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Front Page Titles (by Subject) PARTE PRIMA. - Don Carlos: Opera in Four Acts
Return to Title Page for Don Carlos: Opera in Four ActsThe Online Library of LibertyA project of Liberty Fund, Inc.Search this Title:Also in the Library:
PARTE PRIMA. - Giuseppe Verdi, Don Carlos: Opera in Four Acts [1867]Edition used:Don Carlos: Opera in Four Acts (New York: Fred Rullman, 1920). Metropolitan Opera House, Grand Opera, Libretto.
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PARTE PRIMA.(Il Chiostro del Convento di San Giusto.—A destra una cappella illuminata. Vi si vede attraverso ad un cancello dorato la tomba di Carlo Il.—A sinistra, porta che conduce all’esterno.—In fondo la porta interna del Chiostro-Giardino con alti cipressi—È l’alba.) SCENA I.Coro di Frati (nella cappella).Carlo il sommo Imperatore Non è più che muta cener: Del celeste suo fattore L’alma altera or trema al piè. Un Frate.(Prostrato innanzi alla tomba, prega sottovoce). Ei voleva regnare sul mondo Obliando Colui che nel ciel Segna agli astri il cammino fedel. L’orgoglio immenso fu, fu l’error suo profondo! Coro.Carlo il sommo Imperatore Non è più che muta cener; Del celeste suo fattore L’alma altera or trema al piè. Un Frate.Grand’è Dio sol, e s’Ei lo vuole Fa tremar la terra ed il ciel! Padre che arridi a’ tuoi fedel, Pietoso al peccator conceder tu vorrai Che la pace e il perdon su lui scendan dal ciel Grande è Dio sol! È grande Ei sol! Coro.Signor, il tuo furor non piombi sul suo cor. Grande è Dio sol! è grande Ei sol! (Il giorno spunta lentamente.Don Carlopallido ed esterrefatto erra sotto le volte del chiostro. Si arresta per ascoltare, e si scopre il capo. S’ode suonar una campana.—IlCorodei frati esce dalla cappella, traversa la scena e si perde nei corridoi del Chiostro.) SCENA II.Don Carlo e il Frate. Don Carlo.Al chiostro di San Giusto ove finì la vita L’avo mio Carlo Quinto, stanco di gloria e onor, La pace cercò invan che tanto ambisce il cor. Di lei che m’han rapita l’imago erra con me del chiostro nell’orror . . . . Il Frate.(Alzandosi ed avvicinandosi aDon Carlo). Il duolo della terra Nel chiostro ancor ci segue: Del core sol la guerra In ciel si calmerà! (Il Frateva via lento e grave, passando innanzi aDon Carlo.) Don Carlo (indietreggia spaventato).La sua voce! Il cor mi trema! Mi pareva . . . . . . qual terror! Veder l’imperator che nelle lane Il serto asconde e la lorica d’or. (Cupo.) È voce che nel chiostro appara ancor! Il Frate.(Nell’interno sempre più allontanandosi). Del core la guerra in ciel si calmerà! Don Carlo.Questa voce . . . . . . il cor trema . . . . . . o terror! o terror! SCENA III.Don Carlo e Rodrigo. Rodrigo.È lui! . . . . . . desso! . . . . . . l’Infante! Don Carlo.O mio Rodrigo! Rodrigo.Altezza! Don Carlo.Sei tu, ch’io stringo al seno? Rodrigo.O mio prence, signor! Don Carlo.È il ciel che a me t’invia nel mio dolor, Angiol consolator! Rodrigo.O amato prence! L’ora suonò; te chiama il popolo fiammingo! Soccorrer tu lo dei; ti fa suo salvator! Ma che vid’ io! quale pallor, qual pena! Un lampo di dolor sul ciglio tuo balena! Muto sei tu! sospiri! hai tristo il cor! (Con trasporto d’affetto.) Carlo mio, con me, dividi il tuo pianto, il tuo dolor! Don Carlo.Mio salvator, mio fratel, mio fedele, Lascia ch’io pianga in seno a te! Rodrigo.Versami in cor il tuo strazio crudele, L’anima tua non sia chiusa per me! Parla! Don Carlo.Lo vuoi tu? La mia sventura apprendi E qual orrendo stral il mio cor trapasso! Amo . . . . . . d’un colpevol amor . . . . . . Elisabetta! Rodrigo.Tua madre! Giusto ciel! Don Carlo.Qual pallor! Lo sguardo chini al suol! (Con disperazione.) Tristo me! tu stesso, mio Rodrigo, T’allontani da me? Rodrigo.No, Rodrigo ancor t’ama! Io tel posso giurar. Tu soffri? Gia per me l’universo dispar! Don Carlo.O mio Rodrigo! Rodrigo.Mio prence! Questo arcano dal Re non fu sorpreso ancora? Don Carlo.No! Rodrigo.Ottien dunque da lui di partir per la Fiandra. Taccia il tuo cor; degna di te opra farai, Apprendi omai in mezzo a gente oppressa a divenir un Re! Don Carlo.Ti seguirò, fratello (Odesi il suono d’una campana.) Rodrigo.Ascolta! Le porte dell’asil s’apron già; Qui verranno Filippo e la Regina. Don Carlo.Elisabetta! Rodrigo.Rinfranca accanto a me lo spirto che vacilla, Serena ancora la stella tua nei cieli brilla! Domanda al ciel dei forti la virtù! Don CarloeRodrigo.Dio, che nell’alma infondere Amor volesti e speme, Desio nel cor accendere Tu dei di libertà, Giuriamo insiem di vivere E di morire insieme; In terra, in ciel congiungere Ci può la tua bontà. Ah! (Filippo,conducendoElisabetta,appare in mezzo aiFrati.) Rodrigo (aDon Carlo).Vengon già. Don Carlo.Oh terror! Al sol vederla io tremo! Rodrigo.Coraggio! (Rodrigos’è allontanato daDon Carloche s’inchina innanzi al Re cupo e sospettoso. Egli cerca di frenar la sua emozione.Elisabettatrasale nel rivederDon Carlo.Il Re e la Regina si avanzano, e vanno verso la cappella ov’è la tomba di Carlo V., dinanzi alla qualeFilippos’inginocchia per un istante a capo scoperto; quindi prosegue il suo cammino colla Regina.) Coro Di Frati (nell’interno).Carlo il sommo Imperatore Non è più che muta polve: Del celeste suo fattore L’alma altera or trema al piè. Grande’ è Dio, sol! Don Carlo.Ei la fe’ sua! Io l’ho perduta; Ah! gran Dio! Rodrigo.Vien presso a me, il tuo cor più forte avrai! Il Frate.Ah! La pace, il perdon discendono dal ciel. Grand’è Dio sol! Don CarloeRodrigo(Con entusiasmo). Vivremo insiem e morremo insiem! Sarà l’estremo anelito, Sarà un grido: Libertà! (Partono.) |

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