|
|
Front Page Titles (by Subject) INFERNO X - The Divine Comedy, Vol. 1 (Inferno) (Bilingual edition)
INFERNO X - Dante Alighieri, The Divine Comedy, Vol. 1 (Inferno) (Bilingual edition) [1321]Edition used:The Divine Comedy of Dante Alighieri. The Italian Text with a Translation in English Blank Verse and a Commentary by Courtney Langdon, vol. 1 (Inferno) (Cambridge: Harvard University Press, 1918).
About Liberty Fund:Liberty Fund, Inc. is a private, educational foundation established to encourage the study of the ideal of a society of free and responsible individuals. Copyright information:The text is in the public domain.
Fair use statement:
This material is put online to further the educational goals of Liberty Fund, Inc. Unless otherwise stated in the Copyright Information section above, this material may be used freely for educational and academic purposes. It may not be used in any way for profit.
INFERNO X
Cerchio Sesto. Eresia Eretici
- canto-ci010_line-1Ora sen va per uno stretto calle,
- canto-ci010_line-2tra il muro della terra e li martìri,
- canto-ci010_line-3lo mio Maestro, ed io dopo le spalle.
- canto-ci010_line-4“O Virtù somma, che per gli empi giri10_ln4
- canto-ci010_line-5mi volvi,” cominciai, “come a te piace,
- canto-ci010_line-6parlami e satisfammi a’ miei desiri.
- canto-ci010_line-7La gente, che per li sepolcri giace,10_ln7
- canto-ci010_line-8potrebbesi veder? Già son levati
- canto-ci010_line-9tutti i coperchi, e nessun guardia face.”
- canto-ci010_line-10Ed egli a me: “Tutti saran serrati,10_ln10
- canto-ci010_line-11quando di Iosaffàt qui torneranno
- canto-ci010_line-12coi corpi che lassù hanno lasciati.
- canto-ci010_line-13Suo cimitero da questa parte hanno10_ln13
- canto-ci010_line-14con Epicuro tutti i suoi seguaci,
- canto-ci010_line-15che l’ anima col corpo morta fanno.
- canto-ci010_line-16Però alla dimanda che mi faci10_ln16
- canto-ci010_line-17quinc’ entro satisfatto sarai tosto,
- canto-ci010_line-18ed al desìo ancor che tu mi taci.”
- canto-ci010_line-19Ed io: “Buon Duca, non tegno riposto10_ln19
- canto-ci010_line-20a te mio cor, se non per dicer poco;
- canto-ci010_line-21e tu m’ hai non pur mo a ciò disposto.”
- canto-ci010_line-22“O Tósco, che per la città del foco10_ln22
- canto-ci010_line-23vivo ten vai così parlando onesto,
- canto-ci010_line-24piacciati di restare in questo loco.
- canto-ci010_line-25La tua loquela ti fa manifesto10_ln25
- canto-ci010_line-26di quella nobil patria natìo.
- canto-ci010_line-27alla qual forse fui troppo molesto.”
- canto-ci010_line-28Subitamente questo suono uscìo10_ln28
- canto-ci010_line-29d’una dell’ arche; però m’accostai,
- canto-ci010_line-30temendo, un poco più al Duca mio.
- canto-ci010_line-31Ed ei mi disse: “Volgiti; che fai?10_ln31
- canto-ci010_line-32Vedi là Farinata che s’ è dritto;
- canto-ci010_line-33dalla cintola in su tutto il vedrai.”
- canto-ci010_line-34Io avea già il mio viso nel suo fitto;10_ln34
- canto-ci010_line-35ed ei s’ ergea col petto e con la fronte,
- canto-ci010_line-36come avesse lo Inferno in gran dispitto.
- canto-ci010_line-37E l’animose man del Duca e pronte10_ln37
- canto-ci010_line-38mi pinser tra le sepolture a lui,
- canto-ci010_line-39dicendo: “Le parole tue sien conte.”
- canto-ci010_line-40Com’ io al piè della sua tomba fui,10_ln40
- canto-ci010_line-41guardommi un poco, e poi, quasi sdegnoso,
- canto-ci010_line-42mi dimandò: “Chi fur li maggior tui?”
- canto-ci010_line-43Io, ch’ era d’ ubbidir desideroso,10_ln43
- canto-ci010_line-44non gliel celai, ma tutto gliel’ apersi;
- canto-ci010_line-45ond’ ei levò le ciglia un poco in soso,
- canto-ci010_line-46poi disse: “Fieramente furo avversi10_ln46
- canto-ci010_line-47a me ed a’ miei primi ed a mia parte,
- canto-ci010_line-48sì che per due fiate li dispersi.”
- canto-ci010_line-49“S’ ei fur cacciati, ei tornàr d’ ogni parte,”10_ln49
- canto-ci010_line-50rispos’ io lui, “l’ una e l’ altra fiata;
- canto-ci010_line-51ma i vostri non appreser ben quell’ arte.”
- canto-ci010_line-52Allor surse alla vista scoperchiata10_ln52
- canto-ci010_line-53un’ ombra lungo questa infino al mento;
- canto-ci010_line-54credo che s’ era in ginocchie levata.
- canto-ci010_line-55D’ intorno mi guardò, come talento10_ln55
- canto-ci010_line-56avesse di veder s’altri era meco;
- canto-ci010_line-57ma poi che il sospecciar fu tutto spento,
- canto-ci010_line-58piangendo disse: “Se per questo cieco10_ln58
- canto-ci010_line-59carcere vai per altezza d’ ingegno,
- canto-ci010_line-60mio figlio ov’ è? e perchè non è teco?”
- canto-ci010_line-61Ed io a lui: “Da me stesso non vegno;10_ln61
- canto-ci010_line-62colui, che attende là, per qui mi mena,
- canto-ci010_line-63forse cui Guido vostro ebbe a disdegno.”
- canto-ci010_line-64Le sue parole e il modo della pena10_ln64
- canto-ci010_line-65m’ avean di costui già letto il nome;
- canto-ci010_line-66però fu la risposta così piena.
- canto-ci010_line-67Di sùbito drizzato gridò: “Come10_ln67
- canto-ci010_line-68dicesti? Egli ebbe? Non viv’ egli ancora?
- canto-ci010_line-69Non fiere gli occhi suoi lo dolce lome?”
- canto-ci010_line-70Quando s’ accorse d’ alcuna dimora10_ln70
- canto-ci010_line-71ch’ io faceva dinanzi alla risposta,
- canto-ci010_line-72supin ricadde, e più non parve fuora.
- canto-ci010_line-73Ma quell’ altro magnanimo, a cui posta10_ln73
- canto-ci010_line-74restato m’ era, non mutò aspetto,
- canto-ci010_line-75nè mosse collo, nè piegò sua costa.
- canto-ci010_line-76E “Se”, continuando al primo detto,10_ln76
- canto-ci010_line-77“s’ egli han quell’ arte” disse, “male appresa,
- canto-ci010_line-78ciò mi tormenta più che questo letto.
- canto-ci010_line-79Ma non cinquanta volte fia raccesa10_ln79
- canto-ci010_line-80la faccia della Donna che qui regge,
- canto-ci010_line-81che tu saprai quanto quell’ arte pesa.
- canto-ci010_line-82E se tu mai nel dolce mondo regge,10_ln82
- canto-ci010_line-83dimmi, perchè quel popolo è sì empio
- canto-ci010_line-84incontro a’ miei in ciascuna sua legge?”
- canto-ci010_line-85Ond’ io a lui: “Lo strazio e il grande scempio,10_ln85
- canto-ci010_line-86che fece l’ Arbia colorata in rosso,
- canto-ci010_line-87tali orazion fa far nel nostro tempio.”
- canto-ci010_line-88Poi ch’ ebbe, sospirando, il capo scosso,10_ln88
- canto-ci010_line-89“A ciò non fui io sol,” disse, “nè certo
- canto-ci010_line-90senza cagion con gli altri sarei mosso;
- canto-ci010_line-91ma fui io sol colà, dove sofferto10_ln91
- canto-ci010_line-92fu per ciascun di tòrre via Fiorenza,
- canto-ci010_line-93colui che la difesi a viso aperto.”
- canto-ci010_line-94“Deh, se riposi mai vostra semenza,”10_ln94
- canto-ci010_line-95pregai io lui, “solvetemi quel nodo,
- canto-ci010_line-96che qui ha inviluppata mia sentenza.
- canto-ci010_line-97E’ par che voi veggiate, se ben odo,10_ln97
- canto-ci010_line-98dinanzi quel che il tempo seco adduce,
- canto-ci010_line-99e nel presente tenete altro modo.”
- canto-ci010_line-100“Noi veggiam, come quei che ha mala luce,10_ln100
- canto-ci010_line-101le cose” disse, “che ne son lontano;
- canto-ci010_line-102cotanto ancor ne splende il Sommo Duce.
- canto-ci010_line-103Quando s’ appressano, o son, tutto è vano10_ln103
- canto-ci010_line-104nostro intelletto; e, s’ altri nol ci apporta,
- canto-ci010_line-105nulla sapem di vostro stato umano.
- canto-ci010_line-106Però comprender puoi che tutta morta10_ln106
- canto-ci010_line-107fia nostra conoscenza da quel punto
- canto-ci010_line-108che del futuro fia chiusa la porta.”
- canto-ci010_line-109Allor, come di mia colpa compunto,10_ln109
- canto-ci010_line-110dissi: “Or direte dunque a quel caduto,
- canto-ci010_line-111che il suo nato è co’ vivi ancor congiunto;
- canto-ci010_line-112e s’ io fui dianzi alla risposta muto,10_ln112
- canto-ci010_line-113fat’ ei saper che il fei, perchè pensava
- canto-ci010_line-114già nell’ error che m’ avete soluto.”
- canto-ci010_line-115E già il Maestro mio mi richiamava;10_ln115
- canto-ci010_line-116per ch’ io pregai lo spirto più avaccio
- canto-ci010_line-117che mi dicesse chi con lui stava.
- canto-ci010_line-118Dissemi: “Qui con più di mille giaccio;10_ln118
- canto-ci010_line-119qua dentro è lo secondo Federico,
- canto-ci010_line-120e il Cardinale; e degli altri mi taccio.”
- canto-ci010_line-121Indi s’ ascose; ed io invèr l’ antico10_ln121
- canto-ci010_line-122Poeta volsi i passi, ripensando
- canto-ci010_line-123a quel parlar che mi parea nemico.
- canto-ci010_line-124Egli si mosse; e poi, cosi andando,10_ln124
- canto-ci010_line-125mi disse: “Perchè sei tu sì smarrito?”
- canto-ci010_line-126Ed io gli satisfeci al suo dimando.
- canto-ci010_line-127“La mente tua conservi quel ch’ udito10_ln127
- canto-ci010_line-128hai contra te;” mi comandò quel Saggio,
- canto-ci010_line-129“ed ora attendi qui!” e drizzò il dito.
- canto-ci010_line-130“Quando sarai dinanzi al dolce raggio10_ln130
- canto-ci010_line-131di Quella, il cui bell’ occhio tutto vede,
- canto-ci010_line-132da lei saprai di tua vita il viaggio.”
- canto-ci010_line-133Appresso volse a man sinistra il piede;10_ln133
- canto-ci010_line-134lasciammo il muro, e gimmo invèr lo mezzo
- canto-ci010_line-135per un sentier ch’ ad una valle fiede,
- canto-ci010_line-136che infin lassù facea spiacer suo lezzo.10_ln136
|