|
|
Front Page Titles (by Subject) DIVINA COMMEDIA inferno (Italian) - The Divine Comedy, Vol. 1 (Inferno) (Bilingual edition)
DIVINA COMMEDIA inferno (Italian) - Dante Alighieri, The Divine Comedy, Vol. 1 (Inferno) (Bilingual edition) [1321]Edition used:The Divine Comedy of Dante Alighieri. The Italian Text with a Translation in English Blank Verse and a Commentary by Courtney Langdon, vol. 1 (Inferno) (Cambridge: Harvard University Press, 1918).
About Liberty Fund:Liberty Fund, Inc. is a private, educational foundation established to encourage the study of the ideal of a society of free and responsible individuals. Copyright information:The text is in the public domain.
Fair use statement:
This material is put online to further the educational goals of Liberty Fund, Inc. Unless otherwise stated in the Copyright Information section above, this material may be used freely for educational and academic purposes. It may not be used in any way for profit.
DIVINA COMMEDIA inferno
INFERNO I
Proemio della Divina Commedia La Selva e il Monte
- canto-ci001_line-1Nel mezzo del cammin di nostra vita
- canto-ci001_line-2mi ritrovai per una selva oscura,
- canto-ci001_line-3chè la diritta via era smarrita.
- canto-ci001_line-4Eh, quanto a dir qual era è cosa dura1_ln4
- canto-ci001_line-5questa selva selvaggia ed aspra e forte
- canto-ci001_line-6che nel pensier rinnova la paura!
- canto-ci001_line-7Tanto è amara, che poco è più morte;1_ln7
- canto-ci001_line-8ma per trattar del ben che vi trovai,
- canto-ci001_line-9dirò dell’altre cose ch’io v’ho scorte.
- canto-ci001_line-10Io non so ben ridir com’ io v’ entrai,1_ln10
- canto-ci001_line-11tanto era pien di sonno in su quel punto
- canto-ci001_line-12che la verace via abbandonai;
- canto-ci001_line-13ma poi ch’ io fui al piè d’un colle giunto,
- canto-ci001_line-14là dove terminava quella valle
- canto-ci001_line-15che m’avea di paura il cor compunto,
- canto-ci001_line-16guardai in alto, e vidi le sue spalle1_ln16
- canto-ci001_line-17vestite già de’ raggi del pianeta
- canto-ci001_line-18che mena dritto altrui per ogni calle.
- canto-ci001_line-19Allor fu la paura un poco cheta,1_ln19
- canto-ci001_line-20che nel lago del cor m’era durata
- canto-ci001_line-21la notte ch’ io passai con tanta pièta.
- canto-ci001_line-22E come quei che con lena affannata1_ln22
- canto-ci001_line-23uscito fuor del pelago alla riva,
- canto-ci001_line-24si volge all’ acqua perigliosa, e guata;
- canto-ci001_line-25così l’ animo mio, che ancor fuggiva,1_ln25
- canto-ci001_line-26si volse indietro a rimirar lo passo
- canto-ci001_line-27che non lasciò giammai persona viva.
- canto-ci001_line-28Poi ch’ èi posato un poco il corpo lasso,1_ln28
- canto-ci001_line-29ripresi via per la piaggia deserta,
- canto-ci001_line-30sì che il piè fermo sempre era il più basso.
- canto-ci001_line-31Ed ecco, quasi al cominciar dell’ erta,1_ln31
- canto-ci001_line-32una Lonza leggiera e presta molto,
- canto-ci001_line-33che di pel maculato era coperta,
- canto-ci001_line-34e non mi si partìa d’ innanzi al volto;1_ln34
- canto-ci001_line-35anzi, impediva tanto il mio cammino,
- canto-ci001_line-36ch’ io fui per ritornar più volte vòlto.
- canto-ci001_line-37Tempo era dal principio del mattino,1_ln37
- canto-ci001_line-38e il sol montava su con quelle stelle
- canto-ci001_line-39ch’ eran con lui, quando l’ Amor Divino
- canto-ci001_line-40mosse da prima quelle cose belle;1_ln40
- canto-ci001_line-41sì che a bene sperar m’ era cagione
- canto-ci001_line-42di quella fiera alla gaietta pelle,
- canto-ci001_line-43l’ ora del tempo e la dolce stagione;1_ln43
- canto-ci001_line-44ma non sì, che paura non mi desse
- canto-ci001_line-45la vista, che mi apparve, d’ un Leone,
- canto-ci001_line-46— questi parea che contra me venesse1_ln46
- canto-ci001_line-47con la test’ alta e con rabbiosa fame,
- canto-ci001_line-48sì che parea che l’ aer ne temesse, —
- canto-ci001_line-49e d’ una Lupa, che di tutte brame1_ln49
- canto-ci001_line-50sembiava carca nella sua magrezza,
- canto-ci001_line-51e molte genti fe’ già viver grame.
- canto-ci001_line-52Questa mi porse tanto di gravezza1_ln52
- canto-ci001_line-53con la paura che uscìa di sua vista,
- canto-ci001_line-54ch’ io perdei la speranza dell’ altezza.
- canto-ci001_line-55E quale è quei che volentieri acquista,1_ln55
- canto-ci001_line-56e giugne il tempo che perder lo face,
- canto-ci001_line-57che in tutt’ i suoi pensier piange e s’ attrista;
- canto-ci001_line-58tal mi fece la bestia senza pace,1_ln58
- canto-ci001_line-59che, venendomi incontro, a poco a poco,
- canto-ci001_line-60mi ripingeva là dove il sol tace.
- canto-ci001_line-61Mentre ch’ io ruinava in basso loco,1_ln61
- canto-ci001_line-62dinanzi agli occhi mi si fu offerto
- canto-ci001_line-63chi per lungo silenzio parea fioco.
- canto-ci001_line-64Quando vidi costui nel gran deserto,1_ln64
- canto-ci001_line-65“Miserere di me,” gridai a lui,
- canto-ci001_line-66“qual che tu sii, od ombra, od uomo certo!”
- canto-ci001_line-67Risposemi: “Non uomo; uom già fui;1_ln67
- canto-ci001_line-68e li parenti miei furon Lombardi,
- canto-ci001_line-69e Mantovan per patria ambedui.
- canto-ci001_line-70Nacqui sub Iulio, ancor che fosse tardi,1_ln70
- canto-ci001_line-71e vissi a Roma sotto il buon Augusto,
- canto-ci001_line-72al tempo degli Dei falsi e bugiardi.
- canto-ci001_line-73Poeta fui, e cantai di quel giusto1_ln73
- canto-ci001_line-74figliuol d’ Anchise che venne da Troia,
- canto-ci001_line-75poi che il superbo Iliòn fu combusto.
- canto-ci001_line-76Ma tu, perchè ritorni a tanta noia?1_ln76
- canto-ci001_line-77perchè non sali il Dilettoso Monte,
- canto-ci001_line-78ch’ è principio e cagion di tutta gioia?”
- canto-ci001_line-79“Or se’ tu quel Virgilio, e quella fonte1_ln79
- canto-ci001_line-80che spande di parlar sì largo fiume?”
- canto-ci001_line-81risposi lui con vergognosa fronte.
- canto-ci001_line-82“O degli altri poeti onore e lume,1_ln82
- canto-ci001_line-83vagliami il lungo studio, e il grande amore
- canto-ci001_line-84che m’ ha fatto cercar lo tuo volume.
- canto-ci001_line-85Tu se’ lo mio maestro e il mio autore;1_ln85
- canto-ci001_line-86tu se’ solo colui, da cui io tolsi
- canto-ci001_line-87lo bello stile che m’ ha fatto onore.
- canto-ci001_line-88Vedi la bestia per cui io mi volsi;1_ln88
- canto-ci001_line-89aiutami da lei, famoso Saggio,
- canto-ci001_line-90ch’ ella mi fa tremar le vene e i polsi!”
- canto-ci001_line-91“A te convien tenere altro viaggio,”1_ln91
- canto-ci001_line-92rispose, poi che lagrimar mi vide,
- canto-ci001_line-93“se vuoi campar d’ esto loco selvaggio;
- canto-ci001_line-94chè questa bestia, per la qual tu gride,1_ln94
- canto-ci001_line-95non lascia altrui passar per la sua via,
- canto-ci001_line-96ma tanto l’ impedisce, che l’ uccide;
- canto-ci001_line-97ed ha natura sì malvagia e ria,1_ln97
- canto-ci001_line-98che mai non empie la bramosa voglia,
- canto-ci001_line-99e dopo il pasto ha più fame che pria.
- canto-ci001_line-100Molti son gli animali a cui s’ ammoglia,1_ln100
- canto-ci001_line-101e più saranno ancora, infin che il Veltro
- canto-ci001_line-102verrà, che la farà morir con doglia.
- canto-ci001_line-103Questi non ciberà terra nè peltro,1_ln103
- canto-ci001_line-104ma sapienza e amore e virtute;
- canto-ci001_line-105e sua nazion sarà tra Feltro e Feltro.
- canto-ci001_line-106Di quell’ umile Italia fia salute,1_ln106
- canto-ci001_line-107per cui morì la vergine Cammilla,
- canto-ci001_line-108Eurialo e Niso, e Turno, di ferute.
- canto-ci001_line-109Questi la caccerà per ogni villa,1_ln109
- canto-ci001_line-110fin che l’ avrà rimessa nell’ Inferno,
- canto-ci001_line-111là onde invidia prima dipartilla.
- canto-ci001_line-112Ond’ io per lo tuo me’ penso e discerno1_ln112
- canto-ci001_line-113che tu mi segui; ed io sarò tua guida,
- canto-ci001_line-114e trarrotti di qui per loco eterno,
- canto-ci001_line-115ove udirai le disperate strida1_ln115
- canto-ci001_line-116di quegli antichi spiriti dolenti,
- canto-ci001_line-117che la seconda morte ciascun grida;
- canto-ci001_line-118e poi vedrai color che son contenti1_ln118
- canto-ci001_line-119nel fuoco, perchè speran di venire,
- canto-ci001_line-120quando che sia, alle beate genti;
- canto-ci001_line-121alle qua’ poi se tu vorrai salire,1_ln121
- canto-ci001_line-122anima fia a ciò di me più degna.
- canto-ci001_line-123Con lei ti lascerò nel mio partire,
- canto-ci001_line-124chè quello Imperator che lassù regna,1_ln124
- canto-ci001_line-125perch’ io fui ribellante alla sua legge,
- canto-ci001_line-126non vuol che in sua città per me si vegna.
- canto-ci001_line-127In tutte parti impera, e quivi regge;1_ln127
- canto-ci001_line-128quivi è la sua città e l’ alto seggio.
- canto-ci001_line-129O felice colui, cui ivi elegge!”
- canto-ci001_line-130Ed io a lui: “Poeta, io ti richeggio1_ln130
- canto-ci001_line-131per quello Dio che tu non conoscesti,
- canto-ci001_line-132acciò ch’ io fugga questo male e peggio,
- canto-ci001_line-133che tu mi meni là dov’ or dicesti,1_ln133
- canto-ci001_line-134sì ch’ io veggia la porta di san Pietro,
- canto-ci001_line-135e color che tu fai cotanto mesti.”
- canto-ci001_line-136Allor si mosse, ed io gli tenni dietro.1_ln136
INFERNO II
Proemio dell’ Inferno La Missione di Virgilio
- canto-ci002_line-1Lo giorno se n’ andava, e l’ aer bruno
- canto-ci002_line-2toglieva gli animai che sono in terra
- canto-ci002_line-3dalle fatiche loro; ed io sol uno
- canto-ci002_line-4m’ apparecchiava a sostener la guerra2_ln4
- canto-ci002_line-5sì del cammino e sì della pietate,
- canto-ci002_line-6che ritrarrà la mente che non erra.
- canto-ci002_line-7O Muse, o alto Ingegno, or m’ aiutate!2_ln7
- canto-ci002_line-8O Mente, che scrivesti ciò ch’ io vidi,
- canto-ci002_line-9qui si parrà la tua nobilitate!
- canto-ci002_line-10Io cominciai: “Poeta che mi guidi,2_ln10
- canto-ci002_line-11guarda la mia virtù, s’ ella è possente,
- canto-ci002_line-12prima che all’ alto passo tu mi fidi.
- canto-ci002_line-13Tu dici che di Silvio lo parente,2_ln13
- canto-ci002_line-14corruttibile ancora, ad immortale
- canto-ci002_line-15secolo andò, e fu sensibilmente.
- canto-ci002_line-16Però, se l’ Avversario d’ ogni male2_ln16
- canto-ci002_line-17cortese i fu, pensando l’ alto effetto
- canto-ci002_line-18che uscir dovea di lui, e il chi, e il quale,
- canto-ci002_line-19non pare indegno ad uomo d’ intelletto;2_ln19
- canto-ci002_line-20ch’ ei fu dell’ alma Roma e di suo impero
- canto-ci002_line-21nell’ Empìreo Ciel per padre eletto;
- canto-ci002_line-22la quale e il quale, a voler dir lo vero,2_ln22
- canto-ci002_line-23fur stabiliti per lo loco santo
- canto-ci002_line-24u’ siede il successor del maggior Piero.
- canto-ci002_line-25Per questa andata, onde gli dài tu vanto,2_ln25
- canto-ci002_line-26intese cose, che furon cagione
- canto-ci002_line-27di sua vittoria e del Papale Ammanto.
- canto-ci002_line-28Andovvi poi il Vaso d’ Elezione,2_ln28
- canto-ci002_line-29per recarne conforto a quella fede
- canto-ci002_line-30ch’ è principio alla via di salvazione.
- canto-ci002_line-31Ma io, perchè venirvi? o chi ’l concede?2_ln31
- canto-ci002_line-32io non Enea, io non Paolo sono;
- canto-ci002_line-33me degno a ciò nè io nè altri crede.
- canto-ci002_line-34Per che, se del venire io m’ abbandono,2_ln34
- canto-ci002_line-35temo che la venuta non sia folle;
- canto-ci002_line-36se’ savio, e intendi me’ ch’ io non ragiono.”
- canto-ci002_line-37E quale è quei che disvuol ciò che volle,2_ln37
- canto-ci002_line-38e per nuovi pensier cangia proposta
- canto-ci002_line-39sì, che dal cominciar tutto si tolle;
- canto-ci002_line-40tal mi fec’ io in quella oscura costa;2_ln40
- canto-ci002_line-41per che, pensando, consumai l’ impresa,
- canto-ci002_line-42che fu nel cominciar cotanto tosta.
- canto-ci002_line-43“Se io ho ben la tua parola intesa,”2_ln43
- canto-ci002_line-44rispose del Magnanimo quell’ ombra,
- canto-ci002_line-45“l’ anima tua è da viltate offesa,
- canto-ci002_line-46la qual molte fiate l’ uomo ingombra2_ln46
- canto-ci002_line-47sì, che d’ onrata impresa lo rivolve,
- canto-ci002_line-48come falso veder bestia, quand’ ombra.
- canto-ci002_line-49Da questa tema acciò che tu ti solve,2_ln49
- canto-ci002_line-50dirotti perch’ io venni, e quel che intesi
- canto-ci002_line-51nel primo punto che di te mi dolve.
- canto-ci002_line-52Io era tra color che son sospesi,2_ln52
- canto-ci002_line-53e Donna mi chiamò beata e bella
- canto-ci002_line-54tal, che di comandar io la richiesi.
- canto-ci002_line-55Lucevan gli occhi suoi più che la stella;2_ln55
- canto-ci002_line-56e cominciommi a dir soave e piana,
- canto-ci002_line-57con angelica voce, in sua favella:
- canto-ci002_line-58‘O anima cortese Mantovana,2_ln58
- canto-ci002_line-59di cui la fama ancor nel mondo dura,
- canto-ci002_line-60e durerà quanto il mondo lontana,
- canto-ci002_line-61l’ amico mio, e non della Ventura,2_ln61
- canto-ci002_line-62nella deserta piaggia è impedito
- canto-ci002_line-63sì nel cammin, che vòlto è per paura;
- canto-ci002_line-64e temo che non sia già sì smarrito,2_ln64
- canto-ci002_line-65ch’ io mi sia tardi al soccorso levata,
- canto-ci002_line-66per quel ch’ io ho di lui nel Ciel udito.
- canto-ci002_line-67Or muovi, e con la tua parola ornata,2_ln67
- canto-ci002_line-68e con ciò ch’ è mestieri al suo campare,
- canto-ci002_line-69l’ aiuta sì, ch’ io ne sia consolata.
- canto-ci002_line-70Io son Beatrice che ti faccio andare;2_ln70
- canto-ci002_line-71vegno di loco ove tornar desìo;
- canto-ci002_line-72amor mi mosse, che mi fa parlare.
- canto-ci002_line-73Quando sarò dinanzi al Signor mio,2_ln73
- canto-ci002_line-74di te mi loderò sovente a lui.’
- canto-ci002_line-75Tacette allora, e poi cominciai io:
- canto-ci002_line-76‘O Donna di virtù, sola per cui2_ln76
- canto-ci002_line-77l’ umana spezie eccede ogni contento
- canto-ci002_line-78da quel ciel che ha minor li cerchi sui,
- canto-ci002_line-79tanto m’ aggrada il tuo comandamento,2_ln79
- canto-ci002_line-80che l’ ubbidir, se già fosse, m’ è tardi;
- canto-ci002_line-81più non t’ è uo’ ch’ aprirmi il tuo talento.
- canto-ci002_line-82Ma dimmi la cagion, chè non ti guardi2_ln82
- canto-ci002_line-83dello scender quaggiuso in questo centro
- canto-ci002_line-84dall’ ampio loco, ove tornar tu ardi.’
- canto-ci002_line-85‘Da che tu vuoi saper cotanto addentro,2_ln85
- canto-ci002_line-86dirotti brevemente,’ mi rispose,
- canto-ci002_line-87‘perch’ io non temo di venir qua entro.
- canto-ci002_line-88Temer si dee di sole quelle cose2_ln88
- canto-ci002_line-89c’ hanno potenza di fare altrui male;
- canto-ci002_line-90dell’ altre no, chè non son paurose.
- canto-ci002_line-91Io son fatta da Dio, sua mercè, tale,2_ln91
- canto-ci002_line-92che la vostra miseria non mi tange,
- canto-ci002_line-93nè fiamma d’ esto incendio non m’ assale.
- canto-ci002_line-94Donna è Gentil nel Ciel, che si compiange2_ln94
- canto-ci002_line-95di questo impedimento ov’ io ti mando,
- canto-ci002_line-96sì che duro giudicio lassù frange.
- canto-ci002_line-97Questa chiese Lucìa in suo dimando,2_ln97
- canto-ci002_line-98e disse: ‘Or ha bisogno il tuo fedele
- canto-ci002_line-99di te, ed io a te lo raccomando.’
- canto-ci002_line-100Lucìa, nemica di ciascun crudele,2_ln100
- canto-ci002_line-101si mosse, e venne al loco dov’ io era,
- canto-ci002_line-102che mi sedea con l’ antica Rachele.
- canto-ci002_line-103Disse: ‘Beatrice, Loda di Dio vera,2_ln103
- canto-ci002_line-104chè non soccorri quei che t’ amò tanto,
- canto-ci002_line-105che uscìo per te della volgare schiera?
- canto-ci002_line-106Non odi tu la pièta del suo pianto?2_ln106
- canto-ci002_line-107non vedi tu la morte che il combatte
- canto-ci002_line-108su la fiumana ove il mar non ha vanto?
- canto-ci002_line-109Al mondo non fur mai persone ratte2_ln109
- canto-ci002_line-110a far lor pro ed a fuggir lor danno,
- canto-ci002_line-111com’ io, dopo cotai parole fatte,
- canto-ci002_line-112venni quaggiù dal mio beato scanno,2_ln112
- canto-ci002_line-113fidandomi nel tuo parlare onesto,
- canto-ci002_line-114che onora te e quei che udito l’ hanno.’
- canto-ci002_line-115Poscia che m’ ebbe ragionato questo,2_ln115
- canto-ci002_line-116gli occhi lucenti lagrimando volse;
- canto-ci002_line-117per che mi fece del venir più presto;
- canto-ci002_line-118e venni a te così com’ ella volse;2_ln118
- canto-ci002_line-119d’ innanzi a quella fiera ti levai,
- canto-ci002_line-120che del bel Monte il corto andar ti tolse.
- canto-ci002_line-121Dunque che è? perchè, perchè ristai?2_ln121
- canto-ci002_line-122perchè tanta viltà nel core allette?
- canto-ci002_line-123perchè ardire e franchezza non hai,
- canto-ci002_line-124poscia che tai tre Donne benedette2_ln124
- canto-ci002_line-125curan di te nella corte del Cielo,
- canto-ci002_line-126e il mio parlar tanto ben t’ impromette?”
- canto-ci002_line-127Quali i fioretti dal notturno gelo2_ln127
- canto-ci002_line-128chinati e chiusi, poi che il sol gl’ imbianca,
- canto-ci002_line-129si drizzan tutti aperti in loro stelo;
- canto-ci002_line-130tal mi fec’ io di mia virtude stanca;2_ln130
- canto-ci002_line-131e tanto buono ardire al cor mi corse,
- canto-ci002_line-132ch’ io cominciai come persona franca:
- canto-ci002_line-133“O pietosa colei che mi soccorse!2_ln133
- canto-ci002_line-134e tu cortese, che ubbidisti tosto
- canto-ci002_line-135alle vere parole che ti porse!
- canto-ci002_line-136Tu m’ hai con desiderio il cor disposto2_ln136
- canto-ci002_line-137sì al venir con le parole tue,
- canto-ci002_line-138ch’ io son tornato nel primo proposto.
- canto-ci002_line-139Or va’, chè un sol volere è d’ ambedue;2_ln139
- canto-ci002_line-140tu Duca, tu Signore e tu Maestro!”
- canto-ci002_line-141Così gli dissi; e poi che mosso fue,
- canto-ci002_line-142entrai per lo cammino alto e silvestro.2_ln142
INFERNO III
La Porta e il Vestibolo dell’ Inferno Ignavi e Neutri. Acheronte
- canto-ci003_line-1Per me si va nella città dolente,
- canto-ci003_line-2per me si va nell’ eterno dolore,
- canto-ci003_line-3per me si va tra la perduta gente.
- canto-ci003_line-4Giustizia mosse il mio alto Fattore;3_ln4
- canto-ci003_line-5fecemi la divina Potestate,
- canto-ci003_line-6la somma Sapienza e il primo Amore.
- canto-ci003_line-7Dinanzi a me non fur cose create,3_ln7
- canto-ci003_line-8se non eterne, ed io eterno duro;
- canto-ci003_line-9lasciate ogni speranza, voi ch’ entrate!
- canto-ci003_line-10Queste parole di colore oscuro3_ln10
- canto-ci003_line-11vid’ io scritte al sommo d’una porta;
- canto-ci003_line-12per ch’ io: “Maestro, il senso lor m’ è duro.”
- canto-ci003_line-13Ed egli a me, come persona accorta:3_ln13
- canto-ci003_line-14“Qui si convien lasciare ogni sospetto;
- canto-ci003_line-15ogni viltà convien che qui sia morta.
- canto-ci003_line-16Noi siam venuti al loco ov’ io t’ ho detto3_ln16
- canto-ci003_line-17che tu vedrai le genti dolorose
- canto-ci003_line-18c’ hanno perduto il Ben dell’ intelletto.”
- canto-ci003_line-19E poi che la sua mano alla mia pose3_ln19
- canto-ci003_line-20con lieto volto, ond’ io mi confortai,
- canto-ci003_line-21mi mise dentro alle segrete cose.
- canto-ci003_line-22Quivi sospiri, pianti ed alti guai3_ln22
- canto-ci003_line-23risonavan per l’ aer senza stelle;
- canto-ci003_line-24per ch’ io, al cominciar, ne lagrimai.
- canto-ci003_line-25Diverse lingue, orribili favelle,3_ln25
- canto-ci003_line-26parole di dolore, accenti d’ ira,
- canto-ci003_line-27voci alte e fioche, e suon di man con elle,
- canto-ci003_line-28facevano un tumulto, il qual s’ aggira3_ln28
- canto-ci003_line-29sempre in quell’ aria senza tempo tinta,
- canto-ci003_line-30come la rena quando il turbo spira.
- canto-ci003_line-31Ed io, ch’ avea d’ orror la testa cinta,3_ln31
- canto-ci003_line-32dissi: “Maestro, che è quel che odo?
- canto-ci003_line-33e che gent’ è, che par nel duol sì vinta?”
- canto-ci003_line-34Ed egli a me: “Questo misero modo3_ln34
- canto-ci003_line-35tengon l’ anime triste di coloro
- canto-ci003_line-36che visser senza infamia e senza lodo.
- canto-ci003_line-37Mischiate sono a quel cattivo coro3_ln37
- canto-ci003_line-38degli Angeli che non furon ribelli,
- canto-ci003_line-39nè fur fedeli a Dio, ma per sè foro.
- canto-ci003_line-40Cacciàrli i ciel per non esser men belli;3_ln40
- canto-ci003_line-41nè lo profondo Inferno li riceve,
- canto-ci003_line-42chè alcuna gloria i rei avrebber d’elli.”
- canto-ci003_line-43Ed io: “Maestro, che è tanto greve3_ln43
- canto-ci003_line-44a lor, che lamentar li fa sì forte?”
- canto-ci003_line-45Rispose: “Dicerolti molto breve.
- canto-ci003_line-46Questi non hanno speranza di morte,3_ln46
- canto-ci003_line-47e la lor cieca vita è tanto bassa,
- canto-ci003_line-48che invidiosi son d’ ogni altra sorte.
- canto-ci003_line-49Fama di loro il mondo esser non lassa;3_ln49
- canto-ci003_line-50Misericordia e Giustizia li sdegna.
- canto-ci003_line-51Non ragioniam di lor; ma guarda e passa!”
- canto-ci003_line-52Ed io, che riguardai, vidi un’ insegna3_ln52
- canto-ci003_line-53che, girando, correva tanto ratta,
- canto-ci003_line-54che d’ ogni posa mi pareva indegna;
- canto-ci003_line-55e dietro le venìa sì lunga tratta3_ln55
- canto-ci003_line-56di gente, ch’ io non avrei mai creduto
- canto-ci003_line-57che morte tanta n’ avesse disfatta.
- canto-ci003_line-58Poscia ch’ io v’ ebbi alcun riconosciuto,3_ln58
- canto-ci003_line-59vidi e conobbi l’ ombra di colui
- canto-ci003_line-60che fece per viltate il gran Rifiuto.
- canto-ci003_line-61Incontanente intesi e certo fui3_ln61
- canto-ci003_line-62che quest’ era la setta de’ cattivi,
- canto-ci003_line-63a Dio spiacenti ed ai nemici sui.
- canto-ci003_line-64Questi sciaurati, che mai non fur vivi,3_ln64
- canto-ci003_line-65erano ignudi, e stimolati molto
- canto-ci003_line-66da vespe e da mosconi ch’ eran ivi.
- canto-ci003_line-67Elle rigavan lor di sangue il volto,3_ln67
- canto-ci003_line-68che, mischiato di lagrime, a’ lor piedi
- canto-ci003_line-69da fastidiosi vermi era ricolto.
- canto-ci003_line-70E poi che a riguardare oltre mi diedi,3_ln70
- canto-ci003_line-71vidi gente alla riva d’ un gran fiume;
- canto-ci003_line-72per ch’ io dissi: “Maestro, or mi concedi
- canto-ci003_line-73ch’ io sappia quali sono, e qual costume3_ln73
- canto-ci003_line-74le fa di trapassar parer sì pronte,
- canto-ci003_line-75com’ io discerno per lo fioco lume.”
- canto-ci003_line-76Ed egli a me: “Le cose ti fien conte,3_ln76
- canto-ci003_line-77quando noi fermerem li nostri passi
- canto-ci003_line-78sulla trista riviera d’ Acheronte.”
- canto-ci003_line-79Allor con gli occhi vergognosi e bassi,3_ln79
- canto-ci003_line-80temendo no ’l mio dir gli fosse grave,
- canto-ci003_line-81infino al fiume di parlar mi trassi.
- canto-ci003_line-82Ed ecco verso noi venir per nave3_ln82
- canto-ci003_line-83un vecchio, bianco per antico pelo,
- canto-ci003_line-84gridando: “Guai a voi, anime prave!
- canto-ci003_line-85Non isperate mai veder lo Cielo!3_ln85
- canto-ci003_line-86Io vegno per menarvi all’ altra riva,
- canto-ci003_line-87nelle tenebre eterne, in caldo e in gelo.
- canto-ci003_line-88E tu che se’ costì, anima viva,3_ln88
- canto-ci003_line-89pàrtiti da cotesti che son morti!”
- canto-ci003_line-90Ma poi che vide ch’ io non mi partiva,
- canto-ci003_line-91disse: “Per altra via, per altri porti3_ln91
- canto-ci003_line-92verrai a piaggia, non qui, per passare;
- canto-ci003_line-93più lieve legno convien che ti porti.”
- canto-ci003_line-94E il Duca a lui: “Caron, non ti crucciare;3_ln94
- canto-ci003_line-95vuolsi così colà, dove si puote
- canto-ci003_line-96ciò che si vuole, e più non dimandare!”
- canto-ci003_line-97Quinci fur chete le lanose gote3_ln97
- canto-ci003_line-98al nocchier della livida palude,
- canto-ci003_line-99che intorno agli occhi avea di fiamme rote.
- canto-ci003_line-100Ma quell’ anime, ch’ eran lasse e nude,3_ln100
- canto-ci003_line-101cangiàr colore e dibattèro i denti,
- canto-ci003_line-102ratto che inteser le parole crude.
- canto-ci003_line-103Bestemmiavano Iddio e i lor parenti,3_ln103
- canto-ci003_line-104l’ umana spezie, il luogo, il tempo e il seme
- canto-ci003_line-105di lor semenza e di lor nascimenti.
- canto-ci003_line-106Poi si ritrasser tutte quante insieme,3_ln106
- canto-ci003_line-107forte piangendo, alla riva malvagia
- canto-ci003_line-108che attende ciascun uom che Dio non teme.
- canto-ci003_line-109Caron dimonio, con occhi di bragia3_ln109
- canto-ci003_line-110loro accennando, tutte le raccoglie;
- canto-ci003_line-111batte col remo qualunque s’ adagia.
- canto-ci003_line-112Come d’ autunno si levan le foglie3_ln112
- canto-ci003_line-113l’ una appresso dell’ altra, infin che il ramo
- canto-ci003_line-114vede alla terra tutte le sue spoglie;
- canto-ci003_line-115similemente il mal seme d’ Adamo3_ln115
- canto-ci003_line-116gittansi di quel lito ad una ad una
- canto-ci003_line-117per cenni, come augel per suo richiamo.
- canto-ci003_line-118Così sen vanno su per l’ onda bruna;3_ln118
- canto-ci003_line-119ed avanti che sian di là discese,
- canto-ci003_line-120anche di qua nuova schiera s’ aduna.
- canto-ci003_line-121“Figliuol mio,” disse il Maestro cortese,3_ln121
- canto-ci003_line-122“quelli che muoion nell’ ira di Dio,
- canto-ci003_line-123tutti convegnon qui d’ ogni paese;
- canto-ci003_line-124e pronti sono a trapassar lo rio,3_ln124
- canto-ci003_line-125chè la Divina Giustizia li sprona
- canto-ci003_line-126sì, che la tema si volge in desìo.
- canto-ci003_line-127Quinci non passa mai anima buona;3_ln127
- canto-ci003_line-128e però, se Caron di te si lagna,
- canto-ci003_line-129ben puoi saper omai che il suo dir suona.”
- canto-ci003_line-130Finito questo, la buia campagna3_ln130
- canto-ci003_line-131tremò sì forte, che dello spavento
- canto-ci003_line-132la mente di sudore ancor mi bagna.
- canto-ci003_line-133La terra lagrimosa diede vento,3_ln133
- canto-ci003_line-134che balenò una luce vermiglia,
- canto-ci003_line-135la qual mi vinse ciascun sentimento;
- canto-ci003_line-136e caddi come l’ uom cui sonno piglia.3_ln136
INFERNO IV
Cerchio Primo. Il Limbo Innocenti non battezzati. Pagani illustri
- canto-ci004_line-1Ruppemi l’ alto sonno nella testa
- canto-ci004_line-2un greve tuono, sì ch’ io mi riscossi
- canto-ci004_line-3come persona che per forza è desta;
- canto-ci004_line-4e l’ occhio riposato intorno mossi,4_ln4
- canto-ci004_line-5dritto levato, e fiso riguardai
- canto-ci004_line-6per conoscer lo loco dov’ io fossi.
- canto-ci004_line-7Vero è che in su la proda mi trovai4_ln7
- canto-ci004_line-8della valle d’ abisso dolorosa,
- canto-ci004_line-9che tuono accoglie d’ infiniti guai.
- canto-ci004_line-10Oscura, profonda era e nebulosa4_ln10
- canto-ci004_line-11tanto, che, per ficcar lo viso al fondo,
- canto-ci004_line-12io non vi discerneva alcuna cosa.
- canto-ci004_line-13“Or discendiam quaggiù nel cieco mondo!”4_ln13
- canto-ci004_line-14incominciò il Poeta tutto smorto,
- canto-ci004_line-15“io sarò primo, e tu sarai secondo.”
- canto-ci004_line-16Ed io, che del color mi fui accorto,4_ln16
- canto-ci004_line-17dissi: “Come verrò, se tu paventi,
- canto-ci004_line-18che suoli al mio dubbiar esser conforto?”
- canto-ci004_line-19Ed egli a me: “L’ angoscia delle genti4_ln19
- canto-ci004_line-20che son quaggiù, nel viso mi dipigne
- canto-ci004_line-21quella pietà, che tu per tema senti.
- canto-ci004_line-22Andiam, chè la via lunga ne sospigne!”4_ln22
- canto-ci004_line-23Così si mise, e così mi fe’ entrare
- canto-ci004_line-24nel primo cerchio che l’ abisso cigne.
- canto-ci004_line-25Quivi, secondo che per ascoltare,4_ln25
- canto-ci004_line-26non avea pianto ma’ che di sospiri,
- canto-ci004_line-27che l’ aura eterna facevan tremare;
- canto-ci004_line-28ciò avvenìa di duol senza martìri,4_ln28
- canto-ci004_line-29ch’ avean le turbe, ch’ eran molte e grandi,
- canto-ci004_line-30d’ infanti e di femmine e di viri.
- canto-ci004_line-31Lo buon Maestro a me: “Tu non dimandi4_ln31
- canto-ci004_line-32che spiriti son questi che tu vedi?
- canto-ci004_line-33Or vo’ che sappi, innanzi che più andi,
- canto-ci004_line-34ch’ ei non peccàro; e s’ elli han mercedi,4_ln34
- canto-ci004_line-35non basta, perchè non ebber battesmo,
- canto-ci004_line-36ch’ è porta della fede che tu credi;
- canto-ci004_line-37e se furon dinanzi al Cristianesmo,4_ln37
- canto-ci004_line-38non adoràr debitamente Dio;
- canto-ci004_line-39e di questi cotai son io medesmo.
- canto-ci004_line-40Per tai difetti, e non per altro rio,4_ln40
- canto-ci004_line-41semo perduti, e sol di tanto offesi,
- canto-ci004_line-42che senza speme vivemo in desìo.”
- canto-ci004_line-43Gran duol mi prese al cor, quando lo intesi,4_ln43
- canto-ci004_line-44però che gente di molto valore
- canto-ci004_line-45conobbi che in quel Limbo eran sospesi.
- canto-ci004_line-46“Dimmi, Maestro mio, dimmi, Signore,”4_ln46
- canto-ci004_line-47cominciai io, per voler esser certo
- canto-ci004_line-48di quella fede che vince ogni errore;
- canto-ci004_line-49“uscicci mai alcun, o per suo merto,4_ln49
- canto-ci004_line-50o per altrui, che fosse poi beato?”
- canto-ci004_line-51E quei, che intese il mio parlar coverto,
- canto-ci004_line-52rispose: “Io era nuovo in questo stato,4_ln52
- canto-ci004_line-53quando ci vidi venire un Possente
- canto-ci004_line-54con segno di vittoria incoronato.
- canto-ci004_line-55Trasseci l’ ombra del primo parente,4_ln55
- canto-ci004_line-56d’ Abèl suo figlio, e quella di Noè,
- canto-ci004_line-57di Moisè legista e ubbidiente;
- canto-ci004_line-58Abraàm patriarca, e David re,4_ln58
- canto-ci004_line-59Israel con lo padre e co’ suoi nati,
- canto-ci004_line-60e con Rachele, per cui tanto fe’,
- canto-ci004_line-61ed altri molti; e feceli beati;4_ln61
- canto-ci004_line-62e vo’ che sappi che, dinanzi ad essi,
- canto-ci004_line-63spiriti umani non eran salvati.”
- canto-ci004_line-64Non lasciavam l’ andar perch’ ei dicessi,4_ln64
- canto-ci004_line-65ma passavam la selva tuttavia,
- canto-ci004_line-66la selva, dico, di spiriti spessi.
- canto-ci004_line-67Non era lunga ancor la nostra via4_ln67
- canto-ci004_line-68di qua dal sonno, quando vidi un foco,
- canto-ci004_line-69ch’ emisperio di tenebre vincìa.
- canto-ci004_line-70Di lungi v’ eravamo ancora un poco,4_ln70
- canto-ci004_line-71ma non sì, ch’ io non discernessi in parte
- canto-ci004_line-72che orrevol gente possedea quel loco.
- canto-ci004_line-73“O tu che onori e scienza ed arte,4_ln73
- canto-ci004_line-74questi chi son, c’ hanno cotanta orranza,
- canto-ci004_line-75che dal modo degli altri li diparte?”
- canto-ci004_line-76E quegli a me: “L’ onrata nominanza,4_ln76
- canto-ci004_line-77che di lor suona su nella tua vita,
- canto-ci004_line-78grazia acquista nel Ciel, che sì gli avanza.”
- canto-ci004_line-79Intanto voce fu per me udita:4_ln79
- canto-ci004_line-80“Onorate l’ altissimo Poeta!
- canto-ci004_line-81l’ ombra sua torna, ch’ era dipartita.”
- canto-ci004_line-82Poi che la voce fu restata e cheta,4_ln82
- canto-ci004_line-83vidi quattro grand’ ombre a noi venire;
- canto-ci004_line-84sembianza avevan nè trista nè lieta.
- canto-ci004_line-85Lo buon Maestro cominciò a dire:4_ln85
- canto-ci004_line-86“Mira colui con quella spada in mano,
- canto-ci004_line-87che vien dinanzi ai tre sì come sire.
- canto-ci004_line-88Quegli è Omero, poeta sovrano;4_ln88
- canto-ci004_line-89l’altro è Orazio, satiro, che viene;
- canto-ci004_line-90Ovidio è il terzo, e l’ ultimo è Lucano.
- canto-ci004_line-91Però che ciascun meco si conviene4_ln91
- canto-ci004_line-92nel nome che sonò la voce sola,
- canto-ci004_line-93fannomi onore, e di ciò fanno bene.”
- canto-ci004_line-94Così vidi adunar la bella scuola4_ln94
- canto-ci004_line-95di quei signor dell’ altissimo canto,
- canto-ci004_line-96che sopra gli altri com’ aquila vola.
- canto-ci004_line-97Da ch’ ebber ragionato insieme alquanto,4_ln97
- canto-ci004_line-98volsersi a me con salutevol cenno;
- canto-ci004_line-99e il mio Maestro sorrise di tanto.
- canto-ci004_line-100E più d’ onore ancora assai mi fenno,4_ln100
- canto-ci004_line-101ch’ essi mi fecer della loro schiera,
- canto-ci004_line-102sì ch’ io fui sesto tra cotanto senno.
- canto-ci004_line-103Così n’ andammo infino alla lumiera,4_ln103
- canto-ci004_line-104parlando cose che il tacere è bello,
- canto-ci004_line-105sì com’ era il parlar colà dov’ era.
- canto-ci004_line-106Venimmo al piè d’un nobile Castello,4_ln106
- canto-ci004_line-107sette volte cerchiato d’ alte mura,
- canto-ci004_line-108difeso intorno d’ un bel fiumicello.
- canto-ci004_line-109Questo passammo come terra dura;4_ln109
- canto-ci004_line-110per sette porte entrai con questi savi;
- canto-ci004_line-111giugnemmo in prato di fresca verdura.
- canto-ci004_line-112Genti v’ eran con occhi tardi e gravi,4_ln112
- canto-ci004_line-113di grande autorità ne’ lor sembianti;
- canto-ci004_line-114parlavan rado, con voci soavi.
- canto-ci004_line-115Traemmoci così dall’ un de’ canti4_ln115
- canto-ci004_line-116in loco aperto, luminoso ed alto,
- canto-ci004_line-117sì che veder si potean tutti quanti.
- canto-ci004_line-118Colà diritto, sopra il verde smalto,4_ln118
- canto-ci004_line-119mi fur mostrati gli spiriti magni,
- canto-ci004_line-120che del vederli in me stesso n’ esalto.
- canto-ci004_line-121Io vidi Elettra con molti compagni,4_ln121
- canto-ci004_line-122tra’ quai conobbi Ettore ed Enea,
- canto-ci004_line-123Cesare armato, con occhi grifagni.
- canto-ci004_line-124Vidi Cammilla e la Pentesilea4_ln124
- canto-ci004_line-125dall’ altra parte, e vidi il re Latino,
- canto-ci004_line-126che con Lavinia, sua figlia, sedea.
- canto-ci004_line-127Vidi quel Bruto che cacciò Tarquino,4_ln127
- canto-ci004_line-128Lucrezia, Iulia, Marzia e Corniglia,
- canto-ci004_line-129e, solo in parte, vidi il Saladino.
- canto-ci004_line-130Poi che inalzai un poco più le ciglia,4_ln130
- canto-ci004_line-131vidi il Maestro di color che sanno
- canto-ci004_line-132seder tra filosofica famiglia.
- canto-ci004_line-133Tutti lo miran, tutti onor gli fanno;4_ln133
- canto-ci004_line-134quivi vid’ io Socrate e Platone,
- canto-ci004_line-135che innanzi agli altri più presso gli stanno;
- canto-ci004_line-136Demòcrito, che il mondo a caso pone,4_ln136
- canto-ci004_line-137Diogenès, Anassàgora e Tale,
- canto-ci004_line-138Empedoclès, Eràclito e Zenone;
- canto-ci004_line-139e vidi il buono accoglitor del quale,4_ln139
- canto-ci004_line-140Dioscòride dico; e vidi Orfeo,
- canto-ci004_line-141Tullio e Livio e Sèneca morale;
- canto-ci004_line-142Euclide geomètra e Tolommeo,4_ln142
- canto-ci004_line-143Ippòcrate, Avicenna e Galieno,
- canto-ci004_line-144Averroìs, che il gran comento feo.
- canto-ci004_line-145Io non posso ritrar di tutti appieno,4_ln145
- canto-ci004_line-146però che sì mi caccia il lungo tèma,
- canto-ci004_line-147che molte volte al fatto il dir vien meno.
- canto-ci004_line-148La sesta compagnia in due si scema;4_ln148
- canto-ci004_line-149per altra via mi mena il savio Duca,
- canto-ci004_line-150fuor della cheta, nell’ aura che trema;
- canto-ci004_line-151e vengo in parte ove non è che luca.4_ln151
INFERNO V
Cerchio Secondo. Incontinenza. Lussuria Lussuriosi ed Adulteri
- canto-ci005_line-1Così discesi dal cerchio primaio
- canto-ci005_line-2giù nel secondo, che men loco cinghia,
- canto-ci005_line-3e tanto più dolor, che pugne a guaio.
- canto-ci005_line-4Stavvi Minòs orribilmente, e ringhia;5_ln4
- canto-ci005_line-5esamina le colpe nell’ entrata,
- canto-ci005_line-6giudica e manda, secondo che avvinghia.
- canto-ci005_line-7Dico che quando l’ anima mal nata5_ln7
- canto-ci005_line-8gli vien dinanzi, tutta si confessa;
- canto-ci005_line-9e quel Conoscitor delle peccata
- canto-ci005_line-10vede qual loco d’ Inferno è da essa;5_ln10
- canto-ci005_line-11cignesi con la coda tante volte,
- canto-ci005_line-12quantunque gradi vuol che giù sia messa.
- canto-ci005_line-13Sempre dinanzi a lui ne stanno molte;5_ln13
- canto-ci005_line-14vanno a vicenda ciascuna al giudizio;
- canto-ci005_line-15dicono e odono, e poi son giù vòlte.
- canto-ci005_line-16“O tu che vieni al doloroso ospizio,”5_ln16
- canto-ci005_line-17disse Minòs a me, quando mi vide,
- canto-ci005_line-18lasciando l’ atto di cotanto uffizio,
- canto-ci005_line-19“guarda com’ entri, e di cui tu ti fide;5_ln19
- canto-ci005_line-20non t’ inganni l’ ampiezza dell’ entrare!”
- canto-ci005_line-21E il Duca mio a lui: “Perchè pur gride?
- canto-ci005_line-22Non impedir lo suo fatale andare;5_ln22
- canto-ci005_line-23vuolsi così colà, dove si puote
- canto-ci005_line-24ciò che si vuole; e più non dimandare!”
- canto-ci005_line-25Ora incomincian le dolenti note5_ln25
- canto-ci005_line-26a farmisi sentire; or son venuto
- canto-ci005_line-27là dove molto pianto mi percote.
- canto-ci005_line-28Io venni in loco d’ ogni luce muto,5_ln28
- canto-ci005_line-29che mugghia come fa mar per tempesta,
- canto-ci005_line-30se da contrari venti è combattuto.
- canto-ci005_line-31La bufera infernal, che mai non resta,5_ln31
- canto-ci005_line-32mena gli spirti con la sua rapina;
- canto-ci005_line-33voltando e percotendo li molesta.
- canto-ci005_line-34Quando giungon davanti alla ruina,5_ln34
- canto-ci005_line-35quivi le strida, il compianto e il lamento;
- canto-ci005_line-36bestemmian quivi la Virtù Divina.
- canto-ci005_line-37Intesi che a così fatto tormento5_ln37
- canto-ci005_line-38enno dannati i peccator carnali,
- canto-ci005_line-39che la ragion sommettono al talento.
- canto-ci005_line-40E come gli stornei ne portan l’ ali5_ln40
- canto-ci005_line-41nel freddo tempo, a schiera larga e piena;
- canto-ci005_line-42così quel fiato gli spiriti mali;
- canto-ci005_line-43di qua, di là, di giù, di su li mena;5_ln43
- canto-ci005_line-44nulla speranza li conforta mai,
- canto-ci005_line-45non che di posa, ma di minor pena.
- canto-ci005_line-46E come i gru van cantando lor lai,5_ln46
- canto-ci005_line-47facendo in aer di sè lunga riga;
- canto-ci005_line-48così vid’ io venir, traendo guai,
- canto-ci005_line-49ombre portate dalla detta briga;5_ln49
- canto-ci005_line-50per ch’ io dissi: “Maestro, chi son quelle
- canto-ci005_line-51genti che l’ aura nera sì gastiga?”
- canto-ci005_line-52“La prima di color di cui novelle5_ln52
- canto-ci005_line-53tu vuoi saper,” mi disse quegli allotta,
- canto-ci005_line-54“fu imperatrice di molte favelle.
- canto-ci005_line-55A vizio di lussuria fu sì rotta,5_ln55
- canto-ci005_line-56che libito fe’ licito in sua legge,
- canto-ci005_line-57per tòrre il biasmo in che era condotta.
- canto-ci005_line-58Ell’ è Semiramìs, di cui si legge5_ln58
- canto-ci005_line-59che sugger dette a Nino e fu sua sposa;
- canto-ci005_line-60tenne la terra che il Soldan corregge.
- canto-ci005_line-61L’ altra è colei che s’ ancise amorosa,5_ln61
- canto-ci005_line-62e ruppe fede al cener di Sichèo;
- canto-ci005_line-63poi è Cleopatràs lussuriosa.
- canto-ci005_line-64Elena vedi, per cui tanto reo5_ln64
- canto-ci005_line-65tempo si volse, e vedi il grande Achille,
- canto-ci005_line-66che con amore al fine combattèo.
- canto-ci005_line-67Vedi Parìs, Tristano”; e più di mille5_ln67
- canto-ci005_line-68ombre mostrommi, e nominolle, a dito,
- canto-ci005_line-69che amor di nostra vita dipartille.
- canto-ci005_line-70Poscia ch’ io ebbi il mio Dottor udito5_ln70
- canto-ci005_line-71nomar le donne antiche e i cavalieri,
- canto-ci005_line-72pietà mi giunse, e fui quasi smarrito.
- canto-ci005_line-73Io cominciai: “Poeta, volentieri5_ln73
- canto-ci005_line-74parlerei a que’ due che insieme vanno,
- canto-ci005_line-75e paion sì al vento esser leggieri.”
- canto-ci005_line-76Ed egli a me: “Vedrai, quando saranno5_ln76
- canto-ci005_line-77più presso a noi; e tu allor li prega
- canto-ci005_line-78per quell’ amor che i mena, e quei verranno.”
- canto-ci005_line-79Sì tosto come il vento a noi li piega,5_ln79
- canto-ci005_line-80mossi la voce: “O anime affannate,
- canto-ci005_line-81venite a noi parlar, s’ Altri nol niega!”
- canto-ci005_line-82Quali colombe dal desìo chiamate,5_ln82
- canto-ci005_line-83con l’ ali alzate e ferme, al dolce nido
- canto-ci005_line-84vengon per l’ aer dal voler portate;
- canto-ci005_line-85cotali uscìr dalla schiera ov’ è Dido,5_ln85
- canto-ci005_line-86a noi venendo per l’ aer maligno,
- canto-ci005_line-87sì forte fu l’ affettuoso grido.
- canto-ci005_line-88“O animal grazioso e benigno,5_ln88
- canto-ci005_line-89che visitando vai per l’ aer perso
- canto-ci005_line-90noi, che tignemmo il mondo di sanguigno;
- canto-ci005_line-91se fosse amico il Re dell’ universo,5_ln91
- canto-ci005_line-92noi pregheremmo lui per la tua pace,
- canto-ci005_line-93poi ch’ hai pietà del nostro mal perverso.
- canto-ci005_line-94Di quel che udire e che parlar vi piace,5_ln94
- canto-ci005_line-95noi udiremo e parleremo a vui,
- canto-ci005_line-96mentre che il vento, come fa, si tace.
- canto-ci005_line-97Siede la terra, dove nata fui,5_ln97
- canto-ci005_line-98sulla marina dove il Po discende
- canto-ci005_line-99per aver pace co’ seguaci sui.
- canto-ci005_line-100Amor, che a cor gentil ratto s’ apprende,5_ln100
- canto-ci005_line-101prese costui della bella persona
- canto-ci005_line-102che mi fu tolta; e il modo ancor m’ offende.
- canto-ci005_line-103Amor, che a nullo amato amar perdona,5_ln103
- canto-ci005_line-104mi prese del costui piacer sì forte,
- canto-ci005_line-105che, come vedi, ancor non mi abbandona.
- canto-ci005_line-106Amor condusse noi ad una morte;5_ln106
- canto-ci005_line-107Caìna attende chi vita ci spense.”
- canto-ci005_line-108Queste parole da lor ci fur porte.
- canto-ci005_line-109Da che io intesi quelle anime offense,5_ln109
- canto-ci005_line-110chinai il viso, e tanto il tenni basso,
- canto-ci005_line-111fin che il Poeta mi disse: “Che pense?”
- canto-ci005_line-112Quando risposi, cominciai: “O lasso!5_ln112
- canto-ci005_line-113quanti dolci pensier, quanto desìo
- canto-ci005_line-114menò costoro al doloroso passo!”
- canto-ci005_line-115Poi mi rivolsi a loro, e parlai io,5_ln115
- canto-ci005_line-116e cominciai: “Francesca, i tuoi martìri
- canto-ci005_line-117a lagrimar mi fanno tristo e pio.
- canto-ci005_line-118Ma dimmi: al tempo de’ dolci sospiri,5_ln118
- canto-ci005_line-119a che e come concedette Amore
- canto-ci005_line-120che conosceste i dubbiosi desiri?”
- canto-ci005_line-121Ed ella a me: “Nessun maggior dolore5_ln121
- canto-ci005_line-122che ricordarsi del tempo felice
- canto-ci005_line-123nella miseria; e ciò sa il tuo Dottore.
- canto-ci005_line-124Ma se a conoscer la prima radice5_ln124
- canto-ci005_line-125del nostro amor tu hai cotanto affetto,
- canto-ci005_line-126farò come colui che piange e dice.
- canto-ci005_line-127Noi leggevamo un giorno per diletto5_ln127
- canto-ci005_line-128di Lancilotto, come amor lo strinse;
- canto-ci005_line-129soli eravamo e senza alcun sospetto.
- canto-ci005_line-130Per più fiate gli occhi ci sospinse5_ln130
- canto-ci005_line-131quella lettura, e scolorocci il viso;
- canto-ci005_line-132ma solo un punto fu quel che ci vinse.
- canto-ci005_line-133Quando leggemmo il desiato riso5_ln133
- canto-ci005_line-134esser baciato da cotanto amante,
- canto-ci005_line-135questi, che mai da me non fia diviso,
- canto-ci005_line-136la bocca mi baciò tutto tremante.5_ln136
- canto-ci005_line-137Galeotto fu il libro e chi lo scrisse!
- canto-ci005_line-138Quel giorno più non vi leggemmo avante.”
- canto-ci005_line-139Mentre che l’ uno spirto questo disse,5_ln139
- canto-ci005_line-140l’ altro piangeva sì, che di pietade
- canto-ci005_line-141io venni men così com’ io morisse;
- canto-ci005_line-142e caddi come corpo morto cade.5_ln142
INFERNO VI
Cerchio Terzo. Incontinenza. Gola Ghiottoni
- canto-ci006_line-1Al tornar della mente, che si chiuse
- canto-ci006_line-2dinanzi alla pietà de’ due cognati,
- canto-ci006_line-3che di tristizia tutto mi confuse,
- canto-ci006_line-4nuovi tormenti e nuovi tormentati6_ln4
- canto-ci006_line-5mi veggio intorno, come ch’ io mi mova,
- canto-ci006_line-6e ch’ io mi volga, e come ch’ io mi guati.
- canto-ci006_line-7Io sono al terzo cerchio, della piova6_ln7
- canto-ci006_line-8eterna, maledetta, fredda e greve;
- canto-ci006_line-9regola e qualità mai non l’ è nova.
- canto-ci006_line-10Grandine grossa, e acqua tinta, e neve6_ln10
- canto-ci006_line-11per l’ aer tenebroso si riversa;
- canto-ci006_line-12pute la terra che questo riceve.
- canto-ci006_line-13Cerbero, fiera crudele e diversa,6_ln13
- canto-ci006_line-14con tre gole caninamente latra
- canto-ci006_line-15sopra la gente che quivi è sommersa.
- canto-ci006_line-16Gli occhi ha vermigli, la barba unta ed atra,6_ln16
- canto-ci006_line-17il ventre largo, ed unghiate le mani;
- canto-ci006_line-18graffia gli spirti, gli scuoia ed isquatra.
- canto-ci006_line-19Urlar li fa la pioggia come cani;6_ln19
- canto-ci006_line-20dell’ un de’ lati fanno all’ altro schermo;
- canto-ci006_line-21volgonsi spesso i miseri profani.
- canto-ci006_line-22Quando ci scorse Cerbero, il gran vermo,6_ln22
- canto-ci006_line-23le bocche aperse, e mostrocci le sanne;
- canto-ci006_line-24non avea membro che tenesse fermo.
- canto-ci006_line-25E il Duca mio distese le sue spanne,6_ln25
- canto-ci006_line-26prese la terra, e con piene le pugna
- canto-ci006_line-27la gittò dentro alle bramose canne.
- canto-ci006_line-28Qual è quel cane, ch’ abbaiando agugna,6_ln28
- canto-ci006_line-29e si raccheta poi che il pasto morde,
- canto-ci006_line-30chè solo a divorarlo intende e pugna;
- canto-ci006_line-31cotai si fecer quelle facce lorde6_ln31
- canto-ci006_line-32dello demonio Cerbero, che introna
- canto-ci006_line-33l’ anime sì, ch’ esser vorrebber sorde.
- canto-ci006_line-34Noi passavam su per l’ ombre che adona6_ln34
- canto-ci006_line-35la greve pioggia, e ponevam le piante
- canto-ci006_line-36sopra lor vanità che par persona.
- canto-ci006_line-37Elle giacean per terra tutte quante,6_ln37
- canto-ci006_line-38fuor ch’ una che a seder si levò, ratto
- canto-ci006_line-39ch’ ella ci vide passarsi davante.
- canto-ci006_line-40“O tu che se’ per questo Inferno tratto,”6_ln40
- canto-ci006_line-41mi disse, “riconoscimi, se sai;
- canto-ci006_line-42tu fosti, prima ch’ io disfatto, fatto.”
- canto-ci006_line-43Ed io a lei: “L’ angoscia che tu hai6_ln43
- canto-ci006_line-44forse ti tira fuor della mia mente
- canto-ci006_line-45sì, che non par ch’ io ti vedessi mai.
- canto-ci006_line-46Ma dimmi chi tu se’, che in sì dolente6_ln46
- canto-ci006_line-47loco se’ messa, ed a sì fatta pena,
- canto-ci006_line-48che, s’ altra è maggio, nulla è sì spiacente.”
- canto-ci006_line-49Ed egli a me: “La tua città, ch’ è piena6_ln49
- canto-ci006_line-50d’ invidia sì, che già trabocca il sacco,
- canto-ci006_line-51seco mi tenne in la vita serena.
- canto-ci006_line-52Voi, cittadini, mi chiamaste Ciacco;6_ln52
- canto-ci006_line-53per la dannosa colpa della gola,
- canto-ci006_line-54come tu vedi, alla pioggia mi fiacco;
- canto-ci006_line-55ed io, anima trista, non son sola,6_ln55
- canto-ci006_line-56chè tutte queste a simil pena stanno
- canto-ci006_line-57per simil colpa.” E più non fe’ parola.
- canto-ci006_line-58Io gli risposi: “Ciacco, il tuo affanno6_ln58
- canto-ci006_line-59mi pesa sì, che a lagrimar m’ invita;
- canto-ci006_line-60ma dimmi, se tu sai, a che verranno
- canto-ci006_line-61li cittadin della città partita;6_ln61
- canto-ci006_line-62s’ alcun v’ è giusto; e dimmi la cagione
- canto-ci006_line-63per che l’ ha tanta discordia assalita.”
- canto-ci006_line-64Ed egli a me: “Dopo lunga tenzone6_ln64
- canto-ci006_line-65verranno al sangue, e la parte selvaggia
- canto-ci006_line-66caccerà l’ altra con molta offensione.
- canto-ci006_line-67Poi appresso convien che questa caggia6_ln67
- canto-ci006_line-68infra tre soli, e che l’ altra sormonti
- canto-ci006_line-69con la forza di tal che testè piaggia.
- canto-ci006_line-70Alte terrà lungo tempo le fronti,6_ln70
- canto-ci006_line-71tenendo l’ altra sotto gravi pesi,
- canto-ci006_line-72come che di ciò pianga e che ne adonti.
- canto-ci006_line-73Giusti son due, ma non vi sono intesi;6_ln73
- canto-ci006_line-74superbia, invidia ed avarizia sono
- canto-ci006_line-75le tre faville c’ hanno i cuori accesi.”
- canto-ci006_line-76Qui pose fine al lacrimabil suono.6_ln76
- canto-ci006_line-77Ed io a lui: “Ancor vo’ che m’ insegni,
- canto-ci006_line-78e che di più parlar mi facci dono.
- canto-ci006_line-79Farinata e il Tegghiaio, che fur sì degni,6_ln79
- canto-ci006_line-80Iacopo Rusticucci, Arrigo e il Mosca,
- canto-ci006_line-81e gli altri che a ben far poser gl’ ingegni,
- canto-ci006_line-82dimmi ove sono, e fa’ ch’ io li conosca;6_ln82
- canto-ci006_line-83chè gran desìo mi stringe di sapere
- canto-ci006_line-84se il Ciel gli addolcia o l’ Inferno gli attosca.”
- canto-ci006_line-85E quegli: “Ei son tra le anime più nere;6_ln85
- canto-ci006_line-86diversa colpa giù li grava al fondo;
- canto-ci006_line-87se tanto scendi, li potrai vedere.
- canto-ci006_line-88Ma quando tu sarai nel dolce mondo,6_ln88
- canto-ci006_line-89pregoti che alla mente altrui mi rechi;
- canto-ci006_line-90più non ti dico, e più non ti rispondo.”
- canto-ci006_line-91Gli diritti occhi torse allora in biechi;6_ln91
- canto-ci006_line-92guardommi un poco, e poi chinò la testa;
- canto-ci006_line-93cadde con essa a par degli altri ciechi.
- canto-ci006_line-94E il Duca disse a me: “Più non si desta6_ln94
- canto-ci006_line-95di qua dal suon dell’ angelica tromba.
- canto-ci006_line-96Quando verrà la nemica Podèsta,
- canto-ci006_line-97ciascun ritroverà la trista tomba,6_ln97
- canto-ci006_line-98ripiglierà sua carne e sua figura,
- canto-ci006_line-99udirà quel che in eterno rimbomba.”
- canto-ci006_line-100Sì trapassammo per sozza mistura6_ln100
- canto-ci006_line-101dell’ ombre e della pioggia a passi lenti,
- canto-ci006_line-102toccando un poco la vita futura;
- canto-ci006_line-103per ch’ io dissi: “Maestro, esti tormenti6_ln103
- canto-ci006_line-104cresceranno ei dopo la Gran Sentenza,
- canto-ci006_line-105o fien minori, o saran sì cocenti?”
- canto-ci006_line-106Ed egli a me: “Ritorna a tua scienza,6_ln106
- canto-ci006_line-107che vuol, quanto la cosa è più perfetta,
- canto-ci006_line-108più senta il bene, e così la doglienza.
- canto-ci006_line-109Tutto che questa gente maledetta6_ln109
- canto-ci006_line-110in vera perfezion giammai non vada,
- canto-ci006_line-111di là, più che di qua, essere aspetta.”
- canto-ci006_line-112Noi aggirammo a tondo quella strada,6_ln112
- canto-ci006_line-113parlando assai più ch’ io non ridico;
- canto-ci006_line-114venimmo al punto dove si digrada;
- canto-ci006_line-115quivi trovammo Pluto, il gran nemico.6_ln115
INFERNO VII
Cerchio Quarto. Incontinenza. Avarizia Avari e Prodighi. Cerchio Quinto
- canto-ci007_line-1“Papè Satàn, papè Satàn aleppe!”
- canto-ci007_line-2cominciò Pluto con la voce chioccia;
- canto-ci007_line-3e quel Savio gentil, che tutto seppe,
- canto-ci007_line-4disse per confortarmi: “Non ti noccia7_ln4
- canto-ci007_line-5la tua paura, chè, poter ch’ egli abbia,
- canto-ci007_line-6non ci torrà lo scender questa roccia.”
- canto-ci007_line-7Poi si rivolse a quell’ enfiata labbia,7_ln7
- canto-ci007_line-8e disse: “Taci, maledetto lupo;
- canto-ci007_line-9consuma dentro te con la tua rabbia!
- canto-ci007_line-10Non è senza cagion l’ andare al cupo;7_ln10
- canto-ci007_line-11vuolsi nell’ alto là, dove Michele
- canto-ci007_line-12fe’ la vendetta del superbo strupo.”
- canto-ci007_line-13Quali dal vento le gonfiate vele7_ln13
- canto-ci007_line-14caggiono avvolte, poi che l’ alber fiacca;
- canto-ci007_line-15tal cadde a terra la fiera crudele.
- canto-ci007_line-16Così scendemmo nella quarta lacca,7_ln16
- canto-ci007_line-17pigliando più della dolente ripa,
- canto-ci007_line-18che il mal dell’ universo tutto insacca.
- canto-ci007_line-19Ahi giustizia di Dio! tante chi stipa7_ln19
- canto-ci007_line-20nuove travaglie e pene, quante io viddi?
- canto-ci007_line-21e perchè nostra colpa sì ne scipa?
- canto-ci007_line-22Come fa l’ onda là sovra Cariddi,7_ln22
- canto-ci007_line-23che si frange con quella in cui s’ intoppa,
- canto-ci007_line-24così convien che qui la gente riddi.
- canto-ci007_line-25Qui vid’ io gente più che altrove troppa,7_ln25
- canto-ci007_line-26e d’ una parte e d’ altra, con grand’ urli
- canto-ci007_line-27voltando pesi per forza di poppa;
- canto-ci007_line-28percotevansi incontro, e poscia pur lì7_ln28
- canto-ci007_line-29si rivolgea ciascun, voltando a retro,
- canto-ci007_line-30gridando: “Perchè tieni?” e “Perchè burli?”
- canto-ci007_line-31Così tornavan per lo cerchio tetro,7_ln31
- canto-ci007_line-32da ogni mano all’ opposito punto,
- canto-ci007_line-33gridandosi anche loro ontoso metro;
- canto-ci007_line-34poi si volgea ciascun, quando era giunto7_ln34
- canto-ci007_line-35per lo suo mezzo cerchio all’ altra giostra.
- canto-ci007_line-36Ed io, che avea lo cor quasi compunto,
- canto-ci007_line-37dissi: “Maestro mio, or mi dimostra7_ln37
- canto-ci007_line-38che gente è questa, e se tutti fur cherci
- canto-ci007_line-39questi chercuti alla sinistra nostra.”
- canto-ci007_line-40Ed egli a me: “Tutti quanti fur guerci7_ln40
- canto-ci007_line-41sì della mente in la vita primaia,
- canto-ci007_line-42che con misura nullo spendìo fèrci.
- canto-ci007_line-43Assai la voce lor chiaro l’ abbaia,7_ln43
- canto-ci007_line-44quando vengono ai due punti del cerchio,
- canto-ci007_line-45dove colpa contraria li dispaia.
- canto-ci007_line-46Questi fur cherci, che non han coperchio7_ln46
- canto-ci007_line-47piloso al capo, e Papi e Cardinali,
- canto-ci007_line-48in cui usa avarizia il suo soperchio.”
- canto-ci007_line-49Ed io: “Maestro, tra questi cotali7_ln49
- canto-ci007_line-50dovre’ io ben riconoscere alcuni,
- canto-ci007_line-51che furo immondi di cotesti mali.”
- canto-ci007_line-52Ed egli a me: “Vano pensiero aduni;7_ln52
- canto-ci007_line-53la sconoscente vita che i fe’ sozzi,
- canto-ci007_line-54ad ogni conoscenza or li fa bruni.
- canto-ci007_line-55In eterno verranno alli due cozzi;7_ln55
- canto-ci007_line-56questi risurgeranno del sepulcro
- canto-ci007_line-57col pugno chiuso, e questi co’ crin mozzi.
- canto-ci007_line-58Mal dare e mal tener lo mondo pulcro7_ln58
- canto-ci007_line-59ha tolto loro, e posti a questa zuffa;
- canto-ci007_line-60qual ella sia, parole non ci appulcro.
- canto-ci007_line-61Or puoi, figliuol, veder la corta buffa7_ln61
- canto-ci007_line-62de’ ben che son commessi alla Fortuna,
- canto-ci007_line-63per che l’umana gente si rabbuffa;
- canto-ci007_line-64chè tutto l’ oro, ch’ è sotto la luna,7_ln64
- canto-ci007_line-65e che già fu, di quest’ anime stanche
- canto-ci007_line-66non poterebbe farne posar una.”
- canto-ci007_line-67“Maestro,” diss’ io lui, “or mi di’ anche:7_ln67
- canto-ci007_line-68questa Fortuna, di che tu mi tocche,
- canto-ci007_line-69che è, che i ben del mondo ha sì tra branche?”
- canto-ci007_line-70E quegli a me: “O creature sciocche,7_ln70
- canto-ci007_line-71quanta ignoranza è quella che vi offende!
- canto-ci007_line-72Or vo’ che tu mia sentenza ne imbocche.
- canto-ci007_line-73Colui lo cui saper tutto trascende,7_ln73
- canto-ci007_line-74fece li cieli, e diè lor chi conduce,
- canto-ci007_line-75sì che ogni parte ad ogni parte splende,
- canto-ci007_line-76distribuendo egualmente la luce;7_ln76
- canto-ci007_line-77similemente agli splendor mondani
- canto-ci007_line-78ordinò general ministra e duce,
- canto-ci007_line-79che permutasse a tempo li ben vani7_ln79
- canto-ci007_line-80di gente in gente, e d’ uno in altro sangue,
- canto-ci007_line-81oltre la difension de’ senni umani;
- canto-ci007_line-82per che, una gente impera, ed altra langue,7_ln82
- canto-ci007_line-83seguendo lo giudizio di costei,
- canto-ci007_line-84che è occulto, come in erba l’ angue.
- canto-ci007_line-85Vostro saper non ha contrasto a lei;7_ln85
- canto-ci007_line-86questa provvede, giudica, e persegue
- canto-ci007_line-87suo regno, come il loro gli altri Dei.
- canto-ci007_line-88Le sue permutazion non hanno triegue;7_ln88
- canto-ci007_line-89necessità la fa esser veloce;
- canto-ci007_line-90sì spesso vien che vicenda consegue.
- canto-ci007_line-91Quest’ è colei ch’ è tanto posta in croce7_ln91
- canto-ci007_line-92pur da color che le dovrìan dar lode,
- canto-ci007_line-93dandole biasmo a torto e mala voce.
- canto-ci007_line-94Ma ella s’ è beata, e ciò non ode;7_ln94
- canto-ci007_line-95con l’ altre prime creature lieta,
- canto-ci007_line-96volve sua spera, e beata si gode.
- canto-ci007_line-97Or discendiamo omai a maggior pièta;7_ln97
- canto-ci007_line-98già ogni stella cade che saliva
- canto-ci007_line-99quando mi mossi, e il troppo star si vieta.”
- canto-ci007_line-100Noi ricidemmo il cerchio all’ altra riva7_ln100
- canto-ci007_line-101sopra una fonte, che bolle, e riversa
- canto-ci007_line-102per un fossato che da lei deriva.
- canto-ci007_line-103L’acqua era buia assai più che persa;7_ln103
- canto-ci007_line-104e noi, in compagnia dell’ onde bige,
- canto-ci007_line-105entrammo giù per una via diversa.
- canto-ci007_line-106Una palude fa, che ha nome Stige,7_ln106
- canto-ci007_line-107questo tristo ruscel, quando è disceso
- canto-ci007_line-108al piè delle maligne piagge grige.
- canto-ci007_line-109Ed io, che di mirar mi stava inteso,7_ln109
- canto-ci007_line-110vidi genti fangose in quel pantano,
- canto-ci007_line-111ignude tutte e con sembiante offeso.
- canto-ci007_line-112Questi si percotean, non pur con mano,7_ln112
- canto-ci007_line-113ma con la testa, col petto e co’ piedi,
- canto-ci007_line-114troncandosi coi denti a brano a brano.
- canto-ci007_line-115Lo buon Maestro disse: “Figlio, or vedi7_ln115
- canto-ci007_line-116l’ anime di color cui vinse l’ ira;
- canto-ci007_line-117ed anche vo’ che tu per certo credi
- canto-ci007_line-118che sotto l’ acqua ha gente che sospira,7_ln118
- canto-ci007_line-119e fanno pullular quest’ acqua al summo,
- canto-ci007_line-120come l’ occhio ti dice, u’ che s’aggira.
- canto-ci007_line-121Fitti nel limo, dicon: ‘Tristi fummo7_ln121
- canto-ci007_line-122nell’ aer dolce che dal sol s’ allegra,
- canto-ci007_line-123portando dentro accidioso fummo;
- canto-ci007_line-124or ci attristiam nella belletta negra.’7_ln124
- canto-ci007_line-125Quest’ inno si gorgoglian nella strozza,
- canto-ci007_line-126chè dir nol posson con parola integra.”
- canto-ci007_line-127Così girammo della lorda pozza7_ln127
- canto-ci007_line-128grand’ arco tra la ripa secca e il mézzo,
- canto-ci007_line-129con gli occhi vòlti a chi del fango ingozza;
- canto-ci007_line-130venimmo al piè d’ una torre al dassezzo.7_ln130
INFERNO VIII
Cerchio Quinto. Incontinenza. Ira Iracondi ed Accidiosi. Stige. La Città di Dite
- canto-ci008_line-1Io dico, seguitando, che assai prima
- canto-ci008_line-2che noi fossimo al piè dell’ alta torre,
- canto-ci008_line-3gli occhi nostri n’ andàr suso alla cima,
- canto-ci008_line-4per due fiammette che i’ vedemmo porre,8_ln4
- canto-ci008_line-5ed un’ altra da lungi render cenno
- canto-ci008_line-6tanto, ch’ appena il potea l’ occhio tòrre.
- canto-ci008_line-7Ed io mi volsi al Mar di tutto il senno;8_ln7
- canto-ci008_line-8dissi: “Questo che dice? e che risponde
- canto-ci008_line-9quell’ altro foco? e chi son quei che il fenno?”
- canto-ci008_line-10Ed egli a me: “Su per le sucide onde8_ln10
- canto-ci008_line-11già scorgere puoi quello che s’aspetta,
- canto-ci008_line-12se il fumo del pantan nol ti nasconde.”
- canto-ci008_line-13Corda non pinse mai da sè saetta8_ln13
- canto-ci008_line-14che sì corresse via per l’ aer snella,
- canto-ci008_line-15com’ io vidi una nave piccioletta
- canto-ci008_line-16venir per l’ acqua verso noi in quella,8_ln16
- canto-ci008_line-17sotto il governo d’ un sol galeoto,
- canto-ci008_line-18che gridava: “Or se’ giunta, anima fella!”
- canto-ci008_line-19“Flegiàs, Flegiàs, tu gridi a vòto”8_ln19
- canto-ci008_line-20disse lo mio Signore, “a questa volta!
- canto-ci008_line-21Più non ci avrai, che sol passando il loto.”
- canto-ci008_line-22Quale colui che grande inganno ascolta8_ln22
- canto-ci008_line-23che gli sia fatto, e poi se ne rammarca,
- canto-ci008_line-24fecesi Flegiàs nell’ ira accolta.
- canto-ci008_line-25Lo Duca mio discese nella barca,8_ln25
- canto-ci008_line-26e poi mi fece entrare appresso lui;
- canto-ci008_line-27e sol quand’ io fui dentro, parve carca.
- canto-ci008_line-28Tosto che il Duca ed io nel legno fui,8_ln28
- canto-ci008_line-29secando se ne va l’ antica prora
- canto-ci008_line-30dell’ acqua più che non suol con altrui.
- canto-ci008_line-31Mentre noi correvam la morta gora,8_ln31
- canto-ci008_line-32dinanzi mi si fece un pien di fango,
- canto-ci008_line-33e disse: “Chi se’ tu, che vieni anzi ora?”
- canto-ci008_line-34Ed io a lui: “S’ io vegno, non rimango;8_ln34
- canto-ci008_line-35ma tu chi se’, che sei sì fatto brutto?”
- canto-ci008_line-36Rispose: “Vedi che son un che piango.”
- canto-ci008_line-37Ed io a lui: “Con piangere e con lutto,8_ln37
- canto-ci008_line-38spirito maledetto, ti rimani!
- canto-ci008_line-39ch’ io ti conosco, ancor sie lordo tutto.”
- canto-ci008_line-40Allora stese al legno ambo le mani;8_ln40
- canto-ci008_line-41per che il Maestro accorto lo sospinse,
- canto-ci008_line-42dicendo: “Via costà con gli altri cani!”
- canto-ci008_line-43Lo collo poi con le braccia mi cinse,8_ln43
- canto-ci008_line-44baciommi il volto, e disse: “Alma sdegnosa,
- canto-ci008_line-45benedetta colei che in te s’ incinse!
- canto-ci008_line-46Quei fu al mondo persona orgogliosa;8_ln46
- canto-ci008_line-47bontà non è che sua memoria fregi;
- canto-ci008_line-48così s’ è l’ombra sua qui furiosa.
- canto-ci008_line-49Quanti si tengon or lassù gran regi,8_ln49
- canto-ci008_line-50che qui staranno come porci in brago,
- canto-ci008_line-51di sè lasciando orribili dispregi!”
- canto-ci008_line-52Ed io: “Maestro, molto sarei vago8_ln52
- canto-ci008_line-53di vederlo attuffare in questa broda,
- canto-ci008_line-54prima che noi uscissimo del lago.”
- canto-ci008_line-55Ed egli a me: “Avanti che la proda8_ln55
- canto-ci008_line-56ti si lasci veder, tu sarai sazio;
- canto-ci008_line-57di tal desìo converrà che tu goda.”
- canto-ci008_line-58Dopo ciò poco vidi quello strazio8_ln58
- canto-ci008_line-59far di costui alle fangose genti,
- canto-ci008_line-60che Dio ancor ne lodo e ne ringrazio.
- canto-ci008_line-61Tutti gridavano: “A Filippo Argenti!”8_ln61
- canto-ci008_line-62e il Fiorentino spirito bizzarro
- canto-ci008_line-63in sè medesmo si volgea co’ denti.
- canto-ci008_line-64Quivi il lasciammo, chè più non ne narro;8_ln64
- canto-ci008_line-65ma negli orecchi mi percosse un duolo,
- canto-ci008_line-66per ch’ io avanti intento l’ occhio sbarro.
- canto-ci008_line-67Lo buon Maestro disse: “Omai, figliuolo,8_ln67
- canto-ci008_line-68s’ appressa la città che ha nome Dite,
- canto-ci008_line-69co’ gravi cittadin, col grande stuolo.”
- canto-ci008_line-70Ed io: “Maestro, già le sue meschite8_ln70
- canto-ci008_line-71là entro certo nella valle cerno
- canto-ci008_line-72vermiglie, come se di foco uscite
- canto-ci008_line-73fossero.” Ed ei mi disse: “Il foco eterno,8_ln73
- canto-ci008_line-74ch’ entro le affoca, le dimostra rosse,
- canto-ci008_line-75come tu vedi in questo basso Inferno.”
- canto-ci008_line-76Noi pur giugnemmo dentro all’ alte fosse8_ln76
- canto-ci008_line-77che vallan quella terra sconsolata;
- canto-ci008_line-78le mura mi parean che ferro fosse.
- canto-ci008_line-79Non senza prima far grande aggirata,8_ln79
- canto-ci008_line-80venimmo in parte, dove il nocchier, forte,
- canto-ci008_line-81“Uscite!” ci gridò, “qui è l’ entrata.”
- canto-ci008_line-82Io vidi più di mille in su le porte8_ln82
- canto-ci008_line-83da’ ciel piovuti, che stizzosamente
- canto-ci008_line-84dicean: “Chi è costui, che, senza morte,
- canto-ci008_line-85va per lo regno della morta gente?”8_ln85
- canto-ci008_line-86E il savio mio Maestro fece segno
- canto-ci008_line-87di voler lor parlar segretamente.
- canto-ci008_line-88Allor chiusero un poco il gran disdegno,8_ln88
- canto-ci008_line-89e disser: “Vien tu solo, e quei sen vada,
- canto-ci008_line-90che sì ardito entrò per questo regno.
- canto-ci008_line-91Sol si ritorni per la folle strada;8_ln91
- canto-ci008_line-92provi, se sa; chè tu qui rimarrai,
- canto-ci008_line-93che gli hai scorta sì buia contrada.”
- canto-ci008_line-94Pensa, Lettor, se io mi sconfortai8_ln94
- canto-ci008_line-95nel suon delle parole maledette;
- canto-ci008_line-96ch’ io non credetti ritornarci mai.
- canto-ci008_line-97“O caro Duca mio, che più di sette8_ln97
- canto-ci008_line-98volte m’ hai sicurtà renduta, e tratto
- canto-ci008_line-99d’ alto periglio che incontro mi stette,
- canto-ci008_line-100non mi lasciar” diss’ io, “così disfatto!8_ln100
- canto-ci008_line-101E se il passar più oltre ci è negato,
- canto-ci008_line-102ritroviam l’orme nostre insieme ratto.”
- canto-ci008_line-103E quel Signor, che lì m’ avea menato,8_ln103
- canto-ci008_line-104mi disse: “Non temer; chè il nostro passo
- canto-ci008_line-105non ci può tòrre alcun; da Tal n’è dato!
- canto-ci008_line-106Ma qui m’ attendi, e lo spirito lasso8_ln106
- canto-ci008_line-107conforta e ciba di speranza buona,
- canto-ci008_line-108ch’ io non ti lascerò nel mondo basso.”
- canto-ci008_line-109Così sen va, e quivi m’ abbandona8_ln109
- canto-ci008_line-110lo dolce Padre, ed io rimango in forse;
- canto-ci008_line-111chè il sì e il no nel capo mi tenzona.
- canto-ci008_line-112Udir non potei quel che a lor porse;8_ln112
- canto-ci008_line-113ma ei non stette là con essi guari,
- canto-ci008_line-114chè ciascun dentro a prova si ricorse.
- canto-ci008_line-115Chiuser le porte que’ nostri avversari8_ln115
- canto-ci008_line-116nel petto al mio Signor, che fuor rimase,
- canto-ci008_line-117e rivolsesi a me con passi rari.
- canto-ci008_line-118Gli occhi alla terra, e le ciglia avea rase8_ln118
- canto-ci008_line-119d’ ogni baldanza, e dicea ne’ sospiri:
- canto-ci008_line-120“Chi m’ ha negate le dolenti case?”
- canto-ci008_line-121Ed a me disse: “Tu, perch’ io m’ adiri,8_ln121
- canto-ci008_line-122non sbigottir, ch’ io vincerò la prova,
- canto-ci008_line-123qual ch’ alla difension dentro s’ aggiri.
- canto-ci008_line-124Questa lor tracotanza non è nuova,8_ln124
- canto-ci008_line-125chè già l’ usaro a men segreta porta,
- canto-ci008_line-126la qual senza serrame ancor si trova.
- canto-ci008_line-127Sovr’ essa vedestù la scritta morta;8_ln127
- canto-ci008_line-128e già di qua da lei discende l’ erta,
- canto-ci008_line-129passando per li cerchi senza scorta,
- canto-ci008_line-130Tal, che per lui ne fia la terra aperta.”8_ln130
INFERNO IX
La Porta della Città di Dite Cerchio Sesto. Eresia
- canto-ci009_line-1Quel color che viltà di fuor mi pinse,
- canto-ci009_line-2veggendo il Duca mio tornare in volta,
- canto-ci009_line-3più tosto dentro il suo nuovo ristrinse.
- canto-ci009_line-4Attento si fermò com’ uom che ascolta;9_ln4
- canto-ci009_line-5chè l’ occhio nol potea menare a lunga
- canto-ci009_line-6per l’ aer nero e per la nebbia folta.
- canto-ci009_line-7“Pure a noi converrà vincer la punga,”9_ln7
- canto-ci009_line-8cominciò ei, “se non . . . Tal ne s’ offerse!
- canto-ci009_line-9Oh, quanto tarda a me ch’ altri qui giunga!”
- canto-ci009_line-10Io vidi ben sì com’ ei ricoperse9_ln10
- canto-ci009_line-11lo cominciar con l’altro che poi venne,
- canto-ci009_line-12che fur parole alle prime diverse.
- canto-ci009_line-13Ma nondimen paura il suo dir dienne,9_ln13
- canto-ci009_line-14perch’ io traeva la parola tronca
- canto-ci009_line-15forse a peggior sentenza ch’ ei non tenne.
- canto-ci009_line-16“In questo fondo della trista conca9_ln16
- canto-ci009_line-17discende mai alcun del primo grado,
- canto-ci009_line-18che sol per pena ha la speranza cionca?”
- canto-ci009_line-19Questa question fec’ io; e quei: “Di rado9_ln19
- canto-ci009_line-20incontra” mi rispose, “che di nui
- canto-ci009_line-21faccia il cammino alcun per quale io vado.
- canto-ci009_line-22Ver è che altra fiata quaggiù fui9_ln22
- canto-ci009_line-23congiurato da quella Erìton cruda,
- canto-ci009_line-24che richiamava l’ ombre a’ corpi sui.
- canto-ci009_line-25Di poco era di me la carne nuda,9_ln25
- canto-ci009_line-26ch’ ella mi fece entrar dentro a quel muro,
- canto-ci009_line-27per trarne un spirto del cerchio di Giuda.
- canto-ci009_line-28Quell’ è il più basso loco e il più oscuro,9_ln28
- canto-ci009_line-29e il più lontan dal ciel che tutto gira;
- canto-ci009_line-30ben so il cammin; però ti fa’ sicuro!
- canto-ci009_line-31Questa palude che il gran puzzo spira,9_ln31
- canto-ci009_line-32cinge d’ intorno la città dolente,
- canto-ci009_line-33u’ non potemo entrare omai senz’ ira.”
- canto-ci009_line-34Ed altro disse, ma non l’ ho a mente;9_ln34
- canto-ci009_line-35però che l’ occhio m’ avea tutto tratto
- canto-ci009_line-36vèr l’ alta torre alla cima rovente,
- canto-ci009_line-37dove in un punto furon dritte ratto9_ln37
- canto-ci009_line-38tre Furie infernal di sangue tinte,
- canto-ci009_line-39che membra femminili aveano ed atto,
- canto-ci009_line-40e con idre verdissime eran cinte;9_ln40
- canto-ci009_line-41serpentelli e ceraste avean per crine,
- canto-ci009_line-42onde le fiere tempie erano avvinte.
- canto-ci009_line-43E quei, che ben conobbe le meschine9_ln43
- canto-ci009_line-44della Regina dell’ eterno pianto,
- canto-ci009_line-45“Guarda” mi disse, “le feroci Erine.
- canto-ci009_line-46Questa è Megera dal sinistro canto;9_ln46
- canto-ci009_line-47quella che piange dal destro, è Aletto;
- canto-ci009_line-48Tesìfone è nel mezzo”; e tacque a tanto.
- canto-ci009_line-49Con l’ unghie si fendea ciascuna il petto;9_ln49
- canto-ci009_line-50batteansi a palme, e gridavan sì alto,
- canto-ci009_line-51ch ’io mi strinsi al Poeta per sospetto.
- canto-ci009_line-52“Venga Medusa! Sì ’l farem di smalto!”9_ln52
- canto-ci009_line-53gridavan tutte riguardando in giuso;
- canto-ci009_line-54“mal non vengiammo in Teseo l’ assalto.”
- canto-ci009_line-55“Volgiti indietro, e tieni il viso chiuso;9_ln55
- canto-ci009_line-56chè, se il Gorgòn si mostra, e tu il vedessi,
- canto-ci009_line-57nulla sarebbe di tornar mai suso.”
- canto-ci009_line-58Così disse il Maestro; ed egli stessi9_ln58
- canto-ci009_line-59mi volse, e non si tenne alle mie mani,
- canto-ci009_line-60che con le sue ancor non mi chiudessi.
- canto-ci009_line-61O voi che avete gl’ intelletti sani,9_ln61
- canto-ci009_line-62mirate la dottrina che s’ asconde
- canto-ci009_line-63sotto il velame degli versi strani!
- canto-ci009_line-64E già venìa su per le torbid’ onde9_ln64
- canto-ci009_line-65un fracasso d’ un suon pien di spavento,
- canto-ci009_line-66per cui tremavano ambedue le sponde,
- canto-ci009_line-67non altrimenti fatto che d’ un vento9_ln67
- canto-ci009_line-68impetuoso per gli avversi ardori,
- canto-ci009_line-69che fier la selva, e senza alcun rattento
- canto-ci009_line-70li rami schianta, abbatte e porta fuori;9_ln70
- canto-ci009_line-71dinanzi polveroso va superbo,
- canto-ci009_line-72e fa fuggir le fiere e li pastori.
- canto-ci009_line-73Gli occhi mi sciolse, e disse: “Or drizza il nerbo9_ln73
- canto-ci009_line-74del viso su per quella schiuma antica,
- canto-ci009_line-75per indi ove quel fumo è più acerbo.”
- canto-ci009_line-76Come le rane innanzi alla nemica9_ln76
- canto-ci009_line-77biscia per l’ acqua si dileguan tutte,
- canto-ci009_line-78fin che alla terra ciascuna s’ abbica;
- canto-ci009_line-79vid’ io più di mille anime distrutte9_ln79
- canto-ci009_line-80fuggir così dinanzi ad un, che al passo
- canto-ci009_line-81passava Stige con le piante asciutte.
- canto-ci009_line-82Dal volto rimovea quell’ aer grasso,9_ln82
- canto-ci009_line-83menando la sinistra innanzi spesso;
- canto-ci009_line-84e sol di quell’ angoscia parea lasso.
- canto-ci009_line-85Ben m’ accors’ io ch’ egli era del Ciel Messo,9_ln85
- canto-ci009_line-86e volsimi al Maestro; e quei fe’ segno
- canto-ci009_line-87ch’ io stessi cheto, ed inchinassi ad esso.
- canto-ci009_line-88Ahi, quanto mi parea pien di disdegno!9_ln88
- canto-ci009_line-89Venne alla porta, e con una verghetta
- canto-ci009_line-90l’ aperse, che non ebbe alcun ritegno.
- canto-ci009_line-91“O cacciati del Ciel, gente dispetta,”9_ln91
- canto-ci009_line-92cominciò egli in su l’ orribil soglia,
- canto-ci009_line-93“ond’ esta oltracotanza in voi s’ alletta?
- canto-ci009_line-94Perchè ricalcitrate a quella Voglia,9_ln94
- canto-ci009_line-95a cui non puote il fin mai esser mozzo,
- canto-ci009_line-96e che più volte v’ ha cresciuta doglia?
- canto-ci009_line-97Che giova nelle Fata dar di cozzo?9_ln97
- canto-ci009_line-98Cerbero vostro, se ben vi ricorda,
- canto-ci009_line-99ne porta ancor pelato il mento e il gozzo.”
- canto-ci009_line-100Poi si rivolse per la strada lorda,9_ln100
- canto-ci009_line-101e non fe’ motto a noi; ma fe’ sembiante
- canto-ci009_line-102d’ uomo cui altra cura stringa e morda,
- canto-ci009_line-103che quella di colui che gli è davante;9_ln103
- canto-ci009_line-104e noi movemmo i piedi invèr la terra,
- canto-ci009_line-105sicuri appresso le parole sante.
- canto-ci009_line-106Dentro v’ entrammo senza alcuna guerra;9_ln106
- canto-ci009_line-107ed io, ch’ avea di riguardar desìo
- canto-ci009_line-108la condizion che tal fortezza serra,
- canto-ci009_line-109com’ io fui dentro, l’ occhio intorno invio;9_ln109
- canto-ci009_line-110e veggio ad ogni man grande campagna
- canto-ci009_line-111piena di duolo e di tormento rio.
- canto-ci009_line-112Sì come ad Arli, ove il Rodano stagna,9_ln112
- canto-ci009_line-113sì come a Pola presso del Quarnaro,
- canto-ci009_line-114che Italia chiude, e suoi termini bagna,
- canto-ci009_line-115fanno i sepolcri tutto il loco varo;9_ln115
- canto-ci009_line-116così facevan quivi d’ ogni parte,
- canto-ci009_line-117salvo che il modo v’ era più amaro;
- canto-ci009_line-118chè tra gli avelli fiamme erano sparte,9_ln118
- canto-ci009_line-119per le quali eran sì del tutto accesi,
- canto-ci009_line-120che ferro più non chiede verun’ arte.
- canto-ci009_line-121Tutti gli lor coperchi eran sospesi,9_ln121
- canto-ci009_line-122e fuor n’ uscivan sì duri lamenti,
- canto-ci009_line-123che ben parean di miseri e d’ offesi.
- canto-ci009_line-124Ed io: “Maestro, quai son quelle genti,9_ln124
- canto-ci009_line-125che, seppellite dentro da quell’ arche,
- canto-ci009_line-126si fan sentire con sospir dolenti?”
- canto-ci009_line-127Ed egli a me: “Qui son gli eresiarche,9_ln127
- canto-ci009_line-128co’ lor seguaci, d’ ogni setta; e molto
- canto-ci009_line-129più che non credi son le tombe carche.
- canto-ci009_line-130Simile qui con simile è sepolto,9_ln130
- canto-ci009_line-131e i monimenti son più e men caldi.”
- canto-ci009_line-132E poi ch’ alla man destra si fu vòlto,
- canto-ci009_line-133passammo tra i martìri e gli alti spaldi.9_ln133
INFERNO X
Cerchio Sesto. Eresia Eretici
- canto-ci010_line-1Ora sen va per uno stretto calle,
- canto-ci010_line-2tra il muro della terra e li martìri,
- canto-ci010_line-3lo mio Maestro, ed io dopo le spalle.
- canto-ci010_line-4“O Virtù somma, che per gli empi giri10_ln4
- canto-ci010_line-5mi volvi,” cominciai, “come a te piace,
- canto-ci010_line-6parlami e satisfammi a’ miei desiri.
- canto-ci010_line-7La gente, che per li sepolcri giace,10_ln7
- canto-ci010_line-8potrebbesi veder? Già son levati
- canto-ci010_line-9tutti i coperchi, e nessun guardia face.”
- canto-ci010_line-10Ed egli a me: “Tutti saran serrati,10_ln10
- canto-ci010_line-11quando di Iosaffàt qui torneranno
- canto-ci010_line-12coi corpi che lassù hanno lasciati.
- canto-ci010_line-13Suo cimitero da questa parte hanno10_ln13
- canto-ci010_line-14con Epicuro tutti i suoi seguaci,
- canto-ci010_line-15che l’ anima col corpo morta fanno.
- canto-ci010_line-16Però alla dimanda che mi faci10_ln16
- canto-ci010_line-17quinc’ entro satisfatto sarai tosto,
- canto-ci010_line-18ed al desìo ancor che tu mi taci.”
- canto-ci010_line-19Ed io: “Buon Duca, non tegno riposto10_ln19
- canto-ci010_line-20a te mio cor, se non per dicer poco;
- canto-ci010_line-21e tu m’ hai non pur mo a ciò disposto.”
- canto-ci010_line-22“O Tósco, che per la città del foco10_ln22
- canto-ci010_line-23vivo ten vai così parlando onesto,
- canto-ci010_line-24piacciati di restare in questo loco.
- canto-ci010_line-25La tua loquela ti fa manifesto10_ln25
- canto-ci010_line-26di quella nobil patria natìo.
- canto-ci010_line-27alla qual forse fui troppo molesto.”
- canto-ci010_line-28Subitamente questo suono uscìo10_ln28
- canto-ci010_line-29d’una dell’ arche; però m’accostai,
- canto-ci010_line-30temendo, un poco più al Duca mio.
- canto-ci010_line-31Ed ei mi disse: “Volgiti; che fai?10_ln31
- canto-ci010_line-32Vedi là Farinata che s’ è dritto;
- canto-ci010_line-33dalla cintola in su tutto il vedrai.”
- canto-ci010_line-34Io avea già il mio viso nel suo fitto;10_ln34
- canto-ci010_line-35ed ei s’ ergea col petto e con la fronte,
- canto-ci010_line-36come avesse lo Inferno in gran dispitto.
- canto-ci010_line-37E l’animose man del Duca e pronte10_ln37
- canto-ci010_line-38mi pinser tra le sepolture a lui,
- canto-ci010_line-39dicendo: “Le parole tue sien conte.”
- canto-ci010_line-40Com’ io al piè della sua tomba fui,10_ln40
- canto-ci010_line-41guardommi un poco, e poi, quasi sdegnoso,
- canto-ci010_line-42mi dimandò: “Chi fur li maggior tui?”
- canto-ci010_line-43Io, ch’ era d’ ubbidir desideroso,10_ln43
- canto-ci010_line-44non gliel celai, ma tutto gliel’ apersi;
- canto-ci010_line-45ond’ ei levò le ciglia un poco in soso,
- canto-ci010_line-46poi disse: “Fieramente furo avversi10_ln46
- canto-ci010_line-47a me ed a’ miei primi ed a mia parte,
- canto-ci010_line-48sì che per due fiate li dispersi.”
- canto-ci010_line-49“S’ ei fur cacciati, ei tornàr d’ ogni parte,”10_ln49
- canto-ci010_line-50rispos’ io lui, “l’ una e l’ altra fiata;
- canto-ci010_line-51ma i vostri non appreser ben quell’ arte.”
- canto-ci010_line-52Allor surse alla vista scoperchiata10_ln52
- canto-ci010_line-53un’ ombra lungo questa infino al mento;
- canto-ci010_line-54credo che s’ era in ginocchie levata.
- canto-ci010_line-55D’ intorno mi guardò, come talento10_ln55
- canto-ci010_line-56avesse di veder s’altri era meco;
- canto-ci010_line-57ma poi che il sospecciar fu tutto spento,
- canto-ci010_line-58piangendo disse: “Se per questo cieco10_ln58
- canto-ci010_line-59carcere vai per altezza d’ ingegno,
- canto-ci010_line-60mio figlio ov’ è? e perchè non è teco?”
- canto-ci010_line-61Ed io a lui: “Da me stesso non vegno;10_ln61
- canto-ci010_line-62colui, che attende là, per qui mi mena,
- canto-ci010_line-63forse cui Guido vostro ebbe a disdegno.”
- canto-ci010_line-64Le sue parole e il modo della pena10_ln64
- canto-ci010_line-65m’ avean di costui già letto il nome;
- canto-ci010_line-66però fu la risposta così piena.
- canto-ci010_line-67Di sùbito drizzato gridò: “Come10_ln67
- canto-ci010_line-68dicesti? Egli ebbe? Non viv’ egli ancora?
- canto-ci010_line-69Non fiere gli occhi suoi lo dolce lome?”
- canto-ci010_line-70Quando s’ accorse d’ alcuna dimora10_ln70
- canto-ci010_line-71ch’ io faceva dinanzi alla risposta,
- canto-ci010_line-72supin ricadde, e più non parve fuora.
- canto-ci010_line-73Ma quell’ altro magnanimo, a cui posta10_ln73
- canto-ci010_line-74restato m’ era, non mutò aspetto,
- canto-ci010_line-75nè mosse collo, nè piegò sua costa.
- canto-ci010_line-76E “Se”, continuando al primo detto,10_ln76
- canto-ci010_line-77“s’ egli han quell’ arte” disse, “male appresa,
- canto-ci010_line-78ciò mi tormenta più che questo letto.
- canto-ci010_line-79Ma non cinquanta volte fia raccesa10_ln79
- canto-ci010_line-80la faccia della Donna che qui regge,
- canto-ci010_line-81che tu saprai quanto quell’ arte pesa.
- canto-ci010_line-82E se tu mai nel dolce mondo regge,10_ln82
- canto-ci010_line-83dimmi, perchè quel popolo è sì empio
- canto-ci010_line-84incontro a’ miei in ciascuna sua legge?”
- canto-ci010_line-85Ond’ io a lui: “Lo strazio e il grande scempio,10_ln85
- canto-ci010_line-86che fece l’ Arbia colorata in rosso,
- canto-ci010_line-87tali orazion fa far nel nostro tempio.”
- canto-ci010_line-88Poi ch’ ebbe, sospirando, il capo scosso,10_ln88
- canto-ci010_line-89“A ciò non fui io sol,” disse, “nè certo
- canto-ci010_line-90senza cagion con gli altri sarei mosso;
- canto-ci010_line-91ma fui io sol colà, dove sofferto10_ln91
- canto-ci010_line-92fu per ciascun di tòrre via Fiorenza,
- canto-ci010_line-93colui che la difesi a viso aperto.”
- canto-ci010_line-94“Deh, se riposi mai vostra semenza,”10_ln94
- canto-ci010_line-95pregai io lui, “solvetemi quel nodo,
- canto-ci010_line-96che qui ha inviluppata mia sentenza.
- canto-ci010_line-97E’ par che voi veggiate, se ben odo,10_ln97
- canto-ci010_line-98dinanzi quel che il tempo seco adduce,
- canto-ci010_line-99e nel presente tenete altro modo.”
- canto-ci010_line-100“Noi veggiam, come quei che ha mala luce,10_ln100
- canto-ci010_line-101le cose” disse, “che ne son lontano;
- canto-ci010_line-102cotanto ancor ne splende il Sommo Duce.
- canto-ci010_line-103Quando s’ appressano, o son, tutto è vano10_ln103
- canto-ci010_line-104nostro intelletto; e, s’ altri nol ci apporta,
- canto-ci010_line-105nulla sapem di vostro stato umano.
- canto-ci010_line-106Però comprender puoi che tutta morta10_ln106
- canto-ci010_line-107fia nostra conoscenza da quel punto
- canto-ci010_line-108che del futuro fia chiusa la porta.”
- canto-ci010_line-109Allor, come di mia colpa compunto,10_ln109
- canto-ci010_line-110dissi: “Or direte dunque a quel caduto,
- canto-ci010_line-111che il suo nato è co’ vivi ancor congiunto;
- canto-ci010_line-112e s’ io fui dianzi alla risposta muto,10_ln112
- canto-ci010_line-113fat’ ei saper che il fei, perchè pensava
- canto-ci010_line-114già nell’ error che m’ avete soluto.”
- canto-ci010_line-115E già il Maestro mio mi richiamava;10_ln115
- canto-ci010_line-116per ch’ io pregai lo spirto più avaccio
- canto-ci010_line-117che mi dicesse chi con lui stava.
- canto-ci010_line-118Dissemi: “Qui con più di mille giaccio;10_ln118
- canto-ci010_line-119qua dentro è lo secondo Federico,
- canto-ci010_line-120e il Cardinale; e degli altri mi taccio.”
- canto-ci010_line-121Indi s’ ascose; ed io invèr l’ antico10_ln121
- canto-ci010_line-122Poeta volsi i passi, ripensando
- canto-ci010_line-123a quel parlar che mi parea nemico.
- canto-ci010_line-124Egli si mosse; e poi, cosi andando,10_ln124
- canto-ci010_line-125mi disse: “Perchè sei tu sì smarrito?”
- canto-ci010_line-126Ed io gli satisfeci al suo dimando.
- canto-ci010_line-127“La mente tua conservi quel ch’ udito10_ln127
- canto-ci010_line-128hai contra te;” mi comandò quel Saggio,
- canto-ci010_line-129“ed ora attendi qui!” e drizzò il dito.
- canto-ci010_line-130“Quando sarai dinanzi al dolce raggio10_ln130
- canto-ci010_line-131di Quella, il cui bell’ occhio tutto vede,
- canto-ci010_line-132da lei saprai di tua vita il viaggio.”
- canto-ci010_line-133Appresso volse a man sinistra il piede;10_ln133
- canto-ci010_line-134lasciammo il muro, e gimmo invèr lo mezzo
- canto-ci010_line-135per un sentier ch’ ad una valle fiede,
- canto-ci010_line-136che infin lassù facea spiacer suo lezzo.10_ln136
INFERNO XI
Cerchio Sesto. Eresia Distribuzione dei Dannati nell’Inferno
- canto-ci011_line-1In su l’ estremità d’ un’ alta ripa,
- canto-ci011_line-2che facevan gran pietre rotte in cerchio,
- canto-ci011_line-3venimmo sopra più crudele stipa;
- canto-ci011_line-4e quivi, per l’ orribile soperchio11_ln4
- canto-ci011_line-5del puzzo che il profondo abisso gitta,
- canto-ci011_line-6ci raccostammo dietro ad un coperchio
- canto-ci011_line-7d’ un grande avello, ov’ io vidi una scritta11_ln7
- canto-ci011_line-8che diceva: “Anastasio Papa guardo,
- canto-ci011_line-9lo qual trasse Fotin della via dritta.”
- canto-ci011_line-10“Lo nostro scender conviene esser tardo,11_ln10
- canto-ci011_line-11sì che s’ aùsi prima un poco il senso
- canto-ci011_line-12al tristo fiato; e poi non fia riguardo.”
- canto-ci011_line-13Così il Maestro; ed io: “Alcun compenso”11_ln13
- canto-ci011_line-14dissi lui, “trova, che il tempo non passi
- canto-ci011_line-15perduto.” Ed egli: “Vedi che a ciò penso.”
- canto-ci011_line-16“Figliuol mio, dentro da cotesti sassi,”11_ln16
- canto-ci011_line-17cominciò poi a dir, “son tre cerchietti
- canto-ci011_line-18di grado in grado, come quei che lassi.
- canto-ci011_line-19Tutti son pien di spirti maledetti;11_ln19
- canto-ci011_line-20ma perchè poi ti basti pur la vista,
- canto-ci011_line-21intendi come, e perchè son costretti.
- canto-ci011_line-22D’ ogni malizia, ch’ odio in Cielo acquista,11_ln22
- canto-ci011_line-23ingiuria è il fine, ed ogni fin cotale
- canto-ci011_line-24o con forza o con frode altrui contrista.
- canto-ci011_line-25Ma perchè frode è dell’ uom proprio male,11_ln25
- canto-ci011_line-26più spiace a Dio; e però stan di sutto
- canto-ci011_line-27gli frodolenti, e più dolor gli assale.
- canto-ci011_line-28De’ violenti il primo cerchio è tutto;11_ln28
- canto-ci011_line-29ma perchè si fa forza a tre persone,
- canto-ci011_line-30in tre gironi è distinto e costrutto.
- canto-ci011_line-31A Dio, a sè, al prossimo si puòne11_ln31
- canto-ci011_line-32far forza; dico in loro ed in lor cose,
- canto-ci011_line-33come udirai con aperta ragione.
- canto-ci011_line-34Morte per forza e ferute dogliose11_ln34
- canto-ci011_line-35nel prossimo si dànno; e nel suo avere,
- canto-ci011_line-36ruine, incendi e tollette dannose;
- canto-ci011_line-37onde omicidi e ciascun che mal fiere,11_ln37
- canto-ci011_line-38guastatori e predon, tutti tormenta
- canto-ci011_line-39lo giron primo per diverse schiere.
- canto-ci011_line-40Puote uomo avere in sè man violenta11_ln40
- canto-ci011_line-41e ne’ suoi beni; e però nel secondo
- canto-ci011_line-42giron convien che senza pro si penta
- canto-ci011_line-43qualunque priva sè del vostro mondo,11_ln43
- canto-ci011_line-44biscazza e fonde la sua facultade,
- canto-ci011_line-45e piange là dove esser dee giocondo.
- canto-ci011_line-46Puossi far forza nella Deitade,11_ln46
- canto-ci011_line-47col cor negando e bestemmiando quella,
- canto-ci011_line-48e spregiando Natura e Sua Bontade;
- canto-ci011_line-49e però lo minor giron suggella11_ln49
- canto-ci011_line-50del segno suo e Sodoma e Caorsa,
- canto-ci011_line-51e chi, spregiando Dio, col cor favella.
- canto-ci011_line-52La frode, ond’ ogni coscienza è morsa,11_ln52
- canto-ci011_line-53può l’uomo usare in colui che in lui fida,
- canto-ci011_line-54ed in quei che fidanza non imborsa.
- canto-ci011_line-55Questo modo di retro par che uccida11_ln55
- canto-ci011_line-56pur lo vinco d’ amor che fa Natura;
- canto-ci011_line-57onde nel cerchio secondo s’ annida
- canto-ci011_line-58ipocrisìa, lusinghe e chi affattura,11_ln58
- canto-ci011_line-59falsità, ladroneccio e simonìa,
- canto-ci011_line-60ruffian, baratti e simile lordura.
- canto-ci011_line-61Per l’ altro modo quell’ amor s’ obblìa,11_ln61
- canto-ci011_line-62che fa Natura, e quel ch’ è poi aggiunto,
- canto-ci011_line-63di che la fede spezial si cria;
- canto-ci011_line-64onde nel cerchio minor, ov’ è il punto11_ln64
- canto-ci011_line-65dell’ universo in su che Dite siede,
- canto-ci011_line-66qualunque trade, in eterno è consunto.”
- canto-ci011_line-67Ed io: “Maestro, assai chiara procede11_ln67
- canto-ci011_line-68la tua ragione, ed assai ben distingue
- canto-ci011_line-69questo baratro e il popol che il possiede.
- canto-ci011_line-70Ma dimmi: quei della palude pingue,11_ln70
- canto-ci011_line-71che mena il vento, e che batte la pioggia,
- canto-ci011_line-72e che s’ incontran con sì aspre lingue,
- canto-ci011_line-73perchè non dentro dalla città roggia11_ln73
- canto-ci011_line-74son ei puniti, se Dio li ha in ira?
- canto-ci011_line-75e se non li ha, perchè sono a tal foggia?”
- canto-ci011_line-76Ed egli a me: “Perchè tanto delira”11_ln76
- canto-ci011_line-77disse, “l’ ingegno tuo da quel che suole?
- canto-ci011_line-78ovver la mente tua altrove mira?
- canto-ci011_line-79Non ti rimembra di quelle parole11_ln79
- canto-ci011_line-80con le quai la tua Etica pertratta
- canto-ci011_line-81le tre disposizion che il Ciel non vuole,
- canto-ci011_line-82Incontinenza, Malizia e la matta11_ln82
- canto-ci011_line-83Bestialitade? e come Incontinenza
- canto-ci011_line-84men Dio offende e men biasimo accatta?
- canto-ci011_line-85Se tu riguardi ben questa sentenza,11_ln85
- canto-ci011_line-86e rechiti alla mente chi son quelli
- canto-ci011_line-87che su di fuor sostengon penitenza,
- canto-ci011_line-88tu vedrai ben perchè da questi felli11_ln88
- canto-ci011_line-89sien dipartiti, e perchè men crucciata
- canto-ci011_line-90la Divina Vendetta li martelli.”
- canto-ci011_line-91“O Sol che sani ogni vista turbata,11_ln91
- canto-ci011_line-92tu mi contenti sì, quando tu solvi,
- canto-ci011_line-93che, non men che saper, dubbiar m’ aggrata.
- canto-ci011_line-94Ancora un poco indietro ti rivolvi,”11_ln94
- canto-ci011_line-95diss’ io, “là dove di’ che usura offende
- canto-ci011_line-96la Divina Bontade, e il groppo solvi.”
- canto-ci011_line-97“Filosofia,” mi disse, “a chi la intende,11_ln97
- canto-ci011_line-98nota non pure in una sola parte,
- canto-ci011_line-99come Natura lo suo corso prende
- canto-ci011_line-100dal Divino Intelletto e da sua Arte;11_ln100
- canto-ci011_line-101e, se tu ben la tua Fisica note,
- canto-ci011_line-102tu troverai, non dopo molte carte,
- canto-ci011_line-103che l’ arte vostra quella, quanto puote,11_ln103
- canto-ci011_line-104segue, come il maestro fa il discente;
- canto-ci011_line-105sì che vostr’ arte a Dio quasi è nipote.
- canto-ci011_line-106Da queste due, se tu ti rechi a mente11_ln106
- canto-ci011_line-107lo Genesì dal principio, conviene
- canto-ci011_line-108prender sua vita ed avanzar la gente.
- canto-ci011_line-109E perchè l’ usuriere altra via tiene,11_ln109
- canto-ci011_line-110per sè Natura, e per la sua seguace,
- canto-ci011_line-111dispregia, poi che in altro pon la spene.
- canto-ci011_line-112Ma seguimi oramai, chè il gir mi piace;11_ln112
- canto-ci011_line-113chè i Pesci guizzan su per l’ orizzonta,
- canto-ci011_line-114e il Carro tutto sovra il Coro giace,
- canto-ci011_line-115e il balzo via là oltra si dismonta.”11_ln115
INFERNO XII
Cerchio Settimo. Girone Primo. Violenza contro il Prossimo. Omicidi e Guastatori. Flegetonte
- canto-ci012_line-1Era lo loco, ove a scender la riva
- canto-ci012_line-2venimmo, alpestro, e, per quel ch’ ivi er’ anco,
- canto-ci012_line-3tal, ch’ ogni vista ne sarebbe schiva.
- canto-ci012_line-4Qual’ è quella ruina, che nel fianco12_ln4
- canto-ci012_line-5di qua da Trento l’Adige percosse,
- canto-ci012_line-6o per tremuoto o per sostegno manco;
- canto-ci012_line-7chè da cima del monte, onde si mosse,12_ln7
- canto-ci012_line-8al piano è sì la roccia discoscesa,
- canto-ci012_line-9ch’ alcuna via darebbe a chi su fosse;
- canto-ci012_line-10cotal di quel burrato era la scesa;12_ln10
- canto-ci012_line-11e in su la punta della rotta lacca
- canto-ci012_line-12l’ Infamia di Creti era distesa,
- canto-ci012_line-13che fu concetta nella falsa vacca;12_ln13
- canto-ci012_line-14e quando vide noi, sè stesso morse,
- canto-ci012_line-15sì come quei cui l’ ira dentro fiacca.
- canto-ci012_line-16Lo Savio mio invèr lui gridò: “Forse12_ln16
- canto-ci012_line-17tu credi che qui sia il duca d’ Atene,
- canto-ci012_line-18che su nel mondo la morte ti porse?
- canto-ci012_line-19Pàrtiti, bestia! chè questi non viene12_ln19
- canto-ci012_line-20ammaestrato dalla tua sorella,
- canto-ci012_line-21ma vassi per veder le vostre pene.”
- canto-ci012_line-22Qual è quel toro che si slaccia in quella12_ln22
- canto-ci012_line-23che ha ricevuto già il colpo mortale,
- canto-ci012_line-24che gir non sa, ma qua e là saltella;
- canto-ci012_line-25vid’ io lo Minotauro far cotale;12_ln25
- canto-ci012_line-26e quegli, accorto, gridò: “Corri al varco!
- canto-ci012_line-27mentre ch’ è in furia, è buon che tu ti cale.”
- canto-ci012_line-28Così prendemmo via giù per lo scarco12_ln28
- canto-ci012_line-29di quelle pietre, che spesso moviènsi
- canto-ci012_line-30sotto i miei piedi per lo nuovo carco.
- canto-ci012_line-31Io gìa pensando; e quei disse: “Tu pensi12_ln31
- canto-ci012_line-32forse a questa ruina, ch’ è guardata
- canto-ci012_line-33da quell’ ira bestial ch’ io ora spensi.
- canto-ci012_line-34Or vo’ che sappi che l’ altra fiata12_ln34
- canto-ci012_line-35ch’ io discesi quaggiù nel basso Inferno,
- canto-ci012_line-36questa roccia non era ancor cascata.
- canto-ci012_line-37Ma certo poco pria, se ben discerno,12_ln37
- canto-ci012_line-38che venisse Colui che la gran preda
- canto-ci012_line-39levò a Dite del cerchio superno,
- canto-ci012_line-40da tutte parti l’ alta valle feda12_ln40
- canto-ci012_line-41tremò sì, ch’ io pensai che l’ universo
- canto-ci012_line-42sentisse amor, per lo qual è chi creda
- canto-ci012_line-43più volte il mondo in Caos converso;12_ln43
- canto-ci012_line-44ed in quel punto questa vecchia roccia
- canto-ci012_line-45qui ed altrove tal fece riverso.
- canto-ci012_line-46Ma ficca gli occhi a valle; chè s’ approccia12_ln46
- canto-ci012_line-47la riviera del sangue, in la qual bolle
- canto-ci012_line-48qual che per violenza in altrui noccia.”
- canto-ci012_line-49O cieca cupidigia, o ira folle,12_ln49
- canto-ci012_line-50che sì ci sproni nella vita corta,
- canto-ci012_line-51e nell’ eterna poi sì mal c’ immolle!
- canto-ci012_line-52Io vidi un’ ampia fossa in arco torta,12_ln52
- canto-ci012_line-53come quella che tutto il piano abbraccia,
- canto-ci012_line-54secondo ch’ avea detto la mia Scorta;
- canto-ci012_line-55e, tra il piè della ripa ed essa, in traccia12_ln55
- canto-ci012_line-56correan Centauri armati di saette,
- canto-ci012_line-57come solean nel mondo andare a caccia.
- canto-ci012_line-58Vedendoci calar, ciascun ristette,12_ln58
- canto-ci012_line-59e della schiera tre si dipartiro
- canto-ci012_line-60con archi ed asticciuole prima elette.
- canto-ci012_line-61E l’ un gridò da lungi: “A qual martìro12_ln61
- canto-ci012_line-62venite voi che scendete la costa?
- canto-ci012_line-63Ditel costinci; se non, l’ arco tiro.”
- canto-ci012_line-64Lo mio Maestro disse: “La risposta12_ln64
- canto-ci012_line-65farem noi a Chiron costà di presso;
- canto-ci012_line-66mal fu la voglia tua sempre sì tosta.”
- canto-ci012_line-67Poi mi tentò, e disse: “Quegli è Nesso,12_ln67
- canto-ci012_line-68che morì per la bella Deianira,
- canto-ci012_line-69e fe’ di sè la vendetta egli stesso;
- canto-ci012_line-70e quel di mezzo, che al petto si mira,12_ln70
- canto-ci012_line-71è il gran Chirone, il qual nudrì Achille;
- canto-ci012_line-72quell’ altro è Folo, che fu sì pien d’ ira.
- canto-ci012_line-73D’ intorno al fosso vanno a mille a mille,12_ln73
- canto-ci012_line-74saettando quale anima si svelle
- canto-ci012_line-75del sangue più che sua colpa sortille.”
- canto-ci012_line-76Noi ci appressammo a quelle fiere snelle;12_ln76
- canto-ci012_line-77Chiron prese uno strale, e con la cocca
- canto-ci012_line-78fece la barba indietro alle mascelle.
- canto-ci012_line-79Quando s’ ebbe scoperta la gran bocca,12_ln79
- canto-ci012_line-80disse ai compagni: “Siete voi accorti
- canto-ci012_line-81che quel di retro move ciò ch’ ei tocca?
- canto-ci012_line-82Così non soglion fare i piè dei morti.”12_ln82
- canto-ci012_line-83E il mio buon Duca, che già gli era al petto,
- canto-ci012_line-84ove le due nature son consorti,
- canto-ci012_line-85rispose: “Ben è vivo, e sì soletto12_ln85
- canto-ci012_line-86mostrargli mi convien la valle buia;
- canto-ci012_line-87necessità ’l conduce, e non diletto.
- canto-ci012_line-88Tal si partì da cantare alleluia,12_ln88
- canto-ci012_line-89che mi commise quest’ ufficio novo;
- canto-ci012_line-90non è ladron, nè io anima fuia.
- canto-ci012_line-91Ma per quella Virtù, per cui io movo12_ln91
- canto-ci012_line-92li passi miei per sì selvaggia strada,
- canto-ci012_line-93danne un de’ tuoi, a cui noi siamo a provo,
- canto-ci012_line-94che ne dimostri là dove si guada,12_ln94
- canto-ci012_line-95e che porti costui in su la groppa;
- canto-ci012_line-96chè non è spirto che per l’aer vada.”
- canto-ci012_line-97Chiron si volse in sulla destra poppa,12_ln97
- canto-ci012_line-98e disse a Nesso: “Torna, e sì li guida,
- canto-ci012_line-99e fa’ cansar, s’ altra schiera v’ intoppa.”
- canto-ci012_line-100Noi ci movemmo con la scorta fida12_ln100
- canto-ci012_line-101lungo la proda del bollor vermiglio,
- canto-ci012_line-102ove i bolliti facean alte strida.
- canto-ci012_line-103Io vidi gente sotto infino al ciglio;12_ln103
- canto-ci012_line-104e il gran Centauro disse: “Ei son tiranni
- canto-ci012_line-105che dier nel sangue e nell’ aver di piglio.
- canto-ci012_line-106Quivi si piangon gli spietati danni;12_ln106
- canto-ci012_line-107quivi è Alessandro, e Dionisio fero
- canto-ci012_line-108che fe’ Cicilia aver dolorosi anni;
- canto-ci012_line-109e quella fronte c’ ha il pel così nero,12_ln109
- canto-ci012_line-110è Azzolino; e quell’ altro, ch’ è biondo,
- canto-ci012_line-111è Obizzo da Esti, il qual per vero
- canto-ci012_line-112fu spento dal figliastro su nel mondo.”12_ln112
- canto-ci012_line-113Allor mi volsi al Poeta, e quei disse:
- canto-ci012_line-114“Questi ti sia or primo, ed io secondo.”
- canto-ci012_line-115Poco più oltre il Centauro s’ affisse12_ln115
- canto-ci012_line-116sopra una gente, che infino alla gola
- canto-ci012_line-117parea che di quel bulicame uscisse.
- canto-ci012_line-118Mostrocci un’ ombra dall’ un canto sola,12_ln118
- canto-ci012_line-119dicendo: “Colui fesse in grembo a Dio
- canto-ci012_line-120lo cor che in sul Tamigi ancor si cola.”
- canto-ci012_line-121Poi vidi gente, che di fuor del rio12_ln121
- canto-ci012_line-122tenea la testa ed ancor tutto il casso;
- canto-ci012_line-123e di costoro assai riconobb’ io.
- canto-ci012_line-124Così a più a più si facea basso12_ln124
- canto-ci012_line-125quel sangue, sì che cocea pur li piedi;
- canto-ci012_line-126e quivi fu del fosso il nostro passo.
- canto-ci012_line-127“Sì come tu da questa parte vedi12_ln127
- canto-ci012_line-128lo bulicame che sempre si scema,”
- canto-ci012_line-129disse il Centauro, “voglio che tu credi
- canto-ci012_line-130che da quest’ altra a più a più giù prema12_ln130
- canto-ci012_line-131lo fondo suo, infin ch’ ei si raggiunge
- canto-ci012_line-132ove la tirannìa convien che gema.
- canto-ci012_line-133La Divina Giustizia di qua punge12_ln133
- canto-ci012_line-134quell’ Attila che fu flagello in terra,
- canto-ci012_line-135e Pirro, e Sesto; ed in eterno munge
- canto-ci012_line-136le lagrime, che col bollor disserra,12_ln136
- canto-ci012_line-137a Rinier da Corneto, a Rinier Pazzo,
- canto-ci012_line-138che fecero alle strade tanta guerra.”
- canto-ci012_line-139Poi si rivolse, e ripassossi il guazzo.12_ln139
INFERNO XIII
Cerchio Settimo. Girone Secondo. Violenza contro Sè Suicidi e Scialacquatori
- canto-ci013_line-1Non era ancor di là Nesso arrivato,
- canto-ci013_line-2quando noi ci mettemmo per un bosco,
- canto-ci013_line-3che da nessun sentiero era segnato.
- canto-ci013_line-4Non frondi verdi, ma di color fosco;13_ln4
- canto-ci013_line-5non rami schietti, ma nodosi e involti;
- canto-ci013_line-6non pomi v’eran, ma stecchi con tòsco.
- canto-ci013_line-7Non han sì aspri sterpi nè si folti13_ln7
- canto-ci013_line-8quelle fiere selvagge, che in odio hanno
- canto-ci013_line-9tra Cècina e Corneto i luoghi colti.
- canto-ci013_line-10Quivi le brutte Arpìe lor nido fanno,13_ln10
- canto-ci013_line-11che cacciàr delle Stròfade i Troiani
- canto-ci013_line-12con tristo annunzio di futuro danno.
- canto-ci013_line-13Ale hanno late, e colli e visi umani;13_ln13
- canto-ci013_line-14piè con artigli, e pennuto il gran ventre;
- canto-ci013_line-15fanno lamenti in su gli alberi strani.
- canto-ci013_line-16E il buon Maestro: “Prima che più entre,13_ln16
- canto-ci013_line-17sappi che se’ nel secondo girone,”
- canto-ci013_line-18mi cominciò a dire, “e sarai, mentre
- canto-ci013_line-19che tu verrai nell’ orribil sabbione;13_ln19
- canto-ci013_line-20però riguarda ben, e sì vedrai
- canto-ci013_line-21cose che torrìen fede al mio sermone.”
- canto-ci013_line-22Io sentìa da ogni parte traer guai,13_ln22
- canto-ci013_line-23e non vedea persona che il facesse;
- canto-ci013_line-24per ch’ io tutto smarrito m’arrestai.
- canto-ci013_line-25Io credo ch’ ei credette ch’ io credesse13_ln25
- canto-ci013_line-26che tante voci uscisser tra que’ bronchi
- canto-ci013_line-27da gente che per noi si nascondesse.
- canto-ci013_line-28Però disse il Maestro: “Se tu tronchi13_ln28
- canto-ci013_line-29qualche fraschetta d’ una d’ este piante,
- canto-ci013_line-30li pensier c’ hai si faran tutti monchi.”
- canto-ci013_line-31Allor porsi la mano un poco avante,13_ln31
- canto-ci013_line-32e colsi un ramicello da un gran pruno;
- canto-ci013_line-33e il tronco suo gridò: “Perchè mi schiante?”
- canto-ci013_line-34Da che fu fatto poi di sangue bruno,13_ln34
- canto-ci013_line-35ricominciò a gridar: “Perchè mi scerpi?
- canto-ci013_line-36Non hai tu spirto di pietate alcuno?
- canto-ci013_line-37Uomini fummo, ed or sem fatti sterpi;13_ln37
- canto-ci013_line-38ben dovrebb’ esser la tua man più pia,
- canto-ci013_line-39se state fossim’ anime di serpi.”
- canto-ci013_line-40Come d’ un stizzo verde, ch’ arso sia13_ln40
- canto-ci013_line-41dall’ un de’ capi, che dall’ altro geme
- canto-ci013_line-42e cigola per vento che va via;
- canto-ci013_line-43sì della scheggia rotta usciva insieme13_ln43
- canto-ci013_line-44parole e sangue; ond’ io lasciai la cima
- canto-ci013_line-45cadere, e stetti come l’ uom che teme.
- canto-ci013_line-46“S’ egli avesse potuto creder prima,”13_ln46
- canto-ci013_line-47rispose il Savio mio, “anima lesa,
- canto-ci013_line-48ciò c’ ha veduto pur con la mia rima,
- canto-ci013_line-49non averebbe in te la man distesa;13_ln49
- canto-ci013_line-50ma la cosa incredibile mi fece
- canto-ci013_line-51indurlo ad opra che a me stesso pesa.
- canto-ci013_line-52Ma dilli chi tu fosti, sì che, in vece13_ln52
- canto-ci013_line-53d’ alcuna ammenda, tua fama rinfreschi
- canto-ci013_line-54nel mondo su, dove tornar gli lece.”
- canto-ci013_line-55E il tronco: “Sì con dolce dir m’ adeschi,13_ln55
- canto-ci013_line-56ch’ io non posso tacere; e voi non gravi,
- canto-ci013_line-57perch’ io un poco a ragionar m’ inveschi.
- canto-ci013_line-58Io son colui che tenni ambo le chiavi13_ln58
- canto-ci013_line-59del cor di Federigo, e che le volsi,
- canto-ci013_line-60serrando e disserrando, sì soavi,
- canto-ci013_line-61che dal segreto suo quasi ogni uom tolsi;13_ln61
- canto-ci013_line-62fede portai al glorioso uffizio,
- canto-ci013_line-63tanto ch’ io ne perdei lo sonno e i polsi.
- canto-ci013_line-64La meretrice che mai dall’ ospizio13_ln64
- canto-ci013_line-65di Cesare non torse gli occhi putti,
- canto-ci013_line-66morte comune e delle corti vizio,
- canto-ci013_line-67infiammò contra me gli animi tutti;13_ln67
- canto-ci013_line-68e gl’ infiammati infiammàr sì Augusto,
- canto-ci013_line-69che i lieti onor tornàro in tristi lutti.
- canto-ci013_line-70L’ animo mio per disdegnoso gusto,13_ln70
- canto-ci013_line-71credendo con morir fuggir disdegno,
- canto-ci013_line-72ingiusto fece me contra me giusto.
- canto-ci013_line-73Per le nuove radici d’ esto legno13_ln73
- canto-ci013_line-74vi giuro che giammai non ruppi fede
- canto-ci013_line-75al mio signor, che fu d’ onor sì degno!
- canto-ci013_line-76E se di voi alcun nel mondo riede,13_ln76
- canto-ci013_line-77conforti la memoria mia, che giace
- canto-ci013_line-78ancor del colpo che invidia le diede!”
- canto-ci013_line-79Un poco attese, e poi: “Da ch’ ei si tace,”13_ln79
- canto-ci013_line-80disse il Poeta a me, “non perder l’ ora;
- canto-ci013_line-81ma parla e chiedi a lui, se più ti piace.”
- canto-ci013_line-82Ond’ io a lui: “Dimandal tu ancora13_ln82
- canto-ci013_line-83di quel che credi che a me satisfaccia;
- canto-ci013_line-84ch’ io non potrei, tanta pietà m’ accora!”
- canto-ci013_line-85Perciò ricominciò: “Se l’uom ti faccia13_ln85
- canto-ci013_line-86liberamente ciò che il tuo dir prega,
- canto-ci013_line-87spirito incarcerato, ancor ti piaccia
- canto-ci013_line-88di dirne come l’anima si lega13_ln88
- canto-ci013_line-89in questi nocchi; e dinne, se tu puoi,
- canto-ci013_line-90se alcuna mai da tai membra si spiega.”
- canto-ci013_line-91Allor soffiò lo tronco forte, e poi13_ln91
- canto-ci013_line-92si convertì quel vento in cotal voce:
- canto-ci013_line-93“Brevemente sarà risposto a voi.
- canto-ci013_line-94Quando si parte l’ anima feroce13_ln94
- canto-ci013_line-95dal corpo ond’ ella stessa s’ è divelta,
- canto-ci013_line-96Minòs la manda alla settima foce.
- canto-ci013_line-97Cade in la selva, e non l’ è parte scelta;13_ln97
- canto-ci013_line-98ma là dove Fortuna la balestra,
- canto-ci013_line-99quivi germoglia come gran di spelta.
- canto-ci013_line-100Surge in vermena ed in pianta silvestra;13_ln100
- canto-ci013_line-101l’Arpìe, pascendo poi delle sue foglie,
- canto-ci013_line-102fanno dolore, ed al dolor finestra.
- canto-ci013_line-103Come l’ altre, verrem per nostre spoglie,13_ln103
- canto-ci013_line-104ma non però che alcuna sen rivesta;
- canto-ci013_line-105chè non è giusto aver ciò ch’ uom si toglie.
- canto-ci013_line-106Qui le strascineremo, e per la mesta13_ln106
- canto-ci013_line-107selva saranno i nostri corpi appesi,
- canto-ci013_line-108ciascuno al prun dell’ ombra sua molesta.”
- canto-ci013_line-109Noi eravamo ancora al tronco attesi,13_ln109
- canto-ci013_line-110credendo ch’ altro ne volesse dire,
- canto-ci013_line-111quando noi fummo d’ un romor sorpresi,
- canto-ci013_line-112similemente a colui che venire13_ln112
- canto-ci013_line-113sente il porco e la caccia alla sua posta,
- canto-ci013_line-114ch’ ode le bestie e le frasche stormire.
- canto-ci013_line-115Ed ecco due dalla sinistra costa,13_ln115
- canto-ci013_line-116nudi e graffiati, fuggendo sì forte
- canto-ci013_line-117che della selva rompièno ogni rosta.
- canto-ci013_line-118Quel dinanzi: “Ora accorri, accorri, morte!”13_ln118
- canto-ci013_line-119e l’ altro, a cui pareva tardar troppo,
- canto-ci013_line-120gridava: “Lano, sì non furo accorte
- canto-ci013_line-121le gambe tue alle giostre del Toppo!”13_ln121
- canto-ci013_line-122E poi che forse gli fallìa la lena,
- canto-ci013_line-123di sè e d’ un cespuglio fece groppo.
- canto-ci013_line-124Diretro a loro era la selva piena13_ln124
- canto-ci013_line-125di nere cagne, bramose e correnti
- canto-ci013_line-126come veltri che uscisser di catena.
- canto-ci013_line-127In quel che s’ appiattò miser li denti,13_ln127
- canto-ci013_line-128e quel dilaceraro a brano a brano;
- canto-ci013_line-129poi sen portàr quelle membra dolenti.
- canto-ci013_line-130Presemi allor la mia Scorta per mano,13_ln130
- canto-ci013_line-131e menommi al cespuglio, che piangea,
- canto-ci013_line-132per le rotture sanguinenti, invano.
- canto-ci013_line-133“O Giacomo” dicea, “da Sant’Andrea,13_ln133
- canto-ci013_line-134che t’ è giovato di me fare schermo?
- canto-ci013_line-135che colpa ho io della tua vita rea?”
- canto-ci013_line-136Quando il Maestro fu sopr’ esso fermo,13_ln136
- canto-ci013_line-137disse: “Chi fosti, che per tante punte
- canto-ci013_line-138soffi con sangue doloroso sermo?”
- canto-ci013_line-139Ed elli a noi: “O anime, che giunte13_ln139
- canto-ci013_line-140siete a veder lo strazio disonesto
- canto-ci013_line-141c’ ha le mie fronde sì da me disgiunte,
- canto-ci013_line-142raccoglietele al piè del tristo cesto!13_ln142
- canto-ci013_line-143Io fui della città che nel Battista
- canto-ci013_line-144mutò il primo padrone; ond’ ei per questo
- canto-ci013_line-145sempre con l’ arte sua la farà trista;13_ln145
- canto-ci013_line-146e se non fosse che in sul passo d’Arno
- canto-ci013_line-147rimane ancor di lui alcuna vista,
- canto-ci013_line-148quei cittadin che poi la rifondarno13_ln148
- canto-ci013_line-149sopra il cener che d’Attila rimase,
- canto-ci013_line-150avrebber fatto lavorare indarno.
- canto-ci013_line-151Io fei giubbetto a me delle mie case.”13_ln151
INFERNO XIV
Cerchio Settimo. Girone Terzo Violenza contro Dio. Bestemmiatori
- canto-ci014_line-1Poi che la carità del natìo loco
- canto-ci014_line-2mi strinse, raunai le fronde sparte,
- canto-ci014_line-3e rendeile a colui ch’ era già fioco.
- canto-ci014_line-4Indi venimmo al fine, ove si parte14_ln4
- canto-ci014_line-5lo secondo giron dal terzo, e dove
- canto-ci014_line-6si vede di Giustizia orribil arte.
- canto-ci014_line-7A ben manifestar le cose nuove,14_ln7
- canto-ci014_line-8dico che arrivammo ad una landa
- canto-ci014_line-9che dal suo letto ogni pianta rimove.
- canto-ci014_line-10La dolorosa selva l’ è ghirlanda14_ln10
- canto-ci014_line-11intorno, come il fosso tristo ad essa;
- canto-ci014_line-12quivi fermammo i passi a randa a randa.
- canto-ci014_line-13Lo spazzo era un’ arena arida e spessa,14_ln13
- canto-ci014_line-14non d’ altra foggia fatta che colei,
- canto-ci014_line-15che fu da’ piè di Caton già soppressa.
- canto-ci014_line-16O vendetta di Dio, quanto tu dèi14_ln16
- canto-ci014_line-17esser temuta da ciascun che legge
- canto-ci014_line-18ciò che fu manifesto agli occhi miei!
- canto-ci014_line-19D’ anime nude vidi molte gregge,14_ln19
- canto-ci014_line-20che piangean tutte assai miseramente,
- canto-ci014_line-21e parea posta lor diversa legge.
- canto-ci014_line-22Supin giaceva in terra alcuna gente;14_ln22
- canto-ci014_line-23alcuna si sedea tutta raccolta,
- canto-ci014_line-24ed altra andava continuamente.
- canto-ci014_line-25Quella che giva intorno era più molta;14_ln25
- canto-ci014_line-26e quella men che giaceva al tormento,
- canto-ci014_line-27ma più al duolo avea la lingua sciolta.
- canto-ci014_line-28Sopra tutto il sabbion d’ un cader lento14_ln28
- canto-ci014_line-29piovean di foco dilatate falde,
- canto-ci014_line-30come di neve in alpe senza vento.
- canto-ci014_line-31Quali Alessandro in quelle parti calde14_ln31
- canto-ci014_line-32d’ India vide sopra lo suo stuolo
- canto-ci014_line-33fiamme cadere infino a terra salde;
- canto-ci014_line-34per ch’ ei provvide a scalpitar lo suolo14_ln34
- canto-ci014_line-35con le sue schiere, acciò che lo vapore
- canto-ci014_line-36me’ si stingueva mentre ch’ era solo;
- canto-ci014_line-37tale scendeva l’ eternale ardore;14_ln37
- canto-ci014_line-38onde l’ arena s’ accendea, com’ esca
- canto-ci014_line-39sotto focile, a doppiar lo dolore.
- canto-ci014_line-40Senza riposo mai era la tresca14_ln40
- canto-ci014_line-41delle misere mani, or quindi or quinci
- canto-ci014_line-42iscotendo da sè l’ arsura fresca.
- canto-ci014_line-43Io cominciai: “Maestro, tu che vinci14_ln43
- canto-ci014_line-44tutte le cose, fuor che i demon duri,
- canto-ci014_line-45che all’ entrar della porta incontro uscìnci,
- canto-ci014_line-46chi è quel grande, che non par che curi14_ln46
- canto-ci014_line-47l’ incendio, e giace dispettoso e torto
- canto-ci014_line-48sì, che la pioggia non par che il maturi?”
- canto-ci014_line-49E quel medesmo, che si fu accorto14_ln49
- canto-ci014_line-50ch’ io dimandava il mio Duca di lui,
- canto-ci014_line-51gridò: “Qual io fui vivo, tal son morto!
- canto-ci014_line-52Se Giove stanchi il suo fabbro, da cui,14_ln52
- canto-ci014_line-53crucciato, prese la folgore acuta
- canto-ci014_line-54onde l’ ultimo dì percosso fui;
- canto-ci014_line-55o s’ egli stanchi gli altri a muta a muta14_ln55
- canto-ci014_line-56in Mongibello alla fucina negra,
- canto-ci014_line-57chiamando: ‘Buon Vulcano, aiuta, aiuta!’,
- canto-ci014_line-58sì com’ ei fece alla pugna di Flegra,14_ln58
- canto-ci014_line-59e me saetti con tutta sua forza,
- canto-ci014_line-60non ne potrebbe aver vendetta allegra!”
- canto-ci014_line-61Allora il Duca mio parlò di forza14_ln61
- canto-ci014_line-62tanto, ch’ io non l’ avea sì forte udito:
- canto-ci014_line-63“O Capanèo, in ciò che non s’ammorza
- canto-ci014_line-64la tua superbia, se’ tu più punito;14_ln64
- canto-ci014_line-65nullo martìro, fuor che la tua rabbia,
- canto-ci014_line-66sarebbe al tuo furor dolor compìto.”
- canto-ci014_line-67Poi si rivolse a me con miglior labbia,14_ln67
- canto-ci014_line-68dicendo: “Quel fu l’ un de’ sette regi
- canto-ci014_line-69ch’ assiser Tebe; ed ebbe e par ch’ egli abbia
- canto-ci014_line-70Dio in disdegno, e poco par che il pregi;14_ln70
- canto-ci014_line-71ma, come io dissi lui, li suoi dispetti
- canto-ci014_line-72sono al suo petto assai debiti fregi.
- canto-ci014_line-73Or mi vien dietro, e guarda che non metti14_ln73
- canto-ci014_line-74ancor li piedi nell’ arena arsiccia,
- canto-ci014_line-75ma sempre al bosco li ritieni stretti.”
- canto-ci014_line-76Tacendo, divenimmo là ove spiccia14_ln76
- canto-ci014_line-77fuor della selva un picciol fiumicello,
- canto-ci014_line-78lo cui rossore ancor mi raccapriccia.
- canto-ci014_line-79Quale del Bulicame esce ruscello,14_ln79
- canto-ci014_line-80che parton poi tra lor le peccatrici,
- canto-ci014_line-81tal per l’ arena giù sen giva quello.
- canto-ci014_line-82Lo fondo suo ed ambo le pendici14_ln82
- canto-ci014_line-83fatt’ eran pietra, e i margini da lato;
- canto-ci014_line-84per ch’ io m’ accorsi che il passo era lici.
- canto-ci014_line-85“Tra tutto l’altro ch’ io t’ ho dimostrato,14_ln85
- canto-ci014_line-86poscia che noi entrammo per la porta
- canto-ci014_line-87lo cui sogliare a nessuno è negato,
- canto-ci014_line-88cosa non fu dalli tuoi occhi scorta14_ln88
- canto-ci014_line-89notabile, com’ è il presente rio,
- canto-ci014_line-90che sopra sè tutte fiammelle ammorta.”
- canto-ci014_line-91Queste parole fur del Duca mio;14_ln91
- canto-ci014_line-92per che il pregai che mi largisse il pasto
- canto-ci014_line-93di cui largito m’ aveva il desìo.
- canto-ci014_line-94“In mezzo mar siede un paese guasto,”14_ln94
- canto-ci014_line-95diss’ egli allora, “che s’ appella Creta,
- canto-ci014_line-96sotto il cui rege fu già il mondo casto.
- canto-ci014_line-97Una montagna v’ è, che già fu lieta14_ln97
- canto-ci014_line-98d’ acque e di fronde, che si chiamò Ida;
- canto-ci014_line-99ora è deserta, come cosa vieta.
- canto-ci014_line-100Rea la scelse già per cuna fida14_ln100
- canto-ci014_line-101del suo figliuolo, e, per celarlo meglio,
- canto-ci014_line-102quando piangea, vi facea far le grida.
- canto-ci014_line-103Dentro dal monte sta dritto un gran Veglio,14_ln103
- canto-ci014_line-104che tien vòlte le spalle invèr Damiata,
- canto-ci014_line-105e Roma guarda sì come suo speglio.
- canto-ci014_line-106La sua testa è di fin oro formata,14_ln106
- canto-ci014_line-107e puro argento son le braccia e il petto,
- canto-ci014_line-108poi è di rame infino alla forcata;
- canto-ci014_line-109da indi in giuso è tutto ferro eletto,14_ln109
- canto-ci014_line-110salvo che il destro piede è terra cotta,
- canto-ci014_line-111e sta in su quel, più che in su l’ altro, eretto.
- canto-ci014_line-112Ciascuna parte, fuor che l’ oro, è rotta14_ln112
- canto-ci014_line-113d’ una fessura che lagrime goccia,
- canto-ci014_line-114le quali, accolte, foran quella grotta.
- canto-ci014_line-115Lor corso in questa valle si diroccia;14_ln115
- canto-ci014_line-116fanno Acheronte, Stige e Flegetonta;
- canto-ci014_line-117poi sen van giù per questa stretta doccia
- canto-ci014_line-118infin là dove più non si dismonta;14_ln118
- canto-ci014_line-119fanno Cocito; e qual sia quello stagno,
- canto-ci014_line-120tu lo vedrai; però qui non si conta.”
- canto-ci014_line-121Ed io a lui: “Se il presente rigagno14_ln121
- canto-ci014_line-122si deriva così dal nostro mondo,
- canto-ci014_line-123perchè ci appar pur a questo vivagno?”
- canto-ci014_line-124Ed egli a me: “Tu sai che il loco è tondo,14_ln124
- canto-ci014_line-125e, tutto che tu sii venuto molto
- canto-ci014_line-126pure a sinistra, giù calando al fondo,
- canto-ci014_line-127non sei ancor per tutto il cerchio vòlto;14_ln127
- canto-ci014_line-128per che, se cosa n’ apparisce nuova,
- canto-ci014_line-129non dee addur maraviglia al tuo volto.”
- canto-ci014_line-130Ed io ancor: “Maestro, ove si trova14_ln130
- canto-ci014_line-131Flegetonta e Letè? Chè dell’ un taci,
- canto-ci014_line-132e l’ altro di’ che si fa d’ esta piova.”
- canto-ci014_line-133“In tutte tue question certo mi piaci;”14_ln133
- canto-ci014_line-134rispose, “ma il bollor dell’ acqua rossa
- canto-ci014_line-135dovea ben solver l’ una che tu faci.
- canto-ci014_line-136Letè vedrai, ma fuor di questa fossa,14_ln136
- canto-ci014_line-137là ove vanno l’ anime a lavarsi,
- canto-ci014_line-138quando la colpa pentuta è rimossa.”
- canto-ci014_line-139Poi disse: “Omai è tempo da scostarsi14_ln139
- canto-ci014_line-140dal bosco; fa’ che diretro a me vegne;
- canto-ci014_line-141li margini fan via, che non son arsi;
- canto-ci014_line-142e sopra loro ogni vapor si spegne.”14_ln142
INFERNO XV
Cerchio Settimo. Girone Terzo Violenza contro Natura. Sodomiti
- canto-ci015_line-1Ora cen porta l’un de’ duri margini;
- canto-ci015_line-2e il fumo del ruscel di sopra aduggia
- canto-ci015_line-3sì, che dal foco salva l’aqua e gli argini.
- canto-ci015_line-4Quale i Fiamminghi tra Guizzante e Bruggia,15_ln4
- canto-ci015_line-5temendo il fiotto che vèr lor s’avventa,
- canto-ci015_line-6fanno lo schermo, perchè il mar si fuggia;
- canto-ci015_line-7e quale i Padovan lungo la Brenta,15_ln7
- canto-ci015_line-8per difender lor ville e lor castelli,
- canto-ci015_line-9anzi che Chiarentana il caldo senta;
- canto-ci015_line-10a tale imagine eran fatti quelli,15_ln10
- canto-ci015_line-11tutto che nè sì alti nè sì grossi,
- canto-ci015_line-12qual che si fosse, lo maestro fèlli.
- canto-ci015_line-13Già eravam dalla selva rimossi15_ln13
- canto-ci015_line-14tanto, ch’ io non avrei visto dov’era,
- canto-ci015_line-15perch’ io indietro rivolto mi fossi,
- canto-ci015_line-16quando incontrammo d’anime una schiera,15_ln16
- canto-ci015_line-17che venìan lungo l’argine, e ciascuna
- canto-ci015_line-18ci riguardava, come suol da sera
- canto-ci015_line-19guardar l’un l’altro sotto nuova luna;15_ln19
- canto-ci015_line-20e sì vèr noi aguzzavan le ciglia,
- canto-ci015_line-21come vecchio sartor fa nella cruna.
- canto-ci015_line-22Così adocchiato da cotal famiglia,15_ln22
- canto-ci015_line-23fui conosciuto da un, che mi prese
- canto-ci015_line-24per lo lembo e gridò: “Qual maraviglia!”
- canto-ci015_line-25Ed io, quando il suo braccio a me distese,15_ln25
- canto-ci015_line-26ficcai gli occhi per lo cotto aspetto
- canto-ci015_line-27sì, che il viso abbruciato non difese
- canto-ci015_line-28la conoscenza sua al mio intelletto;15_ln28
- canto-ci015_line-29e chinando la mia alla sua faccia,
- canto-ci015_line-30risposi: “Siete voi qui, ser Brunetto?”
- canto-ci015_line-31E quegli: “O figliuol mio, non ti dispiaccia15_ln31
- canto-ci015_line-32se Brunetto Latini un poco teco
- canto-ci015_line-33ritorna indietro, e lascia andar la traccia.”
- canto-ci015_line-34Io dissi a lui: “Quanto posso, ven preco;15_ln34
- canto-ci015_line-35e se volete che con voi m’asseggia,
- canto-ci015_line-36faròl, se piace a costui; chè vo seco.”
- canto-ci015_line-37“O figliuol,” disse, “qual di questa greggia15_ln37
- canto-ci015_line-38s’arresta punto, giace poi cent’ anni
- canto-ci015_line-39senz’ arrostarsi, quando il foco il feggia.
- canto-ci015_line-40Però va’ oltre; io ti verrò a’ panni,15_ln40
- canto-ci015_line-41e poi rigiugnerò la mia masnada,
- canto-ci015_line-42che va piangendo i suoi eterni danni.”
- canto-ci015_line-43Io non osava scender della strada15_ln43
- canto-ci015_line-44per andar par di lui; ma il capo chino
- canto-ci015_line-45tenea, com’ uom che reverente vada.
- canto-ci015_line-46Ei cominciò: “Qual fortuna o destino15_ln46
- canto-ci015_line-47anzi l’ultimo dì quaggiù ti mena,
- canto-ci015_line-48e chi è questi che mostra il cammino?”
- canto-ci015_line-49“Lassù di sopra in la vita serena”15_ln49
- canto-ci015_line-50rispos’ io lui, “mi smarrì’ in una valle,
- canto-ci015_line-51avanti che l’età mia fosse piena.
- canto-ci015_line-52Pur ier mattina le volsi le spalle;15_ln52
- canto-ci015_line-53questi m’apparve, tornand’ io in quella,
- canto-ci015_line-54e riducemi a ca’ per questo calle.”
- canto-ci015_line-55Ed egli a me: “Se tu segui tua stella,15_ln55
- canto-ci015_line-56non puoi fallire a glorioso porto,
- canto-ci015_line-57se ben m’accorsi nella vita bella;
- canto-ci015_line-58e s’ io non fossi sì per tempo morto,15_ln58
- canto-ci015_line-59veggendo il Cielo a te così benigno,
- canto-ci015_line-60dato t’avrei all’opera conforto.
- canto-ci015_line-61Ma quell’ ingrato popolo maligno,15_ln61
- canto-ci015_line-62che discese di Fiesole ab antico,
- canto-ci015_line-63e tiene ancor del monte e del macigno,
- canto-ci015_line-64ti si farà, per tuo ben far, nemico;15_ln64
- canto-ci015_line-65ed è ragion, chè tra li lazzi sorbi
- canto-ci015_line-66si disconvien fruttare al dolce fico.
- canto-ci015_line-67Vecchia fama nel mondo li chiama orbi,15_ln67
- canto-ci015_line-68gente avara, invidiosa e superba;
- canto-ci015_line-69da’ lor costumi fa’ che tu ti forbi!
- canto-ci015_line-70La tua fortuna tanto onor ti serba,15_ln70
- canto-ci015_line-71che l’una parte e l’altra avranno fame
- canto-ci015_line-72di te; ma lungi fia dal becco l’erba.
- canto-ci015_line-73Faccian le bestie Fiesolane strame15_ln73
- canto-ci015_line-74di lor medesme, e non tocchin la pianta,
- canto-ci015_line-75se alcuna surge ancora in lor letame,
- canto-ci015_line-76in cui riviva la semente santa15_ln76
- canto-ci015_line-77di quei Roman che vi rimaser, quando
- canto-ci015_line-78fu fatto il nido di malizia tanta!”
- canto-ci015_line-79“Se fosse tutto pieno il mio dimando,”15_ln79
- canto-ci015_line-80risposi lui, “voi non sareste ancora
- canto-ci015_line-81dell’umana natura posto in bando;
- canto-ci015_line-82chè in la mente m’ è fitta, ed or m’ accora,15_ln82
- canto-ci015_line-83la cara e buona imagine paterna
- canto-ci015_line-84di voi, quando nel mondo ad ora ad ora
- canto-ci015_line-85m’ insegnavate come l’uom s’eterna;15_ln85
- canto-ci015_line-86e quant’ io l’abbia in grado, mentre vivo
- canto-ci015_line-87convien che nella mia lingua si scerna.
- canto-ci015_line-88Ciò che narrate di mio corso scrivo,15_ln88
- canto-ci015_line-89e serbolo a chiosar con altro testo
- canto-ci015_line-90a Donna che saprà, se a lei arrivo.
- canto-ci015_line-91Tanto vogl’ io che vi sia manifesto,15_ln91
- canto-ci015_line-92pur che mia coscienza non mi garra,
- canto-ci015_line-93che alla Fortuna, come vuol, son presto.
- canto-ci015_line-94Non è nuova agli orecchi miei tale arra;15_ln94
- canto-ci015_line-95però giri Fortuna la sua rota
- canto-ci015_line-96come le piace, e il villan la sua marra!”
- canto-ci015_line-97Lo mio Maestro allora in su la gota15_ln97
- canto-ci015_line-98destra si volse indietro, e riguardommi;
- canto-ci015_line-99poi disse: “Bene ascolta chi la nota.”
- canto-ci015_line-100Nè pertanto di men parlando vommi15_ln100
- canto-ci015_line-101con ser Brunetto, e dimando chi sono
- canto-ci015_line-102li suoi compagni più noti e più sommi.
- canto-ci015_line-103Ed egli a me: “Saper d’alcuno è buono;15_ln103
- canto-ci015_line-104degli altri fia laudabile tacerci,
- canto-ci015_line-105chè il tempo sarìa corto a tanto suono.
- canto-ci015_line-106In somma sappi che tutti fur cherci15_ln106
- canto-ci015_line-107e letterati grandi e di gran fama,
- canto-ci015_line-108d’un peccato medesmo al mondo lerci.
- canto-ci015_line-109Priscian sen va con quella turba grama,15_ln109
- canto-ci015_line-110e Francesco d’Accorso anche; e vedervi,
- canto-ci015_line-111se avessi avuto di tal tigna brama,
- canto-ci015_line-112colui potèi che dal Servo de’ servi15_ln112
- canto-ci015_line-113fu trasmutato d’Arno in Bacchiglione,
- canto-ci015_line-114dove lasciò li mal protesi nervi.
- canto-ci015_line-115Di più direi; ma il venir e il sermone15_ln115
- canto-ci015_line-116più lungo esser non può, però ch’ io veggio
- canto-ci015_line-117là surger nuovo fumo dal sabbione.
- canto-ci015_line-118Gente vien, con la quale esser non deggio;15_ln118
- canto-ci015_line-119sìati raccomandato il mio Tesoro,
- canto-ci015_line-120nel quale io vivo ancora; e più non cheggio.”
- canto-ci015_line-121Poi si rivolse, e parve di coloro15_ln121
- canto-ci015_line-122che corrono a Verona il drappo verde
- canto-ci015_line-123per la campagna; e parve di costoro
- canto-ci015_line-124quegli che vince, non colui che perde.15_ln124
INFERNO XVI
Cerchio Settimo. Girone Terzo Violenza contro Natura. Sodomiti
- canto-ci016_line-1Già era in loco ove s’udìa il rimbombo
- canto-ci016_line-2dell’acqua che cadea nell’altro giro,
- canto-ci016_line-3simile a quel che l’arnie fanno rombo;
- canto-ci016_line-4quando tre ombre insieme si partiro,16_ln4
- canto-ci016_line-5correndo, d’una torma che passava
- canto-ci016_line-6sotto la pioggia dell’aspro martìro.
- canto-ci016_line-7Venìan vèr noi, e ciascuna gridava:16_ln7
- canto-ci016_line-8“Sòstati tu, che all’abito ne sembri
- canto-ci016_line-9essere alcun di nostra terra prava!”
- canto-ci016_line-10Ahimè, che piaghe vidi ne’ lor membri,16_ln10
- canto-ci016_line-11recenti e vecchie, dalle fiamme incese!
- canto-ci016_line-12Ancor men duol, pur ch’ io me ne rimembri.
- canto-ci016_line-13Alle lor grida il mio Dottor s’attese;16_ln13
- canto-ci016_line-14volse il viso vèr me, e “Or aspetta!”
- canto-ci016_line-15disse, “A costor si vuole esser cortese;
- canto-ci016_line-16e se non fosse il foco che saetta16_ln16
- canto-ci016_line-17la natura del loco, io dicerei
- canto-ci016_line-18che meglio stesse a te, che a lor, la fretta.”
- canto-ci016_line-19Ricominciàr, come noi ristemmo, ei16_ln19
- canto-ci016_line-20l’antico verso; e quando a noi fur giunti,
- canto-ci016_line-21fenno una rota di sè tutti e trei.
- canto-ci016_line-22Qual sogliono i campion far nudi ed unti,16_ln22
- canto-ci016_line-23avvisando lor presa e lor vantaggio,
- canto-ci016_line-24prima che sien tra lor battuti e punti;
- canto-ci016_line-25così, rotando, ciascuno il visaggio16_ln25
- canto-ci016_line-26drizzava a me, sì che contrario al collo
- canto-ci016_line-27faceano i piè continuo viaggio.
- canto-ci016_line-28E “Se miseria d’esto loco sollo16_ln28
- canto-ci016_line-29rende in dispetto noi e nostri preghi,”
- canto-ci016_line-30cominciò l’uno, “e il tinto aspetto e brollo,
- canto-ci016_line-31la fama nostra il tuo animo pieghi16_ln31
- canto-ci016_line-32a dirne chi tu se’, che i vivi piedi
- canto-ci016_line-33così sicuro per lo Inferno freghi.
- canto-ci016_line-34Questi, l’orme di cui pestar mi vedi,16_ln34
- canto-ci016_line-35tutto che nudo e dipelato vada,
- canto-ci016_line-36fu di grado maggior che tu non credi.
- canto-ci016_line-37Nepote fu della buona Gualdrada;16_ln37
- canto-ci016_line-38Guido Guerra ebbe nome, ed in sua vita
- canto-ci016_line-39fece col senno assai e con la spada.
- canto-ci016_line-40L’altro, che appresso me la rena trita,16_ln40
- canto-ci016_line-41è Tegghiaio Aldobrandi, la cui voce
- canto-ci016_line-42nel mondo su dovrìa esser gradita.
- canto-ci016_line-43Ed io, che posto son con loro in croce,16_ln43
- canto-ci016_line-44Iacopo Rusticucci fui; e certo
- canto-ci016_line-45la fiera moglie più ch’altro mi nuoce.”
- canto-ci016_line-46S’ io fossi stato dal foco coperto,16_ln46
- canto-ci016_line-47gittato mi sarei tra lor di sotto,
- canto-ci016_line-48e credo che il Dottor l’avrìa sofferto.
- canto-ci016_line-49Ma perch’ io mi sarei bruciato e cotto,16_ln49
- canto-ci016_line-50vinse paura la mia buona voglia,
- canto-ci016_line-51che di loro abbracciar mi facea ghiotto.
- canto-ci016_line-52Poi cominciai: “Non dispetto, ma doglia16_ln52
- canto-ci016_line-53la vostra condizion dentro mi fisse
- canto-ci016_line-54tanto, che tardi tutta si dispoglia,
- canto-ci016_line-55tosto che questo mio Signor mi disse16_ln55
- canto-ci016_line-56parole, per le quali io mi pensai
- canto-ci016_line-57che, qual voi siete, tal gente venisse.
- canto-ci016_line-58Di vostra terra sono; e sempre mai16_ln58
- canto-ci016_line-59l’opra di voi e gli onorati nomi
- canto-ci016_line-60con affezion ritrassi ed ascoltai.
- canto-ci016_line-61Lascio lo fele, e vo per dolci pomi16_ln61
- canto-ci016_line-62promessi a me per lo verace Duca;
- canto-ci016_line-63ma fino al centro pria convien ch’ io tomi.”
- canto-ci016_line-64“Se lungamente l’anima conduca16_ln64
- canto-ci016_line-65le membra tue,” rispose quegli allora,
- canto-ci016_line-66“e se la fama tua dopo te luca,
- canto-ci016_line-67cortesia e valor di’ se dimora16_ln67
- canto-ci016_line-68nella nostra città sì come suole,
- canto-ci016_line-69o se del tutto se n’è gita fuora;
- canto-ci016_line-70chè Guglielmo Borsiere, il qual si duole16_ln70
- canto-ci016_line-71con noi per poco, e va là coi compagni,
- canto-ci016_line-72assai ne cruccia con le sue parole.”
- canto-ci016_line-73“La gente nuova e i sùbiti guadagni16_ln73
- canto-ci016_line-74orgoglio e dismisura han generata,
- canto-ci016_line-75Fiorenza, in te, sì che tu già ten piagni!”
- canto-ci016_line-76Così gridai con la faccia levata;16_ln76
- canto-ci016_line-77e i tre, che ciò inteser per risposta,
- canto-ci016_line-78guatàr l’un l’altro, come al ver si guata.
- canto-ci016_line-79“Se l’altre volte sì poco ti costa”16_ln79
- canto-ci016_line-80risposer tutti, “il satisfare altrui,
- canto-ci016_line-81felice te, che sì parli a tua posta!
- canto-ci016_line-82Però, se campi d’esti lochi bui,16_ln82
- canto-ci016_line-83e torni a riveder le belle stelle,
- canto-ci016_line-84quando ti gioverà dicere ‘Io fui’,
- canto-ci016_line-85fa’ che di noi alla gente favelle!”16_ln85
- canto-ci016_line-86Indi rupper la rota, ed a fuggirsi
- canto-ci016_line-87ale sembiàr le gambe loro snelle.
- canto-ci016_line-88Un amen non sarìa potuto dirsi16_ln88
- canto-ci016_line-89tosto così, com’ei furo spariti;
- canto-ci016_line-90per che al Maestro parve di partirsi.
- canto-ci016_line-91Io lo seguiva; e poco eravam iti,16_ln91
- canto-ci016_line-92che il suon dell’acqua n’era sì vicino,
- canto-ci016_line-93che, per parlar, saremmo appena uditi.
- canto-ci016_line-94Come quel fiume, c’ ha proprio cammino16_ln94
- canto-ci016_line-95prima da Monte Veso invèr levante,
- canto-ci016_line-96dalla sinistra costa d’Apennino,
- canto-ci016_line-97che si chiama Acquacheta suso, avante16_ln97
- canto-ci016_line-98che si divalli giù nel basso letto,
- canto-ci016_line-99ed a Forlì di quel nome è vacante,
- canto-ci016_line-100rimbomba là sopra San Benedetto16_ln100
- canto-ci016_line-101dell’Alpe, per cadere ad una scesa,
- canto-ci016_line-102ove dovrìa per mille esser ricetto;
- canto-ci016_line-103così, giù d’una ripa discoscesa,16_ln103
- canto-ci016_line-104trovammo risonar quell’acqua tinta,
- canto-ci016_line-105sì che in poc’ ora avrìa l’orecchia offesa.
- canto-ci016_line-106Io aveva una corda intorno cinta,16_ln106
- canto-ci016_line-107e con essa pensai alcuna volta
- canto-ci016_line-108prender la Lonza alla pelle dipinta.
- canto-ci016_line-109Poscia che l’ebbi tutta da me sciolta,16_ln109
- canto-ci016_line-110sì come il Duca m’avea comandato,
- canto-ci016_line-111porsila a lui aggroppata e ravvolta.
- canto-ci016_line-112Ond’ ei si volse invèr lo destro lato,16_ln112
- canto-ci016_line-113ed alquanto di lungi dalla sponda
- canto-ci016_line-114la gittò giuso in quell’alto burrato.
- canto-ci016_line-115“E pur convien che novità risponda”16_ln115
- canto-ci016_line-116dicea fra me medesmo, “al nuovo cenno
- canto-ci016_line-117che il Maestro con l’occhio sì seconda.”
- canto-ci016_line-118Ahi, quanto cauti gli uomini esser denno16_ln118
- canto-ci016_line-119presso a color, che non veggon pur l’opra,
- canto-ci016_line-120ma per entro i pensier miran col senno!
- canto-ci016_line-121Ei disse a me: “Tosto verrà di sopra16_ln121
- canto-ci016_line-122ciò ch’ io attendo, e che il tuo pensier sogna;
- canto-ci016_line-123tosto convien ch’ al tuo viso si scopra.”
- canto-ci016_line-124Sempre a quel ver c’ ha faccia di menzogna16_ln124
- canto-ci016_line-125dee l’uom chiuder le labbra quant’ ei puote,
- canto-ci016_line-126però che senza colpa fa vergogna;
- canto-ci016_line-127ma qui tacer nol posso; e per le note16_ln127
- canto-ci016_line-128di questa Commedìa, Lettor, ti giuro,
- canto-ci016_line-129s’ elle non sien di lunga grazia vote,
- canto-ci016_line-130ch’ io vidi per quell’ aer grosso e scuro16_ln130
- canto-ci016_line-131venir nuotando una figura in suso,
- canto-ci016_line-132maravigliosa ad ogni cor sicuro,
- canto-ci016_line-133sì come torna colui che va giuso16_ln133
- canto-ci016_line-134talora a solver àncora, ch’ aggrappa
- canto-ci016_line-135o scoglio od altro che nel mar è chiuso,
- canto-ci016_line-136che in su si stende e da piè si rattrappa.16_ln136
INFERNO XVII
Cerchio Settimo. Girone Terzo Violenza contro l’Arte. Usurai
- canto-ci017_line-1“Ecco la fiera con la coda aguzza,
- canto-ci017_line-2che passa i monti, e rompe i muri e l’ armi;
- canto-ci017_line-3ecco colei che tutto il mondo appuzza!”
- canto-ci017_line-4Sì cominciò lo mio Duca a parlarmi;17_ln4
- canto-ci017_line-5ed accennolle che venisse a proda,
- canto-ci017_line-6vicino al fin de’ passeggiati marmi.
- canto-ci017_line-7E quella sozza imagine di froda17_ln7
- canto-ci017_line-8sen venne, ed arrivò la testa e il busto;
- canto-ci017_line-9ma in su la riva non trasse la coda.
- canto-ci017_line-10La faccia sua era faccia d’uom giusto,17_ln10
- canto-ci017_line-11tanto benigna avea di fuor la pelle;
- canto-ci017_line-12e d’un serpente tutto l’altro fusto.
- canto-ci017_line-13Due branche avea pilose infin l’ascelle;17_ln13
- canto-ci017_line-14lo dosso e il petto ed ambedue le coste
- canto-ci017_line-15dipinte avea di nodi e di rotelle.
- canto-ci017_line-16Con più color, sommesse e soprapposte,17_ln16
- canto-ci017_line-17non fèr mai drappo Tartari nè Turchi,
- canto-ci017_line-18nè fur tai tele per Aragne imposte.
- canto-ci017_line-19Come talvolta stanno a riva i burchi,17_ln19
- canto-ci017_line-20che parte sono in acqua e parte in terra;
- canto-ci017_line-21e come là tra li Tedeschi lurchi
- canto-ci017_line-22lo bivero s’ assetta a far sua guerra;17_ln22
- canto-ci017_line-23così la fiera pessima si stava
- canto-ci017_line-24su l’ orlo che, di pietra, il sabbion serra.
- canto-ci017_line-25Nel vano tutta sua coda guizzava,17_ln25
- canto-ci017_line-26torcendo in su la venenosa forca,
- canto-ci017_line-27che, a guisa di scorpion, la punta armava.
- canto-ci017_line-28Lo Duca disse: “Or convien che si torca17_ln28
- canto-ci017_line-29la nostra via un poco infino a quella
- canto-ci017_line-30bestia malvagia che colà si corca.”
- canto-ci017_line-31Però scendemmo alla destra mammella,17_ln31
- canto-ci017_line-32e dieci passi femmo in su lo stremo,
- canto-ci017_line-33per ben cessar la rena e la fiammella;
- canto-ci017_line-34e quando noi a lei venuti semo,17_ln34
- canto-ci017_line-35poco più oltre veggio in su la rena
- canto-ci017_line-36gente seder propinqua al loco scemo.
- canto-ci017_line-37Quivi il Maestro: “Acciò che tutta piena17_ln37
- canto-ci017_line-38esperienza d’esto giron porti,”
- canto-ci017_line-39mi disse, “va’, e vedi la lor mena.
- canto-ci017_line-40Li tuoi ragionamenti sian là corti;17_ln40
- canto-ci017_line-41mentre che torni, parlerò con questa,
- canto-ci017_line-42che ne conceda i suoi omeri forti.”
- canto-ci017_line-43Così ancor su per la strema testa17_ln43
- canto-ci017_line-44di quel settimo cerchio tutto solo
- canto-ci017_line-45andai, ove sedea la gente mesta.
- canto-ci017_line-46Per gli occhi fuori scoppiava lor duolo;17_ln46
- canto-ci017_line-47di qua, di là soccorrìen con le mani,
- canto-ci017_line-48quando a’ vapori, quando al caldo suolo.
- canto-ci017_line-49Non altrimenti fan di state i cani,17_ln49
- canto-ci017_line-50or col ceffo, or col piè, quando son morsi
- canto-ci017_line-51o da pulci o da mosche o da tafani.
- canto-ci017_line-52Poi che nel viso a certi gli occhi porsi,17_ln52
- canto-ci017_line-53ne’ quali il doloroso foco casca,
- canto-ci017_line-54non ne conobbi alcun; ma io m’ accorsi
- canto-ci017_line-55che dal collo a ciascun pendea una tasca,17_ln55
- canto-ci017_line-56che avea certo colore e certo segno,
- canto-ci017_line-57e quindi par che il loro occhio si pasca.
- canto-ci017_line-58E com’ io riguardando tra lor vegno,17_ln58
- canto-ci017_line-59in una borsa gialla vidi azzurro,
- canto-ci017_line-60che d’ un leone avea faccia e contegno.
- canto-ci017_line-61Poi, procedendo di mio sguardo il curro,17_ln61
- canto-ci017_line-62vidine un’ altra, come sangue rossa,
- canto-ci017_line-63mostrando un’ oca bianca più che burro.
- canto-ci017_line-64Ed un, che d’una scrofa azzurra e grossa17_ln64
- canto-ci017_line-65segnato avea lo suo sacchetto bianco,
- canto-ci017_line-66mi disse: “Che fai tu in questa fossa?
- canto-ci017_line-67Or te ne va’; e perchè se’ vivo anco,17_ln67
- canto-ci017_line-68sappi che il mio vicin Vitaliano
- canto-ci017_line-69sederà qui dal mio sinistro fianco.
- canto-ci017_line-70Con questi Fiorentin son Padovano;17_ln70
- canto-ci017_line-71spesse fiate m’ intronan gli orecchi,
- canto-ci017_line-72gridando: ‘Vegna il cavalier sovrano,
- canto-ci017_line-73che recherà la tasca co’ tre becchi!’”17_ln73
- canto-ci017_line-74Qui distorse la bocca, e di fuor trasse
- canto-ci017_line-75la lingua, come bue che il naso lecchi.
- canto-ci017_line-76Ed io, temendo no ’l più star crucciasse17_ln76
- canto-ci017_line-77lui che di poco star m’ avea ammonito,
- canto-ci017_line-78tornai mi indietro dall’anime lasse.
- canto-ci017_line-79Trovai lo Duca mio ch’ era salito17_ln79
- canto-ci017_line-80già sulla groppa del fiero animale,
- canto-ci017_line-81e disse a me: “Or sie forte ed ardito!
- canto-ci017_line-82Omai si scende per sì fatte scale;17_ln82
- canto-ci017_line-83monta dinanzi, ch’ io voglio esser mezzo,
- canto-ci017_line-84sì che la coda non possa far male.”
- canto-ci017_line-85Qual è colui c’ ha sì presso il riprezzo17_ln85
- canto-ci017_line-86della quartana, c’ ha già l’unghie smorte,
- canto-ci017_line-87e trema tutto, pur guardando il rezzo;
- canto-ci017_line-88tal divenn’ io alle parole pòrte;17_ln88
- canto-ci017_line-89ma vergogna mi fe’ le sue minacce,
- canto-ci017_line-90che innanzi a buon signor fa servo forte.
- canto-ci017_line-91Io m’ assettai in su quelle spallacce;17_ln91
- canto-ci017_line-92sì volli dir, ma la voce non venne
- canto-ci017_line-93com’ io credetti: “Fa’ che tu m’ abbracce!”
- canto-ci017_line-94Ma esso, che altra volta mi sovvenne17_ln94
- canto-ci017_line-95ad altro forte, tosto ch’ io montai,
- canto-ci017_line-96con le braccia m’ avvinse e mi sostenne;
- canto-ci017_line-97e disse: “Gerion, muoviti omai!17_ln97
- canto-ci017_line-98Le rote larghe e lo scender sia poco;
- canto-ci017_line-99pensa la nuova soma che tu hai.”
- canto-ci017_line-100Come la navicella esce del loco17_ln100
- canto-ci017_line-101indietro indietro, sì quindi si tolse;
- canto-ci017_line-102e poi ch’ al tutto si sentì a giuoco,
- canto-ci017_line-103là ov’ era il petto, la coda rivolse;17_ln103
- canto-ci017_line-104e quella tesa, come anguilla, mosse,
- canto-ci017_line-105e con le branche l’aere a sè raccolse.
- canto-ci017_line-106Maggior paura non credo che fosse17_ln106
- canto-ci017_line-107quando Fetòn abbandonò li freni,
- canto-ci017_line-108per che il ciel, come pare ancor, si cosse;
- canto-ci017_line-109nè quando Icaro misero le reni17_ln109
- canto-ci017_line-110sentì spennar per la scaldata cera,
- canto-ci017_line-111gridando il padre a lui: “Mala via tieni!”,
- canto-ci017_line-112che fu la mia, quando vidi ch’io era17_ln112
- canto-ci017_line-113nell’ aer d’ ogni parte, e vidi spenta
- canto-ci017_line-114ogni veduta, fuor che della fiera.
- canto-ci017_line-115Ella sen va nuotando lenta lenta;17_ln115
- canto-ci017_line-116rota e discende, ma non me n’ accorgo,
- canto-ci017_line-117se non ch’ al viso e di sotto mi venta.
- canto-ci017_line-118Io sentìa già dalla man destra il gorgo17_ln118
- canto-ci017_line-119far sotto noi un orribile stroscio;
- canto-ci017_line-120per che con gli occhi in giù la testa sporgo.
- canto-ci017_line-121Allor fu’ io più timido allo scoscio,17_ln121
- canto-ci017_line-122però ch’ io vidi fuochi e sentii pianti;
- canto-ci017_line-123ond’ io tremando tutto mi raccoscio.
- canto-ci017_line-124E vidi poi, chè nol vedea davanti,17_ln124
- canto-ci017_line-125lo scendere e il girar per li gran mali
- canto-ci017_line-126che s’ appressavan da diversi canti.
- canto-ci017_line-127Come il falcon ch’ è stato assai sull’ ali,17_ln127
- canto-ci017_line-128che, senza veder logoro o uccello,
- canto-ci017_line-129fa dire al falconiere: “Oimè, tu cali!”,
- canto-ci017_line-130discende lasso onde si mosse snello,17_ln130
- canto-ci017_line-131per cento rote, e da lungi si pone
- canto-ci017_line-132dal suo maestro, disdegnoso e fello;
- canto-ci017_line-133così ne pose al fondo Gerione17_ln133
- canto-ci017_line-134a piè a piè della stagliata ròcca;
- canto-ci017_line-135e, discarcate le nostre persone,
- canto-ci017_line-136si dileguò come da corda cocca.17_ln136
INFERNO XVIII
Cerchio Ottavo. Frode. Bolgia Prima. Ruffiani e Seduttori. Bolgia Seconda. Adulatori e Meretrici
- canto-ci018_line-1Luogo è in Inferno, detto Malebolge,
- canto-ci018_line-2tutto di pietra e di color ferrigno,
- canto-ci018_line-3come la cerchia che d’ intorno il volge.
- canto-ci018_line-4Nel dritto mezzo del campo maligno18_ln4
- canto-ci018_line-5vaneggia un pozzo assai largo e profondo,
- canto-ci018_line-6di cui suo loco dicerò l’ordigno.
- canto-ci018_line-7Quel cinghio che rimane, adunque, è tondo18_ln7
- canto-ci018_line-8tra il pozzo e il piè dell’alta ripa dura,
- canto-ci018_line-9ed ha distinto in dieci valli il fondo.
- canto-ci018_line-10Quale, dove per guardia delle mura18_ln10
- canto-ci018_line-11più e più fossi cingon li castelli,
- canto-ci018_line-12la parte dov’ ei son, rende figura;
- canto-ci018_line-13tale imagine quivi facean quelli;18_ln13
- canto-ci018_line-14e come a tai fortezze dai lor sogli
- canto-ci018_line-15alla ripa di fuor son ponticelli;
- canto-ci018_line-16così da imo della roccia scogli18_ln16
- canto-ci018_line-17movìen, che ricidean gli argini e i fossi
- canto-ci018_line-18infino al pozzo che i tronca e raccògli.
- canto-ci018_line-19In questo loco, della schiena scossi18_ln19
- canto-ci018_line-20di Gerion, trovammoci; e il Poeta
- canto-ci018_line-21tenne a sinistra, ed io retro mi mossi.
- canto-ci018_line-22Alla man destra vidi nuova pièta,18_ln22
- canto-ci018_line-23nuovi tormenti e nuovi frustatori,
- canto-ci018_line-24di che la prima bolgia era repleta.
- canto-ci018_line-25Nel fondo erano ignudi i peccatori;18_ln25
- canto-ci018_line-26dal mezzo in qua ci venìan verso il volto,
- canto-ci018_line-27di là con noi, ma con passi maggiori;
- canto-ci018_line-28come i Roman, per l’esercito molto,18_ln28
- canto-ci018_line-29l’anno del Giubileo, su per lo ponte
- canto-ci018_line-30hanno a passar la gente modo còlto,
- canto-ci018_line-31che dall’un lato tutti hanno la fronte18_ln31
- canto-ci018_line-32verso il Castello, e vanno a Santo Pietro;
- canto-ci018_line-33dall’altra sponda vanno verso il monte.
- canto-ci018_line-34Di qua, di là, su per lo sasso tetro18_ln34
- canto-ci018_line-35vidi demon cornuti con gran ferze,
- canto-ci018_line-36che li battean crudelmente di retro.
- canto-ci018_line-37Ahi, come facean lor levar le berze18_ln37
- canto-ci018_line-38alle prime percosse! Già nessuno
- canto-ci018_line-39le seconde aspettava, nè le terze.
- canto-ci018_line-40Mentr’ io andava, gli occhi miei in uno18_ln40
- canto-ci018_line-41furo scontrati; ed io sì tosto dissi:
- canto-ci018_line-42“Di già veder costui non son digiuno.”
- canto-ci018_line-43Perciò a figurarlo i piedi affissi;18_ln43
- canto-ci018_line-44e il dolce Duca meco si ristette,
- canto-ci018_line-45ed assentì ch’ alquanto indietro gissi.
- canto-ci018_line-46E quel frustato celarsi credette,18_ln46
- canto-ci018_line-47bassando il viso, ma poco gli valse;
- canto-ci018_line-48ch’ io dissi: “Tu che l’occhio a terra gette,
- canto-ci018_line-49se le fazion che porti non son false,18_ln49
- canto-ci018_line-50Venedico se’ tu Caccianimico;
- canto-ci018_line-51ma che ti mena a sì pungenti salse?”
- canto-ci018_line-52Ed egli a me: “Mal volentier lo dico;18_ln52
- canto-ci018_line-53ma sforzami la tua chiara favella,
- canto-ci018_line-54che mi fa sovvenir del mondo antico.
- canto-ci018_line-55Io fui colui che la Ghisolabella18_ln55
- canto-ci018_line-56condussi a far la voglia del Marchese,
- canto-ci018_line-57come che suoni la sconcia novella.
- canto-ci018_line-58E non pur io qui piango Bolognese;18_ln58
- canto-ci018_line-59anzi n’ è questo loco tanto pieno,
- canto-ci018_line-60che tante lingue non son ora apprese
- canto-ci018_line-61a dicer sipa tra Savena e Reno;18_ln61
- canto-ci018_line-62e se di ciò vuoi fede o testimonio,
- canto-ci018_line-63rècati a mente il nostro avaro seno.”
- canto-ci018_line-64Così parlando il percosse un demonio18_ln64
- canto-ci018_line-65della sua scuriada, e disse: “Via,
- canto-ci018_line-66ruffian! Qui non son femmine da conio.”
- canto-ci018_line-67Io mi raggiunsi con la Scorta mia;18_ln67
- canto-ci018_line-68poscia con pochi passi divenimmo
- canto-ci018_line-69là ’ve uno scoglio della ripa uscìa.
- canto-ci018_line-70Assai leggeramente quel salimmo;18_ln70
- canto-ci018_line-71e, vòlti a destra su per la sua scheggia,
- canto-ci018_line-72da quelle cerchie eterne ci partimmo.
- canto-ci018_line-73Quando noi fummo là, dov’ ei vaneggia18_ln73
- canto-ci018_line-74di sotto, per dar passo agli sferzati,
- canto-ci018_line-75lo Duca disse: “Attienti, e fa’ che feggia
- canto-ci018_line-76lo viso in te di quest’ altri mal nati,18_ln76
- canto-ci018_line-77a’ quali ancor non vedesti la faccia,
- canto-ci018_line-78però che son con noi insieme andati.”
- canto-ci018_line-79Del vecchio ponte guardavam la traccia,18_ln79
- canto-ci018_line-80che venìa verso noi dall’altra banda,
- canto-ci018_line-81e che la ferza similmente scaccia;
- canto-ci018_line-82e il buon Maestro, senza mia dimanda,18_ln82
- canto-ci018_line-83mi disse: “Guarda quel grande che viene,
- canto-ci018_line-84e, per dolor, non par lagrima spanda.
- canto-ci018_line-85Quanto aspetto reale ancor ritiene!18_ln85
- canto-ci018_line-86Quelli è Giasòn, che per core e per senno
- canto-ci018_line-87li Colchi del monton privati fene.
- canto-ci018_line-88Egli passò per l’ isola di Lenno,18_ln88
- canto-ci018_line-89poi che le ardite femmine spietate
- canto-ci018_line-90tutti li maschi loro a morte dienno.
- canto-ci018_line-91Ivi con segni e con parole ornate18_ln91
- canto-ci018_line-92Isifile ingannò, la giovinetta
- canto-ci018_line-93che prima avea tutte l’altre ingannate.
- canto-ci018_line-94Lasciolla quivi gravida e soletta;18_ln94
- canto-ci018_line-95tal colpa a tal martìro lui condanna;
- canto-ci018_line-96ed anche di Medea si fa vendetta.
- canto-ci018_line-97Con lui sen va chi da tal parte inganna;18_ln97
- canto-ci018_line-98e questo basti della prima valle
- canto-ci018_line-99sapere, e di color che in sè assanna.”
- canto-ci018_line-100Già eravam dove lo stretto calle18_ln100
- canto-ci018_line-101con l’argine secondo s’ incrocicchia,
- canto-ci018_line-102e fa di quello ad un altr’ arco spalle.
- canto-ci018_line-103Quindi sentimmo gente, che si nicchia18_ln103
- canto-ci018_line-104nell’altra bolgia, e che col muso sbuffa,
- canto-ci018_line-105e sè medesma con le palme picchia.
- canto-ci018_line-106Le ripe eran grommate d’una muffa,18_ln106
- canto-ci018_line-107per l’alito di giù che vi si appasta,
- canto-ci018_line-108che con gli occhi e col naso facea zuffa.
- canto-ci018_line-109Lo fondo è cupo sì, che non ci basta18_ln109
- canto-ci018_line-110loco a veder senza montare al dosso
- canto-ci018_line-111dell’arco, ove lo scoglio più sovrasta.
- canto-ci018_line-112Quivi venimmo; e quindi giù nel fosso18_ln112
- canto-ci018_line-113vidi gente attuffata in uno sterco,
- canto-ci018_line-114che dagli uman privati parea mosso.
- canto-ci018_line-115E mentre ch’ io laggiù con l’occhio cerco,18_ln115
- canto-ci018_line-116vidi un col capo sì di merda lordo,
- canto-ci018_line-117che non parea s’era laico o cherco.
- canto-ci018_line-118Quei mi sgridò: “Perchè se’ tu sì ingordo18_ln118
- canto-ci018_line-119di riguardar più me che gli altri brutti?”
- canto-ci018_line-120Ed io a lui: “Perchè, se ben ricordo,
- canto-ci018_line-121già t’ ho veduto coi capelli asciutti,18_ln121
- canto-ci018_line-122e sei Alessio Interminei da Lucca;
- canto-ci018_line-123però t’adocchio più che gli altri tutti.”
- canto-ci018_line-124Ed egli allor, battendosi la zucca:18_ln124
- canto-ci018_line-125“Quaggiù m’ hanno sommerso le lusinghe,
- canto-ci018_line-126ond’ io non ebbi mai la lingua stucca.”
- canto-ci018_line-127Appresso ciò lo Duca: “Fa che pinghe”18_ln127
- canto-ci018_line-128mi disse, “il viso un poco più avante,
- canto-ci018_line-129sì che la faccia ben con gli occhi attinghe
- canto-ci018_line-130di quella sozza e scapigliata fante18_ln130
- canto-ci018_line-131che là si graffia con l’unghie merdose,
- canto-ci018_line-132ed or s’accoscia, ed ora è in piede stante.
- canto-ci018_line-133Taide è, la puttana, che rispose18_ln133
- canto-ci018_line-134al drudo suo, quando disse ‘Ho io grazie
- canto-ci018_line-135grandi appo te?’: ‘Anzi, meravigliose!’
- canto-ci018_line-136E quinci sien le nostre viste sazie.”18_ln136
INFERNO XIX
Cerchio Ottavo. Frode Bolgia Terza. Simoniaci
- canto-ci019_line-1O Simon mago, o miseri seguaci,
- canto-ci019_line-2che le cose di Dio, che di bontate
- canto-ci019_line-3dèono essere spose, e voi rapaci
- canto-ci019_line-4per oro e per argento adulterate;19_ln4
- canto-ci019_line-5or convien che per voi suoni la tromba,
- canto-ci019_line-6però che nella terza bolgia state.
- canto-ci019_line-7Già eravamo alla seguente tomba19_ln7
- canto-ci019_line-8montati, dello scoglio in quella parte
- canto-ci019_line-9che appunto sopra mezzo il fosso piomba.
- canto-ci019_line-10O Somma Sapienza, quanta è l’arte19_ln10
- canto-ci019_line-11che mostri in Cielo, in terra e nel mal mondo,
- canto-ci019_line-12e quanto giusto tua virtù comparte!
- canto-ci019_line-13Io vidi per le coste e per lo fondo19_ln13
- canto-ci019_line-14piena la pietra livida di fori
- canto-ci019_line-15d’un largo tutti, e ciascun era tondo.
- canto-ci019_line-16Non mi parean meno ampi, nè maggiori19_ln16
- canto-ci019_line-17che quei che son nel mio bel San Giovanni
- canto-ci019_line-18fatti per loco de’ battezzatori;
- canto-ci019_line-19l’un delli quali, ancor non è molt’anni,19_ln19
- canto-ci019_line-20rupp’ io per un che dentro vi annegava;
- canto-ci019_line-21e questo sia suggel ch’ogni uomo sganni!
- canto-ci019_line-22Fuor della bocca a ciascun soperchiava19_ln22
- canto-ci019_line-23d’un peccator li piedi, e delle gambe
- canto-ci019_line-24infino al grosso; e l’altro dentro stava.
- canto-ci019_line-25Le piante erano a tutti accese intrambe;19_ln25
- canto-ci019_line-26per che sì forte guizzavan le giunte,
- canto-ci019_line-27che spezzate averìan ritorte e strambe.
- canto-ci019_line-28Qual suole il fiammeggiar delle cose unte19_ln28
- canto-ci019_line-29muoversi pur su per l’estrema buccia,
- canto-ci019_line-30tal era lì da’ calcagni alle punte.
- canto-ci019_line-31“Chi è colui, Maestro, che si cruccia,19_ln31
- canto-ci019_line-32guizzando più che gli altri suoi consorti,”
- canto-ci019_line-33diss’ io, “e cui più rossa fiamma succia?”
- canto-ci019_line-34Ed egli a me: “Se tu vuoi ch’ io ti porti19_ln34
- canto-ci019_line-35laggiù per quella ripa che più giace,
- canto-ci019_line-36da lui saprai di sè e de’ suoi torti.”
- canto-ci019_line-37Ed io: “Tanto m’ è bel, quanto a te piace;19_ln37
- canto-ci019_line-38tu se’ signore, e sai ch’ io non mi parto
- canto-ci019_line-39dal tuo volere, e sai quel che si tace.”
- canto-ci019_line-40Allor venimmo in su l’argine quarto;19_ln40
- canto-ci019_line-41volgemmo, e discendemmo a mano stanca
- canto-ci019_line-42laggiù nel fondo foracchiato ed arto.
- canto-ci019_line-43Lo buon Maestro ancor della sua anca19_ln43
- canto-ci019_line-44non mi dipose, sì mi giunse al rotto
- canto-ci019_line-45di quei che sì piangeva con la zanca.
- canto-ci019_line-46“O qual che se’, che il di su tien di sotto,19_ln46
- canto-ci019_line-47anima trista, come pal commessa,”
- canto-ci019_line-48cominciai io a dir, “se puoi, fa’ motto.”
- canto-ci019_line-49Io stava come il frate che confessa19_ln49
- canto-ci019_line-50lo perfido assassin, che, poi ch’ è fitto,
- canto-ci019_line-51richiama lui, per che la morte cessa;
- canto-ci019_line-52ed ei gridò: “Se’ tu già costì ritto,19_ln52
- canto-ci019_line-53se’ tu già costì ritto, Bonifazio?
- canto-ci019_line-54di parecchi anni mi mentì lo scritto.
- canto-ci019_line-55Se’ tu sì tosto di quell’ aver sazio,19_ln55
- canto-ci019_line-56per lo qual non temesti tòrre a inganno
- canto-ci019_line-57la bella Donna, e poi di farne strazio?”
- canto-ci019_line-58Tal mi fec’ io, quai son color che stanno,19_ln58
- canto-ci019_line-59per non intender ciò ch’ è lor risposto,
- canto-ci019_line-60quasi scornati, e risponder non sanno.
- canto-ci019_line-61Allor Virgilio disse: “Digli tosto:19_ln61
- canto-ci019_line-62‘Non son colui, non son colui che credi!’”
- canto-ci019_line-63Ed io risposi come a me fu imposto.
- canto-ci019_line-64Per che lo spirto tutti storse i piedi;19_ln64
- canto-ci019_line-65poi, sospirando e con voce di pianto,
- canto-ci019_line-66mi disse: “Dunque che a me richiedi?
- canto-ci019_line-67Se di saper chi io sia ti cal cotanto,19_ln67
- canto-ci019_line-68che tu abbi però la ripa corsa,
- canto-ci019_line-69sappi ch’ io fui vestito del gran Manto;
- canto-ci019_line-70e veramente fui figliuol dell’Orsa,19_ln70
- canto-ci019_line-71cupido sì, per avanzar gli orsatti,
- canto-ci019_line-72che su l’avere, e qui me misi in borsa.
- canto-ci019_line-73Di sotto al capo mio son gli altri tratti,19_ln73
- canto-ci019_line-74che precedetter me simoneggiando,
- canto-ci019_line-75per le fessure della pietra piatti.
- canto-ci019_line-76Laggiù cascherò io altresì, quando19_ln76
- canto-ci019_line-77verrà colui ch’ io credea che tu fossi,
- canto-ci019_line-78allor ch’ io feci il sùbito dimando.
- canto-ci019_line-79Ma più è il tempo già che i piè mi cossi,19_ln79
- canto-ci019_line-80e ch’ io son stato così sottosopra,
- canto-ci019_line-81ch’ei non starà piantato coi piè rossi;
- canto-ci019_line-82chè dopo lui verrà, di più laid’ opra,19_ln82
- canto-ci019_line-83di vèr ponente un pastor senza legge,
- canto-ci019_line-84tal, che convien che lui e me ricopra.
- canto-ci019_line-85Nuovo Giasòn sarà, di cui si legge19_ln85
- canto-ci019_line-86ne’ ‘Maccabei’; e come a quel fu molle
- canto-ci019_line-87suo re, così fia lui chi Francia regge.”
- canto-ci019_line-88Io non so s’ io mi fui qui troppe folle,19_ln88
- canto-ci019_line-89ch’ io pur risposi lui a questo metro:
- canto-ci019_line-90“Deh, or mi di’: quanto tesoro volle
- canto-ci019_line-91nostro Signore in prima da san Pietro,19_ln91
- canto-ci019_line-92ch’ ei ponesse le Chiavi in sua balìa?
- canto-ci019_line-93certo non chiese se non: ‘Viemmi retro.’
- canto-ci019_line-94Nè Pier nè gli altri tolsero a Mattìa19_ln94
- canto-ci019_line-95oro od argento, quando fu sortito
- canto-ci019_line-96al loco che perdè l’anima ria.
- canto-ci019_line-97Però ti sta’, chè tu se’ ben punito;19_ln97
- canto-ci019_line-98e guarda ben la mal tolta moneta,
- canto-ci019_line-99ch’esser ti fece contra Carlo ardito.
- canto-ci019_line-100E se non fosse che ancor lo mi vieta19_ln100
- canto-ci019_line-101la reverenza delle somme Chiavi,
- canto-ci019_line-102che tu tenesti nella vita lieta,
- canto-ci019_line-103io userei parole ancor più gravi;19_ln103
- canto-ci019_line-104chè la vostra avarizia il mondo attrista,
- canto-ci019_line-105calcando i buoni e su levando i pravi.
- canto-ci019_line-106Di voi pastor s’accorse il Vangelista,19_ln106
- canto-ci019_line-107quando colei, che siede sopra l’acque,
- canto-ci019_line-108puttaneggiar coi regi a lui fu vista;
- canto-ci019_line-109quella, che con le sette teste nacque19_ln109
- canto-ci019_line-110e dalle dieci corna ebbe argomento,
- canto-ci019_line-111fin che virtute al suo marito piacque.
- canto-ci019_line-112Fatto v’ avete Dio d’oro e d’argento;19_ln112
- canto-ci019_line-113e che altro è da voi agl’ idolatre,
- canto-ci019_line-114se non ch’elli uno, e voi n’orate cento?
- canto-ci019_line-115Ahi, Costantin, di quanto mal fu matre,19_ln115
- canto-ci019_line-116non la tua conversion, ma quella dote
- canto-ci019_line-117che da te prese il primo ricco Patre!”
- canto-ci019_line-118E mentre io gli cantava cotai note,19_ln118
- canto-ci019_line-119o ira o coscienza che il mordesse,
- canto-ci019_line-120forte spingava con ambo le piote.
- canto-ci019_line-121Io credo ben che al mio Duca piacesse,19_ln121
- canto-ci019_line-122con sì contenta labbia sempre attese,
- canto-ci019_line-123lo suon delle parole vere espresse.
- canto-ci019_line-124Però con ambo le braccia mi prese,19_ln124
- canto-ci019_line-125e poi che tutto su mi s’ebbe al petto,
- canto-ci019_line-126rimontò per la via onde discese;
- canto-ci019_line-127nè si stancò d’avermi a sè distretto,19_ln127
- canto-ci019_line-128sì mi portò sopra il colmo dell’arco
- canto-ci019_line-129che dal quarto al quinto argine è tragetto.
- canto-ci019_line-130Quivi soavemente spose il carco,19_ln130
- canto-ci019_line-131soave, per lo scoglio sconcio ed erto,
- canto-ci019_line-132che sarebbe alle capre duro varco;
- canto-ci019_line-133indi un altro vallon mi fu scoperto.19_ln133
INFERNO XX
Cerchio Ottavo. Frode Bolgia Quarta. Indovini
- canto-ci020_line-1Di nuova pena mi convien far versi,
- canto-ci020_line-2e dar materia al ventesimo canto
- canto-ci020_line-3della prima canzon, ch’ è de’ sommersi.
- canto-ci020_line-4Io era già disposto tutto quanto20_ln4
- canto-ci020_line-5a riguardar nello scoperto fondo,
- canto-ci020_line-6che si bagnava d’angoscioso pianto;
- canto-ci020_line-7e vidi gente per lo vallon tondo20_ln7
- canto-ci020_line-8venir, tacendo e lagrimando, al passo
- canto-ci020_line-9che fanno le letane in questo mondo.
- canto-ci020_line-10Come il viso mi scese in lor più basso,20_ln10
- canto-ci020_line-11mirabilmente apparve esser travolto
- canto-ci020_line-12ciascun tra il mento e il principio del casso;
- canto-ci020_line-13chè dalle reni era tornato il volto,20_ln13
- canto-ci020_line-14ed indietro venir gli convenìa,
- canto-ci020_line-15perchè il veder dinanzi era lor tolto.
- canto-ci020_line-16Forse per forza già di parlasìa20_ln16
- canto-ci020_line-17si travolse così alcun del tutto;
- canto-ci020_line-18ma io nol vidi, nè credo che sia.
- canto-ci020_line-19Se Dio ti lasci, Lettor, prender frutto20_ln19
- canto-ci020_line-20di tua lezione, or pensa per te stesso
- canto-ci020_line-21com’ io potea tener lo viso asciutto,
- canto-ci020_line-22quando la nostra imagine da presso20_ln22
- canto-ci020_line-23vidi sì torta, che il pianto degli occhi
- canto-ci020_line-24le natiche bagnava per lo fesso.
- canto-ci020_line-25Certo io piangea, poggiato ad un de’ rocchi20_ln25
- canto-ci020_line-26del duro scoglio, sì che la mia Scorta
- canto-ci020_line-27mi disse: “Ancor se’ tu degli altri sciocchi?
- canto-ci020_line-28Qui vive la pietà, quando è ben morta.20_ln28
- canto-ci020_line-29Chi è più scellerato che colui
- canto-ci020_line-30che al Giudicio Divino passion porta?
- canto-ci020_line-31Drizza la testa, drizza, e vedi a cui20_ln31
- canto-ci020_line-32s’aperse agli occhi de’ Teban la terra!
- canto-ci020_line-33per ch’ ei gridavan tutti: ‘Dove rui,
- canto-ci020_line-34Anfiarào? Perchè lasci la guerra?’20_ln34
- canto-ci020_line-35e non restò di ruinare a valle
- canto-ci020_line-36fino a Minòs, che ciascheduno afferra.
- canto-ci020_line-37Mira che ha fatto petto delle spalle;20_ln37
- canto-ci020_line-38perchè volle veder troppo davante,
- canto-ci020_line-39di retro guarda e fa retroso calle.
- canto-ci020_line-40Vedi Tiresia, che mutò sembiante,20_ln40
- canto-ci020_line-41quando di maschio femmina divenne,
- canto-ci020_line-42cangiandosi le membra tutte quante;
- canto-ci020_line-43e prima, poi, ribatter gli convenne20_ln43
- canto-ci020_line-44li due serpenti avvolti, con la verga,
- canto-ci020_line-45che riavesse le maschili penne.
- canto-ci020_line-46Aronta è quei che al ventre gli s’atterga,20_ln46
- canto-ci020_line-47che nei monti di Luni, dove ronca
- canto-ci020_line-48lo Carrarese che di sotto alberga,
- canto-ci020_line-49ebbe tra i bianchi marmi la spelonca20_ln49
- canto-ci020_line-50per sua dimora; onde a guardar le stelle
- canto-ci020_line-51e il mar non gli era la veduta tronca.
- canto-ci020_line-52E quella che ricopre le mammelle,20_ln52
- canto-ci020_line-53che tu non vedi, con le trecce sciolte,
- canto-ci020_line-54e ha di là ogni pilosa pelle,
- canto-ci020_line-55Manto fu, che cercò per terre molte;20_ln55
- canto-ci020_line-56poscia si pose là dove nacqu’ io;
- canto-ci020_line-57onde un poco mi piace che m’ascolte.
- canto-ci020_line-58Poscia che il padre suo di vita uscìo20_ln58
- canto-ci020_line-59e venne serva la città di Baco,
- canto-ci020_line-60questa gran tempo per lo mondo gìo.
- canto-ci020_line-61Suso in Italia bella giace un laco20_ln61
- canto-ci020_line-62a piè dell’ Alpe, che serra Lamagna
- canto-ci020_line-63sopra Tiralli, c’ ha nome Benaco.
- canto-ci020_line-64Per mille fonti, credo, e più si bagna,20_ln64
- canto-ci020_line-65tra Garda e Val Camonica, Apennino
- canto-ci020_line-66dell’acqua che nel detto lago stagna.
- canto-ci020_line-67Loco è nel mezzo là, dove il Trentino20_ln67
- canto-ci020_line-68pastore, e quel di Brescia, e il Veronese
- canto-ci020_line-69segnar potrìa, se fèsse quel cammino.
- canto-ci020_line-70Siede Peschiera, bello e forte arnese20_ln70
- canto-ci020_line-71da fronteggiar Bresciani e Bergamaschi,
- canto-ci020_line-72ove la riva intorno più discese.
- canto-ci020_line-73Ivi convien che tutto quanto caschi20_ln73
- canto-ci020_line-74ciò che in grembo a Benaco star non può,
- canto-ci020_line-75e fassi fiume giù pei verdi paschi.
- canto-ci020_line-76Tosto che l’acqua a correr mette co’20_ln76
- canto-ci020_line-77non più Benaco, ma Mincio si chiama
- canto-ci020_line-78fino a Governo, dove cade in Po.
- canto-ci020_line-79Non molto ha corso, che trova una lama20_ln79
- canto-ci020_line-80nella qual si distende e la impaluda,
- canto-ci020_line-81e suol di state talor esser grama.
- canto-ci020_line-82Quindi passando, la vergine cruda20_ln82
- canto-ci020_line-83vide terra nel mezzo del pantano,
- canto-ci020_line-84senza cultura e d’ abitanti nuda.
- canto-ci020_line-85Lì, per fuggire ogni consorzio umano,20_ln85
- canto-ci020_line-86ristette co’ suoi servi a far sue arti,
- canto-ci020_line-87e visse, e vi lasciò suo corpo vano.
- canto-ci020_line-88Gli uomini poi, che intorno erano sparti,20_ln88
- canto-ci020_line-89s’ accolsero a quel loco, ch’ era forte
- canto-ci020_line-90per lo pantan che avea da tutte parti.
- canto-ci020_line-91Fèr la città sopra quell’ ossa morte;20_ln91
- canto-ci020_line-92e per colei, che il loco prima elesse,
- canto-ci020_line-93Mantua l’appellàr senz’ altra sorte.
- canto-ci020_line-94Già fùr le genti sue dentro più spesse,20_ln94
- canto-ci020_line-95prima che la mattìa di Casalodi
- canto-ci020_line-96da Pinamonte inganno ricevesse.
- canto-ci020_line-97Però t’ assenno che, se tu mai odi20_ln97
- canto-ci020_line-98originar la mia terra altrimenti,
- canto-ci020_line-99la verità nulla menzogna frodi.”
- canto-ci020_line-100Ed io: “Maestro, i tuoi ragionamenti20_ln100
- canto-ci020_line-101mi son sì certi e prendon sì mia fede
- canto-ci020_line-102che gli altri mi sarìan carboni spenti.
- canto-ci020_line-103Ma dimmi, della gente che procede,20_ln103
- canto-ci020_line-104se tu ne vedi alcun degno di nota;
- canto-ci020_line-105chè solo a ciò la mia mente rifiede.”
- canto-ci020_line-106Allor mi disse: “Quel che dalla gota20_ln106
- canto-ci020_line-107porge la barba in su le spalle brune,
- canto-ci020_line-108fu, quando Grecia fu di maschi vòta
- canto-ci020_line-109sì, che appena rimaser per le cune,20_ln109
- canto-ci020_line-110augure; e diede il punto con Calcanta
- canto-ci020_line-111in Aulide a tagliar la prima fune.
- canto-ci020_line-112Euripilo ebbe nome, e così il canta20_ln112
- canto-ci020_line-113l’ alta mia Tragedìa in alcun loco;
- canto-ci020_line-114ben lo sai tu, che la sai tutta quanta.
- canto-ci020_line-115Quell’altro, che ne’ fianchi è così poco,20_ln115
- canto-ci020_line-116Michele Scotto fu, che veramente
- canto-ci020_line-117delle magiche frode seppe il gioco.
- canto-ci020_line-118Vedi Guido Bonatti; vedi Asdente,20_ln118
- canto-ci020_line-119che avere inteso al cuoio ed allo spago
- canto-ci020_line-120ora vorrebbe, ma tardi si pente.
- canto-ci020_line-121Vedi le triste che lasciaron l’ago,20_ln121
- canto-ci020_line-122la spola e il fuso, e fecersi indovine;
- canto-ci020_line-123fecer malìe con erbe e con imago.
- canto-ci020_line-124Ma vienne omai, chè già tiene il confine20_ln124
- canto-ci020_line-125d’ amendue gli emisperi, e tocca l’onda
- canto-ci020_line-126sotto Sibilia, Caìno e le spine,
- canto-ci020_line-127e già iernotte fu la luna tonda;20_ln127
- canto-ci020_line-128ben ten dee ricordar, chè non ti nocque
- canto-ci020_line-129alcuna volta per la selva fonda.”
- canto-ci020_line-130Sì mi parlava, ed andavamo introcque.20_ln130
INFERNO XXI
Cerchio Ottavo. Frode Bolgia Quinta. Barattieri
- canto-ci021_line-1Così, di ponte in ponte, altro parlando
- canto-ci021_line-2che la mia Commedìa cantar non cura,
- canto-ci021_line-3venimmo, e tenevamo il colmo, quando
- canto-ci021_line-4ristemmo, per veder l’altra fessura21_ln4
- canto-ci021_line-5di Malebolge e gli altri pianti vani;
- canto-ci021_line-6e vidila mirabilmente oscura.
- canto-ci021_line-7Quale nell’Arsenà de’ Viniziani21_ln7
- canto-ci021_line-8bolle l’inverno la tenace pece
- canto-ci021_line-9a rimpalmar i legni lor non sani,
- canto-ci021_line-10chè navicar non ponno; — e in quella vece21_ln10
- canto-ci021_line-11chi fa suo legno nuovo, e chi ristoppa
- canto-ci021_line-12le coste a quel che più viaggi fece;
- canto-ci021_line-13chi ribatte da proda e chi da poppa;21_ln13
- canto-ci021_line-14altri fa remi ed altri volge sarte;
- canto-ci021_line-15chi terzeruolo ed artimon rintoppa; —
- canto-ci021_line-16tal, non per foco, ma per divina arte21_ln16
- canto-ci021_line-17bollìa laggiuso una pegola spessa,
- canto-ci021_line-18che inviscava la ripa da ogni parte.
- canto-ci021_line-19Io vedea lei, ma non vedea in essa21_ln19
- canto-ci021_line-20ma’ che le bolle che il bollor levava,
- canto-ci021_line-21e gonfiar tutta, e riseder compressa.
- canto-ci021_line-22Mentr’ io laggiù fisamente mirava,21_ln22
- canto-ci021_line-23lo Duca mio, dicendo: “Guarda, guarda!”,
- canto-ci021_line-24mi trasse a sè dal loco dov’ io stava.
- canto-ci021_line-25Allor mi volsi come l’ uom cui tarda21_ln25
- canto-ci021_line-26di veder quel che gli convien fuggire,
- canto-ci021_line-27e cui paura sùbita sgagliarda,
- canto-ci021_line-28che, per veder, non indugia il partire;21_ln28
- canto-ci021_line-29e vidi dietro a noi un diavol nero
- canto-ci021_line-30correndo su per lo scoglio venire.
- canto-ci021_line-31Ahi, quanto egli era nell’aspetto fiero!21_ln31
- canto-ci021_line-32e quanto mi parea nell’ atto acerbo,
- canto-ci021_line-33con l’ ale aperte, e sopra i piè leggiero!
- canto-ci021_line-34L’omero suo, ch’ era acuto e superbo,21_ln34
- canto-ci021_line-35carcava un peccator con ambo l’anche,
- canto-ci021_line-36e quei tenea de’ piè ghermito il nerbo.
- canto-ci021_line-37Del nostro ponte disse: “O Malebranche,21_ln37
- canto-ci021_line-38ecco un degli Anzian di Santa Zita!
- canto-ci021_line-39Mettetel sotto, ch’ io torno per anche
- canto-ci021_line-40a quella terra ch’ io n’ ho ben fornita;21_ln40
- canto-ci021_line-41ognun v’ è barattier, fuor che Bonturo;
- canto-ci021_line-42del ‘no’ per li denar vi si fa ‘ita.’”
- canto-ci021_line-43Laggiù il buttò, e per lo scoglio duro21_ln43
- canto-ci021_line-44si volse; e mai non fu mastino sciolto
- canto-ci021_line-45con tanta fretta a seguitar lo furo.
- canto-ci021_line-46Quel s’attuffò, e tornò su convolto;21_ln46
- canto-ci021_line-47ma i demon, che del ponte avean coperchio,
- canto-ci021_line-48gridàr: “Qui non ha loco il Santo Volto!
- canto-ci021_line-49Qui si nuota altrimenti che nel Serchio!21_ln49
- canto-ci021_line-50Però, se tu non vuoi de’ nostri graffi,
- canto-ci021_line-51non far sopra la pegola soperchio.”
- canto-ci021_line-52Poi l’addentàr con più di cento raffi,21_ln52
- canto-ci021_line-53disser: “Coperto convien che qui balli,
- canto-ci021_line-54sì che, se puoi, nascosamente accaffi.”
- canto-ci021_line-55Non altrimenti i cuochi ai lor vassalli21_ln55
- canto-ci021_line-56fanno attuffare in mezzo la caldaia
- canto-ci021_line-57la carne con gli uncin, perchè non galli.
- canto-ci021_line-58Lo buon Maestro: “Acciò che non si paia21_ln58
- canto-ci021_line-59che tu ci sii,” mi disse, “giù t’acquatta
- canto-ci021_line-60dopo uno scheggio, che alcun schermo t’àia;
- canto-ci021_line-61e per nulla offension che mi sia fatta,21_ln61
- canto-ci021_line-62non temer tu, ch’ io ho le cose conte,
- canto-ci021_line-63perchè altra volta fui a tal baratta.”
- canto-ci021_line-64Poscia passò di là dal co’ del ponte;21_ln64
- canto-ci021_line-65e com’ ei giunse in su la ripa sesta,
- canto-ci021_line-66mestier gli fu d’aver sicura fronte.
- canto-ci021_line-67Con quel furor e con quella tempesta21_ln67
- canto-ci021_line-68ch’ escono i cani addosso al poverello,
- canto-ci021_line-69che di sùbito chiede ove s’arresta;
- canto-ci021_line-70usciron quei di sotto al ponticello,21_ln70
- canto-ci021_line-71e volser contra lui tutti i roncigli;
- canto-ci021_line-72ma ei gridò: “Nessun di voi sia fello!
- canto-ci021_line-73Innanzi che l’ uncin vostro mi pigli,21_ln73
- canto-ci021_line-74traggasi avanti alcun di voi che m’ oda;
- canto-ci021_line-75e poi d’arroncigliarmi si consigli.”
- canto-ci021_line-76Tutti gridaron: “Vada Malacoda!”21_ln76
- canto-ci021_line-77Per che un si mosse, e gli altri stetter fermi,
- canto-ci021_line-78e venne a lui dicendo: “Che gli approda?”
- canto-ci021_line-79“Credi tu, Malacoda, qui vedermi21_ln79
- canto-ci021_line-80esser venuto,” disse il mio Maestro,
- canto-ci021_line-81“sicuro già da tutti i vostri schermi,
- canto-ci021_line-82senza Voler Divino e fato destro?21_ln82
- canto-ci021_line-83Lasciane andar, chè nel Cielo è voluto
- canto-ci021_line-84ch’io mostri altrui questo cammin silvestro.”
- canto-ci021_line-85Allor gli fu l’orgoglio sì caduto21_ln85
- canto-ci021_line-86che si lasciò cascar l’ uncino ai piedi,
- canto-ci021_line-87e disse agli altri: “Omai non sia feruto.”
- canto-ci021_line-88E il Duca mio a me: “O tu che siedi21_ln88
- canto-ci021_line-89tra gli scheggion del ponte quatto quatto,
- canto-ci021_line-90sicuramente omai a me ti riedi.”
- canto-ci021_line-91Per ch’ io mi mossi, ed a lui venni ratto;21_ln91
- canto-ci021_line-92e i diavoli si fecer tutti avanti,
- canto-ci021_line-93sì ch’ io temetti non tenesser patto.
- canto-ci021_line-94Così vid’ io già temer li fanti21_ln94
- canto-ci021_line-95ch’ uscivan patteggiati di Caprona,
- canto-ci021_line-96veggendo sè tra nemici cotanti.
- canto-ci021_line-97Io m’ accostai con tutta la persona21_ln97
- canto-ci021_line-98lungo il mio Duca, e non torceva gli occhi
- canto-ci021_line-99dalla sembianza lor, ch’era non buona.
- canto-ci021_line-100Ei chinavan li raffi, e “Vuoi che il tocchi”21_ln100
- canto-ci021_line-101diceva l’ un con l’altro, “in sul groppone?”
- canto-ci021_line-102e rispondean: “Sì, fa’ che gliele’ accocchi!”
- canto-ci021_line-103Ma quel demonio che tenea sermone21_ln103
- canto-ci021_line-104col Duca mio, si volse tutto presto,
- canto-ci021_line-105e disse: “Posa, posa, Scarmiglione!”
- canto-ci021_line-106Poi disse a noi: “Più oltre andar per questo21_ln106
- canto-ci021_line-107scoglio non si potrà, però che giace
- canto-ci021_line-108tutto spezzato al fondo l’arco sesto;
- canto-ci021_line-109e se l’andare avanti pur vi piace,21_ln109
- canto-ci021_line-110andatevene su per questa grotta;
- canto-ci021_line-111presso è un altro scoglio che via face.
- canto-ci021_line-112Ier, più oltre cinqu’ ore che quest’ otta,21_ln112
- canto-ci021_line-113mille dugento con sessantasei
- canto-ci021_line-114anni compiè che qui la via fu rotta.
- canto-ci021_line-115Io mando verso là di questi miei21_ln115
- canto-ci021_line-116a riguardar s’alcun se ne sciorina;
- canto-ci021_line-117gite con lor, ch’ei non saranno rei.”
- canto-ci021_line-118“Tràtti avanti, Alichino e Calcabrina,”21_ln118
- canto-ci021_line-119cominciò egli a dire, “e tu, Cagnazzo;
- canto-ci021_line-120e Barbariccia guidi la decina.
- canto-ci021_line-121Libicocco vegna oltre, e Draghignazzo,21_ln121
- canto-ci021_line-122Ciriatto sannuto, e Graffiacane,
- canto-ci021_line-123e Farfarello, e Rubicante pazzo.
- canto-ci021_line-124Cercate intorno le boglienti pane;21_ln124
- canto-ci021_line-125costor sien salvi insino all’altro scheggio,
- canto-ci021_line-126che tutto intero va sopra le tane.”
- canto-ci021_line-127“Omè, Maestro! che è quel ch’ io veggio?”21_ln127
- canto-ci021_line-128diss’ io; “Deh, senza scorta andiamci soli,
- canto-ci021_line-129se tu sai ir, ch’ io per me non la cheggio.
- canto-ci021_line-130Se tu sei sì accorto come suoli,21_ln130
- canto-ci021_line-131non vedi tu ch’ei digrignan li denti,
- canto-ci021_line-132e con le ciglia ne minaccian duoli?”
- canto-ci021_line-133Ed egli a me: “Non vo’ che tu paventi;21_ln133
- canto-ci021_line-134lasciali digrignar pure a lor senno,
- canto-ci021_line-135ch’ ei fanno ciò per li lessi dolenti.”
- canto-ci021_line-136Per l’argine sinistro volta dienno;21_ln136
- canto-ci021_line-137ma prima avea ciascun la lingua stretta
- canto-ci021_line-138coi denti verso lor duca per cenno;
- canto-ci021_line-139ed egli avea del cul fatto trombetta.21_ln139
INFERNO XXII
Cerchio Ottavo. Frode Bolgia Quinta. Barattieri
- canto-ci022_line-1Io vidi già cavalier muover campo,
- canto-ci022_line-2e cominciare stormo, e far lor mostra,
- canto-ci022_line-3e talvolta partir per loro scampo;
- canto-ci022_line-4corridor vidi per la terra vostra,22_ln4
- canto-ci022_line-5o Aretini, e vidi gir gualdane,
- canto-ci022_line-6ferir torneamenti, e correr giostra;
- canto-ci022_line-7quando con trombe, e quando con campane,22_ln7
- canto-ci022_line-8con tamburi e con cenni di castella,
- canto-ci022_line-9e con cose nostrali e con istrane;
- canto-ci022_line-10nè già con sì diversa cennamella22_ln10
- canto-ci022_line-11cavalier vidi muover, nè pedoni,
- canto-ci022_line-12nè nave a segno di terra o di stella.
- canto-ci022_line-13Noi andavam con li dieci demoni;22_ln13
- canto-ci022_line-14ahi, fiera compagnia! Ma nella chiesa
- canto-ci022_line-15coi santi, ed in taverna coi ghiottoni!
- canto-ci022_line-16Pure alla pegola era la mia intesa,22_ln16
- canto-ci022_line-17per veder della bolgia ogni contegno
- canto-ci022_line-18e della gente ch’ entro v’ era incesa.
- canto-ci022_line-19Come i delfini, quando fanno segno22_ln19
- canto-ci022_line-20ai marinar con l’arco della schiena,
- canto-ci022_line-21che s’argomentin di campar lor legno;
- canto-ci022_line-22talor così, ad alleggiar la pena22_ln22
- canto-ci022_line-23mostrava alcun dei peccatori il dosso,
- canto-ci022_line-24e nascondeva in men che non balena.
- canto-ci022_line-25E come all’orlo dell’acqua d’ un fosso22_ln25
- canto-ci022_line-26stanno i ranocchi pur col muso fuori,
- canto-ci022_line-27sì che celano i piedi e l’altro grosso;
- canto-ci022_line-28sì stavan da ogni parte i peccatori;22_ln28
- canto-ci022_line-29ma come s’appressava Barbariccia,
- canto-ci022_line-30così si ritraean sotto i bollori.
- canto-ci022_line-31Io vidi, ed anco il cor me n’ accapriccia,22_ln31
- canto-ci022_line-32uno aspettar così, com’egli incontra
- canto-ci022_line-33che una rana rimane ed altra spiccia.
- canto-ci022_line-34E Graffiacan, che gli era più di contra,22_ln34
- canto-ci022_line-35gli arroncigliò le impegolate chiome,
- canto-ci022_line-36e trassel su, che mi parve una lontra.
- canto-ci022_line-37Io sapea già di tutti quanti il nome,22_ln37
- canto-ci022_line-38sì li notai quando furono eletti,
- canto-ci022_line-39e poi che si chiamaro, attesi come.
- canto-ci022_line-40“O Rubicante, fa’ che tu gli metti22_ln40
- canto-ci022_line-41gli unghioni addosso, sì che tu lo scuoi!”
- canto-ci022_line-42gridavan tutti insieme i maledetti.
- canto-ci022_line-43Ed io: “Maestro mio, fa’, se tu puoi,22_ln43
- canto-ci022_line-44che tu sappi chi è lo sciagurato
- canto-ci022_line-45venuto a man degli avversari suoi.”
- canto-ci022_line-46Lo Duca mio gli s’accostò allato;22_ln46
- canto-ci022_line-47domandollo ond’ ei fosse, e quei rispose:
- canto-ci022_line-48“Io fui del regno di Navarra nato.
- canto-ci022_line-49Mia madre a servo d’ un signor mi pose,22_ln49
- canto-ci022_line-50chè m’ avea generato d’ un ribaldo,
- canto-ci022_line-51distruggitor di sè e di sue cose.
- canto-ci022_line-52Poi fui famiglio del buon re Tebaldo;22_ln52
- canto-ci022_line-53quivi mi misi a far baratterìa,
- canto-ci022_line-54di che rendo ragione in questo caldo.”
- canto-ci022_line-55E Ciriatto, a cui di bocca uscìa22_ln55
- canto-ci022_line-56d’ ogni parte una sanna come a porco,
- canto-ci022_line-57gli fe’ sentir come l’ una sdrucìa.
- canto-ci022_line-58Tra male gatte era venuto il sorco;22_ln58
- canto-ci022_line-59ma Barbariccia il chiuse con le braccia,
- canto-ci022_line-60e disse: “State in là, mentr’ io lo inforco!”
- canto-ci022_line-61Ed al Maestro mio volse la faccia:22_ln61
- canto-ci022_line-62“Domanda” disse, “ancor, se più desìi
- canto-ci022_line-63saper da lui, prima ch’ altri il disfaccia.”
- canto-ci022_line-64Lo Duca dunque: “Or di’: degli altri rii22_ln64
- canto-ci022_line-65conosci tu alcun che sia Latino
- canto-ci022_line-66sotto la pece?” E quegli: “Io mi partii,
- canto-ci022_line-67poco è, da un che fu di là vicino;22_ln67
- canto-ci022_line-68così foss’ io ancor con lui coverto,
- canto-ci022_line-69ch’ io non temerei unghia nè uncino!”
- canto-ci022_line-70E Libicocco “Troppo avem sofferto!”22_ln70
- canto-ci022_line-71disse; e presegli il braccio col ronciglio,
- canto-ci022_line-72sì che, stracciando, ne portò un lacerto.
- canto-ci022_line-73Draghignazzo anco i volle dar di piglio22_ln73
- canto-ci022_line-74giuso alle gambe; onde il decurio loro
- canto-ci022_line-75si volse intorno intorno con mal piglio.
- canto-ci022_line-76Quand’ elli un poco rappaciati foro,22_ln76
- canto-ci022_line-77a lui, che ancor mirava sua ferita,
- canto-ci022_line-78domandò il Duca mio senza dimoro:
- canto-ci022_line-79“Chi fu colui, da cui mala partita22_ln79
- canto-ci022_line-80di’ che facesti per venire a proda?”
- canto-ci022_line-81Ed ei rispose: “Fu frate Gomita,
- canto-ci022_line-82quel di Gallura, vasel d’ogni froda,22_ln82
- canto-ci022_line-83ch’ ebbe i nemici di suo donno in mano,
- canto-ci022_line-84e fe’ sì lor, che ciascun se ne loda.
- canto-ci022_line-85Denar si tolse, e lasciolli di piano,22_ln85
- canto-ci022_line-86sì com’ ei dice; e negli altri uffici anche
- canto-ci022_line-87barattier fu non picciol, ma sovrano.
- canto-ci022_line-88Usa con esso donno Michel Zanche22_ln88
- canto-ci022_line-89di Logodoro; e a dir di Sardigna
- canto-ci022_line-90le lingue lor non si sentono stanche.
- canto-ci022_line-91Omè! vedete l’ altro che digrigna!22_ln91
- canto-ci022_line-92Io direi anco; ma io temo ch’ ello
- canto-ci022_line-93non s’apparecchi a grattarmi la tigna.”
- canto-ci022_line-94E il gran proposto, vòlto a Farfarello22_ln94
- canto-ci022_line-95che stralunava gli occhi per ferire,
- canto-ci022_line-96disse: “Fàtti in costà, malvagio uccello!”
- canto-ci022_line-97“Se voi volete vedere o udire”22_ln97
- canto-ci022_line-98ricominciò lo spaurato appresso,
- canto-ci022_line-99“Tóschi o Lombardi, io ne farò venire.
- canto-ci022_line-100Ma stien le Male Branche un poco in cesso,22_ln100
- canto-ci022_line-101sì ch’ ei non teman delle lor vendette;
- canto-ci022_line-102ed io, sedendo in questo loco stesso,
- canto-ci022_line-103per un ch’ io son, ne farò venir sette,22_ln103
- canto-ci022_line-104quando sufolerò, com’ è nostr’ uso
- canto-ci022_line-105di fare allor che fuori alcun si mette.”
- canto-ci022_line-106Cagnazzo a cotal motto levò il muso,22_ln106
- canto-ci022_line-107crollando il capo, e disse: “Odi malizia,
- canto-ci022_line-108ch’ egli ha pensata per gittarsi giuso!”
- canto-ci022_line-109Ond’ ei, ch’ avea lacciuoli a gran divizia,22_ln109
- canto-ci022_line-110rispose: “Malizioso son io troppo,
- canto-ci022_line-111quand’ io procuro a’ miei maggior tristizia!”
- canto-ci022_line-112Alichin non si tenne, e, di rintoppo22_ln112
- canto-ci022_line-113agli altri, disse a lui: “Se tu ti cali,
- canto-ci022_line-114io non ti verrò dietro di galoppo,
- canto-ci022_line-115ma batterò sopra la pece l’ali;22_ln115
- canto-ci022_line-116lascisi il colle, e sia la ripa scudo,
- canto-ci022_line-117a veder se tu sol più di noi vali!”
- canto-ci022_line-118O tu che leggi, udirai nuovo ludo!22_ln118
- canto-ci022_line-119Ciascun dall’ altra costa gli occhi volse;
- canto-ci022_line-120quel prima, ch’ a ciò fare era più crudo.
- canto-ci022_line-121Lo Navarrese ben suo tempo colse;22_ln121
- canto-ci022_line-122fermò le piante a terra, e in un punto
- canto-ci022_line-123saltò, e dal proposto lor si sciolse.
- canto-ci022_line-124Di che ciascun di colpa fu compunto,22_ln124
- canto-ci022_line-125ma quei più, che cagion fu del difetto;
- canto-ci022_line-126però si mosse, e gridò: “Tu se’ giunto!”
- canto-ci022_line-127Ma poco i valse; chè l’ ali al sospetto22_ln127
- canto-ci022_line-128non potero avanzar; quegli andò sotto.
- canto-ci022_line-129e quei drizzò, volando suso, il petto;
- canto-ci022_line-130non altrimenti l’anitra di botto,22_ln130
- canto-ci022_line-131quando il falcon s’appressa, giù s’attuffa,
- canto-ci022_line-132ed ei ritorna su crucciato e rotto.
- canto-ci022_line-133Irato Calcabrina della buffa,22_ln133
- canto-ci022_line-134volando dietro gli tenne, invaghito
- canto-ci022_line-135che quei campasse per aver la zuffa;
- canto-ci022_line-136e come il barattier fu disparito,22_ln136
- canto-ci022_line-137così volse gli artigli al suo compagno,
- canto-ci022_line-138e fu con lui sopra il fosso ghermito;
- canto-ci022_line-139ma l’ altro fu bene sparvier grifagno22_ln139
- canto-ci022_line-140ad artigliar ben lui, ed ambedue
- canto-ci022_line-141cadder nel mezzo del bollente stagno.
- canto-ci022_line-142Lo caldo sghermitor sùbito fue;22_ln142
- canto-ci022_line-143ma però di levarsi era niente,
- canto-ci022_line-144sì aveano inviscate l’ ali sue.
- canto-ci022_line-145Barbariccia, con gli altri suoi dolente,22_ln145
- canto-ci022_line-146quattro ne fe’ volar dall’altra costa
- canto-ci022_line-147con tutti i raffi, ed assai prestamente
- canto-ci022_line-148di qua, di là discesero alla posta;22_ln148
- canto-ci022_line-149porser gli uncini verso gl’ impaniati,
- canto-ci022_line-150ch’ eran già cotti dentro dalla crosta;
- canto-ci022_line-151e noi lasciammo lor così impacciati.22_ln151
INFERNO XXIII
Cerchio Ottavo. Frode Bolgia Sesta. Ipocriti
- canto-ci023_line-1Taciti, soli e senza compagnia,
- canto-ci023_line-2n’ andavam, l’ un dinanzi e l’ altro dopo,
- canto-ci023_line-3come i Frati Minor vanno per via.
- canto-ci023_line-4Vòlto era in su la favola d’ Isopo23_ln4
- canto-ci023_line-5lo mio pensier per la presente rissa,
- canto-ci023_line-6dov’ ei parlò della rana e del topo;
- canto-ci023_line-7chè più non si pareggia ‘mo’ ed ‘issa,’23_ln7
- canto-ci023_line-8che l’ un con l’ altro fa, se ben s’ accoppia
- canto-ci023_line-9principio e fine con la mente fissa.
- canto-ci023_line-10E come l’ un pensier dall’ altro scoppia,23_ln10
- canto-ci023_line-11così nacque di quello un altro poi,
- canto-ci023_line-12che la prima paura mi fe’ doppia.
- canto-ci023_line-13Io pensava così: “Questi per noi23_ln13
- canto-ci023_line-14sono scherniti, e con danno e con beffa
- canto-ci023_line-15sì fatta, ch’ assai credo che lor nòi.
- canto-ci023_line-16Se l’ ira sopra il mal voler s’ aggueffa,23_ln16
- canto-ci023_line-17ei ne verranno dietro più crudeli
- canto-ci023_line-18che il cane a quella lepre ch’ egli acceffa.”
- canto-ci023_line-19Già mi sentìa tutti arricciar li peli23_ln19
- canto-ci023_line-20della paura, e stava indietro intento,
- canto-ci023_line-21quand’ io dissi: “Maestro, se non celi
- canto-ci023_line-22te e me tostamente, io ho pavento23_ln22
- canto-ci023_line-23di Malebranche; noi gli avem già dietro;
- canto-ci023_line-24io gl’ imagino sì, che già li sento.”
- canto-ci023_line-25E quei: “S’ io fossi di piombato vetro,23_ln25
- canto-ci023_line-26l’ imagine di fuor tua non trarrei
- canto-ci023_line-27più tosto a me, che quella dentro impetro.
- canto-ci023_line-28Pur mo venìano i tuoi pensier tra’ miei23_ln28
- canto-ci023_line-29con simile atto e con simile faccia,
- canto-ci023_line-30sì che d’ entrambi un sol consiglio fei.
- canto-ci023_line-31S’ egli è che sì la destra costa giaccia,23_ln31
- canto-ci023_line-32che noi possiam nell’ altra bolgia scendere,
- canto-ci023_line-33noi fuggirem l’ imaginata caccia.”
- canto-ci023_line-34Già non compiè di tal consiglio rendere,23_ln34
- canto-ci023_line-35ch’ io li vidi venir con l’ ali tese,
- canto-ci023_line-36non molto lungi, per volerne prendere.
- canto-ci023_line-37Lo Duca mio di sùbito mi prese,23_ln37
- canto-ci023_line-38come la madre che al romore è desta,
- canto-ci023_line-39e vede presso a sè le fiamme accese,
- canto-ci023_line-40che prende il figlio e fugge e non s’ arresta,23_ln40
- canto-ci023_line-41avendo più di lui che di sè cura,
- canto-ci023_line-42tanto che solo una camicia vesta;
- canto-ci023_line-43e giù dal collo della ripa dura23_ln43
- canto-ci023_line-44supin si diede alla pendente roccia,
- canto-ci023_line-45che l’ un dei lati all’ altra bolgia tura.
- canto-ci023_line-46Non corse mai sì tosto acqua per doccia23_ln46
- canto-ci023_line-47a volger rota di molin terragno,
- canto-ci023_line-48quand’ ella più verso le pale approccia,
- canto-ci023_line-49come il Maestro mio per quel vivagno,23_ln49
- canto-ci023_line-50portandosene me sopra il suo petto,
- canto-ci023_line-51come suo figlio, non come compagno.
- canto-ci023_line-52Appena fur li piè suoi giunti al letto23_ln52
- canto-ci023_line-53del fondo giù, ch’ ei furono in sul colle
- canto-ci023_line-54sovresso noi; ma non gli era sospetto;
- canto-ci023_line-55chè l’ alta Provvidenza, che lor volle23_ln55
- canto-ci023_line-56porre ministri della fossa quinta,
- canto-ci023_line-57poder di partirs’ indi a tutti tolle.
- canto-ci023_line-58Laggiù trovammo una gente dipinta,23_ln58
- canto-ci023_line-59che giva intorno assai con lenti passi,
- canto-ci023_line-60piangendo e nel sembiante stanca e vinta.
- canto-ci023_line-61Elli avean cappe con cappucci bassi23_ln61
- canto-ci023_line-62dinanzi agli occhi, fatte della taglia
- canto-ci023_line-63che per li monaci in Cologna fassi.
- canto-ci023_line-64Di fuor dorate son, sì ch’ egli abbaglia;23_ln64
- canto-ci023_line-65ma dentro tutte piombo, e gravi tanto
- canto-ci023_line-66che Federigo le mettea di paglia.
- canto-ci023_line-67O in eterno faticoso manto!23_ln67
- canto-ci023_line-68Noi ci volgemmo ancor pure a man manca
- canto-ci023_line-69con loro insieme, intenti al tristo pianto;
- canto-ci023_line-70ma per lo peso quella gente stanca23_ln70
- canto-ci023_line-71venìa sì pian, che noi eravam nuovi
- canto-ci023_line-72di compagnia ad ogni muover d’ anca.
- canto-ci023_line-73Per ch’ io al Duca mio: “Fa, che tu trovi23_ln73
- canto-ci023_line-74alcun ch’ al fatto o al nome si conosca,
- canto-ci023_line-75e gli occhi, sì andando, intorno muovi.”
- canto-ci023_line-76Ed un, che intese la parola Tósca,23_ln76
- canto-ci023_line-77diretro a noi gridò: “Tenete i piedi,
- canto-ci023_line-78voi che correte sì per l’ aura fosca!
- canto-ci023_line-79Forse ch’ avrai da me quel che tu chiedi.”23_ln79
- canto-ci023_line-80Onde il Duca si volse, e disse: “Aspetta;
- canto-ci023_line-81e poi secondo il suo passo procedi.”
- canto-ci023_line-82Ristetti, e vidi due mostrar gran fretta23_ln82
- canto-ci023_line-83dell’ animo, col viso, d’ esser meco;
- canto-ci023_line-84ma tardavagli il carco e la via stretta.
- canto-ci023_line-85Quando fur giunti, assai con l’ occhio bieco23_ln85
- canto-ci023_line-86mi rimiraron senza far parola;
- canto-ci023_line-87poi si volsero in sè, e dicean seco:
- canto-ci023_line-88“Costui par vivo all’ atto della gola;23_ln88
- canto-ci023_line-89e s’ ei son morti, per qual privilegio
- canto-ci023_line-90vanno scoperti della grave stola?”
- canto-ci023_line-91Poi disser me: “O Tósco, che al collegio23_ln91
- canto-ci023_line-92degl’ ipocriti tristi se’ venuto,
- canto-ci023_line-93dir chi tu sei, non avere in dispregio.”
- canto-ci023_line-94Ed io a loro: “Io fui nato e cresciuto23_ln94
- canto-ci023_line-95sopra il bel fiume d’ Arno alla gran villa,
- canto-ci023_line-96e son col corpo ch’ io ho sempre avuto.
- canto-ci023_line-97Ma voi chi siete, a cui tanto distilla,23_ln97
- canto-ci023_line-98quant’ io veggio, dolor giù per le guance?
- canto-ci023_line-99e che pena è in voi che sì sfavilla?”
- canto-ci023_line-100E l’ un rispose a me: “Le cappe rance23_ln100
- canto-ci023_line-101son di piombo, e sì grosse, che li pesi
- canto-ci023_line-102fan così cigolar le lor bilance.
- canto-ci023_line-103Frati Godenti fummo, e Bolognesi;23_ln103
- canto-ci023_line-104io Catalano e questi Loderingo
- canto-ci023_line-105nomati, e da tua terra insieme presi,
- canto-ci023_line-106come suole esser tolto un uom solingo,23_ln106
- canto-ci023_line-107per conservar sua pace; e fummo tali,
- canto-ci023_line-108ch’ ancor si pare intorno dal Gardingo.”
- canto-ci023_line-109Io cominciai: “O frati, i vostri mali . . .”23_ln109
- canto-ci023_line-110ma più non dissi; chè all’ occhio mi corse
- canto-ci023_line-111un crocifisso in terra con tre pali.
- canto-ci023_line-112Quando mi vide, tutto si distorse,23_ln112
- canto-ci023_line-113soffiando nella barba coi sospiri;
- canto-ci023_line-114e il frate Catalan, ch’ a ciò s’ accorse,
- canto-ci023_line-115mi disse: “Quel confitto che tu miri,23_ln115
- canto-ci023_line-116consigliò i Farisei, che convenìa
- canto-ci023_line-117porre un uom per lo popolo a’ martìri.
- canto-ci023_line-118Attraversato e nudo è nella via,23_ln118
- canto-ci023_line-119come tu vedi, ed è mestier ch’ ei senta
- canto-ci023_line-120qualunque passa, com’ ei pesa, pria;
- canto-ci023_line-121ed a tal modo il suocero si stenta23_ln121
- canto-ci023_line-122in questa fossa, e gli altri del concilio,
- canto-ci023_line-123che fu per li Giudei mala sementa.”
- canto-ci023_line-124Allor vid’ io maravigliar Virgilio23_ln124
- canto-ci023_line-125sopra colui ch’ era disteso in croce
- canto-ci023_line-126tanto vilmente nell’ eterno esilio.
- canto-ci023_line-127Poscia drizzò al frate cotal voce:23_ln127
- canto-ci023_line-128“Non vi dispiaccia, se vi lece, dirci
- canto-ci023_line-129se alla man destra giace alcuna foce,
- canto-ci023_line-130onde noi ambedue possiamo uscirci23_ln130
- canto-ci023_line-131senza costringer degli Angeli neri,
- canto-ci023_line-132che vegnan d’ esto fondo a dipartirci.”
- canto-ci023_line-133Rispose adunque: “Più che tu non speri,23_ln133
- canto-ci023_line-134s’ appressa un sasso, che dalla gran cerchia
- canto-ci023_line-135si muove, e varca tutti i vallon feri,
- canto-ci023_line-136salvo ch’ a questo è rotto, e nol coperchia;23_ln136
- canto-ci023_line-137montar potrete su per la ruina,
- canto-ci023_line-138che giace in costa, e nel fondo soperchia.”
- canto-ci023_line-139Lo Duca stette un poco a testa china;23_ln139
- canto-ci023_line-140poi disse: “Mal contava la bisogna
- canto-ci023_line-141colui che i peccator di là uncina!”
- canto-ci023_line-142E il frate: “Io udì’ già dire a Bologna23_ln142
- canto-ci023_line-143del Diavol vizi assai, tra i quali udì’
- canto-ci023_line-144ch’ egli è bugiardo e padre di menzogna.”
- canto-ci023_line-145Appresso, il Duca a gran passi sen gì,23_ln145
- canto-ci023_line-146turbato un poco d’ ira nel sembiante;
- canto-ci023_line-147ond’ io dagl’ incarcati mi partì’
- canto-ci023_line-148dietro alle poste delle care piante.23_ln148
INFERNO XXIV
Cerchio Ottavo. Frode Bolgia Settima. Ladri
- canto-ci024_line-1In quella parte del giovinetto anno,
- canto-ci024_line-2che il sole i crin sotto l’Aquario tempra,
- canto-ci024_line-3e già le notti al mezzo dì sen vanno;
- canto-ci024_line-4quando la brina in su la terra assempra24_ln4
- canto-ci024_line-5l’ imagine di sua sorella bianca,
- canto-ci024_line-6ma poco dura alla sua penna tempra;
- canto-ci024_line-7lo villanello, a cui la roba manca,24_ln7
- canto-ci024_line-8si leva e guarda, e vede la campagna
- canto-ci024_line-9biancheggiar tutta, ond’ ei si batte l’anca,
- canto-ci024_line-10ritorna in casa, e qua e là si lagna,24_ln10
- canto-ci024_line-11come il tapin che non sa che si faccia;
- canto-ci024_line-12poi riede, e la speranza ringavagna,
- canto-ci024_line-13veggendo il mondo aver cangiata faccia24_ln13
- canto-ci024_line-14in poco d’ora; e prende suo vincastro,
- canto-ci024_line-15e fuor le pecorelle a pascer caccia.
- canto-ci024_line-16Così mi fece sbigottir lo Mastro24_ln16
- canto-ci024_line-17quand’ io gli vidi sì turbar la fronte,
- canto-ci024_line-18e così tosto al mal giunse l’ empiastro;
- canto-ci024_line-19chè, come noi venimmo al guasto ponte,24_ln19
- canto-ci024_line-20lo Duca a me si volse con quel piglio
- canto-ci024_line-21dolce, ch’ io vidi prima a piè del Monte.
- canto-ci024_line-22Le braccia aperse, dopo alcun consiglio24_ln22
- canto-ci024_line-23eletto seco, riguardando prima
- canto-ci024_line-24ben la ruina; e diedemi di piglio.
- canto-ci024_line-25E come quei che adopera ed estima,24_ln25
- canto-ci024_line-26che sempre par che innanzi si provveggia;
- canto-ci024_line-27così, levando me su vèr la cima
- canto-ci024_line-28d’un ronchion, avvisava un’altra scheggia,24_ln28
- canto-ci024_line-29dicendo: “Sopra quella poi t’aggrappa;
- canto-ci024_line-30ma tenta pria s’ è tal, ch’ella ti reggia.”
- canto-ci024_line-31Non era via da vestito di cappa,24_ln31
- canto-ci024_line-32chè noi a pena, ei lieve ed io sospinto,
- canto-ci024_line-33potevam su montar di chiappa in chiappa.
- canto-ci024_line-34E se non fosse che da quel precinto,24_ln34
- canto-ci024_line-35più che dall’altro, era la costa corta,
- canto-ci024_line-36non so di lui, ma io sarei ben vinto;
- canto-ci024_line-37ma perchè Malebolge invèr la porta24_ln37
- canto-ci024_line-38del bassissimo pozzo tutta pende,
- canto-ci024_line-39lo sito di ciascuna valle porta
- canto-ci024_line-40che l’una costa surge e l’altra scende;24_ln40
- canto-ci024_line-41noi pur venimmo alfine in su la punta,
- canto-ci024_line-42onde l’ ultima pietra si scoscende.
- canto-ci024_line-43La lena m’ era del polmon sì munta,24_ln43
- canto-ci024_line-44quando fui su, ch’ io non potea più oltre;
- canto-ci024_line-45anzi, mi assisi nella prima giunta.
- canto-ci024_line-46“Omai convien che tu così ti spoltre,”24_ln46
- canto-ci024_line-47disse il Maestro, “chè, seggendo in piuma,
- canto-ci024_line-48in fama non si vien, nè sotto coltre;
- canto-ci024_line-49senza la qual chi sua vita consuma,24_ln49
- canto-ci024_line-50cotal vestigio in terra di sè lascia,
- canto-ci024_line-51qual fumo in aer ed in acqua schiuma.
- canto-ci024_line-52E però leva su! Vinci l’ ambascia24_ln52
- canto-ci024_line-53con l’ animo che vince ogni battaglia,
- canto-ci024_line-54se col suo grave corpo non s’ accascia!
- canto-ci024_line-55Più lunga scala convien che si saglia;24_ln55
- canto-ci024_line-56non basta da costoro esser partito;
- canto-ci024_line-57se tu m’ intendi, or fa’ sì che ti vaglia.”
- canto-ci024_line-58Levaimi allor, mostrandomi fornito24_ln58
- canto-ci024_line-59meglio di lena ch’ io non mi sentìa;
- canto-ci024_line-60e dissi: “Va’, ch’ io son forte ed ardito!”
- canto-ci024_line-61Su per lo scoglio prendemmo la via,24_ln61
- canto-ci024_line-62ch’era ronchioso, stretto e malagevole,
- canto-ci024_line-63ed erto più assai che quel di pria.
- canto-ci024_line-64Parlando andava per non parer fievole;24_ln64
- canto-ci024_line-65onde una voce uscìo dall’ altro fosso,
- canto-ci024_line-66a parole formar disconvenevole.
- canto-ci024_line-67Non so che disse, ancor che sopra il dosso24_ln67
- canto-ci024_line-68fossi dell’ arco già che varca quivi;
- canto-ci024_line-69ma chi parlava ad ira parea mosso.
- canto-ci024_line-70Io era vòlto in giù, ma gli occhi vivi24_ln70
- canto-ci024_line-71non potean ire al fondo per l’ oscuro;
- canto-ci024_line-72per ch’ io: “Maestro, fa’ che tu arrivi
- canto-ci024_line-73dall’altro cinghio, e dismontiam lo muro;24_ln73
- canto-ci024_line-74chè, com’ io odo quinci e non intendo,
- canto-ci024_line-75così giù veggio e niente affiguro.”
- canto-ci024_line-76“Altra risposta” disse, “non ti rendo,24_ln76
- canto-ci024_line-77se non lo far; chè la dimanda onesta
- canto-ci024_line-78si dee seguir con l’opera tacendo.”
- canto-ci024_line-79Noi discendemmo il ponte dalla testa,24_ln79
- canto-ci024_line-80dove s’ aggiunge con l’ ottava ripa,
- canto-ci024_line-81e poi mi fu la bolgia manifesta;
- canto-ci024_line-82e vidivi entro terribile stipa24_ln82
- canto-ci024_line-83di serpenti, e di sì diversa mena,
- canto-ci024_line-84che la memoria il sangue ancor mi scipa.
- canto-ci024_line-85Più non si vanti Libia con sua rena;24_ln85
- canto-ci024_line-86chè, se chelidri, iaculi e farèe
- canto-ci024_line-87produce, e cencri con amfisibena,
- canto-ci024_line-88nè tante pestilenze, nè sì ree24_ln88
- canto-ci024_line-89mostrò giammai con tutta l’ Etiopia,
- canto-ci024_line-90nè con ciò che di sopra il Mar Rosso èe.
- canto-ci024_line-91Tra questa cruda e tristissima copia24_ln91
- canto-ci024_line-92correvan genti nude e spaventate,
- canto-ci024_line-93senza sperar pertugio o elitropia.
- canto-ci024_line-94Con serpi le man dietro avean legate;24_ln94
- canto-ci024_line-95quelle ficcavan per le ren la coda
- canto-ci024_line-96e il capo, ed eran dinanzi aggroppate.
- canto-ci024_line-97Ed ecco ad un, ch’ era da nostra proda,24_ln97
- canto-ci024_line-98s’ avventò un serpente, che il trafisse
- canto-ci024_line-99là dove il collo alle spalle s’ annoda.
- canto-ci024_line-100Nè o sì tosto mai, nè i si scrisse,24_ln100
- canto-ci024_line-101com’ ei s’ accese ed arse, e cener tutto
- canto-ci024_line-102convenne che cascando divenisse;
- canto-ci024_line-103e poi che fu a terra sì distrutto,24_ln103
- canto-ci024_line-104la polver si raccolse per sè stessa,
- canto-ci024_line-105e in quel medesmo ritornò di butto.
- canto-ci024_line-106Così per li gran savi si confessa24_ln106
- canto-ci024_line-107che la Fenice more e poi rinasce,
- canto-ci024_line-108quando al cinquecentesimo anno appressa;
- canto-ci024_line-109erba nè biada in sua vita non pasce,24_ln109
- canto-ci024_line-110ma sol d’ incenso lagrime ed amomo;
- canto-ci024_line-111e nardo e mirra son l’ ultime fasce.
- canto-ci024_line-112E qual è quei che cade, e non sa como,24_ln112
- canto-ci024_line-113per forza di demon ch’ a terra il tira,
- canto-ci024_line-114o d’ altra oppilazion che lega l’ uomo,
- canto-ci024_line-115quando si leva, che intorno si mira24_ln115
- canto-ci024_line-116tutto smarrito dalla grande angoscia
- canto-ci024_line-117ch’ egli ha sofferta, e guardando sospira;
- canto-ci024_line-118tal era il peccator levato poscia.24_ln118
- canto-ci024_line-119O Potenza di Dio, quanto sei vera,
- canto-ci024_line-120che cotai colpi per vendetta croscia!
- canto-ci024_line-121Lo Duca il domandò poi chi egli era;24_ln121
- canto-ci024_line-122per ch’ ei rispose: “Io piovvi di Toscana,
- canto-ci024_line-123poco tempo è, in questa gola fera.
- canto-ci024_line-124Vita bestial mi piacque, e non umana,24_ln124
- canto-ci024_line-125sì come mul ch’ io fui; son Vanni Fucci
- canto-ci024_line-126Bestia; e Pistoia mi fu degna tana.”
- canto-ci024_line-127Ed io al Duca: “Digli che non mucci,24_ln127
- canto-ci024_line-128e dimanda che colpa quaggiù il pinse;
- canto-ci024_line-129ch’ io il vidi uomo di sangue e di crucci.”
- canto-ci024_line-130E il peccator, che intese, non s’ infinse,24_ln130
- canto-ci024_line-131ma drizzò verso me l’ animo e il volto,
- canto-ci024_line-132e di trista vergogna si dipinse;
- canto-ci024_line-133poi disse: “Più mi duol che tu m’ hai còlto24_ln133
- canto-ci024_line-134nella miseria dove tu mi vedi,
- canto-ci024_line-135che quando fui dell’ altra vita tolto.
- canto-ci024_line-136Io non posso negar quel che tu chiedi.24_ln136
- canto-ci024_line-137In giù son messo tanto, perch’ io fui
- canto-ci024_line-138ladro alla sacrestìa de’ belli arredi;
- canto-ci024_line-139e falsamente già fu apposto altrui.24_ln139
- canto-ci024_line-140Ma, perchè di tal vista tu non godi,
- canto-ci024_line-141se mai sarai di fuor de’ lochi bui,
- canto-ci024_line-142apri gli orecchi al mio annunzio, e odi:24_ln142
- canto-ci024_line-143Pistoia in pria di Neri si dimagra;
- canto-ci024_line-144poi Fiorenza rinnova gente e modi.
- canto-ci024_line-145Tragge Marte vapor di Val di Magra24_ln145
- canto-ci024_line-146ch’ è di torbidi nuvoli involuto;
- canto-ci024_line-147e con tempesta impetuosa ed agra
- canto-ci024_line-148sopra Campo Picen fia combattuto;24_ln148
- canto-ci024_line-149ond’ ei repente spezzerà la nebbia,
- canto-ci024_line-150sì ch’ ogni Bianco ne sarà feruto.
- canto-ci024_line-151E detto l’ ho, perchè doler ti debbia!”24_ln151
INFERNO XXV
Cerchio Ottavo. Frode Bolgia Settima. Ladri
- canto-ci025_line-1Al fine delle sue parole il ladro
- canto-ci025_line-2le mani alzò con ambedue le fiche,
- canto-ci025_line-3gridando: “Togli, Dio, ch’ a te le squadro!”
- canto-ci025_line-4Da indi in qua mi fur le serpi amiche,25_ln4
- canto-ci025_line-5perch’ una gli s’ avvolse allora al collo,
- canto-ci025_line-6come dicesse: “Io non vo’ che più diche”;
- canto-ci025_line-7ed un’ altra alle braccia, e rilegollo25_ln7
- canto-ci025_line-8ribadendo sè stessa sì dinanzi,
- canto-ci025_line-9che non potea con esse dare un crollo.
- canto-ci025_line-10Ahi, Pistoia, Pistoia, chè non stanzi25_ln10
- canto-ci025_line-11d’ incenerarti, sì che più non duri,
- canto-ci025_line-12poi che in mal fare il seme tuo avanzi?
- canto-ci025_line-13Per tutti i cerchi dell’ Inferno oscuri25_ln13
- canto-ci025_line-14non vidi spirto in Dio tanto superbo;
- canto-ci025_line-15non quel che cadde a Tebe giù da’ muri.
- canto-ci025_line-16Ei si fuggì, che non parlò più verbo;25_ln16
- canto-ci025_line-17ed io vidi un Centauro pien di rabbia
- canto-ci025_line-18venir chiamando: “Ov’ è, ov’ è l’ acerbo?”
- canto-ci025_line-19Maremma non cred’ io che tante n’ abbia,25_ln19
- canto-ci025_line-20quante bisce egli avea su per la groppa,
- canto-ci025_line-21infin dove comincia nostra labbia.
- canto-ci025_line-22Sopra le spalle, dietro dalla coppa,25_ln22
- canto-ci025_line-23con l’ ale aperte gli giacea un draco;
- canto-ci025_line-24e quello affoca qualunque s’ intoppa.
- canto-ci025_line-25Lo mio Maestro disse: “Quegli è Caco,25_ln25
- canto-ci025_line-26che sotto il sasso di monte Aventino
- canto-ci025_line-27di sangue fece spesse volte laco.
- canto-ci025_line-28Non va co’ suoi fratei per un cammino,25_ln28
- canto-ci025_line-29per lo furar che frodolente fece
- canto-ci025_line-30del grande armento, ch’ egli ebbe a vicino;
- canto-ci025_line-31onde cessàr le sue opere biece25_ln31
- canto-ci025_line-32sotto la mazza d’ Ercole, che forse
- canto-ci025_line-33gliene diè cento, e non sentì le diece.”
- canto-ci025_line-34Mentre che sì parlava, ed ei trascorse;25_ln34
- canto-ci025_line-35e tre spiriti venner sotto noi,
- canto-ci025_line-36de’ quai nè io nè il Duca mio s’accorse,
- canto-ci025_line-37se non quando gridàr: “Chi siete voi?”25_ln37
- canto-ci025_line-38per che nostra novella si ristette,
- canto-ci025_line-39ed intendemmo pure ad essi poi.
- canto-ci025_line-40Io non li conoscea; ma ei seguette,25_ln40
- canto-ci025_line-41come suol seguitar per alcun caso,
- canto-ci025_line-42che l’ un nomare un altro convenette,
- canto-ci025_line-43dicendo: “Cianfa dove fia rimaso?”25_ln43
- canto-ci025_line-44Per ch’ io, acciò che il Duca stesse attento,
- canto-ci025_line-45mi posi il dito su dal mento al naso.
- canto-ci025_line-46Se tu sei or, Lettore, a creder lento25_ln46
- canto-ci025_line-47ciò ch’ io dirò, non sarà maraviglia,
- canto-ci025_line-48chè io, che il vidi, appena il mi consento.
- canto-ci025_line-49Com’ io tenea levate in lor le ciglia,25_ln49
- canto-ci025_line-50ed un serpente con sei piè si lancia
- canto-ci025_line-51dinanzi all’ uno, e tutto a lui s’ appiglia;
- canto-ci025_line-52coi piè di mezzo gli avvinse la pancia,25_ln52
- canto-ci025_line-53e con gli anterior le braccia prese;
- canto-ci025_line-54poi gli addentò e l’ una e l’ altra guancia;
- canto-ci025_line-55gli deretani alle cosce distese,25_ln55
- canto-ci025_line-56e misegli la coda tra ambedue,
- canto-ci025_line-57e dietro per le ren su la ritese.
- canto-ci025_line-58Ellera abbarbicata mai non fue25_ln58
- canto-ci025_line-59ad arbor sì, come l’ orribil fiera
- canto-ci025_line-60per l’ altrui membra avviticchiò le sue.
- canto-ci025_line-61Poi s’ appicàr, come di calda cera25_ln61
- canto-ci025_line-62fossero stati, e mischiàr lor colore;
- canto-ci025_line-63nè l’ un nè l’ altro già parea quel ch’ era,
- canto-ci025_line-64come procede innanzi dall’ ardore25_ln64
- canto-ci025_line-65per lo papiro suso un color bruno,
- canto-ci025_line-66che non è nero ancora, e il bianco more.
- canto-ci025_line-67Gli altri due riguardavano, e ciascuno25_ln67
- canto-ci025_line-68gridava: “Omè, Agnèl, come ti muti!
- canto-ci025_line-69vedi che già non se’ nè due nè uno.”
- canto-ci025_line-70Già eran li due capi un divenuti,25_ln70
- canto-ci025_line-71quando n’ apparver due figure miste
- canto-ci025_line-72in una faccia, ov’eran due perduti.
- canto-ci025_line-73Fèrsi le braccia due di quattro liste;25_ln73
- canto-ci025_line-74le cosce con le gambe, il ventre e il casso
- canto-ci025_line-75divenner membra che non fur mai viste.
- canto-ci025_line-76Ogni primaio aspetto ivi era casso;25_ln76
- canto-ci025_line-77due e nessun l’ imagine perversa
- canto-ci025_line-78parea; e tal sen gìa con lento passo.
- canto-ci025_line-79Come il ramarro, sotto la gran fersa25_ln79
- canto-ci025_line-80de’ dì canicular cangiando siepe,
- canto-ci025_line-81folgore par, se la via attraversa;
- canto-ci025_line-82così parea, venendo verso l’ epe25_ln82
- canto-ci025_line-83degli altri due, un serpentello acceso,
- canto-ci025_line-84livido e nero come gran di pepe.
- canto-ci025_line-85E quella parte, donde prima è preso25_ln85
- canto-ci025_line-86nostro alimento, all’ un di lor trafisse;
- canto-ci025_line-87poi cadde giuso innanzi lui disteso.
- canto-ci025_line-88Lo trafitto il mirò, ma nulla disse;25_ln88
- canto-ci025_line-89anzi, coi piè fermati sbadigliava,
- canto-ci025_line-90pur come sonno o febbre l’ assalisse.
- canto-ci025_line-91Egli il serpente, e quei lui riguardava;25_ln91
- canto-ci025_line-92l’ un per la piaga, e l’ altro per la bocca
- canto-ci025_line-93fumavan forte, e il fumo si scontrava.
- canto-ci025_line-94Taccia Lucano omai, là dove tocca25_ln94
- canto-ci025_line-95del misero Sabello e di Nassidio;
- canto-ci025_line-96ed attenda ad udir quel ch’ or si scocca.
- canto-ci025_line-97Taccia di Cadmo e d’ Aretusa Ovidio;25_ln97
- canto-ci025_line-98chè, se quello in serpente, e quella in fonte
- canto-ci025_line-99converte poetando, io non lo invidio;
- canto-ci025_line-100chè due nature mai a fronte a fronte25_ln100
- canto-ci025_line-101non trasmutò, sì ch’ amendue le forme
- canto-ci025_line-102a cambiar lor materia fosser pronte.
- canto-ci025_line-103Insieme si risposero a tai norme,25_ln103
- canto-ci025_line-104che il serpente la coda in forca fesse,
- canto-ci025_line-105e il feruto ristrinse insieme l’ orme.
- canto-ci025_line-106Le gambe con le cosce seco stesse25_ln106
- canto-ci025_line-107s’ appiccàr sì, che in poco la giuntura
- canto-ci025_line-108non facea segno alcun che si paresse.
- canto-ci025_line-109Togliea la coda fessa la figura25_ln109
- canto-ci025_line-110che si perdeva là, e la sua pelle
- canto-ci025_line-111si facea molle, e quella di là dura.
- canto-ci025_line-112Io vidi entrar le braccia per l’ ascelle,25_ln112
- canto-ci025_line-113e i due piè della fiera, ch’ eran corti,
- canto-ci025_line-114tanto allungar, quanto accorciavan quelle.
- canto-ci025_line-115Poscia li piè diretro, insieme attorti,25_ln115
- canto-ci025_line-116diventaron lo membro che l’ uom cela,
- canto-ci025_line-117e il misero del suo n’ avea due pòrti.
- canto-ci025_line-118Mentre che il fumo l’ uno e l’ altro vela25_ln118
- canto-ci025_line-119di color nuovo, e genera il pel suso
- canto-ci025_line-120per l’ una parte, e dall’ altra il dipela,
- canto-ci025_line-121l’ un si levò, e l’ altro cadde giuso,25_ln121
- canto-ci025_line-122non torcendo però le lucerne empie,
- canto-ci025_line-123sotto le quai ciascun cambiava muso.
- canto-ci025_line-124Quel ch’ era dritto il trasse vèr le tempie,25_ln124
- canto-ci025_line-125e di troppa materia che in là venne,
- canto-ci025_line-126uscìr gli orecchi delle gote scempie;
- canto-ci025_line-127ciò che non corse indietro e si ritenne25_ln127
- canto-ci025_line-128di quel soverchio, fe’ naso alla faccia,
- canto-ci025_line-129e le labbra ingrossò quanto convenne.
- canto-ci025_line-130Quel che giacea, il muso innanzi caccia,25_ln130
- canto-ci025_line-131e gli orecchi ritira per la testa,
- canto-ci025_line-132come face le corna la lumaccia;
- canto-ci025_line-133e la lingua, che avea unita e presta25_ln133
- canto-ci025_line-134prima a parlar, si fende, e la forcuta
- canto-ci025_line-135nell’ altro si richiude, e il fumo resta.
- canto-ci025_line-136L’ anima ch’ era fiera divenuta,25_ln136
- canto-ci025_line-137si fugge sufolando per la valle,
- canto-ci025_line-138e l’ altro dietro a lui parlando sputa.
- canto-ci025_line-139Poscia gli volse le novelle spalle,25_ln139
- canto-ci025_line-140e disse all’ altro: “Io vo’ che Buoso corra,
- canto-ci025_line-141com’ ho fatt’ io, carpon per questo calle.”
- canto-ci025_line-142Così vid’ io la settima zavorra25_ln142
- canto-ci025_line-143mutare e trasmutare; e qui mi scusi
- canto-ci025_line-144la novità, se fior la penna abborra.
- canto-ci025_line-145Ed avvegna che gli occhi miei confusi25_ln145
- canto-ci025_line-146fossero alquanto, e l’ animo smagato,
- canto-ci025_line-147non potèr quei fuggirsi tanto chiusi,
- canto-ci025_line-148ch’ io non scorgessi ben Puccio Sciancato;25_ln148
- canto-ci025_line-149ed era quel che sol, dei tre compagni
- canto-ci025_line-150che venner prima, non era mutato;
- canto-ci025_line-151l’ altro era quel che tu, Gaville, piagni.25_ln151
INFERNO XXVI
Cerchio Ottavo. Frode Bolgia Ottava. Consiglieri Frodolenti
- canto-ci026_line-1Godi, Fiorenza, poi che se’ sì grande,
- canto-ci026_line-2che per mare e per terra batti l’ ali,
- canto-ci026_line-3e per lo Inferno tuo nome si spande!
- canto-ci026_line-4Tra li ladron trovai cinque cotali26_ln4
- canto-ci026_line-5tuoi cittadini, onde mi vien vergogna,
- canto-ci026_line-6e tu in grande onranza non ne sali.
- canto-ci026_line-7Ma, se presso al mattin del ver si sogna,26_ln7
- canto-ci026_line-8tu sentirai di qua da picciol tempo
- canto-ci026_line-9di quel che Prato, non ch’ altri, t’ agogna;
- canto-ci026_line-10e se già fosse, non sarìa per tempo;26_ln10
- canto-ci026_line-11così foss’ ei, da che pur esser dee!
- canto-ci026_line-12chè più mi graverà, com’ più m’ attempo.
- canto-ci026_line-13Noi ci partimmo, e su per le scalèe,26_ln13
- canto-ci026_line-14che n’ avean fatte i borni a scender pria,
- canto-ci026_line-15rimontò il Duca mio, e trasse mee;
- canto-ci026_line-16e proseguendo la solinga via26_ln16
- canto-ci026_line-17tra le schegge e tra’ rocchi dello scoglio,
- canto-ci026_line-18lo piè senza la man non si spedìa.
- canto-ci026_line-19Allor mi dolsi, ed ora mi ridoglio,26_ln19
- canto-ci026_line-20quand’ io drizzo la mente a ciò ch’io vidi;
- canto-ci026_line-21e più lo ingegno affreno ch’ io non soglio,
- canto-ci026_line-22perchè non corra che virtù nol guidi;26_ln22
- canto-ci026_line-23sì che, se stella buona o miglior cosa
- canto-ci026_line-24m’ ha dato il ben, ch’ io stesso nol m’ invidi.
- canto-ci026_line-25Quante il villan, ch’al poggio si riposa,26_ln25
- canto-ci026_line-26nel tempo che colui che il mondo schiara,
- canto-ci026_line-27la faccia sua a noi tien meno ascosa,
- canto-ci026_line-28come la mosca cede alla zanzara,26_ln28
- canto-ci026_line-29vede lucciole giù per la vallea,
- canto-ci026_line-30forse colà dove vendemmia ed ara;
- canto-ci026_line-31di tante fiamme tutta risplendea26_ln31
- canto-ci026_line-32l’ ottava bolgia, sì com’ io m’ accorsi,
- canto-ci026_line-33tosto ch’ io fui là ’ve il fondo parea.
- canto-ci026_line-34E qual colui che si vengiò con gli orsi26_ln34
- canto-ci026_line-35vide il carro d’ Elìa al dipartire,
- canto-ci026_line-36quando i cavalli al cielo erti levòrsi,
- canto-ci026_line-37che nol potea sì con gli occhi seguire26_ln37
- canto-ci026_line-38ch’ ei vedesse altro che la fiamma sola,
- canto-ci026_line-39sì come nuvoletta, in su salire;
- canto-ci026_line-40tal si movea ciascuna per la gola26_ln40
- canto-ci026_line-41del fosso, chè nessuna mostra il furto,
- canto-ci026_line-42ed ogni fiamma un peccatore invola.
- canto-ci026_line-43Io stava sopra il ponte a veder surto,26_ln43
- canto-ci026_line-44sì che, s’ io non avessi un ronchion preso,
- canto-ci026_line-45caduto sarei giù senza esser urto;
- canto-ci026_line-46e il Duca, che mi vide tanto atteso,26_ln46
- canto-ci026_line-47disse: “Dentro dai fochi son gli spirti;
- canto-ci026_line-48ciascun si fascia di quel ch’ egli è inceso.”
- canto-ci026_line-49“Maestro mio,” rispos’ io, “per udirti26_ln49
- canto-ci026_line-50son io più certo; ma già m’ era avviso
- canto-ci026_line-51che così fosse, e già voleva dirti:
- canto-ci026_line-52‘Chi è in quel foco, che vien sì diviso26_ln52
- canto-ci026_line-53di sopra, che par surger della pira,
- canto-ci026_line-54dov’ Eteòcle col fratel fu miso?’”
- canto-ci026_line-55Risposemi: “Là dentro si martìra26_ln55
- canto-ci026_line-56Ulisse e Diomede, e così insieme
- canto-ci026_line-57alla vendetta vanno com’ all’ ira;
- canto-ci026_line-58e dentro dalla lor fiamma si geme26_ln58
- canto-ci026_line-59l’ aguato del caval, che fe’ la porta
- canto-ci026_line-60ond’ uscì de’ Romani il gentil seme;
- canto-ci026_line-61piangevisi entro l’ arte, per che morta26_ln61
- canto-ci026_line-62Deidamìa ancor si duol d’ Achille,
- canto-ci026_line-63e del Palladio pena vi si porta.”
- canto-ci026_line-64“S’ ei posson dentro da quelle faville26_ln64
- canto-ci026_line-65parlar,” diss’ io, “Maestro, assai ten prego,
- canto-ci026_line-66e riprego che il prego vaglia mille,
- canto-ci026_line-67che non mi facci dell’ attender niego,26_ln67
- canto-ci026_line-68fin che la fiamma cornuta qua vegna;
- canto-ci026_line-69vedi che del desìo vèr lei mi piego.”
- canto-ci026_line-70Ed egli a me: “La tua preghiera è degna26_ln70
- canto-ci026_line-71di molta lode, ed io però l’ accetto;
- canto-ci026_line-72ma fa che la tua lingua si sostegna.
- canto-ci026_line-73Lascia parlare a me, ch’ io ho concetto26_ln73
- canto-ci026_line-74ciò che tu vuoi; ch’ ei sarebbero schivi,
- canto-ci026_line-75perchè fur Greci, forse del tuo detto.”
- canto-ci026_line-76Poi che la fiamma fu venuta quivi,26_ln76
- canto-ci026_line-77dove parve al mio Duca tempo e loco,
- canto-ci026_line-78in questa forma lui parlare audivi:
- canto-ci026_line-79“O voi, che siete due dentro ad un foco,26_ln79
- canto-ci026_line-80s’ io meritai di voi, mentre ch’ io vissi,
- canto-ci026_line-81s’ io meritai di voi assai o poco,
- canto-ci026_line-82quando nel mondo gli alti versi scrissi,26_ln82
- canto-ci026_line-83non vi movete; ma l’ un di voi dica
- canto-ci026_line-84dove per lui perduto a morir gissi.”
- canto-ci026_line-85Lo maggior corno della fiamma antica26_ln85
- canto-ci026_line-86cominciò a crollarsi, mormorando,
- canto-ci026_line-87pur come quella cui vento affatica;
- canto-ci026_line-88indi, la cima qua e là menando,26_ln88
- canto-ci026_line-89come fosse la lingua che parlasse,
- canto-ci026_line-90gittò voce di fuori, e disse: “Quando
- canto-ci026_line-91mi dipartì’ da Circe, che sottrasse26_ln91
- canto-ci026_line-92me più d’ un anno là presso a Gaeta,
- canto-ci026_line-93prima che sì Enea la nominasse,
- canto-ci026_line-94nè dolcezza di figlio, nè la pièta26_ln94
- canto-ci026_line-95del vecchio padre, nè il debito amore
- canto-ci026_line-96lo qual dovea Penelope far lieta,
- canto-ci026_line-97vincer potèro dentro a me l’ ardore26_ln97
- canto-ci026_line-98ch’ io ebbi a divenir del mondo esperto,
- canto-ci026_line-99e degli vizi umani e del valore;
- canto-ci026_line-100ma misi me per l’ alto mare aperto26_ln100
- canto-ci026_line-101sol con un legno, e con quella compagna
- canto-ci026_line-102picciola, dalla qual non fui deserto.
- canto-ci026_line-103L’ un lito e l’ altro vidi infin la Spagna,26_ln103
- canto-ci026_line-104fin nel Morrocco, e l’ isola de’ Sardi,
- canto-ci026_line-105e l’ altre che quel mare intorno bagna.
- canto-ci026_line-106Io e i compagni eravam vecchi e tardi,26_ln106
- canto-ci026_line-107quando venimmo a quella foce stretta,
- canto-ci026_line-108dov’ Ercole segnò li suoi riguardi,
- canto-ci026_line-109acciò che l’ uom più oltre non si metta;26_ln109
- canto-ci026_line-110dalla man destra mi lasciai Sibilia,
- canto-ci026_line-111dall’ altra già m’ avea lasciata Setta.
- canto-ci026_line-112‘O frati,’ dissi, ‘che per cento milia26_ln112
- canto-ci026_line-113perigli siete giunti all’ occidente,
- canto-ci026_line-114a questa tanto picciola vigilia
- canto-ci026_line-115de’ vostri sensi, ch’ è del rimanente,26_ln115
- canto-ci026_line-116non vogliate negar l’ esperienza,
- canto-ci026_line-117diretro al sol, del mondo senza gente!
- canto-ci026_line-118Considerate la vostra semenza;26_ln118
- canto-ci026_line-119fatti non foste a viver come bruti,
- canto-ci026_line-120ma per seguir virtute e conoscenza.’
- canto-ci026_line-121Li miei compagni fec’ io sì acuti,26_ln121
- canto-ci026_line-122con questa orazion picciola, al cammino,
- canto-ci026_line-123che appena, poscia, gli avrei ritenuti.
- canto-ci026_line-124E, vòlta nostra poppa nel mattino,26_ln124
- canto-ci026_line-125de’ remi facemmo ali al folle volo,
- canto-ci026_line-126sempre acquistando dal lato mancino.
- canto-ci026_line-127Tutte le stelle già dell’ altro polo26_ln127
- canto-ci026_line-128vedea la notte, e il nostro tanto basso,
- canto-ci026_line-129che non surgeva fuor del marin suolo.
- canto-ci026_line-130Cinque volte racceso, e tante casso26_ln130
- canto-ci026_line-131lo lume era di sotto dalla luna,
- canto-ci026_line-132poi ch’ entrati eravam nell’ alto passo,
- canto-ci026_line-133quando n’ apparve una montagna, bruna26_ln133
- canto-ci026_line-134per la distanza, e parvemi alta tanto,
- canto-ci026_line-135quanto veduta non n’ avea alcuna.
- canto-ci026_line-136Noi ci allegrammo; e tosto tornò in pianto;26_ln136
- canto-ci026_line-137chè della nuova terra un turbo nacque,
- canto-ci026_line-138e percosse del legno il primo canto;
- canto-ci026_line-139tre volte il fe’ girar con tutte l’ acque;26_ln139
- canto-ci026_line-140alla quarta levar la poppa in suso
- canto-ci026_line-141e la prora ire in giù, com’ Altrui piacque,
- canto-ci026_line-142infin che il mar fu sopra noi richiuso.”26_ln142
INFERNO XXVII
Cerchio Ottavo. Frode Bolgia Ottava. Consiglieri Frodolenti
- canto-ci027_line-1Già era dritta in su la fiamma e cheta
- canto-ci027_line-2per non dir più, e già da noi sen gìa,
- canto-ci027_line-3con la licenza del dolce Poeta;
- canto-ci027_line-4quando un’ altra, che dietro a lei venìa,27_ln4
- canto-ci027_line-5ne fece volger gli occhi alla sua cima,
- canto-ci027_line-6per un confuso suon che fuor n’ uscìa.
- canto-ci027_line-7Come il bue Cicilian (che mugghiò prima27_ln7
- canto-ci027_line-8col pianto di colui, e ciò fu dritto,
- canto-ci027_line-9che l’ avea temperato con sua lima),
- canto-ci027_line-10mugghiava con la voce dell’ afflitto,27_ln10
- canto-ci027_line-11sì che, con tutto ch’ ei fosse di rame,
- canto-ci027_line-12pur ei pareva dal dolor trafitto;
- canto-ci027_line-13così, per non aver via nè forame27_ln13
- canto-ci027_line-14dal principio nel foco, in suo linguaggio
- canto-ci027_line-15si convertivan le parole grame.
- canto-ci027_line-16Ma poscia ch’ ebber còlto lor viaggio27_ln16
- canto-ci027_line-17su per la punta, dandole quel guizzo
- canto-ci027_line-18che dato avea la lingua in lor passaggio,
- canto-ci027_line-19udimmo dire: “O tu, a cui io drizzo27_ln19
- canto-ci027_line-20la voce, e che parlavi mo Lombardo,
- canto-ci027_line-21dicendo: ‘Issa ten va’, più non t’ adizzo’;
- canto-ci027_line-22perch’ io sia giunto forse alquanto tardo,27_ln22
- canto-ci027_line-23non t’ incresca restare a parlar meco;
- canto-ci027_line-24vedi che non incresce a me, ed ardo!
- canto-ci027_line-25Se tu pur mo in questo mondo cieco27_ln25
- canto-ci027_line-26caduto sei di quella dolce terra
- canto-ci027_line-27Latina, ond’ io mia colpa tutta reco,
- canto-ci027_line-28dimmi se i Romagnoli han pace o guerra;27_ln28
- canto-ci027_line-29ch’ io fui de’ monti là intra Urbino
- canto-ci027_line-30e il giogo di che Tever si disserra.”
- canto-ci027_line-31Io era in giuso ancora attento e chino,27_ln31
- canto-ci027_line-32quando il mio Duca mi tentò di costa,
- canto-ci027_line-33dicendo: “Parla tu; questi è Latino.”
- canto-ci027_line-34Ed io, ch’ avea già pronta la risposta,27_ln34
- canto-ci027_line-35senza indugio a parlare incominciai:
- canto-ci027_line-36“O anima, che se’ laggiù nascosta,
- canto-ci027_line-37Romagna tua non è, e non fu mai,27_ln37
- canto-ci027_line-38senza guerra ne’ cor de’ suoi tiranni;
- canto-ci027_line-39ma in palese nessuna or vi lasciai.
- canto-ci027_line-40Ravenna sta, come stata è molti anni;27_ln40
- canto-ci027_line-41l’ aquila da Polenta la si cova
- canto-ci027_line-42sì, che Cervia ricopre co’ suoi vanni.
- canto-ci027_line-43La terra, che fe’ già la lunga prova27_ln43
- canto-ci027_line-44e di Franceschi sanguinoso mucchio,
- canto-ci027_line-45sotto le branche verdi si ritrova.
- canto-ci027_line-46Il Mastin vecchio e il nuovo da Verrucchio,27_ln46
- canto-ci027_line-47che fecer di Montagna il mal governo,
- canto-ci027_line-48là dove soglion, fan de’ denti succhio.
- canto-ci027_line-49Le città di Lamone e di Santerno27_ln49
- canto-ci027_line-50conduce il leoncel dal nido bianco,
- canto-ci027_line-51che muta parte dalla state al verno;
- canto-ci027_line-52e quella, cui il Savio bagna il fianco,27_ln52
- canto-ci027_line-53così com’ ella sie’ tra il piano e il monte,
- canto-ci027_line-54tra tirannìa si vive e stato franco.
- canto-ci027_line-55Ora chi sei, ti prego che ne conte;27_ln55
- canto-ci027_line-56non esser duro più ch’ altri sia stato,
- canto-ci027_line-57se il nome tuo nel mondo tegna fronte.”
- canto-ci027_line-58Poscia che il foco alquanto ebbe rugghiato27_ln58
- canto-ci027_line-59al modo suo, l’ aguta punta mosse
- canto-ci027_line-60di qua, di là, e poi diè cotal fiato:
- canto-ci027_line-61“S’ io credessi che mia risposta fosse27_ln61
- canto-ci027_line-62a persona che mai tornasse al mondo,
- canto-ci027_line-63questa fiamma starìa senza più scosse;
- canto-ci027_line-64ma però che giammai di questo fondo27_ln64
- canto-ci027_line-65non tornò vivo alcun, s’ io odo il vero,
- canto-ci027_line-66senza tema d’ infamia ti rispondo.
- canto-ci027_line-67Io fui uom d’ arme, e poi fui Cordigliero,27_ln67
- canto-ci027_line-68credendomi, sì cinto, fare ammenda;
- canto-ci027_line-69e certo il creder mio veniva intero,
- canto-ci027_line-70se non fosse il Gran Prete, (a cui mal prenda!)27_ln70
- canto-ci027_line-71che mi rimise nelle prime colpe;
- canto-ci027_line-72e come e quare voglio che m’ intenda.
- canto-ci027_line-73Mentre ch’ io forma fui d’ ossa e di polpe,27_ln73
- canto-ci027_line-74che la madre mi diè, l’ opere mie
- canto-ci027_line-75non furon leonine, ma di volpe.
- canto-ci027_line-76Gli accorgimenti e le coperte vie27_ln76
- canto-ci027_line-77io seppi tutte; e sì menai lor arte,
- canto-ci027_line-78ch’ al fine della terra il suono uscìe.
- canto-ci027_line-79Quando mi vidi giunto in quella parte27_ln79
- canto-ci027_line-80di mia etade, ove ciascun dovrebbe
- canto-ci027_line-81calar le vele e raccoglier le sarte,
- canto-ci027_line-82ciò che pria mi piacea, allor m’ increbbe;27_ln82
- canto-ci027_line-83e pentuto e confesso mi rendei,
- canto-ci027_line-84ahi miser lasso! e giovato sarebbe.
- canto-ci027_line-85Lo principe de’ nuovi Farisei,27_ln85
- canto-ci027_line-86avendo guerra presso a Laterano,
- canto-ci027_line-87e non con Saracin nè con Giudei,
- canto-ci027_line-88chè ciascun suo nemico era Cristiano,27_ln88
- canto-ci027_line-89e nessuno era stato a vincer Acri,
- canto-ci027_line-90nè mercatante in terra di Soldano;
- canto-ci027_line-91nè sommo ufficio, nè ordini sacri27_ln91
- canto-ci027_line-92guardò in sè, nè in me quel capestro
- canto-ci027_line-93che solea far li suoi cinti più macri;
- canto-ci027_line-94ma come Costantin chiese Silvestro27_ln94
- canto-ci027_line-95dentro Siratti a guarir della lebbre;
- canto-ci027_line-96così mi chiese questi per maestro
- canto-ci027_line-97a guarir della sua superba febbre;27_ln97
- canto-ci027_line-98domandommi consiglio, ed io tacetti,
- canto-ci027_line-99perchè le sue parole parver ebbre.
- canto-ci027_line-100E poi mi disse: ‘Tuo cor non sospetti;27_ln100
- canto-ci027_line-101fin or ti assolvo, e tu m’ insegna fare
- canto-ci027_line-102sì come Penestrino in terra getti.
- canto-ci027_line-103Lo Ciel poss’ io serrare e disserrare,27_ln103
- canto-ci027_line-104come tu sai; però son due le Chiavi,
- canto-ci027_line-105che il mio antecessor non ebbe care.’
- canto-ci027_line-106Allor mi pinser gli argomenti gravi27_ln106
- canto-ci027_line-107là ’ve il tacer mi fu avviso il peggio;
- canto-ci027_line-108e dissi: ‘Padre, da che tu mi lavi
- canto-ci027_line-109di quel peccato, ov’ io mo cader deggio,27_ln109
- canto-ci027_line-110lunga promessa con l’ attender corto
- canto-ci027_line-111ti farà trionfar nell’ alto seggio.’
- canto-ci027_line-112Francesco venne poi, com’ io fui morto,27_ln112
- canto-ci027_line-113per me; ma un de’ neri Cherubini
- canto-ci027_line-114gli disse: ‘Nol portar; non mi far torto!
- canto-ci027_line-115venir sen dee giù tra’ miei meschini,27_ln115
- canto-ci027_line-116perchè diede il consiglio frodolente,
- canto-ci027_line-117dal quale in qua stato gli sono a’ crini;
- canto-ci027_line-118ch’ assolver non si può chi non si pente,27_ln118
- canto-ci027_line-119nè pentère e volere insieme puossi,
- canto-ci027_line-120per la contradizion che nol consente.’
- canto-ci027_line-121O me dolente! come mi riscossi,27_ln121
- canto-ci027_line-122quando mi prese, dicendomi: ‘Forse
- canto-ci027_line-123tu non pensavi ch’ io loïco fossi!’
- canto-ci027_line-124A Minòs mi portò; e quegli attorse27_ln124
- canto-ci027_line-125otto volte la coda al dosso duro;
- canto-ci027_line-126e poi che per gran rabbia la si morse,
- canto-ci027_line-127disse: ‘Questi è de’ rei del foco furo;’27_ln127
- canto-ci027_line-128per ch’ io là dove vedi son perduto,
- canto-ci027_line-129e, sì vestito, andando mi rancuro.”
- canto-ci027_line-130Quand’ egli ebbe il suo dir così compiuto,27_ln130
- canto-ci027_line-131la fiamma dolorando si partìo,
- canto-ci027_line-132torcendo e dibattendo il corno acuto.
- canto-ci027_line-133Noi passammo oltre, ed io e il Duca mio,27_ln133
- canto-ci027_line-134su per lo scoglio, infino in su l’ altr’ arco
- canto-ci027_line-135che copre il fosso, in che si paga il fio
- canto-ci027_line-136a quei che scommettendo acquistan carco.27_ln136
INFERNO XXVIII
Cerchio Ottavo. Frode Bolgia Nona. Seminatori di Discordie
- canto-ci028_line-1Chi porìa mai pur con parole sciolte
- canto-ci028_line-2dicer del sangue e delle piaghe appieno,
- canto-ci028_line-3ch’ io ora vidi, per narrar più volte?
- canto-ci028_line-4Ogni lingua per certo verrìa meno28_ln4
- canto-ci028_line-5per lo nostro sermone e per la mente,
- canto-ci028_line-6c’ hanno a tanto comprender poco seno.
- canto-ci028_line-7S’ ei s’ adunasse ancor tutta la gente,28_ln7
- canto-ci028_line-8che già in su la fortunata terra
- canto-ci028_line-9di Puglia fu del suo sangue dolente
- canto-ci028_line-10per li Troiani, e per la lunga guerra28_ln10
- canto-ci028_line-11che dell’ anella fe’ sì alte spoglie,
- canto-ci028_line-12come Livio scrive che non erra;
- canto-ci028_line-13con quella che sentì di colpi doglie28_ln13
- canto-ci028_line-14per contrastare a Roberto Guiscardo,
- canto-ci028_line-15e l’ altra, il cui ossame ancor s’ accoglie
- canto-ci028_line-16a Ceperàn, là dove fu bugiardo28_ln16
- canto-ci028_line-17ciascun Pugliese, e là da Tagliacozzo,
- canto-ci028_line-18ove senz’ arme vinse il vecchio Alardo;
- canto-ci028_line-19e qual forato suo membro, e qual mozzo28_ln19
- canto-ci028_line-20mostrasse, da equar sarebbe nulla
- canto-ci028_line-21il modo della nona bolgia sozzo.
- canto-ci028_line-22Già veggia, per mezzul perdere o lulla,28_ln22
- canto-ci028_line-23com’ io vidi un, così non si pertugia,
- canto-ci028_line-24rotto dal mento infin dove si trulla;
- canto-ci028_line-25tra le gambe pendevan le minugia;28_ln25
- canto-ci028_line-26la corata pareva, e il tristo sacco
- canto-ci028_line-27che merda fa di quel che si trangugia.
- canto-ci028_line-28Mentre che tutto in lui veder m’ attacco,28_ln28
- canto-ci028_line-29guardommi, e con le man s’ aperse il petto,
- canto-ci028_line-30dicendo: “Or vedi come io mi dilacco!
- canto-ci028_line-31vedi come storpiato è Maometto!28_ln31
- canto-ci028_line-32dinanzi a me sen va piangendo Alì,
- canto-ci028_line-33fesso nel volto dal mento al ciuffetto;
- canto-ci028_line-34e tutti gli altri, che tu vedi qui,28_ln34
- canto-ci028_line-35seminator di scandalo e di scisma
- canto-ci028_line-36fur vivi, e però son fessi così.
- canto-ci028_line-37Un diavolo è qua dietro, che n’ accisma28_ln37
- canto-ci028_line-38sì crudelmente, al taglio della spada
- canto-ci028_line-39rimettendo ciascun di questa risma,
- canto-ci028_line-40quando avem volta la dolente strada;28_ln40
- canto-ci028_line-41però che le ferite son richiuse
- canto-ci028_line-42prima ch’ altri dinanzi gli rivada.
- canto-ci028_line-43Ma tu chi se’, che in su lo scoglio muse,28_ln43
- canto-ci028_line-44forse per indugiar d’ ire alla pena
- canto-ci028_line-45ch’ è giudicata in su le tue accuse?”
- canto-ci028_line-46“Nè morte il giunse ancor, nè colpa il mena”28_ln46
- canto-ci028_line-47rispose il mio Maestro, “a tormentarlo;
- canto-ci028_line-48ma per dar lui esperienza piena,
- canto-ci028_line-49a me, che morto son, convien menarlo28_ln49
- canto-ci028_line-50per lo Inferno quaggiù di giro in giro;
- canto-ci028_line-51e questo è ver così com’ io ti parlo.”
- canto-ci028_line-52Più fur di cento che, quando l’ udiro,28_ln52
- canto-ci028_line-53s’ arrestaron nel fosso a riguardarmi,
- canto-ci028_line-54per maraviglia obbliando il martìro.
- canto-ci028_line-55“Or dì a fra Dolcin dunque che s’ armi,28_ln55
- canto-ci028_line-56tu che forse vedrai il sole in breve,
- canto-ci028_line-57s’ egli non vuol qui tosto seguitarmi,
- canto-ci028_line-58sì di vivanda che stretta di neve28_ln58
- canto-ci028_line-59non rechi la vittoria al Noarese,
- canto-ci028_line-60ch’ altrimenti acquistar non sarìa lieve.”
- canto-ci028_line-61Poi che l’ un piè per girsene sospese,28_ln61
- canto-ci028_line-62Maometto mi disse esta parola;
- canto-ci028_line-63indi a partirsi in terra lo distese.
- canto-ci028_line-64Un altro, che forata avea la gola28_ln64
- canto-ci028_line-65e tronco il naso infin sotto le ciglia,
- canto-ci028_line-66e non avea ma’ che un’ orecchia sola,
- canto-ci028_line-67restato a riguardar per maraviglia28_ln67
- canto-ci028_line-68con gli altri, innanzi agli altri aprì la canna,
- canto-ci028_line-69ch’ era di fuor d’ ogni parte vermiglia;
- canto-ci028_line-70e disse: “Tu, cui colpa non condanna,28_ln70
- canto-ci028_line-71e cui io vidi su in terra Latina,
- canto-ci028_line-72se troppa somiglianza non m’ inganna,
- canto-ci028_line-73rimembriti di Pier da Medicina,28_ln73
- canto-ci028_line-74se mai torni a veder lo dolce piano,
- canto-ci028_line-75che da Vercelli a Marcabò dichina.
- canto-ci028_line-76E fa’ saper ai due miglior di Fano,28_ln76
- canto-ci028_line-77a messer Guido ed anco ad Angiolello,
- canto-ci028_line-78che, se l’ antiveder qui non è vano,
- canto-ci028_line-79gittati saran fuor di lor vasello,28_ln79
- canto-ci028_line-80e mazzerati presso alla Cattolica,
- canto-ci028_line-81per tradimento d’ un tiranno fello.
- canto-ci028_line-82Tra l’ isola di Cipri e di Maiolica28_ln82
- canto-ci028_line-83non vide mai sì gran fallo Nettuno,
- canto-ci028_line-84non da pirati, non da gente Argolica.
- canto-ci028_line-85Quel traditor che vede pur con l’ uno,28_ln85
- canto-ci028_line-86e tien la terra che tal è qui meco
- canto-ci028_line-87vorrebbe di veder esser digiuno,
- canto-ci028_line-88farà venirli a parlamento seco;28_ln88
- canto-ci028_line-89poi farà sì, che al vento di Focara
- canto-ci028_line-90non farà lor mestier voto nè preco.”
- canto-ci028_line-91Ed io a lui: “Dimostrami e dichiara,28_ln91
- canto-ci028_line-92se vuoi ch’ io porti su di te novella,
- canto-ci028_line-93chi è colui dalla veduta amara.”
- canto-ci028_line-94Allor pose la mano alla mascella28_ln94
- canto-ci028_line-95d’ un suo compagno, e la bocca gli aperse,
- canto-ci028_line-96gridando: “Questi è desso, e non favella;
- canto-ci028_line-97questi, scacciato, il dubitar sommerse28_ln97
- canto-ci028_line-98in Cesare, affermando che il fornito
- canto-ci028_line-99sempre con danno l’ attender sofferse.”
- canto-ci028_line-100Oh, quanto mi pareva sbigottito28_ln100
- canto-ci028_line-101con la lingua tagliata nella strozza
- canto-ci028_line-102Curio, ch’ a dire fu così ardito!
- canto-ci028_line-103Ed un, ch’ avea l’ una e l’ altra man mozza,28_ln103
- canto-ci028_line-104levando i moncherin per l’ aura fosca,
- canto-ci028_line-105sì che il sangue facea la faccia sozza,
- canto-ci028_line-106gridò: “Ricordera’ ti anche del Mosca,28_ln106
- canto-ci028_line-107che dissi, lasso!, ‘Capo ha cosa fatta’,
- canto-ci028_line-108che fu il mal seme per la gente Tósca.”
- canto-ci028_line-109Ed io gli aggiunsi: “E morte di tua schiatta!”;28_ln109
- canto-ci028_line-110per ch’ egli, accumulando duol con duolo,
- canto-ci028_line-111sen gìo come persona trista e matta.
- canto-ci028_line-112Ma io rimasi a riguardar lo stuolo,28_ln112
- canto-ci028_line-113e vidi cosa ch’ io avrei paura,
- canto-ci028_line-114senza più prova, di contarla solo;
- canto-ci028_line-115se non che coscienza mi assicura,28_ln115
- canto-ci028_line-116la buona compagnìa che l’ uom francheggia
- canto-ci028_line-117sotto l’ osbergo del sentirsi pura.
- canto-ci028_line-118Io vidi certo, ed ancor par ch’ io ’l veggia,28_ln118
- canto-ci028_line-119un busto senza capo andar, sì come
- canto-ci028_line-120andavan gli altri della trista greggia;
- canto-ci028_line-121e il capo tronco tenea per le chiome,28_ln121
- canto-ci028_line-122pèsol con mano, a guisa di lanterna;
- canto-ci028_line-123e quei mirava noi, e diceva: “O me!”
- canto-ci028_line-124Di sè faceva a sè stesso lucerna,28_ln124
- canto-ci028_line-125ed eran due in uno, ed uno in due;
- canto-ci028_line-126com’ esser può, Quei sa che sì governa.
- canto-ci028_line-127Quando diritto al piè del ponte fue,28_ln127
- canto-ci028_line-128levò il braccio alto con tutta la testa,
- canto-ci028_line-129per appressarne le parole sue,
- canto-ci028_line-130che furo: “Or vedi la pena molesta28_ln130
- canto-ci028_line-131tu che, spirando, vai veggendo i morti!
- canto-ci028_line-132Vedi s’ alcuna è grande come questa!
- canto-ci028_line-133E perchè tu di me novelle porti,28_ln133
- canto-ci028_line-134sappi ch’ io son Bertram dal Bornio, quelli
- canto-ci028_line-135che diedi al re giovane i ma’ conforti.
- canto-ci028_line-136Io feci il padre e il figlio in sè ribelli;28_ln136
- canto-ci028_line-137Achitofel non fe’ più d’ Absalone
- canto-ci028_line-138e di David co’ malvagi pungelli.
- canto-ci028_line-139Perch’ io partii così giunte persone,28_ln139
- canto-ci028_line-140partito porto il mio cerebro, lasso!,
- canto-ci028_line-141dal suo principio, ch’ è in questo troncone;
- canto-ci028_line-142così s’ osserva in me lo contrapasso.”28_ln142
INFERNO XXIX
Cerchio Ottavo. Frode Bolgia Decima. Falsatori di Metalli
- canto-ci029_line-1La molta gente e le diverse piaghe
- canto-ci029_line-2avean le luci mie sì inebriate,
- canto-ci029_line-3che dello stare a piangere eran vaghe;
- canto-ci029_line-4ma Virgilio mi disse: “Che pur guate?29_ln4
- canto-ci029_line-5perchè la vista tua pur si soffolge
- canto-ci029_line-6laggiù tra l’ ombre triste smozzicate?
- canto-ci029_line-7Tu non hai fatto sì all’ altre bolge;29_ln7
- canto-ci029_line-8pensa, se tu annoverar le credi,
- canto-ci029_line-9che miglia ventidue la valle volge,
- canto-ci029_line-10e già la luna è sotto i nostri piedi;29_ln10
- canto-ci029_line-11lo tempo è poco omai che n’ è concesso,
- canto-ci029_line-12ed altro è da veder, che tu non vedi.”
- canto-ci029_line-13“Se tu avessi, rispos’ io appresso,29_ln13
- canto-ci029_line-14atteso alla cagion per ch’ io guardava,
- canto-ci029_line-15forse m’ avresti ancor lo star dimesso.”
- canto-ci029_line-16Parte sen gìa, ed io retro gli andava,29_ln16
- canto-ci029_line-17lo Duca, già facendo la risposta,
- canto-ci029_line-18e soggiungendo: “Dentro a quella cava,
- canto-ci029_line-19dov’ io teneva gli occhi sì a posta,29_ln19
- canto-ci029_line-20credo che un spirto del mio sangue pianga
- canto-ci029_line-21la colpa che laggiù cotanto costa.”
- canto-ci029_line-22Allor disse il Maestro: “Non si franga29_ln22
- canto-ci029_line-23lo tuo pensier da qui innanzi sopr’ ello;
- canto-ci029_line-24attendi ad altro, ed ei là si rimanga;
- canto-ci029_line-25ch’ io vidi lui a piè del ponticello29_ln25
- canto-ci029_line-26mostrarti, e minacciar forte, col dito,
- canto-ci029_line-27ed udì’ ’l nominar Geri del Bello.
- canto-ci029_line-28Tu eri allor sì del tutto impedito29_ln28
- canto-ci029_line-29sopra colui che già tenne Altaforte,
- canto-ci029_line-30che non guardasti in là, sì fu partito.”
- canto-ci029_line-31“O Duca mio, la violenta morte29_ln31
- canto-ci029_line-32che non gli è vendicata ancor,” diss’ io,
- canto-ci029_line-33“per alcun che dell’ onta sia consorte,
- canto-ci029_line-34fece lui disdegnoso; ond’ ei sen gìo29_ln34
- canto-ci029_line-35senza parlarmi, sì com’ io estimo;
- canto-ci029_line-36e in ciò m’ ha ei fatto a sè più pio.”
- canto-ci029_line-37Così parlammo infino al loco primo29_ln37
- canto-ci029_line-38che dello scoglio l’ altra valle mostra,
- canto-ci029_line-39se più lume vi fosse, tutto ad imo.
- canto-ci029_line-40Quando noi fummo in su l’ ultima chiostra29_ln40
- canto-ci029_line-41di Malebolge, sì che i suoi conversi
- canto-ci029_line-42potean parere alla veduta nostra,
- canto-ci029_line-43lamenti saettaron me diversi,29_ln43
- canto-ci029_line-44che di pietà ferrati avean gli strali;
- canto-ci029_line-45ond’ io gli orecchi con le man copersi.
- canto-ci029_line-46Qual dolor fora, se degli spedali29_ln46
- canto-ci029_line-47di Val di Chiana tra il luglio e il settembre,
- canto-ci029_line-48e di Maremma e di Sardigna i mali
- canto-ci029_line-49fossero in una fossa tutti insembre;29_ln49
- canto-ci029_line-50tal era quivi; e tal puzzo n’ usciva,
- canto-ci029_line-51qual suol venir delle marcite membre.
- canto-ci029_line-52Noi discendemmo in su l’ ultima riva29_ln52
- canto-ci029_line-53del lungo scoglio, pur da man sinistra;
- canto-ci029_line-54ed allor ful la mia vista più viva
- canto-ci029_line-55giù vèr lo fondo, là ’ve la ministra29_ln55
- canto-ci029_line-56dell’ Alto Sire, infallibil Giustizia,
- canto-ci029_line-57punisce i falsator che qui registra.
- canto-ci029_line-58Non credo che a veder maggior tristizia29_ln58
- canto-ci029_line-59fosse in Egina il popol tutto infermo,
- canto-ci029_line-60quando fu l’ aer sì pien di malizia,
- canto-ci029_line-61che gli animali, infino al picciol vermo,29_ln61
- canto-ci029_line-62cascaron tutti, e poi le genti antiche,
- canto-ci029_line-63secondo che i poeti hanno per fermo,
- canto-ci029_line-64si ristoràr di seme di formiche;29_ln64
- canto-ci029_line-65ch’ era a veder per quella oscura valle
- canto-ci029_line-66languir gli spirti per diverse biche.
- canto-ci029_line-67Quel sopra il ventre, qual sopra le spalle29_ln67
- canto-ci029_line-68l’ un dell’ altro giacea, e qual carpone
- canto-ci029_line-69si trasmutava per lo tristo calle.
- canto-ci029_line-70Passo passo andavam senza sermone,29_ln70
- canto-ci029_line-71guardando ed ascoltando gli ammalati,
- canto-ci029_line-72che non potean levar le lor persone.
- canto-ci029_line-73Io vidi due sedere a sè poggiati,29_ln73
- canto-ci029_line-74come a scaldar si poggia tegghia a tegghia,
- canto-ci029_line-75dal capo al piè di schianze maculati;
- canto-ci029_line-76e non vidi giammai menare stregghia29_ln76
- canto-ci029_line-77da ragazzo aspettato dal signorso,
- canto-ci029_line-78nè da colui che mal volentier vegghia,
- canto-ci029_line-79come ciascun menava spesso il morso29_ln79
- canto-ci029_line-80dell’ unghie sopra sè per la gran rabbia
- canto-ci029_line-81del pizzicor, che non ha più soccorso;
- canto-ci029_line-82e sì traevan giù l’unghie la scabbia,29_ln82
- canto-ci029_line-83come coltel di scàrdova le scaglie,
- canto-ci029_line-84o d’ altro pesce che più larghe l’ abbia.
- canto-ci029_line-85“O tu che colle dita ti dismaglie,”29_ln85
- canto-ci029_line-86cominciò il Duca mio all’ un di loro,
- canto-ci029_line-87“e che fai d’ esse talvolta tanaglie,
- canto-ci029_line-88dinne s’ alcun Latino è tra costoro29_ln88
- canto-ci029_line-89che son quinc’ entro, se l’ unghia ti basti
- canto-ci029_line-90eternalmente a cotesto lavoro.”
- canto-ci029_line-91“Latin sem noi, che tu vedi sì guasti29_ln91
- canto-ci029_line-92qui ambedue,” rispose l’ un piangendo;
- canto-ci029_line-93“ma tu chi se’, che di noi domandasti?”
- canto-ci029_line-94E il Duca disse: “Io son un che discendo29_ln94
- canto-ci029_line-95con questo vivo giù di balzo in balzo,
- canto-ci029_line-96e di mostrar lo Inferno a lui intendo.”
- canto-ci029_line-97Allor si ruppe lo comun rincalzo;29_ln97
- canto-ci029_line-98e tremando ciascuno a me si volse
- canto-ci029_line-99con altri che l’ udiron di rimbalzo.
- canto-ci029_line-100Lo buon Maestro a me tutto s’ accolse,29_ln100
- canto-ci029_line-101dicendo: “Di’ a lor ciò che tu vuoli.”
- canto-ci029_line-102Ed io incominciai, poscia ch’ ei volse:
- canto-ci029_line-103“Se la vostra memoria non s’ imboli29_ln103
- canto-ci029_line-104nel primo mondo dall’ umane menti,
- canto-ci029_line-105ma s’ ella viva sotto molti soli,
- canto-ci029_line-106ditemi chi voi siete e di che genti;29_ln106
- canto-ci029_line-107la vostra sconcia e fastidiosa pena
- canto-ci029_line-108di palesarvi a me non vi spaventi.”
- canto-ci029_line-109“Io fui d’ Arezzo; ed Albero da Siena”29_ln109
- canto-ci029_line-110rispose l’ un, “mi fe’ mettere al foco;
- canto-ci029_line-111ma quel per ch’ io morii, qui non mi mena.
- canto-ci029_line-112Ver è ch’ io dissi a lui, parlando a gioco:29_ln112
- canto-ci029_line-113‘Io mi saprei levar per l’ aer a volo’;
- canto-ci029_line-114e quei, che avea vaghezza e senno poco,
- canto-ci029_line-115volle ch’ io gli mostrassi l’ arte; e solo29_ln115
- canto-ci029_line-116perch’ io no ’l feci Dedalo, mi fece
- canto-ci029_line-117ardere a tal, che l’ avea per figliuolo.
- canto-ci029_line-118Ma nell’ ultima bolgia delle diece29_ln118
- canto-ci029_line-119me per l’ alchimia, che nel mondo usai,
- canto-ci029_line-120dannò Minòs, a cui fallar non lece.”
- canto-ci029_line-121Ed io dissi al Poeta: “Or fu giammai29_ln121
- canto-ci029_line-122gente sì vana come la Sanese?
- canto-ci029_line-123Certo non la Francesca sì d’ assai!”
- canto-ci029_line-124Onde l’ altro lebbroso, che m’ intese,29_ln124
- canto-ci029_line-125rispose al detto mio: Tràmmene Stricca,
- canto-ci029_line-126che seppe far le temperate spese;
- canto-ci029_line-127e Niccolò, che la costuma ricca29_ln127
- canto-ci029_line-128del garofano prima discoperse
- canto-ci029_line-129nell’ orto dove tal seme s’ appicca;
- canto-ci029_line-130e tranne la brigata, in che disperse29_ln130
- canto-ci029_line-131Caccia d’ Ascian la vigna e la gran fronda,
- canto-ci029_line-132e l’ Abbagliato suo senno proferse.
- canto-ci029_line-133Ma perchè sappi chi sì ti seconda29_ln133
- canto-ci029_line-134contra i Sanesi, aguzza vèr me l’ occhio,
- canto-ci029_line-135sì che la faccia mia ben ti risponda;
- canto-ci029_line-136sì vedrai ch’ io son l’ ombra di Capocchio,29_ln136
- canto-ci029_line-137che falsai li metalli con alchimia;
- canto-ci029_line-138e ti dei ricordar, se ben t’ adocchio,
- canto-ci029_line-139com’ io fui di natura buona scimia.”29_ln139
INFERNO XXX
Cerchio Ottavo. Frode. Bolgia Decima Falsatori di Persone, di Monete e di Parole
- canto-ci030_line-1Nel tempo che Giunone era crucciata
- canto-ci030_line-2per Semelè contra il sangue Tebano,
- canto-ci030_line-3come mostrò una ed altra fiata,
- canto-ci030_line-4Atamante divenne tanto insano30_ln4
- canto-ci030_line-5che, veggendo la moglie con due figli
- canto-ci030_line-6venir carcata da ciascuna mano,
- canto-ci030_line-7gridò: “Tendiam le reti, sì ch’ io pigli30_ln7
- canto-ci030_line-8la leonessa e i leoncini al varco!”;
- canto-ci030_line-9e poi distese i dispietati artigli,
- canto-ci030_line-10prendendo l’ un ch’ avea nome Learco,30_ln10
- canto-ci030_line-11e rotollo, e percosselo ad un sasso;
- canto-ci030_line-12e quella s’ annegò con l’ altro carco.
- canto-ci030_line-13E quando la Fortuna volse in basso30_ln13
- canto-ci030_line-14l’ altezza de’ Troian che tutto ardiva,
- canto-ci030_line-15sì che insieme col regno il re fu casso,
- canto-ci030_line-16Ecuba trista, misera e cattiva,30_ln16
- canto-ci030_line-17poscia che vide Polissena morta,
- canto-ci030_line-18e del suo Polidoro in su la riva
- canto-ci030_line-19del mar si fu la dolorosa accorta,30_ln19
- canto-ci030_line-20forsennata latrò sì come cane;
- canto-ci030_line-21tanto il dolor le fe’ la mente torta.
- canto-ci030_line-22Ma nè di Tebe furie nè Troiane30_ln22
- canto-ci030_line-23si vider mai in alcun tanto crude,
- canto-ci030_line-24non punger bestie, non che membra umane,
- canto-ci030_line-25quant’ io vidi due ombre smorte e nude,30_ln25
- canto-ci030_line-26che mordendo correvan di quel modo,
- canto-ci030_line-27che il porco quando del porcil si schiude.
- canto-ci030_line-28L’ una giunse a Capocchio, ed in sul nodo30_ln28
- canto-ci030_line-29del collo l’ assannò sì, che, tirando,
- canto-ci030_line-30grattar gli fece il ventre al fondo sodo.
- canto-ci030_line-31E l’ Aretin, che rimase tremando,30_ln31
- canto-ci030_line-32mi disse: “Quel folletto è Gianni Schicchi,
- canto-ci030_line-33e va rabbioso altrui così conciando.”
- canto-ci030_line-34“Oh,” diss’ io lui, “se l’ altro non ti ficchi30_ln34
- canto-ci030_line-35li denti addosso, non ti sia fatica
- canto-ci030_line-36a dir chi è, pria che di qui si spicchi!”
- canto-ci030_line-37Ed egli a me: “Quell’ è l’ anima antica30_ln37
- canto-ci030_line-38di Mirra scellerata, che divenne
- canto-ci030_line-39al padre, fuor del dritto amore, amica.
- canto-ci030_line-40Questa a peccar con esso così venne,30_ln40
- canto-ci030_line-41falsificando sè in altrui forma,
- canto-ci030_line-42come l’ altro, che là sen va, sostenne,
- canto-ci030_line-43per guadagnar la donna della torma,30_ln43
- canto-ci030_line-44falsificar in sè Buoso Donati,
- canto-ci030_line-45testando e dando al testamento norma.”
- canto-ci030_line-46E poi che i due rabbiosi fur passati,30_ln46
- canto-ci030_line-47sopra cui io avea l’ occhio tenuto,
- canto-ci030_line-48rivolsilo a guardar gli altri mal nati.
- canto-ci030_line-49Io vidi un, fatto a guisa di liuto,30_ln49
- canto-ci030_line-50pur ch’ egli avesse avuta l’ anguinaia
- canto-ci030_line-51tronca dal lato che l’ uomo ha forcuto.
- canto-ci030_line-52La grave idropisìa, che sì dispaia30_ln52
- canto-ci030_line-53le membra con l’ umor che mal converte,
- canto-ci030_line-54che il viso non risponde alla ventraia,
- canto-ci030_line-55faceva a lui tener le labbra aperte,30_ln55
- canto-ci030_line-56come l’ etico fa, che per la sete
- canto-ci030_line-57l’ un verso il mento, e l’ altro in su rinverte.
- canto-ci030_line-58“O voi che senza alcuna pena siete,30_ln58
- canto-ci030_line-59e non so io perchè, nel mondo gramo,”
- canto-ci030_line-60diss’ egli a noi, “guardate ed attendete
- canto-ci030_line-61alla miseria del maestro Adamo!30_ln61
- canto-ci030_line-62Io ebbi, vivo, assai di quel ch’ io volli,
- canto-ci030_line-63ed ora, lasso!, un gocciol d’ acqua bramo.
- canto-ci030_line-64Li ruscelletti, che de’ verdi colli30_ln64
- canto-ci030_line-65del Casentin discendon giuso in Arno,
- canto-ci030_line-66facendo i lor canali freddi e molli,
- canto-ci030_line-67sempre mi stanno innanzi, e non indarno;30_ln67
- canto-ci030_line-68chè l’ imagine lor vie più m’ asciuga
- canto-ci030_line-69che il male ond’ io nel volto mi discarno.
- canto-ci030_line-70La rigida Giustizia, che mi fruga,30_ln70
- canto-ci030_line-71tragge cagion del loco ov’ io peccai,
- canto-ci030_line-72a metter più li miei sospiri in fuga.
- canto-ci030_line-73Ivi è Romena, là dov’ io falsai30_ln73
- canto-ci030_line-74la lega suggellata del Battista;
- canto-ci030_line-75per ch’ io il corpo su arso lasciai.
- canto-ci030_line-76Ma s’ io vedessi qui l’ anima trista30_ln76
- canto-ci030_line-77di Guido, o d’ Alessandro, o di lor frate,
- canto-ci030_line-78per Fonte Branda non darei la vista.
- canto-ci030_line-79Dentro c’ è l’ una già, se l’ arrabbiate30_ln79
- canto-ci030_line-80ombre che vanno intorno dicon vero;
- canto-ci030_line-81ma che mi val, c’ ho le membra legate?
- canto-ci030_line-82S’ io fossi pur di tanto ancor leggiero,30_ln82
- canto-ci030_line-83ch’ io potessi in cent’ anni andare un’ oncia,
- canto-ci030_line-84io sarei messo già per lo sentiero,
- canto-ci030_line-85cercando lui tra questa gente sconcia,30_ln85
- canto-ci030_line-86con tutto ch’ ella volge undici miglia,
- canto-ci030_line-87e men d’ un mezzo di traverso nòn ci ha.
- canto-ci030_line-88Io son per lor tra sì fatta famiglia;30_ln88
- canto-ci030_line-89ei m’ indussero a battere i fiorini,
- canto-ci030_line-90ch’ avean ben tre carati di mondiglia.”
- canto-ci030_line-91Ed io a lui: “Chi son li due tapini,30_ln91
- canto-ci030_line-92che fuman come man bagnate il verno,
- canto-ci030_line-93giacendo stretti a’ tuoi destri confini?”
- canto-ci030_line-94“Qui li trovai, e poi volta non dierno,”30_ln94
- canto-ci030_line-95rispose, “quand’ io piovvi in questo greppo,
- canto-ci030_line-96e non credo che dieno in sempiterno.
- canto-ci030_line-97L’ una è la falsa che accusò Giuseppo;30_ln97
- canto-ci030_line-98l’ altro è il falso Sinon greco da Troia;
- canto-ci030_line-99per febbre acuta gittan tanto leppo.”
- canto-ci030_line-100E l’ un di lor, che si recò a noia30_ln100
- canto-ci030_line-101forse d’ esser nomato sì oscuro,
- canto-ci030_line-102col pugno gli percosse l’ epa croia.
- canto-ci030_line-103Quella sonò, come fosse un tamburo;30_ln103
- canto-ci030_line-104e mastro Adamo gli percosse il volto
- canto-ci030_line-105col braccio suo, che non parve men duro,
- canto-ci030_line-106dicendo a lui: “Ancor che mi sia tolto30_ln106
- canto-ci030_line-107lo muover, per le membra che son gravi,
- canto-ci030_line-108ho io il braccio a tal mestiere sciolto.”
- canto-ci030_line-109Ond’ ei rispose: “Quando tu andavi30_ln109
- canto-ci030_line-110al foco, non l’ avèi tu così presto;
- canto-ci030_line-111ma sì e più l’ avèi, quando coniavi.”
- canto-ci030_line-112E l’idropico: “Tu di’ ver di questo;30_ln112
- canto-ci030_line-113ma tu non fosti sì ver testimonio,
- canto-ci030_line-114là ’ve del ver fosti a Troia richiesto.”
- canto-ci030_line-115“S’ io dissi falso, e tu falsasti il conio!”,30_ln115
- canto-ci030_line-116disse Sinone, “e son qui per un fallo,
- canto-ci030_line-117e tu per più ch’ alcun altro demonio.”
- canto-ci030_line-118“Ricorditi, spergiuro, del cavallo,”30_ln118
- canto-ci030_line-119rispose quel ch’ avea enfiata l’ epa,
- canto-ci030_line-120“e sìeti reo che tutto il mondo sallo!”
- canto-ci030_line-121“A te sia rea la sete onde ti crepa,”30_ln121
- canto-ci030_line-122disse il Greco, “la lingua, e l’ acqua marcia
- canto-ci030_line-123che il ventre innanzi gli occhi sì t’ assiepa!”
- canto-ci030_line-124Allora il monetier: “Così si squarcia30_ln124
- canto-ci030_line-125la bocca tua per dir mal come suole;
- canto-ci030_line-126chè, s’ io ho sete ed umor mi rinfarcia,
- canto-ci030_line-127tu hai l’ arsura, e il capo che ti duole;30_ln127
- canto-ci030_line-128e per leccar lo specchio di Narcisso,
- canto-ci030_line-129non vorresti a invitar molte parole.”
- canto-ci030_line-130Ad ascoltarli er’ io del tutto fisso,30_ln130
- canto-ci030_line-131quando il Maestro mi disse: “Or pur mira!
- canto-ci030_line-132chè per poco è, che teco non mi risso.”
- canto-ci030_line-133Quand’ io ’l sentì’ a me parlar con ira,30_ln133
- canto-ci030_line-134volsimi verso lui con tal vergogna,
- canto-ci030_line-135ch’ ancor per la memoria mi si gira;
- canto-ci030_line-136e quale è quei che suo dannaggio sogna,30_ln136
- canto-ci030_line-137che, sognando, desidera sognare,
- canto-ci030_line-138sì che quel ch’ è, come non fosse, agogna;
- canto-ci030_line-139tal mi fec’ io, non potendo parlare,30_ln139
- canto-ci030_line-140che desiava scusarmi, e scusava
- canto-ci030_line-141me tuttavia, e nol mi credea fare.
- canto-ci030_line-142“Maggior difetto men vergogna lava,”30_ln142
- canto-ci030_line-143disse il Maestro, “che il tuo non è stato;
- canto-ci030_line-144però d’ ogni tristizia ti disgrava.
- canto-ci030_line-145e fa’ ragion ch’ io ti sia sempre allato,30_ln145
- canto-ci030_line-146se più avvien che Fortuna t’ accoglia
- canto-ci030_line-147ove sien genti in simigliante piato;
- canto-ci030_line-148chè voler ciò udire è bassa voglia.”30_ln148
INFERNO XXXI
L’ Orlo del Pozzo Centrale I Giganti
- canto-ci031_line-1Una medesma lingua pria mi morse,
- canto-ci031_line-2sì che mi tinse l’ una e l’ altra guancia,
- canto-ci031_line-3e poi la medicina mi riporse;
- canto-ci031_line-4così od’ io che soleva la lancia31_ln4
- canto-ci031_line-5d’ Achille e del suo padre esser cagione
- canto-ci031_line-6prima di trista e poi di buona mancia.
- canto-ci031_line-7Noi demmo il dosso al misero vallone31_ln7
- canto-ci031_line-8su per la ripa che il cinge d’ intorno,
- canto-ci031_line-9attraversando senza alcun sermone.
- canto-ci031_line-10Quivi era men che notte e men che giorno,31_ln10
- canto-ci031_line-11sì che il viso m’ andava innanzi poco;
- canto-ci031_line-12ma io sentì’ sonare un alto corno,
- canto-ci031_line-13tanto ch’ avrebbe ogni tuon fatto fioco,31_ln13
- canto-ci031_line-14che, contra sè la sua via seguitando,
- canto-ci031_line-15dirizzò gli occhi miei tutti ad un loco.
- canto-ci031_line-16Dopo la dolorosa rotta, quando31_ln16
- canto-ci031_line-17Carlo Magno perdè la santa gesta,
- canto-ci031_line-18non sonò sì terribilmente Orlando.
- canto-ci031_line-19Poco portai in là volta la testa,31_ln19
- canto-ci031_line-20che mi parve veder molte alte torri;
- canto-ci031_line-21ond’ io: “Maestro, di’, che terra è questa?”
- canto-ci031_line-22Ed egli a me: “Però che tu trascorri31_ln22
- canto-ci031_line-23per le tenebre troppo dalla lungi,
- canto-ci031_line-24avvien che poi nel maginar abborri.
- canto-ci031_line-25Tu vedrai ben, se tu là ti congiungi,31_ln25
- canto-ci031_line-26quanto il senso s’ inganna di lontano;
- canto-ci031_line-27però alquanto più te stesso pungi.”
- canto-ci031_line-28Poi caramente mi prese per mano31_ln28
- canto-ci031_line-29e disse: “Pria che noi siam più avanti,
- canto-ci031_line-30acciò che il fatto men ti paia strano,
- canto-ci031_line-31sappi che non son torri, ma Giganti;31_ln31
- canto-ci031_line-32e son nel pozzo intorno dalla ripa
- canto-ci031_line-33dall’ umbilico in giuso tutti quanti.”
- canto-ci031_line-34Come, quando la nebbia si dissipa,31_ln34
- canto-ci031_line-35lo sguardo a poco a poco raffigura
- canto-ci031_line-36ciò che cela il vapor che l’ aer stipa;
- canto-ci031_line-37così, forando l’ aura grossa e scura,31_ln37
- canto-ci031_line-38più e più appressando invèr la sponda,
- canto-ci031_line-39fuggìemi errore, e crescemmi paura;
- canto-ci031_line-40però che, come in su la cerchia tonda31_ln40
- canto-ci031_line-41Montereggion di torri si corona;
- canto-ci031_line-42così la proda che il pozzo circonda
- canto-ci031_line-43torreggiavan di mezza la persona31_ln43
- canto-ci031_line-44gli orribili Giganti, cui minaccia
- canto-ci031_line-45Giove del cielo ancora, quando tuona.
- canto-ci031_line-46Ed io scorgeva già d’ alcun la faccia,31_ln46
- canto-ci031_line-47le spalle e il petto, e del ventre gran parte,
- canto-ci031_line-48e per le coste giù ambo le braccia.
- canto-ci031_line-49Natura certo, quando lasciò l’ arte31_ln49
- canto-ci031_line-50di si fatti animali, assai fe’ bene,
- canto-ci031_line-51per tòrre tali esecutori a Marte;
- canto-ci031_line-52e s’ ella d’ elefanti e di balene31_ln52
- canto-ci031_line-53non si pente, chi guarda sottilmente,
- canto-ci031_line-54più giusta e più discreta la ne tiene;
- canto-ci031_line-55chè dove l’ argomento della mente31_ln55
- canto-ci031_line-56s’ aggiunge al mal volere ed alla possa,
- canto-ci031_line-57nessun riparo vi può far la gente.
- canto-ci031_line-58La faccia sua mi parea lunga e grossa,31_ln58
- canto-ci031_line-59come la pina di San Pietro a Roma;
- canto-ci031_line-60ed a sua proporzione eran l’ altr’ ossa;
- canto-ci031_line-61sì che la ripa, ch’ era perizoma31_ln61
- canto-ci031_line-62dal mezzo in giù, ne mostrava ben tanto
- canto-ci031_line-63di sopra che di giungere alla chioma
- canto-ci031_line-64tre Frison s’ averìan dato mal vanto;31_ln64
- canto-ci031_line-65però ch’ io ne vedea trenta gran palmi
- canto-ci031_line-66dal loco in giù, dov’ uomo affibbia il manto.
- canto-ci031_line-67“Rafel mai amech zabi et almi”31_ln67
- canto-ci031_line-68cominciò a gridar la fiera bocca,
- canto-ci031_line-69cui non si convenian più dolci salmi.
- canto-ci031_line-70E il Duca mio vèr lui: “Anima sciocca,31_ln70
- canto-ci031_line-71tienti col corno, e con quel ti disfoga,
- canto-ci031_line-72quand’ ira o altra passion ti tocca!
- canto-ci031_line-73Cèrcati al collo, e troverai la soga31_ln73
- canto-ci031_line-74che il tien legato, o anima confusa,
- canto-ci031_line-75e vedi lui che il gran petto ti doga.”
- canto-ci031_line-76Poi disse a me: “Egli stesso s’ accusa;31_ln76
- canto-ci031_line-77questi è Nembrotto, per lo cui mal coto
- canto-ci031_line-78pure un linguaggio nel mondo non s’ usa.
- canto-ci031_line-79Lasciamlo stare, e non parliamo a vòto;31_ln79
- canto-ci031_line-80chè così è a lui ciascun linguaggio,
- canto-ci031_line-81come il suo ad altrui, ch’ a nullo è noto.”
- canto-ci031_line-82Facemmo adunque più lungo viaggio,31_ln82
- canto-ci031_line-83volti a sinistra; ed al trar d’ un balestro
- canto-ci031_line-84trovammo l’ altro assai più fiero e maggio.
- canto-ci031_line-85A cinger lui, qual che fosse il maestro,31_ln85
- canto-ci031_line-86non so io dir; ma ei tenea succinto
- canto-ci031_line-87dinanzi l’ altro, e dietro il braccio destro
- canto-ci031_line-88d’ una catena, che il teneva avvinto31_ln88
- canto-ci031_line-89dal collo in giù, sì che in su lo scoperto
- canto-ci031_line-90si ravvolgea infino al giro quinto.
- canto-ci031_line-91“Questo superbo voll’ esser esperto31_ln91
- canto-ci031_line-92di sua potenza contra il Sommo Giove;”
- canto-ci031_line-93disse il mio Duca, “ond’ egli ha cotal merto.
- canto-ci031_line-94Fialte ha nome; e fece le gran prove,31_ln94
- canto-ci031_line-95quando i Giganti fèr paura a’ Dei;
- canto-ci031_line-96le braccia ch’ ei menò, giammai non move.”
- canto-ci031_line-97Ed io a lui: “S’ esser puote, io vorrei31_ln97
- canto-ci031_line-98che dello smisurato Briarèo
- canto-ci031_line-99esperienza avesser gli occhi miei.”
- canto-ci031_line-100Ond’ ei rispose: “Tu vedrai Antèo31_ln100
- canto-ci031_line-101presso di qui, che parla ed è disciolto,
- canto-ci031_line-102che ne porrà nel fondo d’ ogni reo.
- canto-ci031_line-103Quel che tu vuoi veder, più là è molto,31_ln103
- canto-ci031_line-104ed è legato e fatto come questo,
- canto-ci031_line-105salvo che più feroce par nel volto.”
- canto-ci031_line-106Non fu tremoto già tanto rubesto,31_ln106
- canto-ci031_line-107che scotesse una torre così forte,
- canto-ci031_line-108come Fialte a scotersi fu presto.
- canto-ci031_line-109Allor temetti più che mai la morte,31_ln109
- canto-ci031_line-110e non v’ era mestier più che la dotta,
- canto-ci031_line-111s’ io non avessi viste le ritorte.
- canto-ci031_line-112Noi procedemmo più avanti allotta,31_ln112
- canto-ci031_line-113e venimmo ad Antèo, che ben cinqu’ alle,
- canto-ci031_line-114senza la testa, uscìa fuor della grotta.
- canto-ci031_line-115“O tu che nella fortunata valle,31_ln115
- canto-ci031_line-116che fece Scipion di gloria reda
- canto-ci031_line-117quando Annibal co’ suoi diede le spalle,
- canto-ci031_line-118recasti già mille leon per preda,31_ln118
- canto-ci031_line-119e che, se fossi stato all’ alta guerra
- canto-ci031_line-120de’ tuoi fratelli, ancor par ch’ e’ si creda
- canto-ci031_line-121che avrebber vinto i Figli della Terra;31_ln121
- canto-ci031_line-122mettine giù, e non ten vegna schifo,
- canto-ci031_line-123dove Cocito la freddura serra.
- canto-ci031_line-124Non ci far ire a Tizio nè a Tifo;31_ln124
- canto-ci031_line-125questi può dar di quel che qui si brama;
- canto-ci031_line-126però ti china, e non torcer lo grifo.
- canto-ci031_line-127Ancor ti può nel mondo render fama;31_ln127
- canto-ci031_line-128ch’ ei vive, e lunga vita ancor aspetta,
- canto-ci031_line-129se innanzi tempo Grazia a sè no ’l chiama.”
- canto-ci031_line-130Così disse il Maestro; e quegli in fretta31_ln130
- canto-ci031_line-131le man distese, e prese il Duca mio,
- canto-ci031_line-132ond’ Ercole sentì già grande stretta.
- canto-ci031_line-133Virgilio, quando prender si sentìo,31_ln133
- canto-ci031_line-134disse a me: “Fàtti in qua, sì ch’ io ti prenda”;
- canto-ci031_line-135poi fece sì, che un fascio er’ egli ed io.
- canto-ci031_line-136Qual pare a riguardar la Carisenda31_ln136
- canto-ci031_line-137sotto il chinato, quando un nuvol vada
- canto-ci031_line-138sopr’ essa sì, che ella incontro penda;
- canto-ci031_line-139tal parve Antèo a me, che stava a bada31_ln139
- canto-ci031_line-140di vederlo chinare, e fu tal ora,
- canto-ci031_line-141ch’ avrei voluto andar per altra strada;
- canto-ci031_line-142ma lievemente al fondo, che divora31_ln142
- canto-ci031_line-143Lucifero con Giuda, ci sposò;
- canto-ci031_line-144nè, sì chinato, lì fece dimora,
- canto-ci031_line-145e come albero in nave si levò.31_ln145
INFERNO XXXII
Cerchio Nono. Tradimento. Cocito Traditori dei Congiunti, e della Patria
- canto-ci032_line-1S’ io avessi le rime aspre e chiocce,
- canto-ci032_line-2come si converrebbe al tristo buco,
- canto-ci032_line-3sopra il qual pontan tutte l’ altre rocce,
- canto-ci032_line-4io premerei di mio concetto il suco32_ln4
- canto-ci032_line-5più pienamente; ma perch’ io non l’ abbo,
- canto-ci032_line-6non senza tema a dicer mi conduco;
- canto-ci032_line-7chè non è impresa da pigliare a gabbo32_ln7
- canto-ci032_line-8descriver fondo a tutto l’ universo,
- canto-ci032_line-9nè da lingua che chiami mamma e babbo;
- canto-ci032_line-10ma quelle Donne aiutino il mio verso,32_ln10
- canto-ci032_line-11ch’ aiutaro Anfione a chiuder Tebe,
- canto-ci032_line-12sì che dal fatto il dir non sia diverso.
- canto-ci032_line-13O sopra tutte mal creata plebe,32_ln13
- canto-ci032_line-14che stai nel loco, onde parlar è duro,
- canto-ci032_line-15me’ foste state qui pecore o zebe!
- canto-ci032_line-16Come noi fummo giù nel pozzo scuro32_ln16
- canto-ci032_line-17sotto i piè del Gigante, assai più bassi,
- canto-ci032_line-18ed io mirava ancora all’ alto muro,
- canto-ci032_line-19dicere udimmi: “Guarda come passi!32_ln19
- canto-ci032_line-20fa’ sì, che tu non calchi con le piante
- canto-ci032_line-21le teste de’ fratei miseri lassi!”
- canto-ci032_line-22Per ch’ io mi volsi, e vidimi davante,32_ln22
- canto-ci032_line-23e sotto i piedi, un lago, che per gelo
- canto-ci032_line-24avea di vetro, e non d’ acqua, sembiante.
- canto-ci032_line-25Non fece al corso suo sì grosso velo32_ln25
- canto-ci032_line-26di verno la Danoia in Ostericch,
- canto-ci032_line-27nè Tanaì là sotto il freddo cielo,
- canto-ci032_line-28com’ era quivi; chè, se Tambernicch32_ln28
- canto-ci032_line-29vi fosse su caduto, o Pietrapana,
- canto-ci032_line-30non avrìa pur dall’ orlo fatto cricch.
- canto-ci032_line-31E come a gracidar si sta la rana32_ln31
- canto-ci032_line-32col muso fuor dell’ acqua, quando sogna
- canto-ci032_line-33di spigolar sovente la villana;
- canto-ci032_line-34livide insin là dove appar vergogna,32_ln34
- canto-ci032_line-35eran l’ ombre dolenti nella ghiaccia,
- canto-ci032_line-36mettendo i denti in nota di cicogna.
- canto-ci032_line-37Ognuna in giù tenea volta la faccia;32_ln37
- canto-ci032_line-38da bocca il freddo, e dagli occhi il cor tristo
- canto-ci032_line-39tra lor testimonianza si procaccia.
- canto-ci032_line-40Quand’ io ebbi d’ intorno alquanto visto,32_ln40
- canto-ci032_line-41volsimi a’ piedi, e vidi due sì stretti,
- canto-ci032_line-42che il pel del capo avieno insieme misto.
- canto-ci032_line-43“Ditemi, voi che si stringete i petti,”32_ln43
- canto-ci032_line-44diss’ io, “chi siete?” E quei piegaro i colli;
- canto-ci032_line-45e poi ch’ ebber li visi a me eretti,
- canto-ci032_line-46gli occhi lor, ch’ eran pria pur dentro molli,32_ln46
- canto-ci032_line-47gocciàr su per le labbra; e il gelo strinse
- canto-ci032_line-48le lagrime tra essi, e riserrolli.
- canto-ci032_line-49Con legno legno spranga mai non cinse32_ln49
- canto-ci032_line-50forte così; ond’ ei, come due becchi,
- canto-ci032_line-51cozzaro insieme, tanta ira li vinse!
- canto-ci032_line-52Ed un, ch’ avea perduto ambo gli orecchi32_ln52
- canto-ci032_line-53per la freddura, pur col viso in giùe,
- canto-ci032_line-54disse: “Perchè cotanto in noi ti specchi?
- canto-ci032_line-55Se vuoi saper chi son cotesti due,32_ln55
- canto-ci032_line-56la valle onde Bisenzio si dichina,
- canto-ci032_line-57del padre loro Alberto e di lor fue.
- canto-ci032_line-58D’ un corpo uscìro; e tutta la Caìna32_ln58
- canto-ci032_line-59potrai cercare, e non troverai ombra
- canto-ci032_line-60degna più d’ esser fitta in gelatina;
- canto-ci032_line-61non quegli, a cui fu rotto il petto e l’ ombra32_ln61
- canto-ci032_line-62con esso un colpo per la man d’ Artù;
- canto-ci032_line-63non Focaccia; non questi, che m’ ingombra
- canto-ci032_line-64col capo sì, ch’ io non veggio oltre più,32_ln64
- canto-ci032_line-65e fu nomato Sàssol Mascheroni;
- canto-ci032_line-66se Tosco sei, ben sai omai chi fu.
- canto-ci032_line-67E perchè non mi metti in più sermoni,32_ln67
- canto-ci032_line-68sappi ch’ io fui il Camicion de’ Pazzi;
- canto-ci032_line-69ed aspetto Carlin che mi scagioni.”
- canto-ci032_line-70Poscia vid’ io mille visi, cagnazzi32_ln70
- canto-ci032_line-71fatti per freddo; onde mi vien riprezzo,
- canto-ci032_line-72e verrà sempre, de’ gelati guazzi.
- canto-ci032_line-73E mentre che andavamo invèr lo mezzo,32_ln73
- canto-ci032_line-74al quale ogni gravezza si rauna,
- canto-ci032_line-75ed io tremava nell’ eterno rezzo;
- canto-ci032_line-76se voler fu, o destino, o fortuna,32_ln76
- canto-ci032_line-77non so; ma, passeggiando tra le teste,
- canto-ci032_line-78forte percossi il piè nel viso ad una.
- canto-ci032_line-79Piangendo mi sgridò: “Perchè mi peste?32_ln79
- canto-ci032_line-80Se tu non vieni a crescer la vendetta
- canto-ci032_line-81di Mont’ Aperti, perchè mi moleste?”
- canto-ci032_line-82Ed io: “Maestro mio, or qui m’ aspetta,32_ln82
- canto-ci032_line-83sì ch’ io èsca d’ un dubbio per costui;
- canto-ci032_line-84poi mi farai, quantunque vorrai, fretta.”
- canto-ci032_line-85Lo Duca stette; ed io dissi a colui,32_ln85
- canto-ci032_line-86che bestemmiava duramente ancora:
- canto-ci032_line-87“Qual se’ tu, che così rampogni altrui?”
- canto-ci032_line-88“Or tu chi se’, che vai per l’ Antenora,32_ln88
- canto-ci032_line-89percotendo” rispose, “altrui le gote
- canto-ci032_line-90sì, che, se fossi vivo, troppo fora?”
- canto-ci032_line-91“Vivo son io, e caro esser ti puote,”32_ln91
- canto-ci032_line-92fu mia risposta, “se dimandi fama,
- canto-ci032_line-93ch’ io metta il nome tuo tra l’ altre note.”
- canto-ci032_line-94Ed egli a me: “Del contrario ho io brama;32_ln94
- canto-ci032_line-95lèvati quinci, e non mi dar più lagna;
- canto-ci032_line-96chè mal sai lusingar per questa lama!”
- canto-ci032_line-97Allor lo presi per la cuticagna,32_ln97
- canto-ci032_line-98e dissi: “E’ converrà che tu ti nomi,
- canto-ci032_line-99o che capel qui su non ti rimagna!”
- canto-ci032_line-100Ond’ egli a me: “Perchè tu mi dischiomi,32_ln100
- canto-ci032_line-101nè ti dirò ch’ io sia, nè mostrerolti,
- canto-ci032_line-102se mille fiate in sul capo mi tomi.”
- canto-ci032_line-103Io avea già i capelli in mano avvolti,32_ln103
- canto-ci032_line-104e tratti glien’ avea più d’ una ciocca,
- canto-ci032_line-105latrando lui con gli occhi in giù raccolti;
- canto-ci032_line-106quando un altro gridò: “Che hai tu, Bocca?32_ln106
- canto-ci032_line-107Non ti basta sonar con le mascelle,
- canto-ci032_line-108se tu non latri? Qual diavol ti tocca?”
- canto-ci032_line-109“Omai” diss’ io, “non vo’ che tu favelle,32_ln109
- canto-ci032_line-110malvagio traditor; chè alla tua onta
- canto-ci032_line-111io porterò di te vere novelle.”
- canto-ci032_line-112“Va’ via,” rispose, “e ciò che tu vuoi, conta;32_ln112
- canto-ci032_line-113ma non tacer, se tu di qua entr’ eschi,
- canto-ci032_line-114di quel ch’ ebbe or così la lingua pronta.
- canto-ci032_line-115Ei piange qui l’ argento de’ Franceschi;32_ln115
- canto-ci032_line-116‘Io vidi’ potrai dir, ‘quel da Duera
- canto-ci032_line-117là dove i peccatori stanno freschi.’
- canto-ci032_line-118Se fossi domandato, altri chi v’ era,32_ln118
- canto-ci032_line-119tu hai da lato quel di Beccherìa,
- canto-ci032_line-120di cui segò Fiorenza la gorgiera.
- canto-ci032_line-121Gianni de’ Soldanier credo che sia32_ln121
- canto-ci032_line-122più là con Ganellone e Tebaldello,
- canto-ci032_line-123ch’ aprì Faenza quando si dormìa.”
- canto-ci032_line-124Noi eravam partiti già da ello,32_ln124
- canto-ci032_line-125ch’ io vidi due ghiacciati in una buca
- canto-ci032_line-126sì, che l’ un capo all’ altro era cappello;
- canto-ci032_line-127e come il pan per fame si manduca,32_ln127
- canto-ci032_line-128così il sopran li denti all’ altro pose,
- canto-ci032_line-129là ’ve il cervel si giunge con la nuca.
- canto-ci032_line-130Non altrimenti Tideo si rose32_ln130
- canto-ci032_line-131le tempie a Menalippo per disdegno,
- canto-ci032_line-132che quei faceva il teschio e l’ altre cose.
- canto-ci032_line-133“O tu che mostri per sì bestial segno32_ln133
- canto-ci032_line-134odio sopra colui che tu ti mangi,
- canto-ci032_line-135dimmi il perchè,” diss’ io, “per tal convegno,
- canto-ci032_line-136che, se tu a ragion di lui ti piangi,32_ln136
- canto-ci032_line-137sappiendo chi voi siete e la sua pecca,
- canto-ci032_line-138nel mondo suso ancor io te ne cangi,
- canto-ci032_line-139se quella, con ch’ io parlo, non si secca.”32_ln139
INFERNO XXXIII
Cerchio Nono. Tradimento. Cocito Traditori della Patria e de’ Commensali
- canto-ci033_line-1La bocca sollevò dal fiero pasto
- canto-ci033_line-2quel peccator, forbendola ai capelli
- canto-ci033_line-3del capo, ch’ egli avea di retro guasto.
- canto-ci033_line-4Poi cominciò: “Tu vuoi ch’ io rinnovelli33_ln4
- canto-ci033_line-5disperato dolor che il cor mi preme,
- canto-ci033_line-6già pur pensando, pria che io ne favelli.
- canto-ci033_line-7Ma se le mie parole esser den seme,33_ln7
- canto-ci033_line-8che frutti infamia al traditor ch’ io rodo,
- canto-ci033_line-9parlare e lagrimar vedrai insieme.
- canto-ci033_line-10Io non so chi tu se’, nè per che modo33_ln10
- canto-ci033_line-11venuto se’ quaggiù: ma Fiorentino
- canto-ci033_line-12mi sembri veramente, quand’ io t’ odo.
- canto-ci033_line-13Tu dèi saper ch’ io fui Conte Ugolino,33_ln13
- canto-ci033_line-14e questi l’ Arcivescovo Ruggieri;
- canto-ci033_line-15or ti dirò perchè i son tal vicino.
- canto-ci033_line-16Che per l’ effetto de’ suoi ma’ pensieri,33_ln16
- canto-ci033_line-17fidandomi di lui, io fossi preso
- canto-ci033_line-18e poscia morto, dir non è mestieri;
- canto-ci033_line-19però quel che non puoi avere inteso,33_ln19
- canto-ci033_line-20ciò è come la morte mia fu cruda,
- canto-ci033_line-21udirai, e saprai se m’ ha offeso.
- canto-ci033_line-22Breve pertugio dentro dalla muda,33_ln22
- canto-ci033_line-23la qual per me ha il titol della Fame
- canto-ci033_line-24e in che convien ancor ch’ altri si chiuda,
- canto-ci033_line-25m’ avea mostrato per lo suo forame33_ln25
- canto-ci033_line-26più lune già, quand’ io feci il mal sonno,
- canto-ci033_line-27che del futuro mi squarciò il velame.
- canto-ci033_line-28Questi pareva a me maestro e donno,33_ln28
- canto-ci033_line-29cacciando il lupo e i lupicini al monte,
- canto-ci033_line-30per che i Pisan veder Lucca non ponno,
- canto-ci033_line-31con cagne magre, studiose e conte;33_ln31
- canto-ci033_line-32Gualandi con Sismondi e con Lanfranchi
- canto-ci033_line-33s’ avea messi dinanzi dalla fronte.
- canto-ci033_line-34In picciol corso mi pareano stanchi33_ln34
- canto-ci033_line-35lo padre e i figli, e con l’ acute scane
- canto-ci033_line-36mi parea lor veder fender li fianchi.
- canto-ci033_line-37Quando fui desto innanzi la dimane,33_ln37
- canto-ci033_line-38pianger sentii fra il sonno i miei figliuoli,
- canto-ci033_line-39ch’ eran con meco, e dimandar del pane.
- canto-ci033_line-40Ben se’ crudel, se tu già non ti duoli,33_ln40
- canto-ci033_line-41pensando ciò ch’ al mio cor s’ annunziava;
- canto-ci033_line-42e se non piangi, di che pianger suoli?
- canto-ci033_line-43Già eran desti, e l’ ora s’ appressava33_ln43
- canto-ci033_line-44che il cibo ne soleva essere addotto,
- canto-ci033_line-45e per suo sogno ciascun dubitava;
- canto-ci033_line-46ed io sentii chiavar l’ uscio di sotto33_ln46
- canto-ci033_line-47all’ orribile torre; ond’ io guardai
- canto-ci033_line-48nel viso a’ miei figliuoi senza far motto.
- canto-ci033_line-49Io non piangeva, sì dentro impietrai;33_ln49
- canto-ci033_line-50piangevan elli; ed Anselmuccio mio
- canto-ci033_line-51disse: ‘Tu guardi sì, padre; che hai?’
- canto-ci033_line-52Però non lagrimai, nè rispos’ io33_ln52
- canto-ci033_line-53tutto quel giorno, nè la notte appresso,
- canto-ci033_line-54infin che l’ altro sol nel mondo uscìo.
- canto-ci033_line-55Come un poco di raggio si fu messo33_ln55
- canto-ci033_line-56nel doloroso carcere, ed io scorsi
- canto-ci033_line-57per quattro visi il mio aspetto stesso,
- canto-ci033_line-58ambo le mani per dolor mi morsi;33_ln58
- canto-ci033_line-59ed ei, pensando ch’ io il fessi per voglia
- canto-ci033_line-60di manicar, di subito levòrsi,
- canto-ci033_line-61e disser: ‘Padre, assai ci fia men doglia,33_ln61
- canto-ci033_line-62se tu mangi di noi; tu ne vestisti
- canto-ci033_line-63queste misere carni, e tu le spoglia!’
- canto-ci033_line-64Queta’ mi allor per non farli più tristi;33_ln64
- canto-ci033_line-65quel dì e l’ altro stemmo tutti muti.
- canto-ci033_line-66Ahi, dura terra, perchè non t’ apristi?
- canto-ci033_line-67Poscia che fummo al quarto dì venuti,33_ln67
- canto-ci033_line-68Gaddo mi si gettò disteso a’ piedi,
- canto-ci033_line-69dicendo: ‘Padre mio, chè non m’ aiuti?’
- canto-ci033_line-70Quivi morì; e come tu mi vedi,33_ln70
- canto-ci033_line-71vid’ io cascar li tre ad uno ad uno
- canto-ci033_line-72tra il quinto dì e il sesto; ond’ io mi diedi,
- canto-ci033_line-73già cieco, a brancolar sopra ciascuno,33_ln73
- canto-ci033_line-74e due dì li chiamai, poi che fur morti;
- canto-ci033_line-75poscia, più che il dolor, potè il digiuno.”
- canto-ci033_line-76Quand’ ebbe detto ciò, con gli occhi torti33_ln76
- canto-ci033_line-77riprese il teschio misero co’ denti,
- canto-ci033_line-78che furo all’ osso, come d’ un can, forti.
- canto-ci033_line-79Ahi, Pisa, vituperio delle genti33_ln79
- canto-ci033_line-80del bel paese là, dove il sì suona;
- canto-ci033_line-81poi che i vicini a te punir son lenti,
- canto-ci033_line-82muovansi la Caprara e la Gorgona,33_ln82
- canto-ci033_line-83e faccian siepe ad Arno in su la foce,
- canto-ci033_line-84sì ch’ egli anneghi in te ogni persona!
- canto-ci033_line-85chè, se il conte Ugolino avea voce33_ln85
- canto-ci033_line-86d’ aver tradita te delle castella,
- canto-ci033_line-87non dovèi tu i figliuoi porre a tal croce.
- canto-ci033_line-88Innocenti facea l’ età novella,33_ln88
- canto-ci033_line-89novella Tebe, Uguccione e il Brigata,
- canto-ci033_line-90e gli altri due che il canto suso appella.
- canto-ci033_line-91Noi passamm’ oltre, là ’ve la gelata33_ln91
- canto-ci033_line-92ruvidamente un’ altra gente fascia,
- canto-ci033_line-93non volta in giù, ma tutta riversata.
- canto-ci033_line-94Lo pianto stesso lì pianger non lascia,33_ln94
- canto-ci033_line-95e il duol, che trova in su gli occhi rintoppo,
- canto-ci033_line-96si volve in entro a far crescer l’ ambascia;
- canto-ci033_line-97chè le lacrime prime fanno groppo,33_ln97
- canto-ci033_line-98e sì, come visiere di cristallo,
- canto-ci033_line-99riempion sotto il ciglio tutto il coppo.
- canto-ci033_line-100Ed avvegna che sì, come d’ un callo,33_ln100
- canto-ci033_line-101per la freddura ciascun sentimento
- canto-ci033_line-102cessato avesse del mio viso stallo,
- canto-ci033_line-103già mi parea sentire alquanto vento;33_ln103
- canto-ci033_line-104per ch’ io: “Maestro mio, questo chi move?
- canto-ci033_line-105Non è quaggiù ogni vapore spento?”
- canto-ci033_line-106Ed egli a me: “Avaccio sarai dove33_ln106
- canto-ci033_line-107di ciò ti farà l’ occhio la risposta,
- canto-ci033_line-108veggendo la cagion che il fiato piove.”
- canto-ci033_line-109Ed un de’ tristi della fredda crosta33_ln109
- canto-ci033_line-110gridò a noi: “O anime crudeli
- canto-ci033_line-111tanto, che data v’ è l’ ultima posta,
- canto-ci033_line-112levatemi dal viso i duri veli,33_ln112
- canto-ci033_line-113sì ch’ io sfoghi il dolor che il cor m’ impregna,
- canto-ci033_line-114un poco, pria che il pianto si raggeli.”
- canto-ci033_line-115Per ch’ io a lui: “Se vuoi ch’ io ti sovvegna,33_ln115
- canto-ci033_line-116dimmi chi sei; e s’ io non ti disbrigo,
- canto-ci033_line-117al fondo della ghiaccia ir mi convegna!”
- canto-ci033_line-118Rispose adunque: “Io son frate Alberigo,33_ln118
- canto-ci033_line-119io son quel delle frutta del mal orto,
- canto-ci033_line-120che qui riprendo dattero per figo.”
- canto-ci033_line-121“Oh,” diss’ io lui, “or sei tu ancor morto?”33_ln121
- canto-ci033_line-122Ed egli a me: “Come il mio corpo stea
- canto-ci033_line-123nel mondo su, nulla scienza porto.
- canto-ci033_line-124Cotal vantaggio ha questa Tolomèa,33_ln124
- canto-ci033_line-125che spesse volte l’ anima ci cade
- canto-ci033_line-126innanzi ch’ Atropòs mossa le dea.
- canto-ci033_line-127E perchè tu più volentier mi rade33_ln127
- canto-ci033_line-128le invetriate lagrime dal volto,
- canto-ci033_line-129sappi che tosto che l’ anima trade,
- canto-ci033_line-130come fec’ io, il corpo suo l’ è tolto33_ln130
- canto-ci033_line-131da un demonio, che poscia il governa
- canto-ci033_line-132mentre che il tempo suo tutto sia vòlto.
- canto-ci033_line-133Ella ruina in sì fatta cisterna;33_ln133
- canto-ci033_line-134e forse pare ancor lo corpo suso
- canto-ci033_line-135dell’ ombra che di qua dietro mi verna.
- canto-ci033_line-136Tu il dèi saper, se tu vien pur mo giuso;33_ln136
- canto-ci033_line-137egli è ser Branca d’ Oria, e son più anni
- canto-ci033_line-138poscia passati ch’ ei fu sì racchiuso.”
- canto-ci033_line-139“Io credo” diss’ io lui, “che tu m’ inganni;33_ln139
- canto-ci033_line-140chè Branca d’ Oria non morì unquanche,
- canto-ci033_line-141e mangia, e bee, e dorme, e veste panni.”
- canto-ci033_line-142“Nel fosso su” diss’ ei, “di Malebranche,33_ln142
- canto-ci033_line-143là dove bolle la tenace pece,
- canto-ci033_line-144non era giunto ancora Michel Zanche,
- canto-ci033_line-145che questi lasciò un diavolo in sua vece33_ln145
- canto-ci033_line-146nel corpo suo, ed un suo prossimano,
- canto-ci033_line-147che il tradimento insieme con lui fece.
- canto-ci033_line-148Ma distendi oramai in qua la mano,33_ln148
- canto-ci033_line-149aprimi gli occhi!”; ed io non gliele apersi;
- canto-ci033_line-150e cortesia fu in lui esser villano.
- canto-ci033_line-151Ahi, Genovesi! uomini diversi33_ln151
- canto-ci033_line-152d’ ogni costume, e pien d’ ogni magagna,
- canto-ci033_line-153perchè non siete voi del mondo spersi?
- canto-ci033_line-154chè col peggiore spirto di Romagna33_ln154
- canto-ci033_line-155trovai di voi un tal, che per sua opra
- canto-ci033_line-156in anima in Cocito già si bagna,
- canto-ci033_line-157ed in corpo par vivo ancor di sopra.33_ln157
INFERNO XXXIV
Circolo Nono. Tradimento. Cocito Traditori de’ Benefattori. Lucifero
- canto-ci034_line-1“Vexilla Regis prodeunt Inferni
- canto-ci034_line-2verso di noi; però dinanzi mira,”
- canto-ci034_line-3disse il Maestro mio, “se tu il discerni.”
- canto-ci034_line-4Come, quando una grossa nebbia spira,34_ln4
- canto-ci034_line-5o quando l’ emisperio nostro annotta,
- canto-ci034_line-6par da lungi un molin che il vento gira;
- canto-ci034_line-7veder mi parve un tal dificio allotta;34_ln7
- canto-ci034_line-8poi per lo vento mi ristrinsi retro
- canto-ci034_line-9al Duca mio; chè non gli era altra grotta.
- canto-ci034_line-10Già era, e con paura il metto in metro,34_ln10
- canto-ci034_line-11là dove l’ ombre eran tutte coperte
- canto-ci034_line-12e trasparean come festuca in vetro;
- canto-ci034_line-13altre sono a giacere; altre stanno erte,34_ln13
- canto-ci034_line-14quella col capo, e quella con le piante;
- canto-ci034_line-15altra, com’ arco, il volto a’ piedi inverte.
- canto-ci034_line-16Quando noi fummo fatti tanto avante,34_ln16
- canto-ci034_line-17ch’ al mio Maestro piacque di mostrarmi
- canto-ci034_line-18la Creatura ch’ ebbe il bel sembiante,
- canto-ci034_line-19dinanzi mi si tolse, e fe’ restarmi,34_ln19
- canto-ci034_line-20“Ecco Dite,” dicendo, “ed ecco il loco,
- canto-ci034_line-21ove convien che di fortezza t’ armi!”
- canto-ci034_line-22Com’ io divenni allor gelato e fioco,34_ln22
- canto-ci034_line-23nol dimandar, Lettor, ch’ io non lo scrivo,
- canto-ci034_line-24però ch’ ogni parlar sarebbe poco.
- canto-ci034_line-25Io non morii, e non rimasi vivo;34_ln25
- canto-ci034_line-26pensa oramai per te, s’ hai fior d’ ingegno,
- canto-ci034_line-27qual io divenni, d’ uno e d’ altro privo.
- canto-ci034_line-28L’ Imperator del Doloroso Regno34_ln28
- canto-ci034_line-29da mezzo il petto uscìa fuor della ghiaccia;
- canto-ci034_line-30e più con un Gigante io mi convegno
- canto-ci034_line-31che i Giganti non fan con le sue braccia;34_ln31
- canto-ci034_line-32vedi oggimai quant’ esser dee quel tutto,
- canto-ci034_line-33che a così fatta parte si confaccia.
- canto-ci034_line-34S’ ei fu sì bel, com’ egli è ora brutto,34_ln34
- canto-ci034_line-35e contra il suo Fattore alzò le ciglia,
- canto-ci034_line-36ben dee da lui procedere ogni lutto.
- canto-ci034_line-37Oh, quanto parve a me gran maraviglia,34_ln37
- canto-ci034_line-38quando vidi tre facce alla sua testa!
- canto-ci034_line-39l’ una dinanzi, e quella era vermiglia;
- canto-ci034_line-40l’ altre eran due, che s’ aggiugièno a questa34_ln40
- canto-ci034_line-41sopr’ esso il mezzo di ciascuna spalla,
- canto-ci034_line-42e sè giungièno al loco della cresta;
- canto-ci034_line-43e la destra parea tra bianca e gialla;34_ln43
- canto-ci034_line-44la sinistra a vedere era tal, quali
- canto-ci034_line-45vegnon di là onde il Nilo s’ avvalla.
- canto-ci034_line-46Sotto ciascuna uscivan due grand’ ali,34_ln46
- canto-ci034_line-47quanto si convenìa a tanto uccello;
- canto-ci034_line-48vele di mar non vid’ io mai cotali.
- canto-ci034_line-49Non avean penne, ma di vipistrello34_ln49
- canto-ci034_line-50era lor modo; e quelle svolazzava,
- canto-ci034_line-51sì che tre venti si movean da ello;
- canto-ci034_line-52quindi Cocìto tutto s’ aggelava.34_ln52
- canto-ci034_line-53Con sei occhi piangeva, e per tre menti
- canto-ci034_line-54gocciava il pianto e sanguinosa bava.
- canto-ci034_line-55Da ogni bocca dirompea co’ denti34_ln55
- canto-ci034_line-56un peccatore, a guisa di maciulla,
- canto-ci034_line-57sì che tre ne facea così dolenti.
- canto-ci034_line-58A quel dinanzi il mordere era nulla34_ln58
- canto-ci034_line-59verso il graffiar, chè talvolta la schiena
- canto-ci034_line-60rimanea della pelle tutta brulla.
- canto-ci034_line-61“Quell’ anima lassù che ha maggior pena,”34_ln61
- canto-ci034_line-62disse il Maestro, “è Giuda Scariotto,
- canto-ci034_line-63che il capo ha dentro, e fuor le gambe mena.
- canto-ci034_line-64Degli altri due c’ hanno il capo di sotto,34_ln64
- canto-ci034_line-65quei che pende dal nero ceffo è Bruto;
- canto-ci034_line-66vedi come si torce, e non fa motto!
- canto-ci034_line-67E l’ altro è Cassio, che par sì membruto.34_ln67
- canto-ci034_line-68Ma la notte risurge; ed oramai
- canto-ci034_line-69è da partir, chè tutto avem veduto.”
- canto-ci034_line-70Com’ a lui piacque, il collo gli avvinghiai;34_ln70
- canto-ci034_line-71ed ei prese di tempo e loco poste;
- canto-ci034_line-72e, quando l’ ali furo aperte assai,
- canto-ci034_line-73appigliò sè alle vellute coste;34_ln73
- canto-ci034_line-74di vello in vello giù discese poscia
- canto-ci034_line-75tra il folto pelo e le gelate croste.
- canto-ci034_line-76Quando noi fummo là dove la coscia34_ln76
- canto-ci034_line-77si volge appunto in sul grosso dell’ anche,
- canto-ci034_line-78lo Duca con fatica e con angoscia
- canto-ci034_line-79volse la testa ov’ egli avea le zanche,34_ln79
- canto-ci034_line-80ed aggrappossi al pel com’ uom che sale,
- canto-ci034_line-81sì che in Inferno io credea tornar anche.
- canto-ci034_line-82“Attienti ben, chè per sì fatte scale,”34_ln82
- canto-ci034_line-83disse il Maestro, ansando com’ uom lasso,
- canto-ci034_line-84“conviensi dipartir da tanto male.”
- canto-ci034_line-85Poi uscì fuor per lo foro d’ un sasso,34_ln85
- canto-ci034_line-86e pose me in su l’ orlo a sedere;
- canto-ci034_line-87appresso porse a me l’ accorto passo.
- canto-ci034_line-88Io levai gli occhi, e credetti vedere34_ln88
- canto-ci034_line-89Lucifero com’ io l’ avea lasciato;
- canto-ci034_line-90e vidili le gambe in su tenere.
- canto-ci034_line-91E s’ io divenni allora travagliato,34_ln91
- canto-ci034_line-92la gente grossa il pensi, che non vede
- canto-ci034_line-93qual è quel punto ch’ io avea passato.
- canto-ci034_line-94“Lèvati su” disse il Maestro, “in piede!34_ln94
- canto-ci034_line-95la via è lunga e il cammino è malvagio,
- canto-ci034_line-96e già il sole a mezza terza riede.”
- canto-ci034_line-97Non era caminata di palagio34_ln97
- canto-ci034_line-98là ’v’ eravam, ma natural burella,
- canto-ci034_line-99ch’ avea mal suolo e di lume disagio.
- canto-ci034_line-100“Prima ch’ io dell’ abisso mi divella,34_ln100
- canto-ci034_line-101Maestro mio,” diss’ io, quando fui dritto,
- canto-ci034_line-102“a trarmi d’ erro un poco mi favella.
- canto-ci034_line-103Ov’ è la ghiaccia? E questi com’ è fitto34_ln103
- canto-ci034_line-104sì sottosopra? E come in sì poc’ ora
- canto-ci034_line-105da sera a mane ha fatto il sol tragitto?”
- canto-ci034_line-106Ed egli a me: “Tu imagini ancora34_ln106
- canto-ci034_line-107d’ esser di là dal centro, ov’ io mi presi
- canto-ci034_line-108al pel del Vermo reo, che il mondo fóra.
- canto-ci034_line-109Di là fosti cotanto, quant’ io scesi;34_ln109
- canto-ci034_line-110quando mi volsi, tu passasti il punto
- canto-ci034_line-111al qual si traggon d’ ogni parte i pesi;
- canto-ci034_line-112e se’ or sotto l’ emisperio giunto,34_ln112
- canto-ci034_line-113ch’ è contrapposto a quel che la gran secca
- canto-ci034_line-114coperchia, e sotto il cui colmo consunto
- canto-ci034_line-115fu l’ Uom che nacque e visse senza pecca;34_ln115
- canto-ci034_line-116tu hai li piedi in su picciola spera,
- canto-ci034_line-117che l’ altra faccia fa della Giudecca.
- canto-ci034_line-118Qui è da man, quando di là è sera;34_ln118
- canto-ci034_line-119e questi, che ne fe’ scala col pelo,
- canto-ci034_line-120fitto è ancora sì, come prim’ era.
- canto-ci034_line-121Da questa parte cadde giù dal Cielo;34_ln121
- canto-ci034_line-122e la terra, che pria di qua si sporse,
- canto-ci034_line-123per paura di lui fe’ del mar velo,
- canto-ci034_line-124e venne all’ emisperio nostro; e forse34_ln124
- canto-ci034_line-125per fuggir lui lasciò qui il luogo vòto
- canto-ci034_line-126quella che appar di qua, e su ricorse.”
- canto-ci034_line-127Loco è laggiù da Belzebù rimoto34_ln127
- canto-ci034_line-128tanto, quanto la tomba si distende,
- canto-ci034_line-129che non per vista, ma per suono è noto
- canto-ci034_line-130d’ un ruscelletto, che quivi discende34_ln130
- canto-ci034_line-131per la buca d’ un sasso, ch’ egli ha roso,
- canto-ci034_line-132col corso ch’ egli avvolge, e poco pende.
- canto-ci034_line-133Lo Duca ed io per quel cammino ascoso34_ln133
- canto-ci034_line-134entrammo a ritornar nel chiaro mondo;
- canto-ci034_line-135e, senza cura aver d’ alcun riposo,
- canto-ci034_line-136salimmo su, ei primo ed io secondo,34_ln136
- canto-ci034_line-137tanto ch’ io vidi delle cose belle
- canto-ci034_line-138che porta il ciel, per un pertugio tondo;
- canto-ci034_line-139e quindi uscimmo a riveder le stelle.34_ln139
|