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Subject Area: Music
Topic: Opera and Liberty

SCENA II. - Giuseppe Verdi, Don Carlos: Opera in Four Acts [1867]

Edition used:

Don Carlos: Opera in Four Acts (New York: Fred Rullman, 1920). Metropolitan Opera House, Grand Opera, Libretto.

About Liberty Fund:

Liberty Fund, Inc. is a private, educational foundation established to encourage the study of the ideal of a society of free and responsible individuals.


SCENA II.

(Elisabettaesce dal Convento.)

Coro Di Donne.

La Regina!

Eboli (tra sè).

(Un’arcana mestizia sul suo core pesa ognora.)

Elisabetta.

(Sedendo presso il fonte).

Una canzon qui lieta risuonò.

(Tra sè.)

(Ahimè! spariro i dì che lieto era il mio cor!)

(Rodrigoappare nel fondo.Tebaldos’avanza verso di lui, gli parla un momento a voce bassa, poi torna alla Regina, presentandoRodrigo.)

Tebaldo.

Il marchese di Posa, Grande di Spagna.

Rodrigo.

(Inchinandosi alla Regina, poi covrendosi).

Signora! Per Vostra Maestà, l’augusta madre

Un foglio mi confidò in Parigi.

(Rodrigoporge la lettera alla Regina, e rapidamente le consegna un biglietto; quindi mostra alle dame il real foglio.)

(Leggete, in nome della grazia eterna.)

Ecco il regal suggel,

I fiordalisi d’or

(Elisabettarimane un momento immobile e confusa, mentreRodrigos’avvicina adEboli.)

Eboli (a mezza voce aRodrigo).

Che mai si fa nel suol francese così gentil, così cortese?

Rodrigo (adEboli).

D’un gran torneo si parla gia,

E del torneo il Re sarà.

Elisabetta.

(Tenendo in mano il biglietto).

Ah! non ardisco, aprirlo ancor;

Se il fo, tradisco del Re l’onor.

Eboli (aRodrigo).

Son le Francesi gentili tanto, e d’eleganza,

Di grazia han vanto.

Elisabetta.

Ah! perchè tremo!

Rodrigo (adEboli).

In voi brillar sol si vedrà la grazia insieme alla beltà

Eboli (aRodrigo).

È mai ver ch’alle feste regali le Francesi hanno tali beltà,

Che solo in ciel trovan rivali?

Elisabetta.

Quest’alma è pura ancora.

Dio mi legge in cor.

Rodrigo (adEboli).

La più bella mancar lor potrà.

Eboli (aRodrigo).

Dite è ver?

Nei balli a Corte, pei nostri manti la seta

E l’or sono eleganti?

Elisabetta.

(A parte, leggendo il biglietto.)

(Per la memoria che ci lega,

In nome d’un passato a me caro,

V’affidate a costui, ven prego—Carlo.)

Rodrigo (adEboli).

Tutto sta allor che s’ha la vostra grazia e la beltà.

Elisabetta (aRodrigo).

Grata io son. Un favor chiedete alla Regina.

Rodrigo (vivamente).

Accetto, e non per me.

Elisabetta (tra sè).

(Io mi sostengo appena!)

Eboli (aRodrigo).

Chi più degno di voi può sue brame veder appagate?

Elisabetta (tra sè).

(Oh terror!)

Eboli.

Ditelo, chi?

Elisabetta.

Chi mai?

Rodrigo.

Carlo ch’è sol il nostro amore

Vive nel duol su questo suol,

E nessun sa quanto dolore

Del suo bel cor fa vizzo il fior.

In voi la speme è di chi geme;

S’abbia la pace ed il vigor;

Dato gli sia che vi riveda,

Se tornerà, salvo sarà

Elisabetta (tra sè).

(Ahimè! io mi sostengo appena!

Gran Dio! Rivederlo . . . . . è morir!)

Eboli (tra sè).

(Amor avria, avria per me?

Perchè lo cela, perchè celarlo a me?)

Rodrigo.

Dato gli sia che vi riveda,

Se tornerà, salvo sarà,

Se tornerà Carlo fia salvo.

Elisabetta.

(ATebaldocon dignità e risoluzione).

Va, pronta io sono il figlio a riveder

Eboli (fra sè agitata).

(Oserà mai, oserà mai?

Potesse aprirmi, aprirmi il cor!)

(Rodrigoprende la mano d’Ebolie s’allontana con lei parlando sottovoce.)