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Front Page Titles (by Subject) ATTO PRIMO - Aida by Antonio Ghislanzoni, music by Giuseppe Verdi
ATTO PRIMO - Giuseppe Verdi, Aida by Antonio Ghislanzoni, music by Giuseppe Verdi [1871]Edition used:Aida by Antonio Ghislanzoni, music by Giuseppe Verdi, edited with an introduction by W.J. Henderson (New York: Dodd, Mead & Co., 1911).
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ATTO PRIMO
Scena I
Sala nel palazzo del Re a Menfi.—A destra e a sinistra una colonnata con statue e arbusti in fiori.—Grande porta nel fondo, da cui appariscono i tempii, i palazzi di Menfi e le Piramidi.
RadamèseRamfis
ramfis- Sì, corre voce che l’Etìope ardisca
- Sfidarci ancora, e del Nilo la valle
- E Tebe minacciar—Fra breve un messo
- Recherà il ver.
radamès- La sacra
- Iside consultasti?
ramfis- Ella ha nomato
- Delle egizie falangi
- Il condottier supremo.
radamès
ramfis- (Con intenzione, fissando Radamès.)
- Giovine e prode è desso—Ora, del Nume
- Reco i decreti al Re. (Esce.)
radamès- Se quel guerriero
- Io fossi! se il mio sogno
- Si avverasse! Un esercito di prodi
- Da me guidato—e la vittoria—e il plauso
- Di Menfi tutta!—E a te, mia dolce Aïda,
- Tornar di lauri cinto—
- Dirti: per te ho pugnato e per te ho vinto!
- Celeste Aïda, forma divina,
- Mistico serto di luce e fior;
- Del mio pensiero tu sei regina,
- Tu di mia vita sei lo splendor.
- Il tuo bel cielo vorrei ridarti,
- Le dolci brezze del patrio suol;
- Un regal serto sul crin posarti,
- Ergerti un trono vicino al sol.
Scena II
Amnerise detto
amneris- Quale insolita gioia nel tuo sguardo!
- Di quale nobil fierezza ti balena il volto!
- Degna d’invidia oh! quanto saria la donna il cui bramato aspetto
- Tanta luce di gaudio in te destasse!
radamès- D’un sogno avventuroso
- Si beava il mio cuore—Oggi, la diva
- Profferse il nome del guerrier che al campo
- Le schiere egizie condurrà—S’io fossi
- A tale onor prescelto!
amneris- Nè un altro sogno mai
- Piû gentil—piû soave—
- Al cuore ti parlò? Non hai tu in Menfi
- Desiderii—speranze?
radamès- (Io! quale inchiesta!
- Forse—l’arcano amore
- Scoprì che m’arde in core—
- Della sua schiava il nome
- Mi lesse nel pensier!)
amneris- (Oh! guai se un altro amore
- Ardesse a lui nel core!
- Guai se il mio sguardo pènetra
- Questo fatal mister!)
Scena III
Aïdae detti
radamès
(Vedendo Aida.)
amneris- (Ei si turba—e quale
- Sguardo rivolse a lei!
- Aida! a me rivale—
- Forse saria costei?)
- (Dopo breve silenzio volgendosi ad Aida.)
- Vieni, diletta, appressati—
- Schiava non sei, nè ancella
- Quì dove in dolce fascino
- Io ti chiamai sorella—
- Piangi? delle tue lagrime
- Svela il segreto.
aïda- Ohimè! di guerra fremere
- L’atroce grido io sento,
- Per l’infelice patria,
- Per me—per voi pavento.
amneris- Favelli il ver? nè s’agita
- Piû grave cura in te?
- [Aida abbassa gli occhi e cerca di dissimulare il suo turbamento.—Guardando Aida.]
- (Trema, o rea schiava, ah! trema
- Ch’io nel tuo cor discenda!
- Trema che il ver mi apprenda
- Quel pianto e quel rossor!)
aïda- (No, sull’afflitta patria
- Non geme il cor soltanto;
- Quello ch’io verso è pianto
- Di sventurato amor.)
radamès- (Guardando Amneris.)
- (Nel volto a lei balena
- Lo sdegno ed il sospetto—
- Guai se l’arcano affetto
- A noi leggesse in cor!)
Scena IV
Il Re, preceduto dalle sue guardie e seguito da Ramfis, da Ministri, Sacerdoti, Capitani, ecc., ecc.—Un Ufficiale di Palazzo, indi un Messaggiero.
il re- Alta cagion vi aduna,
- O fidi Egizii, al vostro Re d’intorno.
- Dal confin d’Etiòpia un messaggiero
- Dianzi giungea—gravi novelle ei reca.
- Vi piaccia udirlo.
- (Ad un Ufficiale.)
- Il messaggier si avanzi!
messaggiero- Il sacro suolo dell’Egitto è invaso
- Dai barbari Etiòpi—i nostri campi
- Fur devastati—arse le messe e baldi
- Della facil vittoria, i predatori
- Già marciano su Tebe.
tutti
messaggiero- Un guerriero indomabile, feroce,
- Li conduce—Amonasro.
tutti
aïda
messaggiero- Già Tebe è in armi e dalle cento porte
- Sul barbaro invasore
- Proromperà, guerra recando e morte.
il re- Sì! guerra e morte il nostro grido sia.
tutti
il re- Tremenda, inesorata!
- (Accostandosi a Radamès.)
- Iside venerata
- Di nostre schiere invitte
- Gia designava il condottier supremo.
- Radamès.
tutti
radamès- Sien grazie ai Numi!
- I miei voti fur paghi.
amneris
aïda
il re- Or di Vulcano al tempio
- Muovi, o guerrier—Le sacre
- Armi ti cingi e alla vittoria vola.
- Sù! del Nilo al sacro lido
- Accorrete, egizii eroi;
- Da ogni cor prorompa il grido:
- Guerra e morte allo stranier!
RAM. e SAC
- Gloria ai Numi! Ognun rammenti
- Ch’essi reggono gli eventi—
- Che in poter dei Numi solo
- Stan le sorti del guerrier.
coro- Sù! del Nilo al sacro lido
- Sien barriera i nostri petti;
- Non echeggi che un sol grido:
- Guerra, e morte allo stranier!
radamès- Sacro fremito di gloria
- Tutta l’anima mi investe—
- Sù, corriamo alla vittoria!
- Guerra e morte allo stranier!
amneris- (Recando una bandiera e consegnandola a Radamès.)
- Di mia man ricevi, o duce,
- Il vessillo glorioso;
- Ti sia guida, ti sia luce
- Della gloria sul sentier.
aïda- (Per chi piango? per chi prego?
- Qual poter m’avvince a lui!
- Deggio amarlo, ed è costui
- Un nemico—uno stranier!)
tutti- Guerra! guerra! sterminio all’invasor!
- Va, Radamès, ritorna vincitor!
- [Escono tutti, meno Aïda.]
aïda- Ritorna vincitor! E dal mio labbro
- Uscì l’empia parola!—Vincitore
- Del padre mio—di lui che impugna l’armi
- Per me—per ridonarmi
- Una patria, una reggia! e il nome illustre
- Che quì celar mi è forza—Vincitore
- De’ miei fratelli—ond’io lo vegga, tinto
- Del sangue amato, trionfar nel plauso
- Dell’egizie coorti! E dietro il carro,
- Un re—mio padre—di catene avvinto!
- L’insana parola,
- O Numi sperdete!
- Al seno d’un padre
- La figlia rendete;
- Struggete le squadre
- Dei nostri oppressor!
- Sventurata! che dissi? e l’amor mio?
- Dunque scordar poss’io
- Questo fervido amor che oppressa e schiava
- Come raggio di sol quì mi beava?
- Imprecherô la morte—
- A Radamès—a lui che amo pur tanto!
- Ah! non fu in terra mai
- Da più crudeli angoscie un core affranto.
- I sacri nomi di padre—di amante,
- Nè profferir poss’io, nè ricordar—
- Per l’un—per l’altro—confusa—tremante—
- Io piangere vorrei—vorrei pregar.
- Ma la mia prece in bestemmia si muta—
- Delitto è il pianto a me—colpa il sospir—
- In notte cupa la mente è perduta—
- E nell’ansia crudel vorrei morir.
- Numi, pietà—del mio soffrir!
- Speme non v’ha pel mio dolor,
- Amor fatal, tremendo amor.
- Spezzami il cor—fammi morir!
Scena V
Interno del tempio di Vulcano a Menfi.—Una luce misteriosa scende dall’alto.—Una lunga fila di colonne, l’una all’altra addossate, si perde fra le tenebre.—Statue di varie divinità.—Nel mezzo della scena, sovra un palco coperto da tappeti sorge l’altare sormontato da emblemi sacri.—Dai tripodi d’oro si innalza il fumo degli incensi. Sacerdoti e Sacerdotesse.—Ramfis ai piedi dell’altare.—A suo tempo, Radamès.—Si sente dall’interno il canto delle Sacerdotesse accompagnato dalle arpe.
sacerdotesse- (Nell’interno.)
- Possente, possente Fthà! del mondo,
- Spirito animator, ah!
- Noi ti invochiamo!
- Immenso Fthà, del mondo
- Spirito fecondator,
- Noi ti invochiamo!
- Fuoco increato, eterno,
- Onde ebbe luce il sol,
- Noi ti invochiamo!
sacerdoti- Tu che dal nulla hai tratto
- L’onde, la terra e il ciel,
- Noi ti invochiamo!
- Nume che del tuo spirito
- Sei figlio e genitor,
- Noi ti invochiamo!
- Vita dell’universo,
- Mito di eterno amor,
- Noi ti invochiamo!
- [Radamès viene introdotto senz’armi.—Mentre va all’altare, le Sacerdotesse (ballerine) eseguiscono la danza sacra.—Sul capo di Radamès vien steso un velo d’argento.]
ramfis- Mortal, diletto ai Numi—a te fidate
- Son d’Egitto le sorti—Il sacro brando
- Dal Dio temprato, per tua man diventi
- Ai nemici terror, folgore, morte.
- (Volgendosi al Nume.)
- Nume, custode e vindice
- Di questa sacra terra,
- La mano tua distendi
- Sovra l’egizio suol.
radamès- Nume, che duce ed arbitro
- Sei d’ogni umana guerra,
- Proteggi tu, difendi
- D’Egitto il sacro suol!
- [Mentre Radamès viene rivestito delle armi sacre, le Sacerdotesse ed i Sacerdoti riprendono l’inno religioso e la mistica danza.]
fine dell’ atto primo
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