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Subject Area: Music
Topic: Opera and Liberty

SCENA II. - Giuseppe Verdi, Don Carlos: Opera in Four Acts [1867]

Edition used:

Don Carlos: Opera in Four Acts (New York: Fred Rullman, 1920). Metropolitan Opera House, Grand Opera, Libretto.

About Liberty Fund:

Liberty Fund, Inc. is a private, educational foundation established to encourage the study of the ideal of a society of free and responsible individuals.


SCENA II.

Don Carlo.

Fontamebleau! foresta immensa e solitaria!

Quai giardin, quai rosai, qual Eden di splendore

Per Don Carlo potrà questo bosco valer,

Ove Elisabetta sua sorridente apparì!

Lasciai l’Iberia, la corte lasciai.

Di Filippo sfidando il tremendo furore,

Confuso nel corteo del regio Ambasciador;

Potei mirarl’alfin, la bella fidanzata!

Colei che vidi pria regnar sull’alma mia,

Colei che per l’amor regnerà sul mio cor!

Io la vidi e al suo sorriso

Scintillar . . . . . . mi parve il sole;

Come l’alma al paradiso

Schiuse a lei la speme il vol.

Tanta gioia a me prometto

Che s’innebria questo cor;

Dio, sorridi al nostro affetto,

Benedici una casto amor.

(Don Carlocorre sulle tracce dElisabetta; ma s’arresta incerto ed ascolta. Un suono di corno si fa udir di lontano, poi tutto ritorna nel silenzio.)

Il suon del corno alfin nel bosco tace.

(Ascoltando.)

Non più dei cacciator echeggiano i clamor!

Cadde il dì! Tace ognun! E la stella primiera

Scintilla nel lontan spazio azzurrin.

Come del regio ostel rinvenire il cammin?

Questa selva è tanto nera!

Tebaldo (di dentro).

Olà scudier! olà! paggi del Re!

Don Carlo.

Qual voce risuonò nell’oscura foresta?

Tebaldo.

Olà . . . . . venite, boscaiuoli, a me!

(TebaldoedElizabettascendono da un sentiero.)

Don Carlo.

(Ritirandosi in disparte).

Oh! vision gentile, ver me s’avanza!

Tebaldo (con terrore).

Non trovo più la via per ritornar . . . .

Ecco il mio braccio; sostegno a voi fia.

La notte è buia, il gel vi fa tremar;

Andiam ancor. . . . . .

Elisabetta.

Ahi! come stanca sono!

(Don Carloappare e s’inchina adElisabetta.)

Tebaldo

(Atterrito aDon Carlo).

Ciel! ma chi sei tu?

Don Carlo (adElisabetta)

Io sono uno stranier, uno spagnuol.

Elisabetta (vivamente).

Di quei del corteo ch’accompagnan

Il signore di Lerma, Ambasciator di Spagna?

Don Carlo (con foco).

Si, nobil donna? E scudo a voi sarò.

Tebaldo.

(In fondo al teatro).

Qual piacer! brillar lontano

Laggiù mirai Fontainebleau.

Per ricondurvi al regio ostello

Sino al castel io correrò.

Elisabetta (con autortà).

Va, non temer per me;

La regal fidanzata di Don Carlo son io!

Ho fe’ nell’onore spagnuol!

Paggio, al castel t’affretta!

(MostrandoDon Carlo.)

Ei difender saprà la figlia del tuo Re.

(Don Carlola saluta, e, la mano sulla spada, si pone dignitosamente alla destra d’Elisabetta. Tebaldos’inchina ed esce dal fondo.)