Econlib

The Library

Other Sites

Front Page arrow Titles (by Subject) arrow SCENA III. - Don Carlos: Opera in Four Acts

Return to Title Page for Don Carlos: Opera in Four Acts

Search this Title:

Also in the Library:

Subject Area: Music
Topic: Opera and Liberty

SCENA III. - Giuseppe Verdi, Don Carlos: Opera in Four Acts [1867]

Edition used:

Don Carlos: Opera in Four Acts (New York: Fred Rullman, 1920). Metropolitan Opera House, Grand Opera, Libretto.

About Liberty Fund:

Liberty Fund, Inc. is a private, educational foundation established to encourage the study of the ideal of a society of free and responsible individuals.


SCENA III.

Elisabetta, Don Carlo.

(Elisabettasi pone a sedere sopra un masso di roccia ed alza lo sguardo suDon Carloin piedi innanzi ad essa.Don Carlorompe alcuni ramoscelli sparsi a terra ed avviva il fuoco.)

Elisabetta (sorpresa).

Al mio pie perchè!

Don Carlo.

(Mirando laRegina,piega il ginocchio).

Alla guerra, quando il ciel per tenda abbiam,

Sterpi chiedere alla terra per la fiamma noi dobbiam!

Già, già. . . . . .la stipa diè la bramata scintilla,

E la fiamma ecco già brilla.

Al campo allor che splende così vivace e bella

La messaggiera ell’è di vittoria, d’amor.

Elisabetta.

E lasciaste Madrid?

Don Carlo.

Si.

Elisabetta.

Conchiuder questa sera la pace si potrà?

Don Carlo.

Sì, pria del dì novel stipular l’imeneo

Col figlio del mio Re, con Don Carlo si dè.

Elisabetta.

Ah! favelliam di lui.

Ah! Terror arcano invade questo core

Esul lontana andrò, la Francia lascierò!

Ma pari al mio vorrei di lui l’amore.

Don Carlo.

Carlo vorrà viver al vostro piè,

Arde d’amore; nel vostro core ha fè.

Elisabetta.

Io lascierò la Francia e il padre insieme;

Dio lo vuol, partirò; un’altra patria avrò,

N’andrò giuliva e pieno il cor di speme.

Don Carlo.

E Carlo pur amandovi vivrà:

Al vostro piè lo giuro, ei v’amerà.

Elisabetta.

Perchè mi balza il cor? Ciel! chi siete mai?

Don Carlo.

(Dandole una busta ornata di gemme.)

Del prence messager, per voi questo recai.

Elisabetta.

Un suo don!

Don Carlo.

V’inviò l’immagin sua fedel, noto vi fia così.

Elisabetta.

Gran Dio! io lo vedrò!

Non oso aprir. . . . . .

Ah! ma pur vederlo bramo. . . . . .

(Guarda il ritratto e riconosceDon Carlo.)

Possente Iddio!

Don Carlo.

(Cadendo a’ suoi piedi).

Carlo son io. . . . . .e t’amo, sì t’amo!

Elisabetta (tra sè).

(Di qual amor, di quant’ardor

Quest’alma è piena!

Al suo destin voler divin

Or m’incatena. . . . . .

Arcan terror m’avea nel cor,

E ancor ne tremo

Amata io son, gaudio supremo

Ne sento in cor!)

Don Carlo.

Sì, t’amo, te sola io bramo,

Vivrò per te, per te morrò.

Elisabetta.

Se l’amor ci guidò, se a me t’avvicinò,

Il fe’ perchè ci vuol felici appieno.

(S’ode il tuonar lontano del cannone.)

Qual rumor!

Don Carlo.

Il cannone echeggiò.

Elisabetta.

Fausto dì!

Questo è segnal di festa!

Don CarloeElisabetta.

Sì, lode al ciel, la pace è stretta!

(I veroni illuminati di Fontainebleau brillano in lontananza.)

Elisabetta.

Qual baglior?

È il castel che risplende così.

Don Carlo

(StringendoElisabettafra le braccia).

Sparì l’orror della foresta;

Tutto è gioia, splendor,

Tutto è delizia, amor.

Elisabetta.

Oh ciel!

ElisabettaeDon Carlo.

Il ciel ci vegga alfin uniti cor a cor

Nell’imeneo che Dio ci appresta.

Don Carlo.

Ah! non temer, ritorna in te,

O bella fidanzata! Angel d’amor,

Leva su me la tua pupilla amata.

Elisabetta.

Se tremo ancor, terror non è,

Mi sento già rinata!

A voluttà nuova per me

È l’alma abbandonata.

A Due.

Rinnovelliam ebbri d’amor

Il giuro che ci univa;

Lo disse il labbro, il ciel l’udiva,

Lo fece il cor.

(Tebaldoentra coiPaggi,portando fiaccole. IPaggirestano nel fondoTebaldos’avanza solo versoElisabetta.)

Tebaldo.

(Prostrandosi e baciando la veste d’Elisabetta).

Al fedel ch’ora viene, o signora,

Un messaggio felice a recar,

Accordate un favor; di serbarmi con voi

Nè mai lasciarvi più.

Elisabetta.

(Facendogli cenno d’alzarsi).

Sia pur!

Tebaldo.

Regina, vi saluto, sposa a Filippo re.

Elisabetta (tremante).

No, no! sono all’infante dal padre fidanzata.

Tebaldo.

Al monarca spagnuol v’ha Enrico destinata.

Siete Regina.

Elisabetta.

Ahimè!

Don Carlo (tra sè).

(Nel cor mi corse un gel!

L’abisso s’apre a me!

E tu lo soffri, o ciel!)