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Subject Area: Music
Topic: Opera and Liberty

SCENA III. - Giuseppe Verdi, Don Carlos: Opera in Four Acts [1867]

Edition used:

Don Carlos: Opera in Four Acts (New York: Fred Rullman, 1920). Metropolitan Opera House, Grand Opera, Libretto.

About Liberty Fund:

Liberty Fund, Inc. is a private, educational foundation established to encourage the study of the ideal of a society of free and responsible individuals.


SCENA III.

Don Carlo e Rodrigo.

Rodrigo.

È lui! . . . . . . desso! . . . . . . l’Infante!

Don Carlo.

O mio Rodrigo!

Rodrigo.

Altezza!

Don Carlo.

Sei tu, ch’io stringo al seno?

Rodrigo.

O mio prence, signor!

Don Carlo.

È il ciel che a me t’invia nel mio dolor,

Angiol consolator!

Rodrigo.

O amato prence!

L’ora suonò; te chiama il popolo fiammingo!

Soccorrer tu lo dei; ti fa suo salvator!

Ma che vid’ io! quale pallor, qual pena!

Un lampo di dolor sul ciglio tuo balena!

Muto sei tu! sospiri! hai tristo il cor!

(Con trasporto d’affetto.)

Carlo mio, con me, dividi il tuo pianto, il tuo dolor!

Don Carlo.

Mio salvator, mio fratel, mio fedele,

Lascia ch’io pianga in seno a te!

Rodrigo.

Versami in cor il tuo strazio crudele,

L’anima tua non sia chiusa per me!

Parla!

Don Carlo.

Lo vuoi tu? La mia sventura apprendi

E qual orrendo stral il mio cor trapasso!

Amo . . . . . . d’un colpevol amor . . . . . . Elisabetta!

Rodrigo.

Tua madre! Giusto ciel!

Don Carlo.

Qual pallor! Lo sguardo chini al suol!

(Con disperazione.)

Tristo me! tu stesso, mio Rodrigo,

T’allontani da me?

Rodrigo.

No, Rodrigo ancor t’ama!

Io tel posso giurar.

Tu soffri? Gia per me l’universo dispar!

Don Carlo.

O mio Rodrigo!

Rodrigo.

Mio prence! Questo arcano dal Re non fu sorpreso ancora?

Don Carlo.

No!

Rodrigo.

Ottien dunque da lui di partir per la Fiandra.

Taccia il tuo cor; degna di te opra farai,

Apprendi omai in mezzo a gente oppressa a divenir un Re!

Don Carlo.

Ti seguirò, fratello

(Odesi il suono d’una campana.)

Rodrigo.

Ascolta! Le porte dell’asil s’apron già;

Qui verranno Filippo e la Regina.

Don Carlo.

Elisabetta!

Rodrigo.

Rinfranca accanto a me lo spirto che vacilla,

Serena ancora la stella tua nei cieli brilla!

Domanda al ciel dei forti la virtù!

Don CarloeRodrigo.

Dio, che nell’alma infondere

Amor volesti e speme,

Desio nel cor accendere

Tu dei di libertà,

Giuriamo insiem di vivere

E di morire insieme;

In terra, in ciel congiungere

Ci può la tua bontà. Ah!

(Filippo,conducendoElisabetta,appare in mezzo aiFrati.)

Rodrigo (aDon Carlo).

Vengon già.

Don Carlo.

Oh terror! Al sol vederla io tremo!

Rodrigo.

Coraggio!

(Rodrigos’è allontanato daDon Carloche s’inchina innanzi al Re cupo e sospettoso. Egli cerca di frenar la sua emozione.Elisabettatrasale nel rivederDon Carlo.Il Re e la Regina si avanzano, e vanno verso la cappella ov’è la tomba di Carlo V., dinanzi alla qualeFilippos’inginocchia per un istante a capo scoperto; quindi prosegue il suo cammino colla Regina.)

Coro Di Frati (nell’interno).

Carlo il sommo Imperatore

Non è più che muta polve:

Del celeste suo fattore

L’alma altera or trema al piè.

Grande’ è Dio, sol!

Don Carlo.

Ei la fe’ sua! Io l’ho perduta;

Ah! gran Dio!

Rodrigo.

Vien presso a me, il tuo cor più forte avrai!

Il Frate.

Ah! La pace, il perdon discendono dal ciel.

Grand’è Dio sol!

Don CarloeRodrigo

(Con entusiasmo).

Vivremo insiem e morremo insiem!

Sarà l’estremo anelito,

Sarà un grido: Libertà!

(Partono.)

PARTE SECONDA.

(Un sito ridente alle porte del chiostro di S. Giusto.—Una fontana; sedili di zolle; gruppi d’alberi d’aranci, di pini e di lentischi. All’orizzonte le montagne azzurre dell’Estremadura. In fondo a destra la porta del Convento. Vi si ascende per qualche gradino.)