato,14_ln85
- canto-ci014_line-86poscia che noi entrammo per la porta
- canto-ci014_line-87lo cui sogliare a nessuno è negato,
- canto-ci014_line-88cosa non fu dalli tuoi occhi scorta14_ln88
- canto-ci014_line-89notabile, com’ è il presente rio,
- canto-ci014_line-90che sopra sè tutte fiammelle ammorta.”
- canto-ci014_line-91Queste parole fur del Duca mio;14_ln91
- canto-ci014_line-92per che il pregai che mi largisse il pasto
- canto-ci014_line-93di cui largito m’ aveva il desìo.
- canto-ci014_line-94“In mezzo mar siede un paese guasto,”14_ln94
- canto-ci014_line-95diss’ egli allora, “che s’ appella Creta,
- canto-ci014_line-96sotto il cui rege fu già il mondo casto.
- canto-ci014_line-97Una montagna v’ è, che già fu lieta14_ln97
- canto-ci014_line-98d’ acque e di fronde, che si chiamò Ida;
- canto-ci014_line-99ora è deserta, come cosa vieta.
- canto-ci014_line-100Rea la scelse già per cuna fida14_ln100
- canto-ci014_line-101del suo figliuolo, e, per celarlo meglio,
- canto-ci014_line-102quando piangea, vi facea far le grida.
- canto-ci014_line-103Dentro dal monte sta dritto un gran Veglio,14_ln103
- canto-ci014_line-104che tien vòlte le spalle invèr Damiata,
- canto-ci014_line-105e Roma guarda sì come suo speglio.
- canto-ci014_line-106La sua testa è di fin oro formata,14_ln106
- canto-ci014_line-107e puro argento son le braccia e il petto,
- canto-ci014_line-108poi è di rame infino alla forcata;
- canto-ci014_line-109da indi in giuso è tutto ferro eletto,14_ln109
- canto-ci014_line-110salvo che il destro piede è terra cotta,
- canto-ci014_line-111e sta in su quel, più che in su l’ altro, eretto.
- canto-ci014_line-112Ciascuna parte, fuor che l’ oro, è rotta14_ln112
- canto-ci014_line-113d’ una fessura che lagrime goccia,
- canto-ci014_line-114le quali, accolte, foran quella grotta.
- canto-ci014_line-115Lor corso in questa valle si diroccia;14_ln115
- canto-ci014_line-116fanno Acheronte, Stige e Flegetonta;
- canto-ci014_line-117poi sen van giù per questa stretta doccia
- canto-ci014_line-118infin là dove più non si dismonta;14_ln118
- canto-ci014_line-119fanno Cocito; e qual sia quello stagno,
- canto-ci014_line-120tu lo vedrai; però qui non si conta.”
- canto-ci014_line-121Ed io a lui: “Se il presente rigagno14_ln121
- canto-ci014_line-122si deriva così dal nostro mondo,
- canto-ci014_line-123perchè ci appar pur a questo vivagno?”
- canto-ci014_line-124Ed egli a me: “Tu sai che il loco è tondo,14_ln124
- canto-ci014_line-125e, tutto che tu sii venuto molto
- canto-ci014_line-126pure a sinistra, giù calando al fondo,
- canto-ci014_line-127non sei ancor per tutto il cerchio vòlto;14_ln127
- canto-ci014_line-128per che, se cosa n’ apparisce nuova,
- canto-ci014_line-129non dee addur maraviglia al tuo volto.”
- canto-ci014_line-130Ed io ancor: “Maestro, ove si trova14_ln130
- canto-ci014_line-131Flegetonta e Letè? Chè dell’ un taci,
- canto-ci014_line-132e l’ altro di’ che si fa d’ esta piova.”
- canto-ci014_line-133“In tutte tue question certo mi piaci;”14_ln133
- canto-ci014_line-134rispose, “ma il bollor dell’ acqua rossa
- canto-ci014_line-135dovea ben solver l’ una che tu faci.
- canto-ci014_line-136Letè vedrai, ma fuor di questa fossa,14_ln136
- canto-ci014_line-137là ove vanno l’ anime a lavarsi,
- canto-ci014_line-138quando la colpa pentuta è rimossa.”
- canto-ci014_line-139Poi disse: “Omai è tempo da scostarsi14_ln139
- canto-ci014_line-140dal bosco; fa’ che diretro a me vegne;
- canto-ci014_line-141li margini fan via, che non son arsi;
- canto-ci014_line-142e sopra loro ogni vapor si spegne.”14_ln142
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